Tanti articoli e recensioni sulla salute e sul benessere!

Farmers market: qualità vera

Il farmers market o mercato del contadino altro non è che un punto vendita gestito direttamente dagli agricoltori della nostra città, nel quale è possibile acquistare frutta e verdura rigorosamente di stagione, a km zero, e caratterizzate da una freschezza e da profumi difficilmente eguagliabili.

Queste prelibatezze naturali passano direttamente dal campo alla nostra tavola, mantenendo sia le necessarie qualità di sicurezza sanitaria che, soprattutto, le peculiarità organolettiche, dalla consistenza alla fragranza degli aromi della frutta appena colta. Ed è proprio il susseguirsi biologico e cronologico delle stagioni che determina il suo assortimento completo, vario e mai ripetitivo , e che gli conferisce un aspetto cromatico, olfattivo e tattile sempre vario, affascinante e mutevole, garantendo un idilliaco rapporto con l’ambiente, grazie alla presenza di frutta e verdura solo di stagione, senza importazioni dall’estero, stoccaggi, trattamenti conservanti e trasporti transfrontalieri costosi ed inquinanti, che nel complesso genererebbero un aggravio per la nostra salute, per la salute dell’ambiente e, perché no, anche per le nostre tasche.

La filiera produttiva è dinanzi a noi, il produttore è davanti a noi, pronto e disponibile a soddisfare ogni nostra curiosità ed esigenza. Si sente spesso affermare che per mangiare sano si deve spendere molto, tale concetto è vero fino ad un certo punto, in quanto i costi sono direttamente proporzionali ai passaggi ed alle trasformazioni subite dal campo sino alla tavola, ma nel farmers market c’è un unico passaggio, senza trasformazioni, prezzi competitivi e qualità e freschezza ai massimi livelli.

In più oltre al cibo locale sano e fresco, si sostengono pure l’agricoltura di zona e l’ambiente circostante, limitando al minimo i consumi di anidride carbonica per trasporti e trasformazioni. E volendo tale inquinamento lo possiamo portare quasi a zero, andando ad esempio al mercato del contadino in bicicletta, favorendo sia il nostro corpo che la natura. A breve saranno presenti mele e noci appena colte, nonché deliziosi funghi coltivati dalle sbrise ai pioppini passando per i cardoncelli: pregiate materie prime fresche con cui preparare piatti genuini e gustosi, frugali o sofisticati a seconda dei vostri gusti e, perché no, magari inventarne di nuovi sfruttando i guizzi creativi dentro ognuno di noi.

Una curiosità: le mele rosse quest’anno, come le Stark Delicious, grazie all’amalgama del meteo, prima molto piovoso e poi decisamente assolato, hanno raggiunto dimensioni e grado zuccherino superiori alle aspettative, e bucce(pericarpi) di un bellissimo rosso, croccanti, gustose e ricche di principi nutritivi. Non lasciatevele sfuggire!

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Proviamo ad essere più freegan!

Per chi non lo sapesse, freegan è una parola composta da free (libero, ma anche gratuito) e vegan (filosofia di vita che rifiuta ogni forma di sfruttamento degli animali, che sia per alimentazione, abbigliamento, spettacolo e ogni altro scopo). Creato da Alan Weissman, questo termine identifica un movimento, un modo di condurre la vita evitando di partecipare all’economia convenzionale e riducendo al minimo il consumo delle risorse. La condotta freegan è improntata sulla vita comunitaria, la generosità, l’impegno sociale, la libertà, la cooperazione e la condivisione, tutti concetti che sembrano non adattarsi alla nostra società materialista, competitiva e standardizzata.

I freegan portano al massimo livello possibile il rispetto per la natura; infatti, convinti che la loro avversione e lotta contro solo alcune corporations non avesse nessun risultato soddisfacente e che comunque non fosse sufficiente, si sono schierati contro l’intero sistema economico. Boicottano le regole del sistema economico che spinto dalla sola idea del profitto ignora qualsiasi considerazione etica e anzi danneggia il nostro ambiente. Quindi, i freegan fanno a meno dell’attività tipica del mondo del consumismo: l’acquisto. Evitano, per quanto possibile, di comprare ciò che serve loro per vivere. Aggiustano quello che trovano e scambiano in modo gratuito, raccolgono tutto ciò che di commestibile cresce nei parchi, coltivano orti. Poi praticano il dumpster diving ossia recuperano dai rifiuti tutto ciò che è ancora utilizzabile, tutto ciò che il mondo consumista elimina. Nei rifiuti si trovano enormi quantità di cibo ancora confezionato, cestinato solo perché prossimo alla data di scadenza o ammaccato. I freegan recuperano quello che la società del consumo e dello spreco ritiene scarto. Il dumpster diving sarà un po’ estrema come pratica, ma diminuire la nostra dose di consumismo non farebbe male a nessuno.

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Sladka Istra 2013: Dolce Istria il festival internazionale dei dolci e prodotti dolciari!

Giusto a dieci minuti dal confine italiano, nella bellissima città slovena di Capodistria (Koper) il 21 e il 22 settembre 2013 si svolgerà il festival internazionale dell’arte dolciaria Sladka Istra 2013, in italiano Dolce Istria. Per chi fosse nei paraggi o vivesse nelle regioni che confinano con la Slovenia, vale assolutamente prendersi un weekend di dolcezza per visitare i numerosi espositori e partecipare alle conferenze, dimostrazioni e workshop! Lo scopo dell’evento è di rievocare e recuperare l’antica arte pasticcera dei nostri antenati, trattando allo stesso tempo le innovazioni più moderne del settore pasticceria in Slovenia e nel mondo. Tra le viuzze dell’incantevole città di mare di Capodistria scoprirete le tradizioni, le nuove tecniche dolciarie e potrete perdervi tra i vari assaggi e acquisti golosi tra i vari banchetti. A proposito di assaggi, gli organizzatori hanno pensato a un coupon degustazione per poter liberamente approffittare di un pasticcino o di un invitante cioccolatino. A Sladka Istra, non mancheranno numerose attività sia per grandi sia per piccini, di tipo pratico, teorico e dimostrativo e potrete assistere alle premiazioni dei vincitori dei contest “Il più originale dolce dell’Istria”, “Moscato della dolce Istria” e “La migliore torta della Dolce Istria”. Se siete in zona o vi va un weekend all’insegna della dolcezza e della golosità prendetevi il tempo di visitare questo festival unico sullo sfondo della meragliosa Koper. Per maggiori informazioni sugli espositori e programma dettagliato delle due giornate, visitate il sito ufficiale dell’evento www.sladka-istra.si

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Sana 2013

Dal 7 al 10 settembre, a Bologna si svolgerà la 25esima edizione di SANA, la manifestazione che dal 1989, rappresenta l’evento leader in Italia dei prodotti biologici, naturali e di erboristeria. Nel 2013 SANA compie 25 anni, un quarto di secolo, in cui la manifestazione ha saputo rinnovarsi e aggiornarsi di continuo per stare al passo con lo sviluppo e la crescita del settore del biologico e dei prodotti naturali. A questo evento sono esposti solo ed esclusivamente prodotti biologici certificati o prodotti naturali. Allo stesso modo, il pubblico di visitatori è selezionato e ne fanno parte buyer della GDO, distributori, negozianti specializzati, professionisti della ristorazione, erboristi, parafarmacisti, farmacisti e operatori sanitari. Dato il traguardo importante di 25 anni di operato, SANA 2013 celebrerà l’anniversario con un programma d’eventi e di contenuti speciali, confermandosi nel ruolo di manifestazione di riferimento nel panorama italiano e internazionale. Oltre ad offrire ai visitatori un panorama completo su prodotti da agricoltura biologica, prodotti a base di erbe officinali, prodotti cosmetici naturali e biologici e altri prodotti naturali, SANA proporrà convegni e worshop (sono previsti più di 100 momenti di incontro) e il conferimento Sanaward Benessere, premio pensato per mettere in luce le erboristerie più innovative e al passo con i tempi. La sezione Sana Novità, esporrà, invece, tutti i nuovi prodotti segnalati dalle aziende espositrici, mentre L’Osservatorio presenterà a Sana i risultati delle ricerche per informare aziende, media e operatori professionali sui dati di mercato e sulle nuove tendenze inerenti al settore. Infine, Sana Academy, è la sezione nata con lo scopo di offrire delle possibilità di formazione, con corsi di aggiornamento qualificati sui temi più attuali condotti da esperti italiani e internazionali. Per ulteriori informazioni, vi invitiamo a consultare il sito ufficiale di SANA 2013 www.sana.it, dal quale è possibile già da ora sia acquistare i biglietti di ingresso per la manifestazione, sia compilare la domanda di partecipazione come espositore.

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Il lucro sui prodotti per celiaci: appello di una mamma

Il prezzo riportato sull’etichetta dei prodotti per celiaci è un prezzo giusto? Marina Pellizzari, una donna di Verona, celiaca e mamma di un bambino celiaco, ha lanciato un’appello sulla piattaforma web change.org, per attirare l’attenzione del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. La richiesta di questa mamma è molto semplice: che i buoni spesa da 100 euro che vengono erogati dallo stato ogni mese, siano spendibili anche al supermercato e non solo in farmacia. In Italia si contano più di 135mila celiaci, 12mila di questi hanno subito aderito alla campagna iniziata da Marina. L’indignazione deriva dal prezzo esorbitante dei prodotti senza glutine. “Non mi piace il fatto che si lucri sulla celiachia – scrive Marina nella presentazione della petizione su change.org – non si può pagare un chilo di farina che è semplicemente un misto di farina e amido di riso e mais 6,70 euro, è un furto”. I prodotti per celiachi, inoltre, che non sono affatto medicinali, ma prodotti con ingredienti selezionati per incontrare l’esigenze di chi è intollerante al glutine, in farmacia si vendono a un prezzo nettamente maggiore rispetto al quelli del supermercato. Nonostante ciò, la spesa annua di un celiaco risulta molto più costosa rispetto a chi non ha problemi di intolleranze. Questo può essere un elemento scoraggiante nel momento degli acquisti e che limita le scelte economiche di chi non per sua volontà non può consumare prodotti contenenti glutine. L’appello di Marina, indirizzato al ministro Lorenzin, è una richiesta di equanimità, nella speranza che lo stato intervenga perché non si speculi più sui prodotti per celiaci.

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Settimana crudista: a settembre fornelli spenti sul Monte Rosa

Se amate esplorare i diversi universi e stili di vita che ruotano attorno al cibo, amate la montagna e l’idea di una vacanza alternativa vi alletta, vi segnaliamo la “Settimana crudista” che si terrà in Val d’Aosta dall’8 al 14 settembre presso il Romantik Hotel Jolanda Sport di Gressoney La Trinitè.

Un’idea per esplorare i segreti del mondo del crudismo, un modello di alimentazione per il quale si sceglie di consumare prodotti, generalmente di origine biologica, non lavorati e soprattutto non cotti perché secondo i sostenitori di questo regime alimentare la cottura altererebbe le proprietà degli alimenti privandoli in gran parte delle vitamine e i sali minerali che li caratterizzano.

La particolarità dell’iniziativa con vista sul Monte Rosa è l’unione tra vacanza in montagna e corso di cucina; il programma prevede infatti mattinate di passeggiate e relax tra gli splendidi paesaggi della zona per poi nel pomeriggio (non) mettersi ai fornelli per il corso di cucina crudista. A condurre le lezioni sarà una professionista del campo: Laura Cuccato, che insegnerà agli ospiti a realizzare ricette nuove ed esclusive, rispettando i principi della “filosofia” crudista. A cena infine, si potrà godere dei sapori e dei frutti del lavoro pomeridiano.

È possibile partecipare al solo corso di cucina o scegliere il pacchetto che comprende anche il soggiorno in hotel, di certo un’idea originale e curiosa per le ultime vacanze d’estate.

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No Seconds – Comfort Food e Fotografia: Henry Hargreaves sbarca a Venezia

Un momento complicato, una giornata andata storta, un po’ di tristezza, una situazione difficile da affrontare … Poi un’occhiata al frigo e alla dispensa e quel cibo, quel piatto per noi speciale che fa andare tutto al suo posto o almeno migliora l’umore e fa sembrare tutto un po’ più semplice, ci consola ecco. Magie del cibo, più esattamente del comfort food: quel cibo in particolare, che sottolinea il momento e consola palato e anima. È esattamente questo il leitmotiv di Henry Hargreaves, No Seconds – Comfort Food e Fotografia, l’eccezionale lavoro di Henry Hargreaves, in mostra a Venezia dal 7 settembre al 24 novembre. Il fotografo neozelandese che ha fatto del connubio tra cibo e fotografia il suo marchio di fabbrica, espone per la prima volta le sue opere in Europa realizzando un percorso visivo unico nel suo genere a partire dalla location che ospiterà l’evento: il museo della follia di San Servolo, ex manicomio maschile veneziano. Il cibo come conforto attraversa tutte le sezioni della mostra, a partire dalla serie da cui scaturisce l’iniziativa messa in scena a Venezia: No Seconds, dedicata agli ultimi pasti dei condannati a morte nelle carceri americane; si potranno poi vedere alcuni scatti delle serie Band Riders che immortalano i peccati di gola delle star nel momento delicato prima di salire sul palco e Deep Fried Gadgets dove la tecnologia “fritta” fa emergere prepotentemente il lavoro di ricerca di Hargreaves tra cibo e cultura di massa. Un evento inusuale che soddisferà gli appassionati di entrambe le materie e sarà arricchito dalla presenza di noti chef italiani che prenderanno parte alle attività previste a margine della mostra, tra le quali dibattiti sul tema, degustazioni e un movie contest per il pubblico della rete.

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Hamburger di cellule staminali per vegetariani? Sì o no?

Poco più di due settimane fa, tutti i mezzi di comunicazione parlavano di un’incredibile innovazione: l’hamburger di cellule staminali. Dopo mesi e mesi di studi ed esperimenti, gli scienziati della Maastricht University in Olanda sono riusciti a trasformare un mucchietto di staminali in un pezzo di carne, che è stato presentato e degustato per la prima volta all’inizio del mese di agosto a Londra. L’opinione pubblica si è già sbizzarrita a proposito. C’è chi lo chiama “Frankenburger” (da Frankenstein) poiché è un prodotto non naturale, fatto in laboratorio, con tutti i rischi da questo derivanti. C’è chi ha già individuato nell’hamburger sintetico la carne per vegetariani, un’alternativa ecologica alla carne vera e propria. Come spiega lo stesso autore della ricerca Mark Post: «Le mucche hanno bisogno di 100 grammi di proteine vegetali per produrre solo 15 g di proteine animali commestibili. Quindi abbiamo bisogno di usare moltissimo cibo per nutrirle, per poi nutrirci della loro carne. Con la carne coltivata non bisogna uccidere la mucca e in più non viene prodotto metano». Un risparmio nell’uso di terra e acqua e un consumo globale di energia inferiore del 70%. I critici culinari che l’hanno assaggiato in anteprima dicono che la consistenza è quella giusta, ma sul gusto c’è ancora da lavorare. Di tempo ce n’è, visto che il costo attuale per una polpetta di carne è di 250.000 sterline (290.000 euro). Ma la vera questione è, cosa ne pensano i vegetariani? Lo mangereste l’hamburger sintetico?

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Universo Vegano: il primo fast food vegano made in Italy!

Se fino a poco tempo fa, i fast food erano off-limits per vegetariani e vegani, con la nascita della catena di punti vendita take away Universo Vegano, anche in Italia vegani, vegetariani e, perché no, anche gli “onnivori” possono trovare un fast food totalmente cruelty-free! Il primo Universo Vegano è nato a Roma lo scorso marzo, il franchising si è poi rapidamente diffuso anche in altre città italiane, come Varese, Savona, Cagliari, Verona, Milano, Torino, un secondo punto a Roma, e c’è in progetto di esportare l’iniziativa anche all’estero. La mission che sta alla base della creazione di Universo Vegano, è quella di offrire un prodotto alimentare invitante ed economico, con tutti i requisiti del fast food, che però, allo stesso tempo rispetti gli animali e che sposi uno stile di vita non violento e ambientalmente sostenibile! Per di più, gli alimenti utilizzati sono tutti naturali e possibilmente a km0, contribuendo a lanciare un messaggio di vita sostenibile per tutti, animali compresi. Se visitate il sito di Universo Vegano, potrete farvi un idea del variopinto menù che viene offerto nei negozi: dalle piadine, ai kebab vegetali, dai hot-dog di wurstel vegetali, ai diversi tipi di burger (con funghi, spinaci, verdure, lenticchie, legumi e cereali!). Oltre all’impegno a soddisfare l’esigenza di un “boccone veloce” cruelty-free, Universo Vegano si impegna anche a devolvere parte dei propri ricavi per sostenere “Pianta una pianta”, iniziativa benefica in collaborazione con l’associazione Onlus Poilon, che ha come obiettivo quello di contribuire alla riforestazione del deserto del Turkana in Kenya, zona resa desertica e inospitale dai cambiamenti climatici.

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Miss Washington DC dice no ai test sugli animali!

Bindu Pamarthi, eletta miss Washington DC 2013 e una delle giovani partecipanti alla parata di Miss America, dice no ai test sugli animali, firmando la petizione “Be Cruelty-Free” promossa dalla HSUS, Humane Society degli Stati Uniti. L’iniziativa fa parte di una campagna condotta a livello mondiale per mettere fine ai test sugli animali per l’industria cosmetica negli Stati Uniti.

Bindhu Pamarthi Miss Johnston County

Questa pratica disumana è già stata vietata in molti paesi come Israele, India e in tutta l’Unione Europea, ma negli Stati Uniti continua a essere all’ordine del giorno. In più, diversamente da quanto accade in Europa, la maggior parte della popolazione ignora ancora che moltissimi prodotti, come trucchi, creme e lozioni, prima di essere messe in vendita vengono testate sugli animali, pratica da tempo consolidata, ma che non dimostra con certezza che tali prodotti possano essere usati senza pericolo dall’essere umano. Bindu Pamarthi ha rilasciato una dichiarazione per il sito della HSUS in cui ha affermato “Gli animali non dovrebbero soffrire in nome della nostra bellezza esteriore. Vorrei poter lavorare con l’industria della cosmesi in modo da portare il mio contributo Cruelty-free alla parata di Miss America”. Chissà che questo messaggio di compassione e di rispetto per tutti gli essere viventi sia d’esempio per molte donne e ragazze e che Miss Washington DC sia la prima di tante altre reginette di bellezza che stiano dalla parte degli animali nella lotta contro i test dell’industria cosmetica!

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