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Due amici, un sogno, l’ambiente: scoprite con noi MiEco l’ecogioiello e i suoi ideatori!

Oggi vi faccio conoscere due giovani imprenditori, due amici, che, spinti dal desiderio di creare qualcosa insieme, hanno trovato la loro via nell’ecosostenibilità. Hanno dato vita a un gioiello speciale, in armonia con l’ambiente, conquistando la giuria del bando Super G 2013, che promuove le idee giovanili, sponsorizzato dalla Fondazione la Fornace dell’Innovazione, e ora sono pronti a far muovere i primi passi alla loro creazione, con un occhio di riguardo per l’ecosistema.

Ciao ragazzi, raccontateci un po’ di voi!

Noi siamo Leonardo Pivato e Alberto Zampieri; ci conosciamo sin dall’infanzia e insieme ne abbiamo vissute di tutti i colori, e continuiamo a farlo. Che tu ci creda o meno, l’idea per l’eco-gioiello, è nata a seguito di un lungo percorso di ricerca ed è sbocciata durante una nottata insonne dedicata ai preparativi di una manifestazione estiva che organizziamo ogni anno.

leo&Zamp

Avete aggiunto collaborazione a collaborazione. Raccontatemi un po’ la storia del vostro eco-gioiello.

Leonardo ed io avevamo da tempo la voglia di creare qualcosa. Siamo entrambi laureati Ca’ Foscari in Marketing e specializzati in campi diversi di questa affascinante materia. La nostra scelta è ricaduta sul gioiello perché ci piaceva l’idea di abbellire, di aggiungere fascino alla persona; Leonardo, poi, lavora già da anni nel settore e ha avuto modo di approfondire anche a livello internazionale le dinamiche di questo mercato.

bracciali

Infatti, come dice Alberto, l’idea del gioiello ci piaceva, e la mia esperienza ci dava un importante vantaggio. La svolta però è stata una scritta su uno scatolone. La parola “ecologico” ha messo in moto un processo completamente diverso. Volevamo dare una marcia in più al nostro prodotto; alla bellezza visiva del gioiello, volevamo unire l’armonia interiore. Così da un semplice gioiello d’argento, è nato MiEco, al cui interno è custodito un cuore di legno riciclato, diverso a seconda della personalità di chi lo indossa. La lega d’argento, inoltre, è anche’essa ecologica, quindi caratterizzata da un metallo prezioso completamente innovativo.

mieco

Un occhio alla bellezza dell’uomo, un occhio alla salvaguardia dell’ambiente, quindi…

Esatto! Poi, il nostro MiEco gioiello è completamente personalizzabile. Per crearlo ci si aiuta con un configuratore virtuale, che permette, attraverso l’immissione di alcune caratteristiche, di scegliere il legno più adatto a te, o alla persona alla quale si vuole regalare il gioiello.

folglie design

Un esempio, il legno di frassino, pianta della famiglia delle Oleacee, vive nelle zone temperate, cresce velocemente e sopravvive in condizioni difficili; si addice quindi a una persona che, nonostante gli ostacoli, raggiunge comunque i propri obiettivi con tenacia e determinazione. Il passo successivo è la scelta del disegno da applicare, un disegno che richiama la natura. La piastrina di legno viene poi inserita nella struttura del gioiello che è d’argento ecologico. Puntiamo sulla modularità e la personalizzazione; la possibilità di creare il proprio gioiello passo passo, online. Gioiello che poi viene recapitato a casa in una scatola ecologica realizzata con lo stesso legno del pendente dal marchio brevettato Caudex, con cui collaboriamo. Il materiale utilizzato è dunque recuperato da scarti di produzioni industriali in legno ponendo attenzione alla qualità e al design dei prodotti.

configuratore

Il MiEco è un gioiello che ha a cuore il nostro ecosistema a quanto pare.

Certo, lo dice anche il nostro motto, è il gioiello in armonia con l’ambiente. Per l’argento ecologico cercheremo il certificato REACH, che indica la conformità con le norme europee che garantiscono l’assenza di sostanze nocive a contatto con la pelle. Il legno dal quale ricaviamo la piastrina, il cuore ecologico del nostro gioiello, sarà legno recuperato da scarti di produzione di aziende locali, il packaging, l’abbiamo già detto, è totalmente ecofriendly. Anche per i volantini e la pubblicità abbiamo intenzione di rivolgerci a un’azienda locale che ricicla carta. Al primo posto, vogliamo mettere l’artigianalità e la territorialità, per offrire al pubblico un vero e proprio gioiello ecologico. L’ecosostenibilità deve essere una priorità per le aziende.

filiera produttiva

Noi da parte nostra, puntiamo sull’aiuto delle nuove tecnologie per evitare inutili sprechi. Il gioiello si crea su internet, cerchiamo la promozione social. Stiamo cercando di essere eco, come il nostro gioiello. Inoltre, è nostra intenzione portare avanti anche un’altra iniziativa eco-friendly, cioè pianteremo un albero ogni 1000 pezzi venduti. Il legno è uno dei prodotti di cui usufruiamo, ci sembra quindi corretto ripagare la natura con quello che prendiamo, anche se in realtà noi riutilizziamo gli scarti.

Cosa vi prospetta il futuro prossimo, ragazzi?

In questo periodo gli impegni si moltiplicano; siamo stati invitati in TV (7Gold) per portare la nostra esperienza in un programma che si occupa di imprenditoria giovanile, l’Università Ca’ Foscari si è fatta avanti per un’intervista, siamo tra i finalisti di un altro prestigioso Bando (www.roundtable4startup.it) e noi siamo aperti a qualsiasi invito. Questo è solo l’inizio del nostro sogno. Il lancio del prodotto è previsto per la primavera e siamo emozionatissimi. Insieme a noi, la nostra designer, Alessandra Crocetta, che ha avuto un ruolo fondamentale nella creazione, design e concept dei gioielli. Non vediamo l’ora di vedere la gente indossare il nostro gioiello e vogliamo che chi lo compra condivida con noi, attraverso i social, gli scatti con MiEco. Per ora, ci trovate su twitter e su facebook: https://www.facebook.com/miecogioiello . Vi aspettiamo, seguiteci!

In bocca al lupo ad Alberto e Leonardo! Continuate così; un occhio alla bellezza e un occhio all’ambiente!

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Case ecologiche da non perdere. La via per un abitare consapevole

Nella nostra contemporaneità si sta verificando un ritorno alle origini, alla terra, una volontà di cambiamento e comunione, fonti di rinnovata attenzione per il nostro pianeta.
Tra le attività umane più influenzate da questo desiderio è il fenomeno dell’architettura sostenibile: un movimento che si rifà al progetto, nato intorno agli anni settanta in Germania, chiamato bioedilizia.
I valori fondamentali sui quali si basa questo modo consapevole di edificare sono rivolti al risparmio delle risorse e alla riduzione radicale di tutti i fattori d’inquinamento.
Il ciclo di vita dell’edificio è studiato accuratamente per garantire autonomia su ogni fronte, come l’autoproduzione di energia a impatto zero, sistemi di riutilizzo dell’acqua piovana, strumentazioni antisismiche, sistemi di ventilazione naturale.
La ricercatezza del design guarda non solo alla funzionalità, ma anche a preservare la bellezza del paesaggio, valutando un inserimento intelligente della costruzione nel contesto circostante.Vediamo di seguito alcuni esempi di queste abitazioni.

Sunflower House
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Queste dimore, progettate dalla ditta francese Domespace, sono costruite con legni locali come querce, pino e abete rosso. Possiedono una caratteristica forma a cupola e l’intera struttura è in grado di ruotare seguendo la luce solare in modo da mantenere costante la temperatura e massimizzare la resa dei pannelli solari. Sono antisimiche e offrono una luminosità unica.

EarthShip
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Si tratta di una casa eco sostenibile costruita nella contea di Taos nel Nuovo Mexico.
I materiali impiegati sono pneumatici che trattengono il calore di giorno e lo rilasciano di notte, legno di demolizione, paglia, piccoli pezzi di elettrodomestici, bottiglie, lattine e altri materiali di riciclo.
L’energia è fornita da generatori eolici e impianti fotovoltaici; il calore interno si mantiene costante grazie alla serra a vetri posizionata a sud della costruzione.

Finecube
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La casa Finecube, è definita dall’architetto tedesco Werner Aisslinger “modulare, “sostenibile”, “trasportabile”. Il prototipo si trova nei pressi di Bolzano nel Nord Italia, e rappresenta un esempio di basso consumo energetico, realizzato con legni autoctoni come il larice e materiali riciclabili.
Questo metodo di costruzione ha ridotto al minimo l’emissione di anidride carbonica. L’edificio si integra molto bene con l’ambiente circostante infatti il suo particolare design rende la sua estetica sempre attuale e adatta a ogni tipologia territoriale. Stecche di legno disposte orizzontalmente circondano l’intera struttura in vetro della casa, che gode di una visione a 360° del paesaggio.

Solar House
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Progettate dallo studio Fab Lab House in Spagna, le Solar House dispongono di funzionalità high-tech, ma sono assolutamente ecocompatibili. Per la maggior parte sono composte da legno, compensato e da altri materiali leggeri e facilmente utilizzabili.
La forma arrotondata garantisce di massimizzare gli spazi disponibili ed è sopraelevata da terra così da generare uno spazio sotto la casa per svolgere attività all’aria aperta.
Comodamente trasportabili, vantano tempi di edificazione ridotti al minimio, intorno ai 15 giorni.
Il tetto ampio è rivestito di pannelli solari che generano tre volte l’energia che consuma l’abitazione. Particolare curioso: sono in grado di ospitare anche un piccolo orto o frutteto.

Hobbit House
casa-hobbit

Molto interessante e originale, questa particolare abitazione è ispirata alle dimore Hobbit tipiche del fantastico immaginario dello scrittore britannico Tolkien.
Assolutamente suggestiva, inserita letteralmente nel terreno, è stata edificata in Galles da Simon Dale e suo suocero che si sono impegnati in questo progetto per ritornare alle origini e dare il via a un piccolo ecosistema dove uomo e natura possono ritornare a una condivisione della vita in armonia e serenità.
Tutti i materiali sono di origine naturale e a impatto zero. In tutto e per tutto ecosostenibile e autonoma, è funzionale e studiata per auto produrre i beni primari di sussistenza quali energia, cibo e acqua potabile.

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Sportivi vegetariani e vegani… si può eccome!

Spesso si pensa che un qualsiasi sportivo, dall’occasionale che và a correre una volta al mese a quello che pratica agonismo ad alti livelli, necessiti, soprattutto, di magiare molta carne, preferibilmente rossa.
Ecco che, se anche voi la pensate a questo modo, siete caduti nel cliché che attanaglia moltissime persone. Infatti, uno sportivo, ha principalmente bisogno di energia, e la carne, di qualsiasi tipo, non fornisce quella necessaria a questo bisogno. Certo, contiene un alto contenuto di ferro, ma anche i legumi non sono da meno per quanto riguarda il contenuto di quest’importantissima sostanza.

Cosa mangiano i campioni veg?

Il primo cibo che uno sportivo vorrebbe vedere sulla sua tavola sono, infatti, i carboidrati: questi sono il principale carburante e consentono, a chi li consuma, di avere energia a lungo termine, tutti i cereali, meglio se integrali, sono portatori di energia allo stato puro: dal grano all’avena, dal kamut, al riso.
Altri alimenti che non devono mancare in una dieta dello sportivo vegetariano o vegano sono: la frutta, fonte inespugnabile di vitamina C; verdure di colore rosso, arancione e giallo unite a verdure a foglia verde (se poi sono a foglia verde scuro saranno ancor più ricche di ferro, calcio e fibre); grassi, quali olio d’oliva e di semi e frutta secca. È infatti doveroso ricordare che i grassi, soprattutto se mangiati poco prima di una gara, determinano una maggior prestazione poiché forniscono energia immediata al nostro corpo.
Ogni dieta deve comunque essere calibrata per il tipo di sport, il sesso dello sportivo, la mole degli allenamenti, ma non è mai sconsigliato non mangiare carne, anzi! Per sport di resistenza una dieta vegana è addirittura raccomandata!

Atleti Veg

Nell’antica Olimpia, poi, i maratoneti ed i lottatori erano vegani ed il loro doping erano le mandorle secche; gli atleti che non mangiano carne rimangono poi sulla cresta dell’onda mediamente più degli altri, questo perché il loro metabolismo e la loro salute aiuta a raggiungere alti livelli ed a mantenerli.
Tra gli atleti vegetariani e vegani più straordinari che si siano mai succeduti sui podi vanno di certo ricordati personaggi come Dave Scott ( Iron man, campione di triathlon) e Anthony Peeler (campione del basket americano), Martina Navratilova (tennista), Debbi Lawrence (maratoneta), Frank Medrano (body-builder), Pam Boteler (canoista). Tra gli italiani possiamo citare Manuela di Centa (sci di fondo) ed Enzo Maiorca (più volte record di immersione in apnea).

Con questa lunga lista di atleti che hanno cavalcato l’onda per moltissimo tempo possiamo dire che non serve nutrirsi principalmente di carne per essere degli ottimi atleti, anzi. Ciascuno rispecchia ciò che mangia e mangiare sano, incanalando le proprie energie per seguire una passione, aiuta, anche chi ha un grande sogno sportivo, a realizzarlo!

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I mercatini di Natale più belli del mondo!

L’8 dicembre è da sempre la data simbolo dell’inizio del periodo natalizio: dalle grandi città ai piccoli paesini, tutti si vestono a festa per festeggiare il Natale. I mercatini di Natale, originari del centro Europa, sono il massimo simbolo di questo periodo in cui ci si riunisce attorno alla propria piazza dove riaffiorano sapori dolciastri e odore di legno che subito fanno ricordare quando da bambini giravamo tra queste bancarelle, magari sorseggiando del buon tè caldo mentre i nostri genitori il tradizionale vin brulé. Ecco a voi i mercatini più belli del Mondo intero!

Mercatini di Natale a Bolzano, il mercatino più grande d’Italia

Da sempre conosciuto per la sua unicità, il mercatino di Natale di Bolzano nasce nel 1990 riprendendo la tradizione tedesca. Situato nel centro della città, in un’atmosfera quasi surreale, il grande albero di Natale, ai piedi del quale si trova un grazioso presepe in versione rustica alpina, è attorniato da più di 70 espositori e diversi stand gastronomici pronti a coccolare ciascun visitatore.
Dal 29/11/2013 al 6/01/2014

Mercatino di Natale a Levico, il mercatino in collina

Posizionato nel secolare parco degli Asburgo, le luci che addobbano gli alberi segnano la via lungo la collina che i visitatori devono seguire per arrivare in cima; le casette, nascoste tra le fronde, ospitano i “polentai” sempre dediti a cucinare polenta ed offrire gustosi formaggi di malga ai passanti. In questo suggestivo ed incantato luogo, non può di certo mancare la presenza di Babbo Natale che raccoglie tutte le lettere dei bambini ed il Bosco degli Elfi, dove i suoi piccoli aiutanti sono pronti ad esaudire ogni desiderio.
Dal 23/11/2013 al 6/01/2014

Mercatino di Natale a Bressanone, un mercatino a 5 stelle

Collocato in piazza del Duomo e contornato da dimore centenarie, tra le quali si può tranquillamente passeggiare o fare un giro in carrozza come nel 1800, il mercatino di Bressanone è una delle mete del “percorso a 5 stelle” che comprende per altro i mercatini di Merano, Brunico, Vipiteno e Bolzano. Tra concerti in piazza e bancarelle di ogni genere che propongono articoli che seguono il motto “città dei presepi”, motto di quest’anno, potrete passare una giornata all’insegna del lusso a 5 stelle.
Dal 29/11/2013 al 6/01/2014

Mercatino di Natale a Roma, quando il Bernini si veste a festa

Da sempre il mercatino per eccellenza di Roma è quello di piazza Navona. La sua fortuna è data soprattutto dalla splendida posizione che vede le bancarelle snodarsi tra gli antichi palazzi e la celeberrima fontana del Bernini. Su questi banchetti troviamo molti addobbi porta fortuna, in particolare befane e le scope di saggina; al centro della piazza poi, si trova l’antica giostra con cavalli in legno ancora funzionante che continua di anno in anno a far sognare grandi e piccini.
Dal 24/11/2013 al 6/01/2014

Mercatino di Natale a Verona, quando Giulietta e Romeo passeggiano tra le bancarelle

Gemellato con la città di Norimberga, il mercatino di Natale di Verona riprende, a proprio uso, la tradizione del centro Europa, infatti i 60 espositori, che propongono prodotti artigianali di ogni genere, sono tutti di origine tedesca. L’atmosfera che si respira in piazza dei Signori, meglio conosciuta come piazza Dante, fa galoppare la fantasia tanto da poter intravedere, tra le casette, Romeo e Giulietta che passeggiano tenendosi per mano.
Dal 22/11/2013 al 22/12/2013

Mercatino di Natale a Napoli, la via dei presepi

La via di San Gregorio Armeno a Spaccanapoli è conosciuta in tutto il mondo come “la via dei presepi” e durante il periodo di Natale diventa gremita di persone che passano anche semplicemente per curiosare. Il presepe, qui, diventa l’unione tra sacro e profano, infatti non si trovano solamente le classiche statuine ma anche personaggi come Totò, Maradona e Obama; in più la rievocazione della natività prende vita attraverso i presepi viventi di piazza San Gaetano.
Aperto tutto l’anno.

Mercatino di Natale a Praga, il mercatino a forma di stella

Il mercatino di Praga prende vita in un’atmosfera fiabesca tra palazzi gotici e barocchi della piazza della città Vecchia e la parte bassa della piazza San Venceslao. Tra concerti musicali e bambini che intonano canti di Natale, le 150 casette, che oltre ai soliti prodotti artigianali vendono cristalli boemi, formano una grande stella attorno alla statua di Jan Hus.
Dal 30/11/2013 al 12/01/2014

Mercatino di Natale a Vienna, tra il profumo di miele e zenzero

Situato a Rathansplatz, la piazza del municipio, il Wiener Christkindlmarkt, è il più famoso mercatino di tutta la città. L’atmosfera romantica, data dalle luminarie del parco del municipio e della piazza, fanno assaporare in maniera eccelsa la bellezza del centro storico riempito di bancarelle, ed il profumo di mandarle tostate, miele e zenzero riporta i cuori a circa sette secoli fa quando tutto iniziò qui a Vienna.
Dal 16/11/20103 al 6/01/2014

Mercatino di Natale a Salisburgo, il mercatino delle decorazioni aromatiche

Tra i cori di bambini che affollano la piazza del Duomo e la piazza della Residenza, prende vita il mercatino di Natale di Salisburgo dove un centinaio di artigiani mostrano alle genti le loro opere come le decorazioni aromatiche per l’albero di Natale e gli oggetti d’arte per la stagione natalizia.
Dal 21/11/2013 al 26/12/2014

Mercatino di Natale a Norimberga, la “piccola città di legno e stoffa”

Collocato nella piazza del mercato, quello di Norimberga, è il più famoso mercatino della Germania. Le circa 180 bancarelle sono tutte decorate con un panno rosso e nero, da qui il suo sopranome, e gli artigiani sistemano al meglio la loro casetta in modo da potersi aggiudicare il Plum Menschen d’oro. Essendo uno tra i più antichi mercatini le tradizioni non vengono a mancare, nemmeno per quanto riguarda i cibi tipici della città come le salsicce, il pan pepato e gli omini di prugna.
Dal 29/11/2013 al 29/12/2013

Mercatino di Natale a Strasburgo, la perla dell’Alsazia

Inaugurato per la prima volta attorno alla fine del ‘500, il mercatino di Strasburgo ha fatto conoscere la città in tutta Europa aumentando la sua reputazione. Le file di bancarelle che si snodano tutt’intorno alla cattedrale, propongono prodotti artigianali tipici dei mercatini, ma su tutti ne fanno da padrone le decorazioni per l’albero di Natale, che tradizione vuole siano partite proprio dall’Alsazia.
Dal 30/11/2013 al 31/12/2013

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La natura vuole il seme non ibrido

Cosa vuol dire seme non ibrido? Ibrido altro non è che l’incrocio tra due specie vegetali differenti, volto ad ottenere le caratteristiche positive di entrambe le piante limitandone i difetti, ma ci sono delle conseguenze per questa operazione apparentemente lodevole? Certo che sì.

In primo luogo non si tiene conto delle differenze pedoclimatiche, agronomiche e sociali di ogni angolo del mondo, si produce la stessa varietà ovunque ed in tutte le stagioni, ma per raggiungere tale risultato si devono aumentare enormemente le concimazioni, soprattutto chimiche, e fare trattamenti antiparassitari sempre più invasivi ed inquinanti. Per l’ambiente tutto ciò significa che a breve tali terreni non saranno più produttivi in quanto esauriti dei propri principi nutritivi, e così pieni di sostanze chimiche che per decenni non crescerà nemmeno un piccolo stelo d’erba. Si avrà la cosiddetta desertificazione territoriale.

Ma parliamo un attimo delle produzioni: le piante non coltivate nel loro habitat naturale perdono le loro caratteristiche nutritive, di gusto e di sapore, hanno tutte lo stesso sapore e lo stesso gusto insipido, come ad esempio i pomodori fuori stagione che sanno di acqua senza alcuna punta acidula, senza alcuna caratteristica nutrizionale rilevante. E come non menzionare i cocomeri grandi come una mela, che arrivano in produzione proprio in questi mesi? Risultati deludenti, ma terribilmente dannosi per l’ambiente, viste le concimazioni ed i trattamenti cui abbiamo sottoposto i terreni.

Per fortuna qualche scienziato dotato di senno ha capito che tale situazione non poteva continuare, e così il Consultive Group on International Agricultural Research ha fondato lo International Plant Genetic Resources Institute, che ha come fine principale la salvaguardia delle risorse genetiche vegetali basata sulla gestione di banche del germoplasma per la conservazione in campo ed in laboratorio delle razze locali delle più importanti specie coltivate, nonché delle specie selvatiche.

Ed è da questo lavoro che stiamo riottenendo la semente non ibrida, per tornare a quell’agricoltura che amavano i nostri nonni, dove ogni coltura ha le sue aree di coltivazione, le sue stagioni di crescita, una concimazione essenzialmente naturale, trattamenti solo se necessari e con bassissime intensità, ed una produzione quantitativamente minore, ma vogliamo considerare la bontà, il sapore ed il gusto oltre che i valori nutrizionali? E il tutto senza inquinare né danneggiare il terreno, ma convivendo con lui in armonia e condivisione. Meno inquinamento e la certezza di lasciare alle generazioni successive un mondo migliore, improntato alla biologia naturale ed al rispetto ambientale.

Ce la possiamo fare, anzi ce la stiamo facendo, ma il percorso è lungo, ma con l’apporto di tutti, agricoltori, scienziati e cittadini, possiamo persino raggiungere ottimi risultati in breve tempo.

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Samantha Lee: la mamma che mette le favole nel piatto!

“Non si gioca con il cibo” è un ammonimento che non trova spazio in casa di Samantha Lee, una mamma malese che, alla ricerca di un modo per incoraggiare la figlia di due anni a diventare più indipendente e mangiare da sola visto l’imminente arrivo di una sorellina, si è inventata un’attività che in breve tempo l’ha resa nota in tutto il mondo e una star su instagram dove le foto delle sue creazioni culinarie che riproducono personaggi di tutti i tipi sono seguitissime.

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L’ispirazione le è arrivata dalla passione per il bento, la tradizione giapponese di portare a scuola o al lavoro un pranzo preconfezionato studiato a regola d’arte, in cui cibi e colori sono combinati e disposti in maniera precisa e armonica tra di loro per creare un pacchetto completo a livello nutritivo, sano e soprattutto bello da guardare.

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Alla base dei piatti ci sono riso, pesce o carne, verdure e prodotti di stagione; frutta, cioccolato e cereali per le merende a cui si aggiungono le decorazioni, una generosa dose di fantasia e un po’ di manualità: Hello Kitty è stata la prima a essere divorata dalla figlia di Samantha e molti altri l’hanno seguita. Le bambine adorano le figure e le storie che si ritrovano nel piatto e spazzolano via Cappuccetto Rosso, animali, personaggi Disney e cantanti senza problemi, tanto che adesso litigano per decidere quale personaggio mangeranno per il prossimo pasto.

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Oltre alla creatività e alla pazienza c’è ovviamente una certa attenzione verso l’uso di cibi sani, la stessa Samantha ha rivelato di non avere mai frequentato corsi di cucina, ma vuole che i suoi piatti non siano solo belli e divertenti ma anche buoni e salutari come dimostra il loro aspetto.

A tavola bambini: Shrek e Fiona aspettano impazienti di essere divorati!

Trovate ancora foto e tante idee sul sito di Samantha Lee

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Ecosia: il motore di ricerca più ecologico che ci sia!

Con il motore di ricerca Ecosia, le nostre ricerche supportano la riforestazione del Brasile. A noi non costa nulla e il nostro pianeta tira un sospiro di sollievo!

Come funziona?

Come tutti i motori di ricerca, Ecosia, guadagna dalle pubblicità, ma diversamente da tutti gli altri dona la maggior parte dei propri profitti a “Plant a billion trees” (Pianta un miliardo di alberi) un programma di riforestazione in Brasile di The Nature Concervancy. Grazie a questa riforestazione non solo si possono eliminare grosse quantità di CO2 presenti nell’atmosfera, ma si possono ristabilire i cicli naturali esistenti e fornire acqua a milioni di persone.

barra ricerca ecosia

Come si usa?

Dal sito www.ecosia.org è possibile installare Ecosia su Google Chrome, in maniera totalmente gratuita: basta un attimo e apparirà un piccolo mappamondo a destra della barra di ricerca! Da lì si aprirà Ecosia e tutte le vostre ricerche, anche le più ordinarie, costituiranno il vostro contributo alla riforestazione! Una ricerca, un albero piantato. Attraverso Ecosia è anche possibile sapere quali sono le aziende e i prodotti più ecosostenibili, basta digitare il nome sulla barra di ricerca.

Ecosia per l’ambiente

  • 1 albero piantato ogni 73 secondi.
  • 1.286.782 euro donati per l’ambiente.
  • 190.676 utenti attivi.
  • 98.204 alberi piantati finora.
  • Un potenziale di 4 milioni di tonnellate di CO2 eliminate dall’atmosfera ogni anno.

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Ghent: una città a misura di vegetariano

La splendida cittadina fiamminga di Ghent, si trova a meno di un’ora di auto da Bruxelles ed è una tappa da non perdere per il turista vegetariano che si trova in Belgio.

Oltre a essere una città molto interessante per i suoi monumenti, i corsi d’acqua che l’attraversano e la bellissima piazza centrale, Ghent si distingue anche per la sua sensibilità e attenzione verso chi non mangia carne e pesce e per l’alimentazione salutare e naturale.

Tutte le scuole e gli esercizi pubblici, le mense degli uffici e delle aziende di Ghent, hanno infatti aderito all’iniziativa “Veggie Thursday”, ovvero il giovedì vegetariano, o come viene chiamato in fiammingo “Donderdag veggiedag”. Ogni giovedì in tutte le mense, infatti, sono serviti piatti vegetariani, non solo per venire incontro a chi ha fatto questa scelta di vita, ma soprattutto con lo scopo di invitare la popolazione ad assaporare nuovi ingredienti, a introdurre nella propria dieta cibi più salutari, sensibilizzare l’opinione pubblica verso la questione ambientale e le condizioni di vita degli animali allevati per il mercato alimentare. Questa iniziativa è stata bene accolta da subito da tutta la popolazione che ha fatto ormai propria l’abitudine di evitare la carne e il pesce almeno una volta a settimana.

E per chi fosse di passaggio per Ghent, non di giovedì, la città offre un ampio numero di ristoranti, fast food e negozi di prodotti biologici e vegetariani, perfino le famosissime patatine fritte belghe, che solitamente vengono fritte ben due volte nel lardo di maiale, trovano a Ghent la loro versione vegetariana nelle veggie fries!

Una città assolutamente da visitare per la sua tipicità e la sua grande ospitalità rivolta proprio a tutti!

Date un occhio anche al sito della città di Ghent http://www.visitgent.be/en/veggie-ghent

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