Estrattore di succo

Sempre più persone scelgono oggi di introdurre nella propria cucina e nella propria vita l’estrattore di succo, una tecnologia mirata a migliorare il benessere di corpo e mente.
In questa sezione potrete trovare tutti gli articoli che vi aiuteranno nella scelta e nell’utilizzo di questa tecnologia.

Estrattore di succo e ricette

Con l’estrattore si possono preparare moltissime ricette salutari e fantasiose: dai succhi vivi di frutta e verdura (detti estratti), al latte vegetale a partire dai semi oleaginosi o il latte di soia, alle granite, sorbetti, ghiaccioli, fino alle ricette che riutilizzano gli scarti.

Come riciclare gli scarti dell’estrattore

E gli scarti? si buttano via? Assolutamente no! Leggete tutti i nostri consigli sul riciclo creativo degli scarti dell’estrattore per uno stile di vita a impatto zero!
Barrette essiccate, burger raw, marmellate, budini, impasti dolci, tartufini, e tanto altro ancora: basta dare libero sfogo alla creatività e alla fantasia per una vita senza sprechi!

Latte vegetale fatto in casa: i migliori e come sceglierli

Sempre più persone oggi scelgono di sostituire il latte vaccino con il latte vegetale: molto spesso ci troviamo ad essere intolleranti al lattosio o sentiamo che il latte animale risulta pesante alla digestione, oppure molto semplicemente, abbiamo scelto di essere vegani.

Da che piante si estrae il latte vegetale?

Il latte vegetale che si trova in commercio viene estratto dalle più svariate fonti, alcune delle quali sono estremamente nutrienti e addirittura proteiche.
– Il latte di soia: viene estratto dai fagioli di soia gialla, ammollati, poi cotti e frullati e quindi strizzati (vi insegnerò a farlo con l’estrattore di succo).
– Il latte di mandorle
– Il latte di noci
– Il latte di anacardi
– Il latte di canapa
– Il latte di cocco

Riso, avena, farro e quinoa: il latte vegetarle a base di amilacei

Non vi insegnerò a preparare i latti vegetali a base di amilacei, quindi di cereali, perché richiedono la cottura, processo fondamentale per rendere gli amidi assimiliabili dal nostro organismo. Qualsiasi processo termico però provoca la gelatinizzazione degli amidi dispersi in acqua, dando l’effetto “besciamella”, molto poco piacevole.
E quindi cosa utilizzano le grandi aziende di produzione alimentare per evitare questa problematica? Oltre a trattamenti termici UHT, quindi ad alte temperature in pressione, le industrie partono da sfarinati di cerali, a volte già trattati con le “amilasi”, enzimi che convertono gli amidi in zuccheri e che scongiurano il latte dal diventare “colla”. Inoltre il latte vegetale industriale viene poi omogeneizzato ad alta pressione in modo che i pochi oli vegetali aggiunti e eventuali accumuli proteici o amilacei non si presentino nel bicchiere del consumatore.
Per questo motivo ho deciso di non tentare di ricreare un processo industriale a casa propria, non avendo i mezzi necessari al raggiungimento di un risultato apprezzabile.

Come mai il latte vaccino ci fa male?

La realtà è che gran parte della popolazione mondiale è “lattasideficiente”, ovvero non ha l’enzima “lattasi” che serve a scindere il lattosio presente nel latte. Questo enzima si attiva nel nostro organismo durante il periodo che va dall’allattamento allo svezzamento, e serve proprio per farci digerire l’unico nutriente che ci viene fornito nei primi mesi di vita.
Dopo lo svezzamento perdiamo la capacità di scindere il lattosio, e questo provoca poi le sensazioni di intolleranza o pesantezza. Una parte di noi, che invece ha ereditato i geni delle popolazioni nordiche, ex cacciatori raccoglitori e poi pastori, tollera il latte in quanto ha ancora attivo l’enzima lattasi. Le popolazioni nordiche, vivendo a stretto contatto con i pascoli, hanno sviluppato una tolleranza che a lungo andare è diventata una mutazione genetica.

Se volete sapere i motivi per cui non bere latte vaccino, leggete questo articolo!

Come scegliere il latte vegetale migliore?

Il latte vegetale, oltre ad essere una bevanda utile e dissetante, serve a tanti scopi in cucina, proprio come i vecchi ricettari ci insegnavano per il latte vaccino.
In cucina abbiamo quindi possibilità di usarlo negli impasti dolci (il pan di spagna ad esempio), nelle creme dolci (come la crema pasticcera, o la crema al limone), nella besciamella, nella maionese vegana, e in tante altre preparazioni.

Personalmente trovo che il latte di soia sia quello che si presta meglio alle varie preparazioni, essendo molto proteico: da quindi consistenza alle creme e ai dolci lievitati. Ma quasi tutte queste preparazioni possono anche essere fatte con del latte di mandorla o di avena.

Dovete provare e capire quale funziona meglio per le vostre esigenze: potete leggere questo articolo per comprendere meglio le proprietà dei vari latti!

Latte vegetale fatto in casa: usare l’estrattore di succo

Regole generali per l’estrazione di latte vegetale
Per estrarre un buon latte vegetale vedremo che non ci sono molte cose da sapere, e per ogni seme (eccetto che per la soia e per il cocco) il procedimento è il medesimo.

1) Metti a bagno dai 200 ai 300 grammi di semi per litro di latte vegetale che vorrai ottenere.
2) Lascia a bagno i semi per 6/8 ore.
3) Sciacqua i semi dall’acqua di ammollo.
4) Unisci i semi ammollati e sciacquati a 1,3 litri d’acqua fredda pulita.
5) Accendi l’estrattore e inserisci nella bocchetta un po’ di semi e un po’ d’acqua, alternando di continuo, fino a che non avrai finito sia l’acqua che i semi.
6) Avrai ora ottenuto il latte in una brocca e l’okara (il residuo) nell’altra.
7) Unisci ⅓ del latte ottenuto all’okara, mescola e procedi ad una seconda estrazione, per ottenere un latte più concentrato e saporito.
8) Se lo desideri, filtra il latte in un colino superfine (esistono in commercio delle garze apposta per questo scopo) così da eliminare tutti i possibili residui.
9) Metti il latte in un contenitore di vetro e tienilo in frigo.
10) Conserva il latte crudo dai 2 ai 4 giorni. Se decidi di pastorizzarlo conservalo in frigo a tappo chiuso fino ad una settimana.

Il latte di soia
Per il latte di soia, la procedura è leggermente più complicata che per gli altri latti vegetali. La soia infatti va prima ammollata come ogni legume, poi va cotta e solo dopo cotta può essere passata nell’estrattore. La cottura infatti rende digeribili le proteine della soia e inattiva i composti antinutrizionali presenti naturalmente nei legumi crudi.

Le ricette dei latti vegetali

– Latte di soia
– Latte di cocco
– Latte di mandorla
– Latte di noci
– Latte di nocciole
– Latte di canapa
– Latte di anacardi
(man mano che aggiungeremo le ricette i titoli saranno cliccabili)

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La differenza tra estrattore e centrifuga

In questo articolo voglio spiegarvi bene è chiaramente la differenza tra estrattore e centrifuga, due elettrodomestici che apparentemente vogliono svolgere la stessa funzione ma che, scoprirete leggendo, non sono propriamente la stessa cosa!
Ogni volta che tengo un corso di cucina, che parlo con qualche amico, o che offro un estratto di frutta e verdura mi trovo sempre di fronte alla medesima domanda: “ma che differenza c’è tra estrattore e centrifuga?
È così che inizia un capitolo sempre interessante e sempre molto profondo che analizzo da diversi anni per chiarire alle persone una delle differenze che non si palesano così chiaramente nel momento in cui si decide di bere un succo al bar.

Differenza tra estrattore e centrifuga: cosa cambia veramente?

Due tecnologie, due elettrodomestici, ma solo uno dei due può rientrare tra le “tecnologie del benessere”, ovvero quegli strumenti che possono effettivamente fare del bene alla nostra salute: di questi fanno parte tecnologie come il mulino casalingo che uso ormai da diversi anni, le pentole a 0 cessione di metalli pesanti e nikel, il blender, e tutte quelle tecnologie che per etica di produzione, per materiali ecosotenibili e a 0 cessione e per tipo di lavorazione sul cibo non stressano ne voi ne il mondo.

Come funziona una centrifuga?

Ricordo quando mia mamma da bambino mi preparava i centrifugati, soprattutto d’estate con il sedano, la mela, la carota e il limone, per tirarmi su la pressione: a ricordo erano davvero molto buoni!
Negli anni ho imparato ad analizzare le tecnologie che utilizziamo in cucina capendone bene il funzionamento e prestando molta attenzione ai materiali. Così ho compreso come funziona una centrifuga e la netta differenza con l’estrattore di succo.
Se aprite una centrifuga noterete che all’interno di una brocca che convoglia il succo c’è una larga grattugia a fori piccoli con ai lati un filtro.
Questo è il cuore della centrifuga, una lama rotante che di media ruota a 19000 giri al minuto (se non di più) e grattugia frutta e verdura ad alta velocità. Il grattugiato, grazie alla forza centrifuga (link) dal centro del disco rotante, sfugge verso l’esterno e si intrappola sul bordo/filtro, è sempre grazie alla grande velocità sgocciola il succo al di fuori del filtro.
Il risultato?
Un succo che ha subito un fortissimo stress ossidativo. Ma di cosa parlo?
L’ossidazione è un processo radicalico che si innesca grazie a diversi fattori di cui alcuni fondamentali:
– contatto con l’ossigeno dell’aria
– calore
– luce del sole
Ora, trovate qualche punto in comune con il processo di centrifugazione?
L’alta velocità della grattugia surriscalda la frutta e di conseguenza il succo.
Il processo per il quale si grattugia la polpa della frutta ad alta velocità, la espone ad un forte contatto con l’aria, quindi espone anche il succo ad una forte ossigenazione.
Due fattori chiave che rendono i micronutrienti de vostro succo molto deboli.

Come funziona un estrattore di succo?

L’estrattore di succo è una macchina che si basa invece sul principio opposto: la lentezza.
Vediamo di cosa si compone:

Coclea: il principio dell’estrattore si basa sulla spremitura a freddo di frutta e verdura attraverso una vite senza fine, anche detta coclea, che gira molto lentamente: un buon estrattore dovrebbe non superare i 40 giri al minuto.
– Filtro: il filtro è quel pezzo microforato che serve da barriera attraverso la quale il succo si separa dalle fibre per pressione: più sottile è il filtro e più smussati saranno i fori, e più il succo sarà puro e non ossidato.
Coperchio con imbuto: questo è il pezzo che serve come chiusura dell’estrattore e attraverso il quale si infilano i pezzi di frutta e verdura o i semi.
Pestello: alcune volte può capitare che sia utile spingere un pò qualche pezzo che abbiamo tagliato più grossolanamente. Questo arnese ci viene in aiuto proprio in quelle particolari situazioni.
Brocca: rappresenta la divisione tra l’esterno e l’interno dell’estrattore, in cui i vegetali vengono strizzati. Solitamente è costituita di plastica molto resistente, allo sforzo e al pH acido degli alimenti, e all’interno presenta delle scanalature che aiutano a spremere gli alimenti e a far defluire verso il basso il succo. Questo pezzo molto particolare presenta due fori d’uscita, uno per il succo e uno per le fibre, molto ben separati, in modo da poter bere del succo limpido e avere delle fibre che potremo riutilizzare con un po’ di creatività!
Scocca motore: è il pezzo più pesante che racchiude al suo interno un motore a basso numero di giri, che quando incontra un ostacolo, ha la capacità di rallentare.

40 giri al minuto sono davvero sinonimo di lentezza, una lentezza che entra nella vostra casa quasi a dirvi “respira”, presi come siamo dalla frenesia quotidiana, l’estrattore ci fa riflettere sul prenderci del tempo per noi, per rallentare un po’ i ritmi e pensare alla nostra salute, a partire dalla nostra alimentazione.

Quando ero bambino, a fine estate si faceva la conserva di pomodoro e ricordo quella macchina con una vite che girava (poteva essere a motore o anche girata manualmente) che serviva a spremere via dalla buccia e dai semi la polpa di pomodoro, che passava attraverso i forelli di un filtro.
Questo molto similarmente rappresenta come funzioni un estrattore: un motore a basso numero di giri, con collegata una coclea che strizza frutta, verdura (e anche altre cose interessanti), sotto la quale un filtro molto sottile divide il succo dalle fibre, due prodotti che escono da due bocchette separate.
La pressione tra la coclea, gli alimenti e la parete interna della brocca fanno uscire il succo dalle fibre che, fluendo attraverso il filtro, viene incanalato nella bocchetta di uscita del succo.
La lentezza del motore permette il rispetto delle proprietà organolettiche e nutrizionali del succo: non si verifica surriscaldamento, cosa che mantiene inalterato lo stato chimico-fisico di oligo elementi come vitamine termolabili, minerali ed enzimi.

L’estrattore di succo: il migliore elettrodomestico per succhi e latti vegetali

Ora avete compreso bene un concetto chiave: se vi state chiedendo cosa comprare, la centrifuga o l’estrattore? scartate la prima e comprate un estrattore che è la miglior tecnologia per ottenere succhi di qualità e latti vegetali.

Vantaggi nutrizionali

Grazie alla lentezza dell’estrattore otterrete dei succhi “vivi” ovvero dove enzimi, oligoelementi e nutraceutici si mantengono intatti e pronti ad essere assunti dal nostro organismo. Oltretutto essendo un alimento liquido, entra in circolazione immediatamente dandovi sensazione rigenenerante quasi all’istante!
Quando l’estrattore è stato inventato, veniva utilizzato per curare malattie attraverso gli estratti, quindi quando beviamo un succo vivo, un estratto, pensiamo sempre che non è solo un gioco, un appagamento edonistico, ma è una propria cura, che se pensata adeguatamente può aiutarvi per risolvere moltissimi problemi fisici.

Gli scarti dell’estrattore: un mondo da scoprire

“Ma l’estrattore produce tanti scarti!!!” Potrebbe venirvi in mente come obiezione. Io vi dico che la centrifuga li produce ugualmente, ma non solo, gli scarti dell’estrattore vi aprono un mondo, e vi sensibilizzano all’ecosostenibilita!
Per scoprire come riciclare gli scarti dell’estrattore leggi questo articolo!

Che frutta posso usare: dove tengo o scarto la buccia?

La domanda cruciale che spesso mi pongono durante i corsi è: “ma le bucce si tengono o no?”
Facciamo chiarezza su questo aspetto.
Le bucce di alcuni frutti possono essere tenute e spremute perché possono dare un che in più al nostro succo, oppure perché sono così poco consistenti che non costituiscono una problematica per l’estrazione e permettono di risparmiare tempo e avere meno sprechi.
Qual’è la frutta e la verdura per la quale la buccia si può tenere?
Fondamentalmente, la frutta che normalmente mangeremmo con la buccia, possiamo dire che è quella che può essere estratta senza bisogno di tanti accorgimenti, mentre quella per la quale scarteremmo la buccia andrà curata adeguatamente prima di essere estratta.
Se vogliamo riutilizzare le fibre per reimpiegarle in altre ricette, dovremo eliminare tutti gli elementi che potrebbero dar fastidio: semi, alcune bucce, torsoli, piccioli.

Come conservare il succo dell’estrattore

Succhi
Estrarre un succo e berlo immediatamente dopo è la cosa ideale per poter godere al meglio di tutti principi nutrizionali presenti in esso.
La problematica fondamentale alla quale si va incontro ogni volta che rompiamo la struttura di frutta e verdura e la esponiamo all’ambiente esterno è l’ossidazione, come abbiamo visto prima.

Per conservare al meglio il mio succo, utilizzo bottiglie o contenitori di vetro nelle quali vado a far cadere il succo direttamente dall’estrattore (con l’aiuto di un imbuto) e le metto in frigorifero all’istante.
Quando vado a versare un bicchiere di succo, a meno che non decida di bere tutto il contenuto della bottiglia, la rimetto in frigo il prima possibile.
Una divisione durante la conservazione del succo è normalissima: le fibre rimaste nel succo (pari a ⅓ delle fibre totali) risultano più pesanti del succo stesso, quindi tendono prima a venire in superficie e poi a depositarsi sul fondo. Bastera scuotere delicatamente la bottiglia per uniformare nuovamente il succo.
E’ preferibile usare bottiglie con imboccatura larga, in modo da agevolarne il risciacquo senza detersivi.

Latti vegetali
Per il latte vegetale valgono le stesse indicazioni riguardo all’ossidazione dei succhi, anche se la base di partenza è molto meno reattiva rispetto alla frutta e la verdura fresca!
Il problema in questo caso potrebbe verificarsi a monte: partendo da un seme oleaginoso, il rischio è che lo stress ossidativo si presenti sulla materia prima essiccata, non sul latte vegetale estratto.
Mi spiego meglio: la forte presenza di acidi grassi polinsaturi è un’ottima base per quello che si chiama irrancidimento ossidativo, scatenato dai tre fattori precedentemente analizzati (ossigeno, luce e calore).
Questo si verifica spesso nell’olio se mal conservato.
Quindi, se conservate bene i vostri semi, non esponendoli a fonti di calore, a fonti luminose e a troppa aria, avrete una materia prima non irrancidita che sarà ottima per l’estrazione di latte vegetale di alta qualità!
Una volta estratto il latte, conservatelo in bottiglie di vetro e tenetelo sempre in frigo, come il succo, senza fargli prendere colpi di calore che attiverebbero eventuali lieviti e batteri acidofili, naturalmente presenti sulla buccia dei semi.
A meno che non pastorizziate il latte, dovrete tenere a bada la flora microbica con la conservazione al freddo.
Una divisione di fibre dall’acqua è normalissima: come per il succo basterà agitare dolcemente la bottiglia per uniformare il latte.

Il miglior estrattore di succo?

Gli estrattori in commercio sono moltissimi e ora, dopo aver capito la differenza tra estrattore e centrifuga, vi starete chiedendo qual’è il miglior estrattore di succo in commercio?
Posso darvi il mio spassionato consiglio: acquistate da case produttrici coreane o da rivenditori ufficiali delle stesse, i marchi sono tre: Hurom, Kuvings e Coway (che trovate in Italia sotto marchio SiQuri).
Leggete anche questa mia guida all’acquisto del miglior estrattore, potrà venirvi utile!

Un manuale pensato per voi: il Manuale dell’estrattore!

Da poco è uscito in tutte le librerie d’Italia il mio ultimo libro in cui tratto proprio di queste tematiche! Si chiama il manuale dell’estrattore e potrete trovare 160 pagine di bellissime foto, ricette e tante spiegazioni su come scegliere l’estrattore giusto, su come curare la frutta e la verdura, sulle tecniche di conservazione, su come riciclare gli scarti, e tantissimo altro ancora!
Il manuale dell'estrattore: molto più di un semplice manuale

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“Il riciclo creativo: come gli scarti dell’estrattore possono essere educativi nel rispetto del pianeta”

L’estrattore di succo è entrato nella mia vita un po’ di anni fa, quando incontrai Franc Arleo, fondatore di SiQuri: quell’incontro è stata un’esperienza peculiare! In cima ad un colle, nebbia di inizio primavera, un monastero e questa personalità enigmatica.
Così ho iniziato a lavorare ad un progetto che ancora oggi stiamo sviluppando assieme: portare a conoscenza la cultura del cibo, della vita salutare, attraverso la riscoperta delle radici, dell’etica, della natura.
Ma come può legarsi questo ad un succo vivo? Eh i legami sono molteplici e molto sottili: quando si beve un bicchiere di succo però si possono ben percepire, a partire dalla propria bocca.
Estrarre un succo ci porta in una condizione di riscoperta: la lentezza, il rispetto per i nutrienti, la scelta consapevole degli ingredienti e della loro origine, la consapevole accettazione della stagionalità, il riciclo, la creatività.
Questi ultimi due aspetti si uniscono in senso paiedeutico ad una pratica che vede impegnato chi usa già l’estrattore nel recupero delle fibre, più comunemente detto “riciclo degli scarti”.
Paiedeutico perché? Questa pratica ci pone su un piano di rispetto verso il mondo, tentando di minimizzare lo scarto che produciamo in output dal nostro stile di vita.

Ma cos’è e come usare l’estrattore di succo?

Per i neofiti forse è meglio dare una spiegazione: l’estrattore di succo potremmo dire che è una macchina, un marchingegno che ha un input e due output. Si inserisce la frutta e la verdura, e ne esce il succo…però non solo! E le fibre? Quelli comunemente chiamati “scarti dell’estrattore” sono null’altro che le fibre dalle quali è stato spremuto tutto il succo (il secondo output).
Come funziona questo processo?
Quando ero bambino, a fine estate si faceva la conserva di pomodoro e ricordo quella macchina con una vite che girava (poteva essere a motore o anche girata manualmente) che serviva a spremere via dalla buccia e dai semi la polpa di pomodoro, che passava attraverso i forelli di un filtro.
Questo, molto similarmente, rappresenta come funzioni un estrattore di succo: un motore a basso numero di giri, con collegata una coclea che strizza frutta, verdura (e anche altre cose interessanti), sotto la quale un filtro molto sottile divide il succo dalle fibre, due prodotti che escono da due bocchette separate.
La pressione tra la coclea, gli alimenti e la parete interna della brocca fanno uscire il succo dalle fibre che, fluendo attraverso il filtro, viene incanalato nella bocchetta di uscita del succo.
La lentezza del motore permette il rispetto delle proprietà organolettiche e nutrizionali del succo: non si verifica surriscaldamento, cosa che mantiene inalterato lo stato chimico-fisico di oligo elementi come vitamine termolabili, minerali ed enzimi.

Fibre e succo

Da questo processo di lenta estrazione otteniamo un succo molto energetico e revitalizzante che presenta ⅓ delle fibre che originalmente si trovavano nella frutta e nella verdura.
Un succo senza fibre è perfetto come vera e propria cura riabilitativa per chi soffre di gravi disturbi gastrici e non può tollerare la presenza di fibra, è perfetto per lo svezzamento dei neonati che non dovrebbero assumere fibre fino all’anno di età, ed è un ottimo ricostituente in quanto il succo, già “masticato” dalla coclea entra nel metabolismo molto velocemente, dandovi benefici immediati.
E gli altri ⅔ delle fibre dove vanno? Ecco, questi sono gli “scarti” dell’estrattore, fibra ancora saporita e ottima per la salute, da reintegrarsi all’interno di ricette che la trasformano e la impreziosiscono.
E se volessimo avere più fibra nel nostro succo? Ci sono estrattori di succo che esprimono al meglio le capacità di estrazione: Juicepresso Fiber Control è l’unico estrattore in commercio che da la possibilità di selezionare il quantitativo di fibre presenti nel succo, semplicemente girando il regolatore. Questo sistema semplice e geniale da la possibilità inoltre di ottenere granite e gelati inserendo nella bocchetta la frutta ghiacciata che verrà lentamente triturata con l’ausilio del filtro senza buchi dato in dotazione.
Una possibilità che dallo scorso mese è possibile ottenere anche con l’estrattore Essenzia Pro Green, al quale, tra le molte novità è stato aggiunto il filtro senza buchi.
Se vuoi scoprire di più sull’estrattore di succo, abbiamo un articolo che fa per te!

Come utilizzare gli scarti dell’estrattore?

Prima vi dicevo che le fibre che otteniamo sono utilissime da recuperare per diverse applicazioni, in primo luogo in cucina!
Così eccomi con qualche consiglio utile per recuperare gli scarti dell’estrattore:
quando preparate un succo, pensate subito se vorrete riutilizzare gli scarti.
Se decidete di recuperarli, eliminate dalla frutta tutte quelle parti che poi vi ritrovereste negli scarti, e che potrebbero dare fastidio in bocca: intendo semi, bucce dure e non saporite, bucce pelose, bucce e pellicine amare, torsoli, piccioli, ecc…
generalmente, tutti gli scarti dei latti vegetali possono essere facilmente recuperati e reimpiegati negli impasti dolci o in impasti salati come burger, polpette, oppure insaporiti, amalgamati e lasciati maturare come “formaggi vegetali”.
Potete congelare gli scarti avanzati, se molto polposi, e poi ripassarli nell’estrattore per ottenere dei sorbetti o dei gelati.
Con l’abbinata essiccatore/estrattore, potete essiccare gli scarti dell’estrattore e così creare delle cialde, delle barrette, dei biscotti raw o del muesli a impatto 0!
Per conservare gli scarti, metteteli in frigo in un contenitore ermetico e utilizzateli nel giro di 2 giorni al massimo, oppure sottovuoto da consumarei al massimo dopo una settimana.

Molto più di un manuale: il manuale dell’estrattore

Proprio in merito a questi argomenti, dal 20 aprile potrete trovare in libreria la mia ultima pubblicazione: “Il manuale dell’estrattore” edito da Gribaudo/Feltrinelli nel quale spiego dettagliatamente come questa tecnologia sia entrata a far parte della mia vita quotidiana e come ne ho potuto beneficiare come chef, per le mie preparazioni.
Un intero capitolo dedicato al riciclo creativo degli scarti da estrattore, corredato di moltissime utili ricette delucida la domanda che tutti ci siamo posti: cosa fare con gli scarti dell’estrattore?
Il manuale dell'estrattore: molto più di un semplice manuale

Essiccare gli scarti dell’estrattore: delle ottime barrette

Ecco una ricetta utile per delle ottime barrette essicate riutilizzando le fibre dei vostri succhi:

INGREDIENTI
– Avanzi da Estrattore di succo 400 gr
– Fiocchi d’Avena 80 gr
– Semi di girasole 25 gr
– Sesamo bianco 10 gr
– Riso soffiato 20 gr

PROCEDIMENTO
1) In una ciotola mescola assieme tutti gli ingredienti.

2) Prendi una piastra dell’essiccatore, poni un foglio antiaderente e componi delle “mattonelle” di fibre e cereali.
3) Poni la piastra all’interno dell’essiccatore e imposta la temperatura di 40° C per 24 ore.
4) Dopo 12 ore porziona le “mattonelle” di fibre in barrette e completa l’essiccazione per altre 12 ore.

Concime da scarti di estrattore

Se vogliamo recuperare tutto, ma proprio tutto quello che avanza dai succhi, possiamo anche creare un compost, un concime vegetale, a base di scarti dell’estrattore!
Preparate una scatola di plastica forellata e buttateci alla base delle foglie secche e del cartone. Poi “buttate via” gli scarti che non mangiate, e alternatamente, stratificate ogni tanto con un po’ di foglie, un po’ di avanzo umido, e altre foglie secche. Date equilibrio al compost inserendo rifiuto organico secco che aiuterà la ritenuta di eventuali liquidi.
Nel giro di 1 anno otterrete così un concime vegetale favoloso!

Estrattore o frullatore? Vediamo le differenze tra estrattore e frullatore.

Estrattore o frullatore? Cosa compro?

Vi sarà capitato di imbattervi in questi due elettrodomestici, l’estrattore di succo e il frullatore o blender, e chiedervi quale vi sarebbe servito di più.
Magari vi siete chiesti quale dei due fa i succhi, e quale invece prepara ottimi frullati e smoothies.
In questo articolo vediamo le differenze tra estrattore e frullatore e le loro applicazioni.

Estrattore o frullatore? l’indecisione vi attanaglia?

Estrattore di succo:

L’estrattore di succo lavora sulla lentezza e si basa sulla divisione del succo dalla fibra.
L’estrattore che ho usato in questo video (Essenzia), ha una coclea che gira a 40 giri al minuto e spreme la frutta e la verdura estraendone il succo che verrà diviso dalle fibre.
Si hanno due bocchette che portano all’esterno, da un lato lo scarto di fibre e dall’altro il succo.
Con l’estrattore si possono ottenere dei succhi favolosi e ricchi di micronutrienti ed enzimi vivi, in quanto la lentezza del motore non riscalda il succo e non denatura i principi nutritivi.
Gli scarti possono essere estratti ancora due volte per ottenere più succo e poi possono essere impiegati per barrette essiccate, muesli, impasti dolci e salati.
Con l’estrattore si possono ottenere anche degli ottimi sorbetti e gelati e con il succo si possono preparare dei favolosi ghiaccioli.

Per poter estrarre il succo con la lentezza di 40 giri al minuto, ci vorrà un po’ di tempo e per pulire il filtro che sta sotto la coclea e lavare ogni pezzo si impiegherà qualche altro minuto. Nulla di impossibile, basta essere organizzati e metodici nella pulizia: 5 minuti ad ogni estrazione con semplice acqua tiepida, faranno sì che il vostro estrattore non si incrosti irrimediabilmente.

Il costo di un estrattore di buona fattura va dai 380€ in su.

Frullatore:

Il frullatore a vortice (vortex blender) si basa sul principio opposto: alta velocità e tempi ridotti; nessuno scarto, ma polverizzazione delle fibre per ottenere un frullato omogeneo che contenga sia fibre che succo.
Il frullatore che ho usato nel video (optimum 9200) va fino alla bellezza di 44000 giri al minuto. Ha tre velocità e dei programmi di tempo (20, 35, 45 secondi) che partono da una velocità più lenta a crescere gradualmente fino al massimo dei giri.
Con il frullatore non si avranno scarti e lo si potrà impiegare non solo per fare dei frullati, ma per frullare tutte le basi di cui abbiamo bisogno in cucina, anche calde.
Non si impiega unicamente in cucina crudista e non produce succhi.

Il processo è molto veloce: si lava la verdura e la frutta, si inserisce nella caraffa, si aziona e in pochi secondi il frullato è pronto.
Il lavaggio è semplicissimo: basterà sciacquare la caraffa con un po’ di acqua tiepida e asciugarla.

Il costo di un buon frullatore va dai 400€ in su.

Tirando le somme:

Quindi, estrattore o frullatore?
Avrete capito che l’estrattore e il frullatore sono due elettrodomestici nettamente differenti, con applicazioni diverse e risultati diversi, anche partendo dalla stessa materia prima.
Per decidere se l’uno o l’altro dovrete capire quali sono le vostre esigenze. Potendo, vi consiglio di utilizzarli entrambi, proprio per le applicazioni così diverse tra loro.

Centrifuga di barbabietola rossa, mela, carota e zenzero

Tirate fuori la vostra centrifuga o il vostro estrattore di succo: vi insegniamo a preparare questa fantastica centrifuga di barbabietola rossa, mela, carota e zenzero!

Basta un bicchiere di questo succo fantastico per ricaricare le batterie e dare una bella dose di energia al nostro corpo: infatti la barbabietola rossa favorisce la formazione dei globuli rossi, rendendo più tonico il nostro sangue, contiene un 8% di cloro che aiuta il nostro fegato, i reni e la cistifellea a depurarsi e, se assunto con una certa regolarità, aiuta noi donne a prevenire e alleviare i disturbi mestruali e i disturbi legati alla menopausa.

Per preparare due bicchieri di questo succo fantastico e super salutare servono:

  • 1 barbabietola grossa o 2 piccole
  • 1 mela (verde, rossa o gialla, non importa, la vostra preferita andrà benissimo!)
  • 2 carote grandi
  • un pezzetto di zenzero fresco (2cm circa)
  • ½ limone (a piacere)

Se il gusto della barbabietola dovesse essere troppo presente potete diluire il succo con un po’ di acqua naturale o aggiungere mezza mela. L’abbinamento di barbabietola e carota fornisce fosforo, zolfo e potassio e altri elementi alcalini che insieme all’alto contenuto di vitamina A costituiscono un mix di sostanze naturali utilissime per costruire nuove cellule del sangue, in particolare i globuli rossi. Fate il pieno di energie e di forze con un bel bicchiere di succo fresco appena centrifugato di barbabietola rossa, mela, carota e zenzero!

 

Scopri cos'è un estrattore di succo vivo, per estrarre succhi a freddo, a bassa temperatura!

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Centrifuga abbronzante

Questa centrifuga abbronzante, preparata con frutta fresca, contiene vitamina A, vitamina E e betacarotene, il mix vincente per aiutare la nostra pelle ad abbronzarsi sotto il sole in modo naturale e dissetante.

Centrifugate assieme:

  • 250gr di melone
  • 150gr di carote
  • 150gr di arance
  • 60gr di limone

Bevetela per qualche settimana prima di partire per il mare e non dimenticate di portarvela ogni tanto anche in spiaggia!

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Centrifuga energizzante

Se ci sentiamo un po’ sottotono per via del lavoro, dello stress o degli impegni, questa centrifuga energizzante ci darà un po’ di quella grinta di cui avremmo bisogno!

Centrifugate assieme:

  • 180gr di sedano
  • 150gr di arancia
  • 80gr di kiwi
  • 50gr di lime
  • 20gr di zenzero fresco

Consigliamo di usare zenzero fresco, perché rispetto a quello in polvere conserva meglio le sue proprietà e conferisce un profumo davvero speciale alla centrifuga.

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