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Regali per amici vegetariani…e non!

Natale è arrivato e pensare a dei regali per amici vegetariani (o vegani) vi mette in crisi? Ecco qualche spunto e qualche idea concreta per trovare il regalo azzeccato non solo per i nostri amici veg, ma anche per quelli più salutisti o attenti all’ecologia e al risparmio. E chissà… magari potrete trovare queste idee interessanti anche per un onnivoro o, non si sa mai, anche per voi! Vediamo un po’ che ci siamo inventati:

Germogliatore

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Un germogliatore è sempre un ottima idea per chi ama l’autoproduzione e vuole risparmiare coltivando da sè i propri germogli da consumare nelle insalate o nelle zuppe! Ce ne sono di diversi tipi: il più economico, pratico e facile da pulire è sicuramente il germogliatore in plastica, ma lo troviamo anche nella versione in vetro e nella versione in terracotta o in ceramica. Ognuno di questi svogle perfettamente la sua funzione, anche se bisogna dire che il germogliatore in terracotta ha la proprietà di assorbire l’umidità in eccesso e di mantenere la temperatura ottimale.

Estrattore di succo a freddo:

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L’estrattore di succo a freddo, è un regalo molto apprezzato, soprattutto dai veri sostenitori di una dieta salutare! Questa macchina permette di estrarre il massimo del succo della frutta e delle verdure senza alterare le proprietà nutritive e con il minimo dello scarto! Ce ne sono di diversi modelli e il prezzo minimo si aggira intorno ai 150€. Se volete spendere un po’ meno, a un costo più contenuto trovate le centrifughe (a partire da 50-60€) che estraggono anch’esse succhi, ma tendono a produrre una maggiore quantità di scarti. Con l’estrattore è possibile produrre in pochi secondi dei succhi di frutta e/o verdura pieni di vitamine e antiossidanti, da integrare in una dieta sana ed equilibrata, perfetti anche in caso di diete dimagranti o per preparare succhi fatti in casa per i bambini. Insieme all’estrattore potete suggerire le ricette dei nostri succhi:
Centrifuga di barbabietola rossa, mela, carota e zenzero
Centrifuga abbronzante
Centrifuga energizzante

Vegetable Milk Maker

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Grazie al vegetable milk maker è possibile autoprodurre il proprio latte di soia, di avena, di riso e di farro! Può essere l’idea regalo perfetta per i vostri amici o parenti vegetariani o anche per chi tra i vostri cari è intollerante al latte vaccino e vorrebbe risparmiare preparando da sè il proprio latte vegetale. Lo si trova in negozi specializzati o in negozi di elettrodomestici ben forniti a un costo medio di 120€, ma si può risparmiare sul prezzo acquistando online.

Vaporiera

vaporiera

Un regalo azzeccatissimo per vegetariani e salutisti (ma non solo) è sicuramente la vaporiera! La cottura a vapore consente di preservare i nutrienti e le vitamine contenuti nel cibo senza alterarli o perderli, come succederebbe attraverso altri tipi di cotture. Inoltre è un tipo di cottura adattissimo per chi è a dieta perché consente di cuocere gli alimenti senza utilizzare grassi. Se ne trovano di molti tipi, anche se quello in ceramica e quello in bambù sono quelli più consigliati.

Collezione di spezie

spezie

Le spezie sono un dono molto particolare e molto apprezzato, insaporiscono e impreziosiscono i piatti che prepariamo e contengono moltissime proprietà utili al nostro organismo. Potete scegliere di regalare qualche vasetto di spezie ai vostri amici, scegliendo quelle che più vi piacciono o che più vi incuriosiscono. Se non avete molta fantasia, possiamo consigliarvi la curcuma, il cumino, lo zenzero e il cardamomo, perfetti per creare un curry personalizzato. In questo caso, il packaging è fondamentale: potete comprare dei vasetti carini (di vetro e ben sigillati) o riciclare dei vasetti di vetro e abbellirli con delle etichette scritte da voi e dei nastrini. Così facendo otterrete un regalo utile, economico e pieno di affetto per i vostri cari.

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I mercatini di Natale più belli del mondo!

L’8 dicembre è da sempre la data simbolo dell’inizio del periodo natalizio: dalle grandi città ai piccoli paesini, tutti si vestono a festa per festeggiare il Natale. I mercatini di Natale, originari del centro Europa, sono il massimo simbolo di questo periodo in cui ci si riunisce attorno alla propria piazza dove riaffiorano sapori dolciastri e odore di legno che subito fanno ricordare quando da bambini giravamo tra queste bancarelle, magari sorseggiando del buon tè caldo mentre i nostri genitori il tradizionale vin brulé. Ecco a voi i mercatini più belli del Mondo intero!

Mercatini di Natale a Bolzano, il mercatino più grande d’Italia

Da sempre conosciuto per la sua unicità, il mercatino di Natale di Bolzano nasce nel 1990 riprendendo la tradizione tedesca. Situato nel centro della città, in un’atmosfera quasi surreale, il grande albero di Natale, ai piedi del quale si trova un grazioso presepe in versione rustica alpina, è attorniato da più di 70 espositori e diversi stand gastronomici pronti a coccolare ciascun visitatore.
Dal 29/11/2013 al 6/01/2014

Mercatino di Natale a Levico, il mercatino in collina

Posizionato nel secolare parco degli Asburgo, le luci che addobbano gli alberi segnano la via lungo la collina che i visitatori devono seguire per arrivare in cima; le casette, nascoste tra le fronde, ospitano i “polentai” sempre dediti a cucinare polenta ed offrire gustosi formaggi di malga ai passanti. In questo suggestivo ed incantato luogo, non può di certo mancare la presenza di Babbo Natale che raccoglie tutte le lettere dei bambini ed il Bosco degli Elfi, dove i suoi piccoli aiutanti sono pronti ad esaudire ogni desiderio.
Dal 23/11/2013 al 6/01/2014

Mercatino di Natale a Bressanone, un mercatino a 5 stelle

Collocato in piazza del Duomo e contornato da dimore centenarie, tra le quali si può tranquillamente passeggiare o fare un giro in carrozza come nel 1800, il mercatino di Bressanone è una delle mete del “percorso a 5 stelle” che comprende per altro i mercatini di Merano, Brunico, Vipiteno e Bolzano. Tra concerti in piazza e bancarelle di ogni genere che propongono articoli che seguono il motto “città dei presepi”, motto di quest’anno, potrete passare una giornata all’insegna del lusso a 5 stelle.
Dal 29/11/2013 al 6/01/2014

Mercatino di Natale a Roma, quando il Bernini si veste a festa

Da sempre il mercatino per eccellenza di Roma è quello di piazza Navona. La sua fortuna è data soprattutto dalla splendida posizione che vede le bancarelle snodarsi tra gli antichi palazzi e la celeberrima fontana del Bernini. Su questi banchetti troviamo molti addobbi porta fortuna, in particolare befane e le scope di saggina; al centro della piazza poi, si trova l’antica giostra con cavalli in legno ancora funzionante che continua di anno in anno a far sognare grandi e piccini.
Dal 24/11/2013 al 6/01/2014

Mercatino di Natale a Verona, quando Giulietta e Romeo passeggiano tra le bancarelle

Gemellato con la città di Norimberga, il mercatino di Natale di Verona riprende, a proprio uso, la tradizione del centro Europa, infatti i 60 espositori, che propongono prodotti artigianali di ogni genere, sono tutti di origine tedesca. L’atmosfera che si respira in piazza dei Signori, meglio conosciuta come piazza Dante, fa galoppare la fantasia tanto da poter intravedere, tra le casette, Romeo e Giulietta che passeggiano tenendosi per mano.
Dal 22/11/2013 al 22/12/2013

Mercatino di Natale a Napoli, la via dei presepi

La via di San Gregorio Armeno a Spaccanapoli è conosciuta in tutto il mondo come “la via dei presepi” e durante il periodo di Natale diventa gremita di persone che passano anche semplicemente per curiosare. Il presepe, qui, diventa l’unione tra sacro e profano, infatti non si trovano solamente le classiche statuine ma anche personaggi come Totò, Maradona e Obama; in più la rievocazione della natività prende vita attraverso i presepi viventi di piazza San Gaetano.
Aperto tutto l’anno.

Mercatino di Natale a Praga, il mercatino a forma di stella

Il mercatino di Praga prende vita in un’atmosfera fiabesca tra palazzi gotici e barocchi della piazza della città Vecchia e la parte bassa della piazza San Venceslao. Tra concerti musicali e bambini che intonano canti di Natale, le 150 casette, che oltre ai soliti prodotti artigianali vendono cristalli boemi, formano una grande stella attorno alla statua di Jan Hus.
Dal 30/11/2013 al 12/01/2014

Mercatino di Natale a Vienna, tra il profumo di miele e zenzero

Situato a Rathansplatz, la piazza del municipio, il Wiener Christkindlmarkt, è il più famoso mercatino di tutta la città. L’atmosfera romantica, data dalle luminarie del parco del municipio e della piazza, fanno assaporare in maniera eccelsa la bellezza del centro storico riempito di bancarelle, ed il profumo di mandarle tostate, miele e zenzero riporta i cuori a circa sette secoli fa quando tutto iniziò qui a Vienna.
Dal 16/11/20103 al 6/01/2014

Mercatino di Natale a Salisburgo, il mercatino delle decorazioni aromatiche

Tra i cori di bambini che affollano la piazza del Duomo e la piazza della Residenza, prende vita il mercatino di Natale di Salisburgo dove un centinaio di artigiani mostrano alle genti le loro opere come le decorazioni aromatiche per l’albero di Natale e gli oggetti d’arte per la stagione natalizia.
Dal 21/11/2013 al 26/12/2014

Mercatino di Natale a Norimberga, la “piccola città di legno e stoffa”

Collocato nella piazza del mercato, quello di Norimberga, è il più famoso mercatino della Germania. Le circa 180 bancarelle sono tutte decorate con un panno rosso e nero, da qui il suo sopranome, e gli artigiani sistemano al meglio la loro casetta in modo da potersi aggiudicare il Plum Menschen d’oro. Essendo uno tra i più antichi mercatini le tradizioni non vengono a mancare, nemmeno per quanto riguarda i cibi tipici della città come le salsicce, il pan pepato e gli omini di prugna.
Dal 29/11/2013 al 29/12/2013

Mercatino di Natale a Strasburgo, la perla dell’Alsazia

Inaugurato per la prima volta attorno alla fine del ‘500, il mercatino di Strasburgo ha fatto conoscere la città in tutta Europa aumentando la sua reputazione. Le file di bancarelle che si snodano tutt’intorno alla cattedrale, propongono prodotti artigianali tipici dei mercatini, ma su tutti ne fanno da padrone le decorazioni per l’albero di Natale, che tradizione vuole siano partite proprio dall’Alsazia.
Dal 30/11/2013 al 31/12/2013

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La natura vuole il seme non ibrido

Cosa vuol dire seme non ibrido? Ibrido altro non è che l’incrocio tra due specie vegetali differenti, volto ad ottenere le caratteristiche positive di entrambe le piante limitandone i difetti, ma ci sono delle conseguenze per questa operazione apparentemente lodevole? Certo che sì.

In primo luogo non si tiene conto delle differenze pedoclimatiche, agronomiche e sociali di ogni angolo del mondo, si produce la stessa varietà ovunque ed in tutte le stagioni, ma per raggiungere tale risultato si devono aumentare enormemente le concimazioni, soprattutto chimiche, e fare trattamenti antiparassitari sempre più invasivi ed inquinanti. Per l’ambiente tutto ciò significa che a breve tali terreni non saranno più produttivi in quanto esauriti dei propri principi nutritivi, e così pieni di sostanze chimiche che per decenni non crescerà nemmeno un piccolo stelo d’erba. Si avrà la cosiddetta desertificazione territoriale.

Ma parliamo un attimo delle produzioni: le piante non coltivate nel loro habitat naturale perdono le loro caratteristiche nutritive, di gusto e di sapore, hanno tutte lo stesso sapore e lo stesso gusto insipido, come ad esempio i pomodori fuori stagione che sanno di acqua senza alcuna punta acidula, senza alcuna caratteristica nutrizionale rilevante. E come non menzionare i cocomeri grandi come una mela, che arrivano in produzione proprio in questi mesi? Risultati deludenti, ma terribilmente dannosi per l’ambiente, viste le concimazioni ed i trattamenti cui abbiamo sottoposto i terreni.

Per fortuna qualche scienziato dotato di senno ha capito che tale situazione non poteva continuare, e così il Consultive Group on International Agricultural Research ha fondato lo International Plant Genetic Resources Institute, che ha come fine principale la salvaguardia delle risorse genetiche vegetali basata sulla gestione di banche del germoplasma per la conservazione in campo ed in laboratorio delle razze locali delle più importanti specie coltivate, nonché delle specie selvatiche.

Ed è da questo lavoro che stiamo riottenendo la semente non ibrida, per tornare a quell’agricoltura che amavano i nostri nonni, dove ogni coltura ha le sue aree di coltivazione, le sue stagioni di crescita, una concimazione essenzialmente naturale, trattamenti solo se necessari e con bassissime intensità, ed una produzione quantitativamente minore, ma vogliamo considerare la bontà, il sapore ed il gusto oltre che i valori nutrizionali? E il tutto senza inquinare né danneggiare il terreno, ma convivendo con lui in armonia e condivisione. Meno inquinamento e la certezza di lasciare alle generazioni successive un mondo migliore, improntato alla biologia naturale ed al rispetto ambientale.

Ce la possiamo fare, anzi ce la stiamo facendo, ma il percorso è lungo, ma con l’apporto di tutti, agricoltori, scienziati e cittadini, possiamo persino raggiungere ottimi risultati in breve tempo.

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Samantha Lee: la mamma che mette le favole nel piatto!

“Non si gioca con il cibo” è un ammonimento che non trova spazio in casa di Samantha Lee, una mamma malese che, alla ricerca di un modo per incoraggiare la figlia di due anni a diventare più indipendente e mangiare da sola visto l’imminente arrivo di una sorellina, si è inventata un’attività che in breve tempo l’ha resa nota in tutto il mondo e una star su instagram dove le foto delle sue creazioni culinarie che riproducono personaggi di tutti i tipi sono seguitissime.

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L’ispirazione le è arrivata dalla passione per il bento, la tradizione giapponese di portare a scuola o al lavoro un pranzo preconfezionato studiato a regola d’arte, in cui cibi e colori sono combinati e disposti in maniera precisa e armonica tra di loro per creare un pacchetto completo a livello nutritivo, sano e soprattutto bello da guardare.

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Alla base dei piatti ci sono riso, pesce o carne, verdure e prodotti di stagione; frutta, cioccolato e cereali per le merende a cui si aggiungono le decorazioni, una generosa dose di fantasia e un po’ di manualità: Hello Kitty è stata la prima a essere divorata dalla figlia di Samantha e molti altri l’hanno seguita. Le bambine adorano le figure e le storie che si ritrovano nel piatto e spazzolano via Cappuccetto Rosso, animali, personaggi Disney e cantanti senza problemi, tanto che adesso litigano per decidere quale personaggio mangeranno per il prossimo pasto.

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Oltre alla creatività e alla pazienza c’è ovviamente una certa attenzione verso l’uso di cibi sani, la stessa Samantha ha rivelato di non avere mai frequentato corsi di cucina, ma vuole che i suoi piatti non siano solo belli e divertenti ma anche buoni e salutari come dimostra il loro aspetto.

A tavola bambini: Shrek e Fiona aspettano impazienti di essere divorati!

Trovate ancora foto e tante idee sul sito di Samantha Lee

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Ecosia: il motore di ricerca più ecologico che ci sia!

Con il motore di ricerca Ecosia, le nostre ricerche supportano la riforestazione del Brasile. A noi non costa nulla e il nostro pianeta tira un sospiro di sollievo!

Come funziona?

Come tutti i motori di ricerca, Ecosia, guadagna dalle pubblicità, ma diversamente da tutti gli altri dona la maggior parte dei propri profitti a “Plant a billion trees” (Pianta un miliardo di alberi) un programma di riforestazione in Brasile di The Nature Concervancy. Grazie a questa riforestazione non solo si possono eliminare grosse quantità di CO2 presenti nell’atmosfera, ma si possono ristabilire i cicli naturali esistenti e fornire acqua a milioni di persone.

barra ricerca ecosia

Come si usa?

Dal sito www.ecosia.org è possibile installare Ecosia su Google Chrome, in maniera totalmente gratuita: basta un attimo e apparirà un piccolo mappamondo a destra della barra di ricerca! Da lì si aprirà Ecosia e tutte le vostre ricerche, anche le più ordinarie, costituiranno il vostro contributo alla riforestazione! Una ricerca, un albero piantato. Attraverso Ecosia è anche possibile sapere quali sono le aziende e i prodotti più ecosostenibili, basta digitare il nome sulla barra di ricerca.

Ecosia per l’ambiente

  • 1 albero piantato ogni 73 secondi.
  • 1.286.782 euro donati per l’ambiente.
  • 190.676 utenti attivi.
  • 98.204 alberi piantati finora.
  • Un potenziale di 4 milioni di tonnellate di CO2 eliminate dall’atmosfera ogni anno.

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Agricoltura biologica

Si sente sempre più spesso parlare di agricoltura biologica e prodotti biologici e con questo breve articolo cercherò di fornire qualche indicazione in più su come riconoscerla e, perché no, dove rivolgersi per diventare produttore in prima persona.

È un sistema produttivo che offre ai consumatori cibi freschi e genuini, rispettando nel suo svolgimento la natura e l’ambiente circostante. In campo si limita al minimo l’utilizzo di pesticidi, insetticidi e concimi chimici, la rotazione delle colture segue il ciclo delle stagioni, e nella trasformazione alimentare vengono messi al bando additivi, coadiuvanti e conservanti sintetici.

In più per la produzione di latte e uova anche il foraggio deve essere al 100% biologico, e una buona parte deve essere prodotta dall’azienda stessa. Il benessere degli animali è importantissimo e regolamentato, devono essere allevati a stabulazione libera ed all’aperto, non in gabbia o a catena.

La scelta di cosa produrre spetta a voi, ma nella scelta tenete presente in che zona operate: se siete in montagna scegliete ad esempio razze da latte bovine come la Grigio Alpina, la Valdostana(mantello bianco e rosso) o la Rendena(bellissimo mantello nero), se siete in collina su una località un po’ impervia puntate su capre e caprette, se in pianura dedicatevi alle galline ovaiole o quaglie. Per le colture vegetali optate per colture rustiche e tipiche del luogo come ad esempio orzo, farro, avena, segale, piante robuste e forti che non necessitano di grosse attenzioni ma solo di passione e tanta voglia di fare.

Per diventare imprenditore agricolo biologico si deve essere prima di tutto agricoltore a tutti gli effetti: per sapere quale documentazione fare e presentare indirizzatevi ai centri di assistenza agricola(CAA) come Coldiretti, Confagricoltura e Cia, vi daranno tutte le informazioni, nonché i modelli da compilare, vi assisteranno nella registrazione fiscale e previdenziale nonché nella tenuta delle scritture contabili. La parte amministrativa, sebbene un po’ laboriosa all’inizio, permette di accedere a finanziamenti europei e regionali in ambito biologico, quindi fatela e conservatela con cura. I controlli normalmente partono proprio da lì.

I regolamenti comunitari da leggere sono il 2092/91, poi semplificato enormemente dal n°1991 del 2007, ma tutto dipende da cosa volete produrre o commercializzare, ad esempio se uno vuole produrre pomodori, al momento in cui si presenta CAA deve specificare pomodori e sarà direttamente indirizzato al responsabile orticolo.

Per le etichette ogni Paese europeo adotta una propria etichetta nazionale, che però deve essere affiancata dal logo europeo obbligatorio, che è una insieme di 12 stelle bianche a forma di seme su sfondo verde. I controlli sono svolti da enti esterni autorizzati come ad esempio BIOS srl di Marostica.

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Simone Giampaolo racconta Espero? (Hope?)

Abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere con Simone Giampaolo, un ragazzo o di grande talento e sconfinata immaginazione che quest’estate assieme a due colleghi dell’università (Yifan Hu e Henrik Linnes) ha portato a termine un corto d’animazione chiamato Espero? (Hope?) dal messaggio molto importante: la sorte del nostro pianeta.

Simone Giampaolo, di origini italiane ma nato in Svizzera, ha concluso i suoi studi universitari presso la Bournemouth University (Regno Unito) presentando come lavoro finale Espero? (Hope?) un corto d’animazione variopinto e coinvolgente che parla a grandi e piccoli di un tema tanto attuale quanto fondamentale per il nostro futuro, ovvero la salvaguardia del pianeta terra.

Ecco Espero? (Hope?) e il sito di Simone Giampaolo

LCV: Come mai hai scelto questo tema per il tuo corto?

SG: L’anno scorso ho realizzato un corto incentrato sul razzismo e mi sono reso conto di quanto oggigiorno l’animazione sia uno dei mezzi più potenti per trasmettere un messaggio in maniera efficace e concisa. Se andiamo a vedere in TV la maggior parte delle pubblicità contengono un’animazione. Dopo questo corto, mi sono reso conto della risposta delle persone, soprattutto su internet, e quindi ho deciso di trattare un altro tema che mi stava a cuore, quello dell’ambiente. Prima di trasferirmi in Inghilterra, per pagarmi gli studi, ho lavorato per sei mesi per greenpeace come dialogatore. Purtroppo, trattando il tema dell’ambiente si rischia sempre di ricadere nell’ovvio o risultare arroganti nel giudicare l’essere umano e io non volevo questo per il mio corto. La mia storia cerca di sensibilizzare lo spettatore in maniera non invadente e si rivolge a un pubblico sia di adulti sia di bambini.

LCV: A chi ti sei ispirato per la creazione dei personaggi?

SG: I personaggi di Espero? (Hope?) sono volutamente molto naive e colorati. Per creare il personaggio dell’uomo mi sono ispirato al simpaticissimo bradipo dell’Era Glaciale, volevo che avesse quelle sue forme e movenze un po’ goffe e impacciate.

LCV: Chi ha realizzato la colonna sonora?

SG: È stato Roberto Arroba Piedra, un amico venezuelano, che fa il sound designer. Abbiamo lavorato insieme per quasi due mesi, per finire il tutto, lui mi inviava il materiale e io lo testavo in modo da capire se poteva andare bene o no per il corto. Alla fine abbiamo deciso di concludere con un tocco particolare: fare sì che i personaggi parlassero esperanto!

LCV: Come mai questa scelta linguistica?

SG: Diciamo che la mia scelta non è stata ben accolta dai miei professori. Trovo che l’inglese sia un mezzo estremamente efficace di comunicazione a livello globale, ma l’idea che il pianeta terra parlasse inglese non mi piaceva. La prima idea era quella di usare il latino, ma poi dopo un po’ di ricerche, ho pensato all’esperanto che era nato proprio per far dialogare i popoli in maniera pacifica aldilà di questioni nazionali o di confini. È stata un’impresa farlo doppiare, perché ho dovuto contattare una professoressa di esperanto della Bulgaria, che purtroppo non parla inglese, quindi tutte le comunicazioni sono avvenute in tedesco e poi ritradotte in inglese per i sottotitoli. È stata dura ma alla fine ce l’abbiamo fatta!

LCV: Quali sono i tuoi progetti futuri?

SG: Dopo la laurea, voglio dedicarmi un po’ a me stesso, viaggiare prima di iniziare un nuovo progetto in Polonia. Ho in programma di andare in Sudafrica a lavorare come volontario, poi mi rimetterò a lavorare su un nuovo corto!

Non c’è dubbio che Simone abbia fatto un ottimo lavoro! Noi ci auguriamo che Espero susciti in chi lo guarda lo stesso entusiasmo e la stessa riflessione che abbiamo provato noi e che sia d’esempio e ispirazione per tanti altri artisti. La questione ambientale è un tema molto serio e di grande attualità che tocca tutti noi, soprattutto le future generazioni, ed Espero racconta la storia della nostra madre terra con il piglio ironico e autocritico dell’adulto, senza tralasciare il linguaggio semplice e universalmente comprensibile dei bambini.

Noi auguriamo il meglio a Simone e vi consigliamo di guardare anche gli altri suoi lavori:
Poseidon
White+Black=Red

Buona visione!

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Ghent: una città a misura di vegetariano

La splendida cittadina fiamminga di Ghent, si trova a meno di un’ora di auto da Bruxelles ed è una tappa da non perdere per il turista vegetariano che si trova in Belgio.

Oltre a essere una città molto interessante per i suoi monumenti, i corsi d’acqua che l’attraversano e la bellissima piazza centrale, Ghent si distingue anche per la sua sensibilità e attenzione verso chi non mangia carne e pesce e per l’alimentazione salutare e naturale.

Tutte le scuole e gli esercizi pubblici, le mense degli uffici e delle aziende di Ghent, hanno infatti aderito all’iniziativa “Veggie Thursday”, ovvero il giovedì vegetariano, o come viene chiamato in fiammingo “Donderdag veggiedag”. Ogni giovedì in tutte le mense, infatti, sono serviti piatti vegetariani, non solo per venire incontro a chi ha fatto questa scelta di vita, ma soprattutto con lo scopo di invitare la popolazione ad assaporare nuovi ingredienti, a introdurre nella propria dieta cibi più salutari, sensibilizzare l’opinione pubblica verso la questione ambientale e le condizioni di vita degli animali allevati per il mercato alimentare. Questa iniziativa è stata bene accolta da subito da tutta la popolazione che ha fatto ormai propria l’abitudine di evitare la carne e il pesce almeno una volta a settimana.

E per chi fosse di passaggio per Ghent, non di giovedì, la città offre un ampio numero di ristoranti, fast food e negozi di prodotti biologici e vegetariani, perfino le famosissime patatine fritte belghe, che solitamente vengono fritte ben due volte nel lardo di maiale, trovano a Ghent la loro versione vegetariana nelle veggie fries!

Una città assolutamente da visitare per la sua tipicità e la sua grande ospitalità rivolta proprio a tutti!

Date un occhio anche al sito della città di Ghent http://www.visitgent.be/en/veggie-ghent

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Fattorie didattiche: imparare in fattoria

Nel mondo moderno dove tutto scorre frenetico, dove sembra non ci sia mai tempo per fermarsi un attimo ed assaporare la vita ed i suoi valori, le fattorie didattiche rappresentano una realtà innovativa ed estremamente interessante, per riscoprire la natura e perché no i valori di una vita sana e genuina, rispettosa dell’ambiente e delle specie animali e vegetali.

La fattoria è una normalissima azienda agricola che, tramite un apposito iter burocratico regionale detto Carta della Qualità, amplia i servizi offerti, con la conoscenza ed insegnamento delle attività svolte in campagna, coinvolgendo attivamente bambini, giovani e meno giovani, ad esempio nella raccolta di frutta e verdura, mungitura del latte e pigiatura dell’uva.

Pensate che da recenti ricerche risulta che il 30% dei bambini italiani non ha mai visto una pecora dal vivo, e addirittura due bimbi su dieci non hanno mai toccato una mucca. E tantissime persone non hanno ancora visto un orto con prodotti come pomodori, peperoni e radicchio.

Ed è proprio la fattoria didattica che s’inserisce come veicolo per valorizzare l’identità territoriale, le produzioni tipiche e locali, e uno stile di vita sano e naturale. Qui ai visitatori si cerca di insegnare un uso consapevole e sostenibile di cibo, acqua ed energia promuovendo una educazione alimentare e naturalistica.

Ma oltre al contatto fisico con la natura, con animali piccoli e grandi, comuni e rari, è bene ricordare la valenza spirituale della fattoria; permette di lasciarsi alle spalle i ritmi frenetici e serrati della vita quotidiana, e di interagire al meglio con il nostro io interiore alla ricerca di un equilibrio che sempre di più tendiamo a sfuggire. Lo possiamo ritrovare con qualche lavoro manuale in campagna, a contatto con gli animali, senza l’assillo delle lancette dell’orologio o del telefonino che squilla, dedicando qualche pausa anche a noi stessi, sia da un punto di vista fisico sia mentale.

L’argomento mi piace, la fattoria didattica è un prossimo obiettivo che intendo realizzare, puntando sulla tutela dell’ambiente e della biodiversità, con razze locali e rustiche come la gallina di Polverara, pony e capretti, e specie vegetali come olivi, vigneti, melograni, meleti, pereti, e un orto grande, completo, pieno di colori e profumi diversi ed amalgamabili. E pensare alla cura di un piccolo bosco, per permettere ad uccelli notturni e diurni di avere un riparo, un’area in cui nidificare e riprodursi, senza il timore di venire impallinati o sloggiati.

Per il resto date un’occhiata al sito fattoriedidattiche.biz. Buona lettura ed approfittate delle giornate aperte nelle fattorie didattiche: molte sono in programma proprio adesso!!!

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I musei del cibo di Parma protagonisti della giornata mondiale dell’alimentazione

Se avete in programma una gita per domenica prossima, scegliete Parma: in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, infatti, la città emiliana propone, per il prossimo 13 ottobre, una vasta gamma di iniziative in una domenica speciale che vedrà la rete dei Musei del Cibo aperta gratuitamente al pubblico dalle 10 alle 18.

Il cibo si sa, è vera e propria cultura e il circuito di strutture dedicate ai prodotti tipici del territorio parmense punta proprio alla tutela di quelle tradizioni, di quegli alimenti caratteristici ormai noti a livello mondiale. Il programma è variegato, dedicato a chiunque si impegni a comprendere e difendere il valore del cibo, ai grandi e ai più piccoli.

E perché possiate assaporare al meglio questa iniziativa vi proponiamo un assaggio delle proposte offerte dai musei coinvolti!

Tra le alternative vegetariane:

MUSEO DEL PARMIGIANO (Soragna)

  • Ore 16. “Parmigiano a tutte le ore”: conversazione storica sul formaggio per eccellenza, seguita da una visita guidata del museo e della mostra sulle imitazioni del Parmigiano nel mondo.
  • Per i bambini, “Una merenda appetitosa”: gli chef spiegano ai più piccoli come preparare un ottimo spuntino con prodotti tipici e di qualità

MUSEO DEL POMODORO (Corte di Giarola – Collecchio)

  • Ore 15 (su prenotazione). “Scopri un tesoro…al Museo del Pomodoro”, giochi in famiglia alla scoperta del museo e di piccoli premi!
  • Ore 15-17. “Scambia libro gastronomico,” un’ottima occasione per scambiare i libri di cucina che non si usano più e tornarsene a casa con ricette tutte nuove e da provare.
  • Ore 16.00. “Il pomodoro pubblicitario: un secolo di comunicazione della conserva parmigiana”, un percorso alla scoperta delle pubblicità storiche di questo prodotto dagli anni venti ai giorni nostri. A seguire visita guidata del museo.

Inoltre, per gli onnivori:

MUSEO DEL SALAME (Castello di Felino)

  • Ore 15.00. Apertura della mostra “Maiali di carta” percorso attraverso i volumi storici che hanno per protagonista questo animale . A seguire “Parole a fette” conversazione sul maiale e l’origine dei nomi dei salumi, successivamente visita guidata del museo.

MUSEO DEL PROSCIUTTO (Langhirano)

  • Ore 15-17. “Al Museo la scienza è servita” esperimenti scientifici per i piccoli (e non solo) per comprendere i processi di trasformazione e conservazione degli alimenti.
  • Ore 16. Visita guidata e a seguire “Gara di panini al crudo tra giovani chef” con il pubblico in veste di giudice.

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