Tra i nostri consigli trovate tutte le dritte e i trucchi per utilizzare al meglio ciò che la natura ci ha dato: per vivere in modo sano e naturale.

Fido, prepara la valigia! Consigli per trascorrere le vacanze con il cane

L’arrivo in casa di un cane è sempre un avvenimento gioioso, ricco di entusiasmo e sentimento. Qualsiasi sia la scelta che spinge ad adottare un cane, la famiglia si allarga. Diventare genitori di un quattro zampe ci regala affetto, allegria, ci illustra il concetto di lealtà. Ma oltre a questo, prendersene cura comporta impegno, dedizione, responsabilità e compromessi. Accogliere un cane significa vivere con lui, non possederlo.

I dilemmi delle vacanze con Fido

Le meritate vacanze sono in fase di pianificazione, e il giorno della partenza si avvicina. Qui sorge il problema: organizzare una vacanza a dimensione “famiglia” già è complesso, immaginiamoci doverlo fare a dimensione “famiglia più un cane”. Non sempre è facile trovare delle strutture turistiche disposte ad accogliere Fido, specialmente se è di grandi dimensioni. Talvolta gli alberghi accettano i cani ma non nei luoghi comuni, e ciò esclude la sala da pranzo, la piscina, l’accesso alla spiaggia… insomma, un modo alternativo per dire che preferiscono solo clienti bipedi.
Può accadere che nella località prescelta le strutture che accolgono cani sono esaurite, o nemmeno esistano. Una pensione per animali domestici potrebbe essere una alternativa. Ma non sempre la si trova comodamente vicina, e spesso è una scelta costosa, da prenotare con un buon anticipo. La vicina di casa non si prende l’impegno di accudire il cane e i parenti più vicini sono in vacanza pure loro.
E allora, come fare?

I dati sull’abbandono

Come tutti gli anni, ecco che ritorna in tutta la sua crudeltà la piaga dell’abbandono degli animali domestici. I dati affermano che siano più di 100.000 i cani abbandonati all’anno, la maggior parte dei quali durante i mesi estivi.
Abbandonare il cane, oltre a rinnegare l’amore che gli si era promesso e fotografare l’inciviltà umana, aumenta il problema del randagismo. Ciò comporta delle conseguenze a livello igienico-sanitario con l’aumentare delle malattie, e il rischio che i cani abbandonati, in difficoltà o per fame, possano aggredire altri animali o persone, o provocare incidenti automobilistici. Questo è il numero verde da chiamare se trovate un animale abbandonato: 800 137 079

Benvenuto Fido!

Fortunatamente le strutture ricettive che sono felici di ospitare i cani ci sono. Senza limitazioni, alcune di queste offrono un servizio completo, mettendo a disposizione ciotole, box dedicati e giochi vari. Degli opuscoli illustreranno le attività a cui può partecipare anche il cane, per esempio passeggiate ed escursioni. Il personale di appartamenti o bed and breakfast, sarà disponibile a indicare i ristoranti e le spiagge dove fido può scorrazzare liberamente. Alcuni siti forniscono utili consigli per programmare le vacanze con il cane. Per esempio, www.vacanzeanimali.it e www.vacanzebestiali.org, forniscono un elenco delle strutture italiane, suddivise per regione e tipologia, proponendo delle offerte e dei last minute. I clienti possono lasciare un commento sulla qualità delle strutture dove hanno alloggiato. DogWelcome (www.dogwelcome.it) offre lo stesso prodotto del sito precedente, con uno sguardo anche all’estero, indicando le norme e i regolamenti degli altri stati.

Consigli per un viaggio sereno con il cane

In Italia è obbligatorio trasportare i cani in modo da non intralciare il pilota, quindi si possono utilizzare dei trasportini, le cinture di sicurezza apposite per animali, oppure dividere il bagagliaio dal resto dell’abitacolo con una rete. Generalmente è consigliato lasciare il cane a digiuno per 6-8 ore prima del viaggio; è importante lasciare il finestrino leggermente aperto, per favorire il ricambio d’aria. Posizionare in auto un suo giochino, renderà l’ambiente più famigliare. Per evitare il mal d’auto, è bene cercare di evitare accelerate o frenate improvvise. Fondamentali sono le tappe lungo il tragitto, durante le quali é bene somministrare acqua e permettere una passeggiata per sgranchire le zampe e fare un bisognino. Il vostro veterinario potrà fornirvi indicazioni specifiche e dettagliate, riguardanti anche i vaccini obbligatori per andare all’estero o più indicati secondo i luoghi di vacanza.

A tutti, pelosi e non, buona vacanza!

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Come coltivare le fragole

Ecco la nostra guida su come coltivare le fragole, una delle piante più coltivate a livello domestico, poiché grazie a dei semplici accorgimenti è possibile produrre un gran numero di frutti. In queste righe vi suggeriamo alcune regole da seguire per avere piante rigogliose, a terra oppure in vaso.

Le varietà di fragole

Le varietà sono moltissime, e per la scelta più consona a voi vi consigliamo di rivolgervi a un vivaio. I tipi di piante si suddividono in due categorie: le varietà unifere, ovvero quelle che producono i frutti una sola volta all’anno, oppure le bifere, che fioriscono più volte.

Il terreno

E’ bene preparare il terreno per la messa a dimora delle piantine alcuni mesi prima del periodo previsto: è sufficiente una vangatura di circa 30 centimetri, e aggiungere del concime organico per la nutrizione. Nel caso la coltivazione avvenga in vaso, questo potrà essere singolo per ogni piantina, oppure rettangolare per piantarne più di una. Si consiglia il vaso in terracotta, per permettere il ricambio di ossigeno a terra e radici. Gli appassionati di design suggeriscono di usare i vasi a muro, che contenenti le fragole sono molto originali. Il terreno deve essere leggero, sabbioso e con un PH tra 5,5 e 6,5. E’ fondamentale esso sia ben drenato al fine di evitare i ristagni d’acqua che potrebbero marcire le radici. A tale scopo, i vasi devono essere dotati di fori inferiori, per agevolare l’uscita dei liquidi in eccesso. Le piantine vanno messe a dimora tra aprile e le prime settimane di giugno, quando il rischio di gelate è scongiurato. Vanno posizionate a circa 20 centimetri di distanza l’un l’altra, ad una profondità tale da coprire completamente le loro radici.

Posizione

Le fragole hanno bisogno di molta luce. Si consiglia di fare attenzione all’esposizione diretta ai raggi solari, poiché potrebbero causare bruciature alle foglie: l’ideale sarebbe concede loro qualche ora d’ombra al giorno. Le piante sono resistenti alle basse temperature, ma nel caso queste dovessero essere particolarmente rigide, raccomandiamo di coprire le radici con della paglia o della stoffa. Se sono piantate in vaso, questo può essere messo al riparo, purchè sempre all’esterno.

Irrigazione e fertilizzazione

E’ necessario annaffiare regolarmente le piante, in special modo durante i periodi più caldi. Si consiglia di bagnare alla mattina presto, così da mantenere il giusto livello di umidità, avendo cura di bagnare solo il terreno senza toccare foglie e frutti. Evitare accuratamente i ristagni. Le piante hanno bisogno di ripetute fertilizzazioni, soprattutto nel momento in cui iniziano a fiorire e a dare i frutti. Il ciclo vitale delle fragole può durare anche quattro anni: una volta iniziata la coltivazione sarà quindi possibile continuare a raccogliere i frutti anche negli anni successivi. All’arrivo della primavera è opportuno fertilizzarle.

Cura delle piante

Sia in vaso che al suolo, si fa necessario eliminare periodicamente le erbacce infestanti che potrebbero rubare alle fragole elementi nutritivi, ed essere veicolo di parassiti. Assicuratevi di strappare anche le radici delle malerbe. Fate attenzione ai volatili che sono molto ghiotti di fragole, e potrebbero raccoglierle prima di voi! Nel caso, utilizzate una rete protettiva. I frutti vanno raccolti quando hanno raggiunto il caratteristico colore rosso; è bene staccarli manualmente e con delicatezza, per evitare traumi alla pianta.

E se di fragole non ne avreste mai abbastanza, potranno interessarvi anche questi link:

Fragole: frutto toccasana dalle mille virtù

Ricetta della Frozen Cheesecake alle fragole

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Coltivare il mango: che soddisfazione!

Ebbene sì, coltivare il mango non è solo possibile, ma dà anche ottimi risultati! Sebbene il frutto del mango sia una delle più note e saporite prelibatezze esotiche, non tutti ne conoscono la pianta. E – cosa più importante – non tutti sanno che Mangifera indica, questo il suo nome scientifico, può essere coltivata anche in Italia. Purché ci si trovi in regioni calde e purché si rispettino alcuni passaggi obbligati.
Le stagioni più indicate per la semina sono la primavera e l’estate. Durante l’inverno il nuovo nato dovrà essere tenuto al riparo, come avviene per ulivi e limoni.
Ma in che modo è possibile assicurarsi la nascita di una pianta di mango?

Il kit del mango-coltivatore

Innanzitutto occorre procurarsi un frutto di mango, un po’ di terriccio, un vaso, tovaglioli di carta e un sacchetto impermeabile trasparente. In secondo luogo sono necessarie pazienza, cura e accortezza. I passaggi importanti saranno quattro: conservazione del nocciolo, estrazione del seme, germinazione del seme, trapianto del seme.

Chi ben incomincia è a metà dell’opera

Se si ha intenzione di coltivare il mango, è necessario conservare un frutto di questa pianta: è proprio dal frutto, infatti, che si estrae il seme da piantare. Più precisamente si estrae dal nocciolo, che dovrà essere ripulito della polpa. Per rimuovere eventuali residui si consiglia di risciacquare bene sotto l’acqua del rubinetto. Per recuperare il seme del mango occorre un po’ di forza. Con un coltello affilato si otterrà una fessura e, piano piano, si estrarrà il seme. Va detto che le dimensioni di quest’ultimo variano a seconda delle dimensioni del frutto da cui lo si è prelevato.

seme mango

La “culla” del seme

Una volta estratto dal guscio, il seme dovrà essere avvolto in un tovagliolo di carta inumidito e messo all’interno di un sacchetto impermeabile e trasparente. Può essere utile un sacchetto per alimenti di quelli per la conservazione in freezer. In ogni sacchetto è possibile inserire uno o due semi. Si dovrà dunque gonfiare e chiudere il sacchetto, per poi riporlo accanto ad una finestra, in una zona ben illuminata.

Salute al nuovo nato

Perché il seme germogli e possa essere quindi piantato in vaso occorrono circa due settimane.
Una volta aperto il sacchetto, se il seme sarà secco o ricoperto di muffa dovrà essere buttato; in caso contrario, potrà essere trasferito in un vaso pieno di terriccio, arricchito con del compost casalingo. Anche questa fase richiede molta attenzione, per non danneggiare germogli e radici.
Il vaso va posto in pieno sole e innaffiato spesso. Per l’ottenimento dei frutti si consiglia l’innesto, possibilmente con l’aiuto di un esperto. Tuttavia la sola crescita della pianta sarà di per sé foriera di grandi soddisfazioni.

Mango

Proprietà e benefici del frutto

Come tutti i suoi colleghi, anche il mango – frutto dalla buccia rossa/gialla/verde e dalla polpa giallo arancio – ha effetti alquanto benefici sulla salute.
Studi recenti gli riconoscono proprietà antitumorali: il merito andrebbe a una sostanza antiossidante, il lupeol, che agirebbe positivamente in particolare sul pancreas. Alto è poi il contenuto di sostanze oligominerali, da cui derivano le proprietà lassative e diuretiche di questo frutto, particolarmente consigliato a chi soffre di ritenzione idrica e stitichezza. Il mango costituisce altresì un insostituibile ricostituente se si è stressati fisicamente o convalescenti. Con il frutto di Mangifera indica si possono curare anche tosse e raffreddore. Come? Facendo bollire la buccia nell’acqua e sorseggiando questo infuso, tiepido, tre volte al giorno per una settimana.

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Come coltivare il limone: i profumi del Mediterraneo a casa nostra

Originario dell’India e dell’Indiocina, il limone è forse l’agrume più utilizzato in ambito alimentare. La pianta appartiene al genere Citrus, e viene coltivata con maggiore concentrazione nelle zone subtropicali, dell’India e dell’America del Sud; al suolo raggiunge circa sette metri di altezza, mentre in vaso solo due.
In Italia, il limone viene lavorato nelle regioni meridionali, dando vita a un prodotto qualitativamente interessante.
E’ una pianta sempreverde la cui coltivazione può avvenire anche in vaso, contribuendo a portare i profumi e i colori del Mediterraneo nelle terrazze delle nostre case, anche quelle nord Italia.

Piantagione

E’ opportuno iniziare a concimare il terreno in profondità a partire da gennaio, per lasciare il giusto tempo di riposo in preparazione alla semina. Il concime deve essere specifico per le piante di agrumi, quindi è consigliabile rivolgersi a negozi agrari specializzati.
La piantagione del limone viene fatta nel periodo primaverile, precisamente tra la fine del mese di marzo e quella di maggio, quando il rischio di gelate è ormai scongiurato. In questo periodo è possibile scassare ed erpicare il terreno in profondità, preparando così le buche dove mettere a dimora i semi, oppure le giovani piantine. Se si utilizza il vaso in terracotta, inizialmente sarà sufficiente un diametro di 30 centimetri. Di conseguenza, è necessaria un’abbondante irrigazione.

lemon-tree

Terreno

Il suolo ideale per far crescere questa pianta in maniera vigorosa è fertile, di medio impasto, profondo e ben drenato: il ristagno d’acqua è mal sopportato dal limone, e rappresenta un vero e proprio pericolo. Il Ph deve essere compreso tra 6,5 e 7,5.
Per le piantagioni in vaso, in commercio è possibile trovare del terriccio appositamente ideato per gli agrumi; sul fondo del vaso è necessario sistemare uno strato di perlite.
Sia per le piante a terra, sia per quelle in vaso si può ricorrere all’uso del concime, anche esso specifico.
Ricordiamo inoltre che pianta di limone teme i terreni argillosi o calcarei.

Dove posizionare la pianta di limone

Le piante di limone devono essere posizionate in un luogo soleggiato, almeno per sei ore al giorno, e riparato da correnti d’aria o vento eccessivo.
In inverno può essere messa al riparo in una stanza fresca, lontana da fonti di calore. Il trasferimento del vaso di limoni dall’esterno all’interno, o viceversa, dovrà essere effettuato in maniera il più possibile graduale, per evitare traumi alla pianta.
Se il limone è coltivato al suolo e le temperature della vostra zona sono piuttosto rigide, è possibile avvolgere la chioma con veli di tessuto non tessuto.

Irrigazione

Il limone va annaffiato da maggio a settembre abbondantemente, senza creare ristagno. Durante la fioritura e soprattutto nel corso della formazione dei primi piccoli frutti, potrebbero essere necessari irrigamenti maggiori.
Nelle stagioni di mezzo si riduce l’apporto, e in inverno è sufficiente dell’acqua ogni 10 o 15 giorni, in base a necessità.

Potatura

Si procede dalla terza settimana di luglio, limitandosi a eliminare i rami secchi, rotti, quelli che hanno già fiorito, e quelli curvi verso il basso. I rami lunghi senza frutti devono essere sempre asportati se provengono dalla base delle branche più grandi. Assolutamente da evitare la potatura nei mesi di febbraio e marzo, poiché la pianta è in pieno sviluppo.

Rinvaso

Nelle pianta in crescita si procede al rinvaso ogni due anni, all’inizio della primavera. Successivamente il rinvaso può avvenire anche ogni quattro anni, considerando che il diametro del vaso dovrà corrispondere alla chioma della pianta.

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Erbe spontanee, cosa ci dona la natura in primavera

Oramai siamo entrati in primavera inoltrata, e quale miglior stagione per riscoprire i frutti della terra se non questa? A differenza dell’estate dove tutto è ormai già maturo, la primavera ci regala delizie appena nate che hanno un sapore, un odore, un colore diverso da qualsiasi altro periodo dell’anno.
Dopo il lungo inverno finalmente l’erba comincia a rinascere e prende un colore brillante che difficilmente vedremo fino al prossimo anno. Tra queste distese infinite di verde si nascondono centinai di prelibatezze che basta aver l’accortezza di riconoscere e provare.
Voglio infatti parlare delle erbette spontanee commestibili che troviamo nel campi, nei prati o lungo i fossi, mia nonna mi raccontava sempre di come lei ne facesse grandi scorpacciate in questo periodo, poiché i gusti freschi e originali, si discostavano dal solito radicchio o cappuccio dell’inverno.

Carletti

I carletti crescono ovunque, al mare o in montagna, passando per la pianura e le colline. Sono delle piccole piantine che fanno un bellissimo fiore a campanella che potrete utilizzare come centro tavola dal momento che, ciò che si mangia di questa pianta, sono le foglie dai riflessi bluastri, preferibilmente giovani poiché son più tenere. I carletti si mangiano crudi, a mo’ d’insalata, o cotti, ad esempio nel risotto; il loro è un gusto delicato e dolce, quindi anche i bambini ne andranno pazzi.

Bruscandoli

La pianta dei bruscandoli è una pianta perenne dai frutti rampicanti, cresce prevalentemente in ambienti freschi e nei terreni fertili e ben lavorati, come ad esempio le rive dei fossi. I bruscandoli, gettiti del luppolo selvatico, hanno svariate proprietà, sono infatti ipocalorici, rinfrescanti, diuretici e lassativi, hanno proprietà tonificanti e favoriscono la purificazione del sangue. Del bruscandolo si utilizza tutto, dalla punta al gambo, anche se la parte iniziale è molto più gustosa, in cucina vengono serviti cotti in zuppe, risotti ed in frittate (che a mio avviso è ciò che più riesce a far emergere il loro gusto).

Rosoline

Le rosoline vengono così chiamate per la loro forma dentellata simile ai petali delle rose canine, sono le foglioline che stanno alla base del papavero selvatico. Pianta annuale che, con il suo fiore, che colora i nostri campi di rosso come il quadro “I papaveri” di Monet, nasce e cresce soprattutto nei campi di grano, su una terra, quindi, ben lavorata e, non solo, ricca di nutrienti. Le proprietà di quest’erba spontanea, che può essere mangiata cruda in gustose insalate, o cotta, sono sedative, tossifughe ed espettoranti.

Tarassaco

Il Radicchio di cane (in veneto raicio de can) o Tarrassaco Comune è una pianta erbacea perenne. La rosetta che sta alla base della pianta è costituita da foglie oblunghe e lanceolate con i margini dentellati. Cresce soprattutto in climi temperati ed in zone di pianura, ma non specificamente nei campi, la si può trovare anche nel giardino davanti casa. Contiene acido taraxinico, vitamine e flavonoidi, grazie a queste sue proprietà è un’ottima insalata depurativa, poiché, nel maggiore dei casi, questa erbetta, viene consumata cruda. Per le sue qualità depurative, il tarassaco è cosigliato sottoforma di infuso.

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I nostri alleati contro i mali di primavera

Alla sbocciare di fiori, colori e profumi, in molti soggetti possono contrapporsi dei disturbi che vanno ad alterare l’equilibrio psico-fisico, in maniera lieve o più accentuata.

Le cause

La causa di questi fastidi, secondo gli studiosi più accreditati, risiederebbe nelle variazioni endocrine e in quelle dei neurotrasmettitori implicati nella sfera dell’umore.
L’organismo umano risente dei cambiamenti di temperatura, dell’umidità, e del vento. Ciò che influenza maggiormente il disagio vissuto all’arrivo della primavera è la differente quantità di luce solare: complice l’ora legale, si fa buio un paio d’ore dopo rispetto all’inverno, e ciò induce a posticipare il termine della giornata e quindi ad aumentare il senso di stanchezza.

I disturbi del cambio stagionale

Il mal di primavera può generare spossatezza, pessimo umore, sonnolenza e perdita di concentrazione. Si aggiungono inoltre stati d’ansia, irritabilità, disturbi digestivi e intestinali, e mal di testa. Le donne soffrono il cambio di stagione più degli uomini; soggetti a rischio sono anche le persone che soffrono di meteoropatia, attacchi d’ansia e depressione, ed infine soggetti allergici.
Per rimediare ai disagi che porta l’inizio della bella stagione, oltre a praticare dell’attività fisica e mantenere il giusto numero di ore di riposo, possiamo affidarci a qualche alimento che madre natura ci mette a disposizione.

POMPELMO E FRAGOLE

Ogni frutto è un valido integratore di sali minerali e vitamine per prepararci alla primavera.
Il pompelmo si rivela un valido drenante: ricco di acidi organici, nello specifico il malico e il citrico, contiene molto potassio e ferro. Racchiude molta acqua, vitamina C e P, e antiossidanti. Rispetto agli altri agrumi, ha un bassissimo apporto energetico, e ciò lo rende indicato nelle diete ipocaloriche.
I soggetti che assumono abitualmente farmaci devono prestare attenzione al consumo di pompelmo, a causa di alcune interazioni farmacologiche.
La fragola è un alimento ricco di proprietà nutritive utili per rigenerare dalle fatiche del cambio stagionale. Contiene vitamine, fosforo, calcio, ferro, e acido salicilico. Le tecniche erboristiche la utilizzano per le sue proprietà rinfrescanti, diuretiche e per alleviare i gonfiori tipici della primavera.

FAGIOLI E PISELLI

I fagioli sono molto nutrienti, ricchi di proteine e di vitamina A. Contengono inoltre calcio, fosforo, ferro e potassio. Anche grazie al loro elevato contenuto proteico, sono un alimento importante per combattere senso di spossatezza e stanchezza.
I piselli sono molto energizzanti grazie al loro contenuto calorico. Essi possiedono molte proteine, vitamina A ed E, potassio e magnesio. I piselli aiutano il lavoro intestinale per la notevole quantità di fibre in essi contenuta. Sono un discreto diuretico, e godono di proprietà toniche e rimineralizzanti.

RISO E ASPARAGI

Il riso, adatto anche per gli intolleranti al glutine, è un cereale consigliato per affrontare le difficoltà delle primavera grazie alla sua digeribilità, diminuendo la sensazione di sonnolenza dopo pasto. E’ un alimento rinfrescante e disintossicante, ricco di fibre per aiutare l’evacuazione intestinale.
Gli asparagi, che eventualmente ben si addicono in un risotto, sono poco calorici, ricchi di vitamina A, B e C, calcio, fosforo e potassio. Aiutano la rigenerazione cellulare, e svolgono un’ottima funzione diuretica per eliminate le tossine accumulate durante l’inverno. Dulcis in fundo, pare abbiano una funzione antidepressiva, ideale per contrastare la negatività del cambio stagionale. L’abbinata riso e asparagi la ritroviamo nel risotto di asparagi, un’ottima e sanissima ricetta, perfetta per la stagione primaverile!

LIQUIDI E AROMI

E’ opportuno bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno per aiutare la depurazione del corpo.
Eliminare le sostanze eccitanti, quali il tè, caffè e cioccolata; largo spazio a ginko biloba e pappa reale per favorire la concentrazione.
E’ concesso usare l’olio extra vergine di oliva e le erbette aromatiche, quali timo, salvia, basilico, origano: migliorano la circolazione e colorano i nostri piatti.

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Aperitivo ecologico, tutte le dritte per un brindisi green!

Praticato da decenni, l’aperitivo negli ultimi anni ha affondato le sue radici nella nostra cultura. Al termine di una lunga giornata di studio o lavoro, l’aperitivo diventa una gioiosa occasione da condividere con amici e colleghi, momenti in cui si chiacchiera, ci si diverte, e ci si rilassa.
E l’atmosfera si fa ancora più intima se il luogo dove sorseggiare qualcosa prima della cena è proprio la nostra casa; unendo la socializzazione ad un po’ d’amore per l’ambiente, possiamo creare un aperitivo dallo sfondo ecologico.

Stop alla plastica

Per iniziare, consiglio di eliminare bicchieri, piatti e posateria di plastica: questa, sporca e unta dal cibo, non è assolutamente riciclabile. Si possono utilizzare calici in vetro, e i normali piatti che si adoperano quotidianamente, limitando così la produzione di rifiuti. Per la pulizia, è consigliabile usare un detersivo ecologico. Se proprio non vogliamo adoperare le stoviglie casalinghe, in commercio si trovano prodotti in cellulosa, in amido di mais (tecnicamente indicato con l’acronimo PLA), oppure in altri materiali di origine vegetale, e quindi completamente biodegradabili e compostabili.
Il must degli ultimi tempi, è la posata di bambù: completamente naturale, biodegradabile, e di sicuro effetto alla presentazione!

La tavola

La tavola è possibile vestirla con un tovagliato in fibre organiche, per esempio in cotone o lino, tinte con colori naturali: lavabile con detergenti bio a basse temperature, molto resistente, e riciclabile per la prossima occasione. In alternativa al supermercato si può trovare un’ampia scelta di tovaglie e tovaglioli in carta riciclata, oppure in fibre che provengono da foreste gestite con validi criteri di sostenibilità ambientale. Greenpeace fornisce un elenco delle aziende attente a questo tema consultabile qui.

Decorare riciclando

La tavola deve essere anche decorata, così si possono aggiungere degli addobbi riciclati e adornati proprio dalla signora di casa. Un bicchiere scheggiato, per esempio, passato con un velo di colla sopra la quale posizionare delle foglie secche dai colori autunnali, si trasforma in un raffinato portacandela.
Ancora, è possibile addobbare i vasetti in vetro di marmellate e conserve con della raffia o del nastro in stoffa, ed inserirvi le piante aromatiche ornamentali. Un tocco veramente green sopra la tavola!

Basso consumo energetico

L’ambiente va di certo illuminato: il consiglio è quello di utilizzare sempre dei faretti a basso consumo energetico. Sono facilmente reperibili anche i tubi flessibili a led, che si possono posizionare ovunque per creare simpatiche coreografie senza un consumo eccessivo. In terrazzo risulta molto d’atmosfera illuminare con la sola luce di lanterne e zampironi naturali, magari alla citronella, per tenere a distanza anche le zanzare.

Ricette per un aperitivo green

Per mantenere uno stile pro ambiente, non è possibile tralasciare i protagonisti dell’aperitivo: bevande e stuzzichini.

Vi suggeriamo alcune ricette nelle quali potete cimentarvi, ricordando che utilizzare alimenti biologici permette di ridurre l’uso di composti chimici in agricoltura, limitando l’inquinamento atmosferico e acquifero.
Come si nota, con delle scelte mirate e un po’ di fantasia, mantenere un atteggiamento etico ambientale non è così difficoltoso!

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Fare la spesa risparmiando: tutti gli acquisti che convengono!

Fare la spesa per gli italiani diviene sempre più difficile, specie nei mesi in cui si aggiungono spese ineludibili come canone televisivo, assicurazione e bollo auto, tassa immobili e tanti altri balzelli, qualcuno equo qualcun altro un pochino meno. Soldi in tasca per la spesa ce ne sono sempre meno, ma fortunatamente la GDO (Grande Distribuzione Organizzata) ci agevola permettendoci un notevole risparmio.

Prodotti industriali e marche bianche

Come? Orientando le nostre scelte d’acquisto sulle referenze a marca commerciale, vale a dire quei prodotti alimentari e non, messi in vendita col marchio stesso del distributore, a un prezzo ridotto per fidelizzare maggiormente la clientela all’insegna medesima.
A onore del vero, alcune catene mettono sul packaging stesso il loro logo (es. Simply Sma) altri invece hanno scelto la strategia dei marchi di fantasia, come Lidl, tuttavia nella confezione si trova una dicitura con il nome del produttore, ad esempio, i biscotti Realforno della Lidl sono prodotti dalla Balocco.
Chi produce questi prodotti? E soprattutto che differenze hanno rispetto ai marchi industriali più conosciuti come Barilla, Valfrutta, Star, San Carlo?
I produttori sono industrie, di norma molto grandi, che preferiscono produrre per un referente unico, una catena commerciale, per evitare tutti i rischi connessi a operare direttamente nel mercato del retail, per riuscire a commercializzare gli enormi quantitativi prodotti, e soprattutto per concentrare i propri sforzi economici sulla parte industriale lasciando il commerciale alla GDO. Non da ultimo in queste contrattazioni le durate sono lunghe, dai 3 ai 7 anni, il che consente un’entrata certa e costante, un flusso di denaro continuo che garantisce un adeguato ammortamento dei macchinari e assicura una capacità produttiva massima.

Private label: di cosa si tratta?

Anche aziende industriali molto note hanno avvalorato l’opzione delle private label, destinando una pro quota della produzione alle catene commerciali, aumentando in questo modo sia i volumi prodotti sia i ritorni economici.
Le differenze tra un prodotto industriale e un prodotto commerciale si riscontrano essenzialmente nel packaging, un po’ più leggero, nylon invece di cartone, 2 formati invece di 4, 3 gusti piuttosto che 6, ma un risparmio per la clientela dal 30 al 40% per un prodotto assolutamente similare nel contenuto e con requisiti igienico sanitari ai massimi livelli.
Nel canale discount, la presenza delle private label è molto diffusa: di norma i prodotti di marca bianca vengono collocati prima dei prodotti industriali, in posizione di maggiore visibilità sfruttando la tecnica della ghettizzazione del marchio, hanno confezioni molto colorate, e vengono pubblicizzati all’interno del punto vendita con della cartellonistica dedicata.
Anche gli altri canali si stanno concentrando sulle private label, magari abbinandole ad offerte tipo “1+1 gratis” oppure “prendi 3 paghi 2”; l’obiettivo è cercare sempre più di fidelizzare i clienti all’insegna o al marchio commerciale della catena.
Tutto ciò è stato reso possibile dal principio di libera concorrenza, in cui i molti competitor hanno promosso idee e strategie innovative, apportando innovazione, calmierando i prezzi e prendendo il ruolo di para-ammortizzatore sociale che molte volte le istituzioni non riescono a svolgere al meglio.

Astuzie al supermercato, buone a sapersi!

Quindi fare una spesa completa con 14€ è possibile, si possono mangiare carboidrati e proteine, in alcuni supermercati o discount dalle 17:00 frutta e verdura vengono scontate del 30%, oppure nel reparto frutta e verdura troviamo sempre più spesso un banchetto dedicato a prodotti leggermente ammaccati o sciupati che possono rivelarsi dei veri affari e il loro acquisto contribuisce a un minor spreco di cibo. La frutta di stagione, inoltre, è sempre più a km 0, acquistando farine, uova bio e lievito, possiamo creare tanti nuovi piatti, decisamente più sani e gustosi dei surgelati o dei cibi di IV gamma, sui quali le tante lavorazioni, pur non intaccando i requisiti igienico sanitari, hanno inevitabilmente tolto un po’ di sapidità e di freschezza.

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I cibi contro il colesterolo cattivo: ecco quelli giusti!

Una frase molto spesso ripetuta dai nostri medici di base è che abbiamo il colesterolo troppo alto e dobbiamo ridurlo, magari cambiando leggermente abitudini alimentari e facendo un po’ di più moto; ma a chi per lavoro fa un’attività molto dinamica e frenetica, rimane solo l’auspicio di modificare le abitudini alimentari, sia per chi ha mezz’ora o un lasso maggiore di pausa pranzo.

Ma, cos’è il colesterolo?

Per gli appassionati di chimica che ci seguono il colesterolo è una molecola che appartiene al gruppo degli steroli, e la sua nomenclatura biochimica è alcole policiclico alifatico, ma io preferisco semplicemente colesterolo. Una curiosità è che le piante ne sono prive, mentre per l’uomo e gli animali è indispensabile, in quanto garantisce stabilità meccanica alle cellule (impedisce che si rompano), trasporta sostanze indispensabili dalla periferia al centro delle cellule in tandem con particolari proteine, e lavora attivamente per la nostra crescita.
In aggiunta è la materia prima per la sintesi di ormoni steroidei e vitamina D da parte dei surreni.

Dove lo produciamo?

Nel fegato, e poi lo si usa per fare la bile dal duodeno, parte dell’intestino tenue, ed è estremamente utile perchè rende digeribili i grassi alimentari ingeriti.
Una persona ne contiene 150g, e al giorno ne produciamo circa 2g; se ne arriva troppo dagli alimenti il corpo smette di produrlo, andando a intasare il nostro metabolismo. Quindi la soluzione è optare per alcuni alimenti che abbassano decisamente i quantitativi assorbibili.

Quali alimenti ci aiutano contro il colesterolo cattivo

Ce ne sono parecchi, ma ne ho scelti alcuni, differenti tra loro, e proprio tale diversità ne rende gestibile e relativamente semplice l’assunzione, scegliendo ogni giorno uno diverso. La scelta è tra frutta, verdure come carciofo ed aglio, e panificati.
Gli agrumi, ovvero arancia dolce, arancia amara, pomelo, mandarino, limone, melangolo, cedro e mandarino cinese; li potete trovare come frutta fresca, oppure nei succhi(es. gusto ACE) , centrifugati, confetture e spremute. Da scegliere anche per perché sono ricchissimi di vitamina C.
Se non abbiamo voglia di frutta optiamo per panificati a base di grano saraceno, tra l’altro digeribili anche dai celiaci; dalla farina si ottengono polenta, pasta fresca, dolci e biscotti, ma non solo, quando fa freddo niente di meglio di una calda e gustosa zuppa o minestra di grano saraceno. Non da ultimo apporta tante proteine e fibre.
E che dire della canapa, pianta attualmente nel mirino di volenterosi ed accorti agricoltori italiani, che sta riscoprendo una seconda giovinezza? La possiamo trovare sia in semi crudi, perfetti da abbinare a nutrienti e naturali insalate e macedonie, oppure come farinaceo per pane e grissini.
Sulla frutta secca orientiamoci sulle noci fresche, oppure su olio, vini e liquori a base di noci (nocino). Ci forniscono tanta energia, vitamina B in abbondanza, e sali minerali come calcio e magnesio.
Non da ultimo provate il mangostano, colesterolo apportato pari al 0%, delizioso e ricchissimo di fibre, che rinforza e ci protegge da attacchi batterici, virali ed influenzali, evitando la formazione di fastidiosi gonfiori addominali.

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Specialità di Carnevale in Italia e nel mondo

Solitamente, la sera del 6 gennaio, mia nonna mi dice sempre “l’epifania tutte le feste porta via”, ma non ho mai capito questo detto dato che dal 7 di gennaio si è già nel periodo di carnevale!
Questa festa, caratterizzata da un clima gioioso e di eccessi, risale già alle dionisiache greche ed alle saturnali romane e si è poi sviluppata nel medioevo cristiano prendendo il nome di “carnevale”, dal latino “carnem levare” e che ha il significato di non mangiare carne dal primo giorno di Quaresima, per poi arrivare ai giorni nostri in cui è considerata una vera e propria festività pagana contornata da parate e giorni di vacanza.
Carnevale è quindi il periodo degli eccessi, del rovesciamento dell’ordine e scioglimento delle convenzioni sociali, insomma, ognuno può essere quello che desidera, può vestirsi da gran signore dell’ ‘800 o da rock star dei giorni nostri. Ma l’esagerazione non concerne solamente il vestire e il comportamento, ma anche il cibo, e quale miglior eccesso se non quello dei dolci?

Carnevale dolce Carnevale

Ed è proprio in questo campo che ciascuna regione d’Italia si sbizzarrisce nell’arte pasticcera, dalle veneziane “FRITOLE”, piccole frittelle fatte a pallina alle quali non deve assolutamente mancare l’uvetta passa e che, talvolta, vengono riempite di crema o zabaione, alle ZEPPOLE, tipiche della Sardegna, che hanno come ingredienti base farina, il lievito e l’acqua, (per cui un vero e proprio dolce VEG) ma ai quali vengono spesso aggiunti elementi come latte, uova, limone e patate.
frittelle
Altra specialità italiana sono sicuramente gli STRUFFOLI, tipici di Napoli e del Sud Italia, sono delle deliziose palline di pasta dolce ricoperte da miele e zuccherini colorati, e che quindi, oltre ad essere davvero buoni, sono anche belli da vedere!
struffoli
GALANI, FRAPPE, GRAFFE, CHIACCHERE, CROSTOLI, e chi più ne ha più ne metta! Questo dolce, che unisce tutta Italia, trova in ogni regione, e perfino in ogni provincia, il suo nome. Ma tutti sanno perfettamente di cosa sto parlando: una sottile sfoglia di pasta dolce, tirata finemente e poi fritta nell’olio bollente e infine ricoperta da un generoso strato di zucchero a velo. Non esistono equivoci su questa squisitezza, l’inconfondibile dolce di carnevale!

galani

Carnevale nel resto del mondo

Ma questa festa gioiosa non è celebrata solamente in Italia, ma in tutto il mondo! Chi non conserva nel proprio immaginario le ballerine di salsa sulle spiagge di Rio de Janeiro? Ma il Carnevale, proprio come da noi, non si festeggia solamente in strada, nelle parate, ma anche sulla tavola, con il PAPOS DE ANJO (delizia degli angeli): dei dolci panetti ricoperti da un caldo sciroppo alla vaniglia.

papos

Rimanendo sempre in America, spostiamoci più a Nord, nella chiassosa e festosa New Orleans, dove il Mardi Gras accoglie folle di turisti e di americani che ammirano a bocca aperta la parata dell’ultimo giorno di Carnevale. Anche qui la festa è celebrata anche sulla tavola con la tradizionale MARDI GRAS KING CAKE, si tratta di un dolce a base di pasta brioche con i tre colori del Mardi Gras: viola, giallo e verde, le tre virtù dei re (giustizia, potere e fede).

mardigras

A carnevale ogni scherzo vale! Facciamo uno scherzo alla nostra dieta e prendiamola in giro, in fin dei conti è solo un mese, poi ci penserà la Quaresima, l’arrivo della stagione calda, o qualsiasi altra motivazione, a farci ripensare al conteggio delle calorie, intanto divertiamoci. È solamente una volta all’anno, possiamo anche permetterci di eccedere con giudizio!
Buon carnevale, con un po’ di eccesso, ma nel rispetto delle regole!

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