Con VEG News vi teniamo aggiornati costantemente sulle notizie più interessanti provenienti da tutto il mondo, con curiosità e idee nuove che possono stuzzicare il vostro interesse.

Per festeggiare l’arrivo di luglio abbiamo pensato di organizzare un Giveaway con cui potrete vincere una copia del libro Il Manuale dell’Estrattore!
Qui sotto vi spieghiamo come fare a partecipare al nostro mini concorso!

Che cos’è un giveaway?

Prima di tutto, spieghiamo che cos’è un Giveaway e di cosa si tratta! Un giveaway non è altro che un concorso a premi, dedicato agli utenti vecchi e nuovi, con il quale si regala uno o più prodotti.
In questo caso il premio è un libro!

Vinci una copia di Il Manuale dell’Estrattore

 il manuale dell'estrattore giveaway di luglio

Il premio in palio del nostro GIVEAWAY di luglio è una copia con dedica del Manuale dell’Estrattore.
Il Manuale dell’Estrattore, è un libro edito da Gribaudo e scritto da Martino Beria, chef e divulgatore di cultura e cucina vegana.
In questo libro troverete tantissime informazioni, fondamentali sia per l’acquisto, sia per l’utilizzo dell’estrattore nella vita di tutti i giorni. Non si tratta solamente di un ricettario di succhi, ma di un manuale completo per sfruttare al meglio tutte le potenzialità del vostro estrattore, nella produzione di succhi, latti vegetali, condimenti, gelati, sorbetti, cocktail e tante ricette con l’utilizzo degli avanzi.
Il Manuale dell’Estrattore è il volume immancabile per chi desidera acquistare questo utilissimo e versatile elettrodomestico, o per chi ce l’hai già e vuole utilizzarlo al meglio!

Come si fa a partecipare?

Per partecipare e provare a vincere basta seguire le 4 regole qui sotto:
1. Mettere il like alla pagina VeganoGourmand e alla pagina @chefmartinoberia
2. Mettere il like al post del giveaway
3. Condividere con un minimo di 3 persone il post, taggandole nei commenti.
4. Condividere il post sul proprio profilo.
Il 7 luglio, alle ore 18:00 chiuderemo il concorso ed estrarremo il nome del vincitore/vincitrice del libro che verrà annunciato sulle nostre pagine Facebook!

E ora, buon divertimento e buona fortuna!

 VEGAN CHEF CONTEST: SECONDA EDIZIONE DEL CONCORSO LAV PER GLI ISTITUTI ALBERGHIERI ED ENOGASTRONOMICI. UNA RICETTA VEGAN PER VINCERE UNA SESSIONE PRATICA, IN CLASSE, DI CUCINA 100% VEGETALE

 La LAV lancia in tutta Italia la seconda edizione del concorso Vegan Chef Contest, dedicato agli Istituti Alberghieri ed Enogastronomici.

 Ogni classe partecipante dovrà inviare, entro il 15 marzo 2017, una ricetta 100% vegetale corredata da foto della preparazione e del piatto completo. Quella giudicata migliore vincerà una sessione pratica di cucina con lo chef vegano Martino Beria di Vegano Gourmand, che si svolgerà nella scuola vincitrice.

Le classi che intendono partecipare a Vegan Chef Contest potranno farlo tramite un insegnante referente che invierà la mail di partecipazione con la ricetta e le foto del piatto e della sua preparazione all’indirizzo educazione@lav.it seguendo le modalità indicate nel bando.

 Il bando completo del concorso si può trovare sul sito di Piccole Impronte.

 La prima edizione, vinta dall’Istituto Alberghiero “Antonello” di Messina con la ricetta “Wild”, aveva registrato l’adesione di 24 tra istituti e scuole alberghiere ed enogastronomiche italiane, che hanno partecipato anche con più ricette e classi per ciascuna: una percentuale rilevante di tutti gli istituti alberghieri italiani. Dalla Sicilia alla Lombardia il primo Vegan Chef Contest ha coinvolto insegnanti e alunni di cucina con un alto livello di qualità, fornendo l’occasione di sviluppare percorsi didattici che hanno valorizzato la cucina vegetale, ma anche le tradizioni e i prodotti locali, il mix tra antico e moderno e la capacità di presentazione dei piatti.

 

 Martino Beria:

Lo chef Martino Beria è stato fondatore nel 2013 del portale di ricette e articoli “La cucina vegetariana.it”, ora Vegano Gourmand, con lo scopo di diffondere un tipo di cucina vegan facile e accessibile a tutti. Laureando in Scienze e Cultura della Gastronomia e della Ristorazione presso l’Università di Padova, lavora come chef vegano e consulente per aziende. Si occupa di formazione in ambito di cucina naturale e cruelty-free. Collabora con riviste, tiene show cooking e corsi in tutt’Italia, con lo scopo di divulgare una nuova gastronomia vegan fondata su solide basi culturali e scientifiche. E’ autore del libro Vegano Gourmand edito da Gribaudo – Feltrinelli.

Meatless Monday: lunedì senza carne in California!

A San Diego, città nel sud della California, quasi al confine col Messico, il consiglio scolastico prende sul serio la dieta degli studenti. Nonostante fosse già presente da tempo nelle mense scolastiche delle scuole di San Diego e dintorni un’alternativa vegetariana, dal prossimo autunno, il sistema scolastico ha proposto e approvato i “Meatless Monday”, i lunedì senza carne. Secondo una ricerca, quasi il 28% dei bambini nella San Diego County sono in sovrappeso o obesi, il che li rende più suscettibili a malattie cardiache, pressione alta, diabete e altre malattie. Il consiglio scolastico inserirà i menù “lunedì senza carne” in tutte le mense, dall’asilo alle scuole elementari, con lo scopo di migliorare le prospettive di salute, felicità e successo degli studenti attraverso l’insegnamento di buone abitudini alimentari. L’iniziativa è appoggiata da varie associazioni tra le quali il Sierra Club e il San Diego Green Party che vedono i “Meatless Monday” come un inizio settimana con il piede giusto. Anche la sede di San Diego della University of California, la University of San Diego e il distretto scolastico di Los Angeles fanno parte dei sostenitori dei “Meatless Monday”. Obiettivo degli istituti scolastici è istruire gli studenti fin da piccoli a mangiare sano e con questa iniziativa si cerca di incoraggiare ancora di più il consumo di pasti vegetariani nelle scuole, anche se la scelta del 22% degli studenti delle elementari già cadeva sull’opzione vegetariana del menù. Il parere negativo di alcuni è dettato dalla consapevolezza che per alcuni studenti, con famiglie a basso reddito, la carne che mangiano a scuola è l’unica che si possono permettere, per altri non è giusto che il menù vegetariano diventi un’imposizione. Di fatto, l’iniziativa “Meatless Monday” non è obbligatoria e non si applica a chi, per esempio, si porta il pranzo da casa. Critiche o meno, la realtà è che i lunedì senza carne potrebbero fare il loro ingresso anche alle scuole medie e superiori nei prossimi anni.

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A novembre, ritorna Food&Pastry!

Dopo il successo riscosso lo scorso aprile dal nuovo format di Bologna Fiere, torna Food&Pastry la manifestazione dedicata alla pasticceria creativa, food creativo, cake design e molto altro ancora.
L’evento è pensato non solo per i professionisti del settore, ma anche a tutti gli appassionati di cucina e pasticceria e ai più piccoli.
Workshop, corsi di cucina, showcooking, aree espositive, presentazioni ed eventi speciali si alterneranno durante tutta la durata della manifestazione.
Un’occasione davvero unica per chi ama la cucina creativa e desidera partecipare ad un evento dedicato al mondo del food a 360 gradi.
Lacucinavegetariana.it e lo Chef Martino Beria saranno presenti a Food&Pastry per un cooking show e un corso di cucina tutto vegan! A breve il programma dettagliato.

Link al sito dell’evento: www.foodandpastry.it
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Segnatevi quest’appuntamento veg tutto da gustare e vivere: il nome dell’evento è Castle Vegetarian Fest, un festival vegetariano e vegano, eno-gastronomico e del settore biologico, che si terrà presso il castello del Comune di Sarzana. La manifestazione, organizzata da GreenHopeSarzana, si svolgerà dal 24 al 27 luglio, dalle ore 17.00 alle 24.00 presso la Cittadella di Sarzana.

In un’Italia sempre più veg(etari)ana, lo scopo degli organizzatori è quello di rispondere alla crescente domanda dei consumatori di prodotti veg, per intolleranti e biologici, realizzati nel rispetto degli esseri viventi, della natura e dell’ambiente.

Ma il Castle Vegetarian Fest non sarà un evento indirizzato esclusivamente a chi a sposato lo stile di vita e la cultura vegetariana ma si pone come strumento divulgativo per tutti coloro che sono interessati e attratti da questo mondo, offrendo al contempo l’opportunità di trascorrere con la famiglia e gli amici una piacevole serata all’aperto, visitando stand espositivi, partecipando a conferenze e showcooking, incontrando personaggi della politica e dello spettacolo e assistendo a mostre e performance musicali.

L’iniziativa di organizzare un Castle Vegetarian Fest è davvero molto voluta da tutta la popolazione veg italiana (nel 2014, 4,2 milioni di persone tra vegetariani e vegani), soprattutto dopo che gli organizzatori del Festival Vegetariano di Gorizia hanno affermato che l’evento non si sarebbe più svolto.

Un’occasione da non perdere, un punto di incontro e di divulgazione dove  poter mangiare cibo sano, gustoso e cruelty-free nella meravigliosa cornice della Cittadella di Sarzana!

Noi ci saremo, e voi?

 

Vegan Life, la nuova rivista italiana di cucina vegan – data di uscita

L’anno 2015 comincia in bellezza con l’uscita a gennaio del primo numero della rivista Vegan Life, un mensile tutto vegan dalla copertina all’ultima pagina!
Oltre a ricette cruelty free colorate, gustose e invitanti, sfogliando Vegan Life si possono trovare tanti articoli di approfondimento, dai consigli per una vegan lifestyle alle testimonianze dirette di chi ha scelto questa filosofia di vita.
Lo chef ufficiale di Vegan Life, Martino Beria, si racconta in questo primo numero in un’intervista personale (pag. 10) e propone un variopinto menù detox crudista (pag.30), perfetto per sentirsi meno appesantiti dopo i cenoni e i pranzi delle festività natalizie!

Vi chiederete a questo punto la data d’uscita!
Vegan Life uscirà il giorno martedì 13 gennaio 2015 nelle maggiori piazze d’Italia e, nei giorni a seguire, nel resto d’Italia.

Potete trovare la pagina ufficiale di Vegan Life cliccando QUI!

Ogni mese su Vegan Life troverete le ricette, consigli, articoli ed interviste per tenersi informati sul vegan a 360 gradi. Finalmente in edicola, un nuovo mensile dedicato al mondo veg, non perdetevelo!

Primo numero Vegan Life

Morrissey e PETA per un video contro l’allevamento intensivo

Il cantante inglese Morrissey ha realizzato assieme a PETA (People for the Ethical Treatment of Animals, organizzazione no-profit per la difesa dei diritti degli animali) un video di denuncia e sensibilizzazione sulle condizioni in cui vivono gli animali da allevamento intensivo.

Someday, un giorno

Un brano di Morrissey del 1992, Someday fa da colonna sonora al corto d’animazione, disegnato dall’illustratrice Anna Saunders. Il video racconta la storia di Nugget, un pulcino, che nasce e muore in un allevamento, sognando di rincontrare la sua mamma un giorno. La storia di Nugget è la storia degli 8 miliardi di pulcini che ogni anno vengono allontanati dalla madre per essere allevati per l’industria alimentare.

Morrissey e PETA

L’impegno di Morrissey nella lotta a favore dei diritti degli animali è ormai noto a tutti: si è battuto su diversi fronti, dalla sperimentazione sugli animali ai test cosmetici, ricevendo da PETA nel 2005 il Linda McCartney Memorial Award. Il cantante britannico ha in progetto di proiettare il video “Someday” durante i concerti del suo prossimo tour che partirà nei prossimi giorni.

Infine, la portavoce della PETA, Lisa Lange, a proposito del compleanno di Morrissey che cade proprio il 22 maggio, ha proposto di festeggiarlo “diventando vegan – non un giorno (in inglese someday) ma oggi stesso”.

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Sì all’uso medico della cannabis anche in Sicilia

Sì all’uso medico della cannabis anche in Sicilia. A sancirlo è stata, di recente, una delibera della Giunta regionale. E così l’assessore alla Salute, Lucia Borsellino, potrà accordare alle realtà sanitarie accreditate – private e pubbliche – la facoltà di ricorrere a farmaci a base di cannabinoidi. Una decisione che accomuna la Sicilia ad altre regioni italiane, tra cui Toscana, Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Veneto…
Il provvedimento tiene conto sia delle ultime modifiche legislative sul tema sia delle sentenze che hanno consentito a malati di sclerosi multipla di sottoporsi a terapie a base di cannabis: questo per la proprietà da più parti riconosciuta ai cannabinoidi (nello specifico al THC, uno dei principi attivi più importanti presenti in queste sostanze) di alleviare dolori e spasmi muscolari. Per tacere degli effetti positivi riscontrati anche contro la chemioterapia.
Ovviamente la prescrizione sarà appannaggio dei medici e la somministrazione dovrà avvenire esclusivamente all’interno di strutture sanitarie accreditate o a casa dei pazienti cui saranno prescritte tali medicine.

Uso terapeutico e non solo

Un po’ meno recente è l’ordine del giorno approvato a Torino dal Consiglio comunale, che invita il Parlamento a occuparsi del “passaggio da un impianto di tipo proibizionistico a un impianto di tipo legale della produzione e della distribuzione delle droghe cosiddette “leggere” con particolare riferimento alla cannabis e ai suoi derivati”. In sostanza si cerca “di abolire la legge Fini-Giovanardi e di dare il via libera alla produzione diretta di cannabis e al consumo anche a scopo ricreativo”. Nella stessa direzione va il provvedimento con cui si chiede alla Regione Piemonte di accordare l’utilizzo di farmaci a base di cannabinolo.

Tante teste, tanti pareri

Riguardo all’uso terapeutico dei cannabinoidi i pareri non sono unanimi, neppure nel nostro Paese. Se da un lato c’è chi saluta provvedimenti che vanno in questa direzione come segnali importanti di apertura e civiltà, dall’altro c’è chi ritiene che leggi di questo tipo ignorino completamente la componente scientifica presentando risultati pratici pari a zero.

Querelle chiama querelle

E quando si parla dei cannabinoidi come di farmaci non si può non evocare la querelle sulla liberalizzazione di tali sostanze. Tra i protagonisti, spiccano l’oncologo Umberto Veronesi e il senatore Carlo Giovanardi. Il primo reputa sia “assurdo che ancora tante Regioni italiane rinuncino a un potente antidolorifico solo perché ha la colpa di essere anche una sostanza stupefacente”; il secondo corrobora le proprie convinzioni citando Paolo Borsellino, il quale affermava che “la liberalizzazione o la legalizzazione della droga sarebbe stato il più grande regalo fatto alla criminalità organizzata”.

Uno sguardo oltre-Europa

Il primo Paese a scendere in campo per la legalizzazione a tutto tondo della marijuana è stato l’Uruguay, da tempo schierato in prima linea in fatto di temi sociali. Portavoce di questa battaglia è il presidente, José Mujica, che intende fronteggiare i narcotrafficanti rendendo legali produzione, distribuzione e consumo di cannabis. Se il Senato ratificherà questa legge, tutti i maggiorenni registrati avranno facoltà di acquistare fino a 40 grammi mensili da un numero limitato di farmacie. I coltivatori registrati potranno possedere fino a sei piante, le cooperative con non più di 45 membri fino a 99. A regolamentare prezzi e livelli di produzione sarà un apposito istituto governativo. E in tema di prezzi, il costo dei cannabinoidi legali rispecchierà quello dei cannabinoidi illegali, per garantire un prodotto sicuro e di miglior qualità. Ma all’orizzonte si profila un rischio: l’eventualità che la concorrenza del mercato nero determini una riduzione dei prezzi ufficiali, con cui si deve far fronte a un sistema di regolamentazione assai complesso e costoso.

THC anche contro l’Aids?

Secondo uno studio recente, il THC sarebbe in grado di proteggere le cellule dai danni causati dall’Aids. La ricerca è stata condotta dal Lousiana State University Health Sciences Center di New Orleans. A essere usate come cavie alcune scimmie malate, che per 17 mesi hanno assunto THC due volte al giorno, con riduzione dei danni al tessuto immunitario di intestino e stomaco.
Ma da qui a sostenere che si verifichi lo stesso processo anche nell’uomo ce ne corre…

Fonte: www.greenme.it

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Grandi chef veg, in Italia e nel mondo

Di grandi chef, negli ultimi anni, se n’è sempre più sentito parlare. Tra vecchi e nuovi programmi televisivi, partendo dall’ormai celeberrima “Prova del cuoco”, fin all’edizione più recente di “Masterchef”, la cucina si è spostata da casa nostra ad uno studio televisivo.
Certamente tra i tanti chef che hanno soggiornato nelle varie trasmissioni qualcuno avrà proposto più di qualche volta un piatto vegetariano o, spingendosi ancora più in là, un piatto vegano, ma quanti di questi chef seguono sempre, anche nella loro vita quotidiana, questa dieta priva di cibi animali?
In Italia, purtroppo, sono pochissimi gli chef vegetariani e vegani, e diciamo che nel resto del Mondo non è che spopolino, però ne esistono diversi, e con diverse particolarità che li hanno distinti nel corso degli anni.

SIMONE SALVINI
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Classe 1969, vegano, la sua vita in cucina inizia da piccolo quando, in laboratori artigianali, metteva già le mani in pasta. Simone, dopo gli sudi universitari, si sposta in Irlanda lavorando per molte realtà vegetariane per poi volare in India per scoprire nuovi gusti e sapori.
È docente in diversi istituti alberghieri, scrive libri di cucina e svolge corsi di cucina e servizi di formazione per gruppi alberghieri, ristoranti e chef professionisti.

ISA CHANDRA MOSKOWITZ
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Isa è vegana dagli anni ’80, ed è tra le prime a creare e condurre uno show di cucina vegan chiamato “Post Punk Kitchen”, autrice di diversi bestseller, lavora per cambiare la percezione delle persone, spesso scettiche, riguardo il cibo vegano, con piatti deliziosi e che fanno percepire sapori da molto dimenticati.

PIETRO LEEMANN
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Pietro fin da piccolo cresce con l’amore per la terra e la natura, dopo aver conseguito il diploma alberghiero ed aver lavorato con i maggiori chef di quegli anni anni, si radica in lui l’ideale che “noi siamo ciò che mangiamo”, che lo porta alla successiva scelta di diventare vegetariano. Da sempre ammaliato dalle culture orientali emigra in Estremo Oriente dove soggiorna, per due anni, tra Cina e Giappone dove insegna alla prestigiosa scuola di cucina di Osaka. Questa esperienza, che lo segna profondamente, diventa la chiave di volta per il suo futuro successo, al suo ritorno, infatti, decide di aprire un ristorante, Joia, dove dar vita a una cucina che ha come pietra miliare il rispettare i doni della natura.

TAL RONNEN
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Soprannominato “The Concious Cook”, viene anche amorevolmente chiamato “chef delle star”, ha lavorato con passione per molti di esse, celeberrima è la dieta depurativa dei 21 giorni di Oprah stilata e cucinata direttamente da Ronnen. La sua formazione si basa principalmente sull’esperienza, avendo lavorato nei più rinomati ristoranti vegan del mondo ha imparato a creare un connubio di sapori squisiti al palato.

BEVERLY LYNN BENNET
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Colonnista ormai nota sul VegNews Magazine, Beverly è vegetariana da più di 20 anni e da sempre attenta al rispetto degli animali, dell’ambiente e del proprio corpo, è autrice di svariati libri vegetariani, vegani e gluten-free. Nelle sue ricette cerca sempre di utilizzare prodotti di agricoltura biologica, e gira per gli States promuovendo questa sua idea di cucina, espandendola così al maggior numero di persone possibili.

Insomma, di chef veg ce ne sono in giro per il mondo, certo, non sono molti come gli altri, ma stanno cercando trasmettere il loro amore e rispetto per gli animali e la natura a chiunque abbia una mente ed un cuore aperto a nuove prospettive.

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Dieta veg e assicurazione: quando salute e risparmio vanno a braccetto.

Ebbene sì, da qualche tempo in Australia essere vegetariani o vegani conviene anche dal punto di vista economico. La compagnia Make A Difference Insurance offre a chi conduce una vita veg polizze assicurative agevolate. Per quale motivo? Semplice: secondo il presidente Brian Jones «coloro che non assumono proteine animali sono persone destinate a vivere più a lungo e pertanto clienti più appetibili». «A dimostrare che vegetariani e vegani sono più sani ci sono prove scientifiche», dichiara. Dati secondo i quali una dieta veg terrebbe lontani «infarto, ictus, tumori, osteoporosi, ipertensione, diabete e tantissime altre patologie». Di qui l’idea di calcolare i premi assicurativi «non solo in base a fattori come il consumo di fumo e alcol e la storia medica della famiglia, ma anche in base alla dieta». E «non è discriminazione – ci tiene a precisare Jones – ma attento calcolo del risparmio: a maggiori costi per la sanità corrispondono infatti aumenti nelle tariffe delle polizze».

No ai furbi

Gli sconti previsti sull’assicurazione vanno dai 300 ai 675 dollari annui: un’agevolazione di non poco conto, che premia quanti hanno bandito la carne dalla propria tavola. E se ci si finge veg pur di aver diritto alla riduzione sulla polizza? Impossibile. «Non sarà sufficiente dichiararsi vegetariani o vegani, ma occorrerà presentare tutte le analisi e le prove mediche del caso». Dunque nessuna possibilità per gli impostori…

Onnivori vs Vegetariani

Riguardo alle garanzie di vita sana che sarebbero insite in un regime veg c’è chi la pensa diversamente. Per dirla con la dietologa Melanie McGrice, «l’eliminazione della carne non è sufficiente per assicurare un’alimentazione sana, poiché non impedisce a chi si dichiara veg di mangiare comunque qualcosa di poco salutare». È vero – come riporta una ricerca triennale della Oxford University – che tra vegetariani e vegani sono minori i ricoveri ospedalieri o le morti per patologie cardiovascolari (visto che si ingeriscono pochi grassi saturi), ma lo stile alimentare deve essere salutare anche in assenza di carne. Tanto è vero che – è la stessa ricerca a dirlo – i tassi di mortalità che si registrano tra gli onnivori sarebbero pressoché gli stessi riscontrati tra i vegetariani.

Una filosofia di vita

Il regime veg è una scelta di vita. Non assumendo proteine animali si sceglie di rispettare la natura e l’intero pianeta, vivendo esclusivamente con prodotti a impatto zero. Secondo la Vegan Society, prima associazione al mondo vegan fondata nel 1944 da Donald Watson, portando in tavola solo alimenti vegetali si ridurrebbe di 1,5 tonnellate l’emissione di gas serra a persona. E tra quanti hanno scelto frutta e verdura molti sono quelli che si assicurano prodotti bio al cento per cento con l’autoproduzione. E ne beneficia, anche in questo caso, anche il portafoglio.

In Italia

Dati Eurispes 2013 dicono che in Italia i vegetariani sono 3.720.000 (pari al 6% della popolazione), di cui 600.000 vegani. Dunque il regime veg pare conquistare un numero sempre maggiore di proseliti. E la querelle che vede onnivori contro vegetariani pare accendersi di sfumature sempre nuove. Chi vivrà vedrà…

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