Quando l’estate si fa sentire, abbiamo più voglia di qualcosa di fresco e leggero.
Ecco che la cucina vegana è perfetta per soddisfare questa voglia di freschezza e basteranno pochi buoni ingredienti ben abbinati per dare vita a dei primi vegani estivi, freschi e veloci!

Primi vegani estivi: la nostra top 5

Tra le nostre ricette di primi vegani abbiamo scelto ricette facili e veloci, con le verdure di stagione e qualche piccola accortezza per far uscire le vostre creazioni più saporite e creative!
Ma quali sono i principi base che usiamo per creare le nostre ricette? Usare la fantasia e dei fondamentali storici e scientifici, ci aiuta ad abbinare gli ingredienti in modo non scontato e pur sempre gustoso, senza tralasciare l’aspetto nutrizionale.
Ma vediamo le ricette!

1. Carbonara Vegana


Al primo posto un must per noi di Vegano Gourmand! Questa ricetta, studiata dallo chef Martino Beria lascia stupiti tutti! Quando ne parliamo agli onnivori, le reazioni sono delle più varie, ma quando poi si assaggia la nostra carbonara vegana si rimane solamente stupiti dalla sua bontà e semplicità! Oltretutto è nutrizionalmente completa 🙂

2. Pasta al forno veg


Tra i nostri primi vegani estivi preferiti la pasta al forno non può mancare! Maccheroni o penne rigate non fa differenza: un po’ di buon pomodoro, qualche melanzana, e il gioco è fatto!

3. Nasi Goreng


Quando abbiamo voglia di un primo piccante e saporito questo fa proprio al caso nostro! Tutte le spezie indonesiane in questo nasi goreng si fanno sentire assieme a qualche verdura saltata! A noi piace tanto abbinarlo agli spiedini di soia!

4. Pasta con crema di zucchine e pomodorini caramellati


Una pasta cremosissima per questo primo da favola! La semplicità del sugo unita all’arroganza del pomodoro caramellato rendono il giusto contrasto per una sensazione unica!

5. CusCus estivo


E per finire in bellezza un ottimo cuscus con tanti ingredienti freschi e saporiti come i nostri limoni sotto sale e tanta menta!

Che cosa mangiano i vegani? Ecco quello che si chiede, in preda a un black out improvviso, chi si trova ad invitare a cena un animale vegano. L’alimentazione vegana e la quadratura del cerchio sembrano essere due probelmi ugualmente insolubili e tutto il bagaglio di ricette vegane e vegetariane disponibili nella nostra tradizione gastronomica sembra ad un tratto scomparso.

Ecco allora qualche indicazione su cosa mangiano i vegani

1) Pasta.
Cosa mangiano i vegani? La cosa più semplice: la pasta al pomodoro. Ma può andare bene anche un’aglio olio peperoncino, pomodoro e olive, o una bella pasta e fagioli vegan… Basta che non sia (mi raccomando!) pasta all’uovo! Preferibilmente utilizzerete pasta integrale, buona per tutti ma indispensabile soprattutto nella dieta vegana. Se volete cimentarvi in qualcosa di più complesso potete provare la nostra versione della carbonara vegan o della pasta al ragù di seitan e zucchine.

2) Risotti.
Nel vostro memorandum su cosa mangiano i vegani potrete trascrivere pari pari tutte le ricette dei risotti più gustosi che avete preparato fino ad oggi, aggiungendo magari qualche versione aggiornata:  risotto alla zucca vegan, risotto al radicchio vegan, risotto vegan zucchine e limone, risotto allo zafferano e mele. La lista delle possibilità è infinita. Abbiate solo cura di non riportare, dal vostro vecchio ricettario, i rari casi in cui avete esagerato con un po di pancetta (o simili) e i classici risotti di pesce. Ah, mi raccomando, non mantecate con burro e non servite col grana. Avrete un piatto più buono, più leggere e, soprattutto, vegano.

3) Zuppe.
Fonte di nutrimento ma anche di calore in tutti i sensi: fisico e spirituale. Non c’è niente di più confortante di una zuppa, soprattutto di sera e con un tempo da lupi. Dentro a quella meraviglia tecnologica che è il pentolone la vostra fantasia può sbizzarrirsi nelle stregonerie più varie. Zuppa di amaranto e avena, vellutata di zucca violina, ribollita toscana e chi più ne ha più ne metta. Occhio però a non fare incantesimi strani al vostro commensale (a meno che non sia proprio questo il vostro scopo).

3) Piatti tradizionali rivisitati
Far rientrare alcuni piatti tradizionali nella categoria “cosa mangiano i vegani” è facile. Basta qualche accorgimento. Se poi allargate il cerchio dei piatti tradizionali ad altre tradizioni, il panorama comincia a diventare più ampio e suggestivo: una frittata vegana di carciofi, le crespelle ai funghi vegan, le internazionali lasagne alla bolognese vegan o le più estive lasagne crudiste, la già menzionata carbonara ma anche, all’orizzonte, ravioli cinesi e gnocchi cinesi di riso, hummus di ceci, un classico curry vegano ai ceci dal sapore indiano e il veggie sushi: tradizione per eccellenza.

4) Insalate.
Un’insalata è come una zuppa: serve un po’ di fantasia. A differenza della zuppa, la preparazione dell’insalata non richiede però le tenebre della notte e il segreto del pentolone. L’insalata vuole l’aria aperta: la sua è una ricetta pubblica. Per questo un giretto al mercato è proprio quello che ci vuole: per mettervi nel mood adatto e per stimolare la creatività curiosando in mezzo ai banchetti. Tutto, o quasi, ciò che vedete attorno a voi è una soluzione al vostro quesito su cosa mangiano i vegani. Suggerimenti? provate le nostre: insalata di quinoa, insalata autunnale, insalata di fagioli pomodori e mais alla messicana e tante altre.

5) Tofu, Seitan, Tempeh.
Quando chiedevate che cosa mangiano i vegani dovevate certo aspettarvi anche questo: tofu, seitan, tempeh. Non tremate. Non gettate la spugna proprio ora. Questi alimenti non provengono dallo spazio né sono stregonerie futuristiche da nouvelle cuisine. Sono al contrario cibi che appartengono a tradizioni millenarie che li amano e li apprezzano da secoli. Per comprenderli dovete pensarli come materie prime da forgiare, come tele bianche su cui dipingere… Più facile a farsi che a dirsi. Il consiglio è di familiarizzare con qualche ricetta: un tofu con alghe, delle scaloppine di seitan al limone, o un tempeh con verdure sono un buon punto di partenza. Solo in acqua si impara a nuotare. Tuffatevi e vedrete che in poco tempo potrete esprimervi più liberamente con questi cibi che restano fondamentali nella dieta vegana.

6) Dolci
Dulcis in fundo: Ecco il problema! Che dulcis ci mettiamo in fundo al menù vegano? Che cosa mangiano i vegani a fine pasto? Nettare e ambrosia? Non proprio. Qui l’arte delle sostituzioni sarà fondamentale e, non ve lo nascondo, conviene proprio affidarsi, anima e corpo, a una ricetta. Limitate all’osso la fantasia: le dosi, i tempi e persino i movimenti sono da seguire minuziosamente. La preparazione di un dolce è un esercizio di eleganza. E se il ballo riesce avrete il vostro gran finale: vegamisù, torta di mele vegan, chiacchiere, crostata vegana con marmellata di fragole, gelato vegano con banana e cocco, biscotti vegani alle mandorle e marmellata… per finire con un buon caffé. Quello è permesso a tutti.

Ancora qualche dubbio su cosa mangiano i vegani?

Beh sperimentate! Testatevi con le nostre numerose e gustose ricette, comprate qualche rivista di cucina vegana, andate a cena da un vegano che ha anche la fama di essere un vero goloso… E se pensate ancora che non sia possibile essere vegani e golosi allo stesso tempo, beh… Provare per credere!

Infine ricordate: qualsiasi cosa mangiano i vegani potete mangiarla anche voi! Il menu vegano è ricco, gustoso ed è per tutti!

 

Lo so. Molti di voi non hanno ancora un essiccatore in casa. Ma se qualcuno sta pensando di comprarne uno, consiglio vivamente di prendere anche questo ricettario: “L’essiccazione in cucina” edito da Silvana Editoriale e curato da Sara De Paoli. Anzi, consiglio di prendere il ricettario prima ancora di comprare un essiccatore. Perché? Beh, perché si tratta di una guida completa al mondo dell’essiccazione, dall’acquisto del prodotto fino alla realizzazione di ricette complete.

L’essiccazione in cucina, una vera e propria guida

Che differenza c’è, per esempio, tra essiccatori verticali e orizzontali? Quale dei due lavora meglio? Il libro lo spiega e, certamente, si tratta di una cosa che volete sapere prima di comprare un essiccatore! Perché poi comprare un essiccatore? Certo si può ottenere un risultato simile col sole o utilizzando il forno, ma l’essiccatore ha degli indubbi vantaggi che “L’essiccazione in cucina” mostra attraverso un confronto interessante tra i vari metodi di essiccazione.

Non è tutto. Non ogni alimento reagisce allo stesso modo. I tempi per ottenere un risultato ottimale differiscono a secondo dell’acqua contenuta nel prodotto da trattare, dello spessore del taglio, della umidità dell’ambiente e della temperatura a cui si fa lavorare la macchina. Troppe varianti? Forse. Ma anche qui il libro ci viene in aiuto con le tabelle di essiccazione: una nutrita lista di alimenti con indicazioni su dimensione della fetta, tempo di essiccazione e temperatura della macchina da impostare per ottenere un risultato perfetto.

Le ricette del libro

Il libro è diviso in ricette di base, antipasti, primi piatti, secondi piatti, spezzafame (le più comunemente chiamate merendine), dolci e ricette degli chef (ovvero i piatti d’autore). Molte sono le ricette vegan (40 su 66) e alcune anche molto interessanti. Negli antimpasti troviamo piatti vegani come i “funghi ripieni”  le “chips di zucchine”. Per i primi il vegano deve accontentarsi della “zuppa di cipolle” ma nei secondi si riscatta con falafel e tacos e tra gli spezzafame la dieta vegana la fa da pardone (“lecca lecca alla frutta”, “girelle cachi e cioccolato”, barrette, muesli e molto altro). Anche tra i dolci c’è una buona scelta, dai cioccolatini alla torta di mele; mentre “gli chef” lasciano un po’ a desiderare: per l’affamato vegano ci sono soltanto la “pasta soffiata” e la “cialda di mais e peperoni”, comunque da provare.

La parte più importante del libro è quella che riguarda le ricette di base, quasi tutte vegane. L’arte dell’essiccazione infatti permette soprattutto di ottenere fantastiche preparazioni di base: scopriamo come fare in casa il dado, il soffritto disidratato, i funghi. Semplice e efficace anche il sale aromatizzato al limone. E poi tisane di tutti i tipi: il libro ne propone una, la “tisana di fiori e frutti”, ma sperimentando diverse miscele è facile inventarne infinite.

Uno strumento molto utile, gli indici!

Utili infine gli indici. Oltre al classico indice del libro troverete anche l’indice per ordine alfabetico. In questo indice ogni ricetta è seguita da bollini che mostrano con chiarezza se un piatto o una preparazione sono vegan, senza lattosio, senza glutine o crudiste. Ovviamente ogni ricetta può essere una, due, tre o tutte queste cose assieme (come nel caso delle “polpette ai funghi e curry in foglia di bieta”) o anche nessuna (come “i gamberi in crema di mozzarella alle tre farine”). I bollini sono poi utilmente riportati nelle ricette stesse all’interno del libro.

Insomma, “l’essiccazione in cucina” non è certamente un libro per soli vegani ma si indirizza utilmente anche a loro. Ed è un testo piccolo, maneggevole, davvero utile e che centra in pieno il suo obbiettivo: far entrare il lettore nell’affascinante regno dell’essiccazione lanciando in un turbine di passione il felice possessore di una di queste meraviglie della tecnologia e nella disperata ricerca di un essiccatore dal perfetto rapporto qualità/prezzo il troglodita che ancora non ne possiede uno… Me per esempio!

L’essiccazione in cucina
AA VV
Silvana Edioriale
Euro 16.00

 

Perché diventare vegani? Sembrano essere molti i benefici della dieta vegana e altrettanti i motivi per passare ad uno stile di vita 100% vegetale. Alla fine però le ragioni più importanti sono riconducibili a tre radici.

Ecco perché diventare vegani è un bene:

1) Per la nostra salute.
Perché diventare vegani significa eliminare dalla propria alimentazione quei grassi di origine animale che, secondo dati riportati dall’oncologo Umberto Veronesi, sono alla base del 30% dei casi di tumore. Come dire che un tumore su tre può essere evitato seguendo una dieta vegana. Non dimentichiamo poi che gli animali da allevamento sono trattati per legge con farmaci e antibiotici che vengono mischiati al loro mangime. In questo modo chi si nutre della loro carne offre ai batteri l’occasione di sviluppare l’antibiotico-resitenza nel corpo umano: con consguenze facilmente prevedibili. Una dieta costituita da alimenti vegetali è infine ricca di sostanze protettive e di antiossidanti che combattono i “radicali liberi” e quindi l’invecchiamento cellulare.

2) Per gli animali.
Perché diventare vegani singifica boicottare un’industria di prodotti di origine animale che prevede lo sfruttamento di una quantità enorme di esseri senzienti a cui è negata una vita felice. Per la sola Tyson Foods si parla di 42 milioni di polli, 170.000 bovini e 350.000 suini macellati ogni settimana! Si può cogliere la dimensione del fenomeno ricordando che diventare vegani tutti, significherebbe azzerare completamente numeri del genere: zero polli, zero bovini, zero suini. Per non parlare dei problemi relativi alla produzione massiva di latte e uova. L’industria del latte è la stessa della carne: le vacche non sono più animali. Sono macchine per la produzione del latte. I vitelli che partoriscono sono strappati loro subito dopo il parto e destinati a seguire o lo stesso destino della madre (se femmine) o il macello (se maschi). Nell’industria delle uova, invece, i pulcini maschi sono eliminati a migliaia per il semplice fatto che madre natura ha deciso che fossero inadatti alla produzione di uova.

3) Per l’ambiente.
Perché diventare vegani permette di sprecare meno acqua e di arginare il problema del riscaldamento globale. Secondo i dati scientifici riportati da Johnatan Safran Foer, il settore dell’allevamento è infatti responsabile del 18% delle emissioni di gas serra: il 4o% in più dell’intero settore dei trasporti.  Inoltre, se per produrre 1000 calorie di carne occorrono quattro metri cubi d’acqua, per produrre la stessa quantità di energia sotto forma di cereali, ne basterebbe mezzo metro cubo. A conti fatti un onnivoro inquina come sette vegani e ne consuma otto volte l’acqua.

…perché diventare vegani è una scelta etica!

Perché significa adottare l’unico stile di vita che rende possibile il futuro del pianeta e della nostra specie. E significa anche prendere coscienza delle implicazioni di sofferenza che le nostre scelte alimentari hanno per i nostri fratelli animali. I quali, a dirla tutta, non hanno meritato il trattamento che l’industria della carne riserva loro.

Ecco perché diventare vegani!

Come cucinare il tofu: 7 consigli pratici!

Il tofu è un alimento di origine cinese diffuso in tutti i paesi orientali. Viene anche detto “formaggio” di soia perché si ricava cagliando il latte ottenuto dalla spremitura dei fagioli di soia. E’ un alimento ricco di proteine vegetali, ha un notevole apporto di calcio ed è molto digeribile: per questo viene molto consumato nelle diete vegane e vegetariane. I suoi impieghi sono molti e infatti lo vediamo utilizzato in impasti, nei dolci, fritto, ecc…
Il problema è che spesso e volentieri ci troviamo a non sapere bene come utilizzarlo e magari l’abbiamo comprato da qualche giorno perché sappiamo che “ci fa bene”.
Se non sapete dove andare a sbattere la testa, siamo qui per insegnarvi come cucinare il tofu!

1) Tofu nelle zuppe

Per arricchire il contenuto di una zuppa, il tofu è l’ideale: proteico e morbido! In questo caso è necessario tagliarlo a cubettini e farlo cuocere per dieci minuti all’interno della zuppa. Questo è uno dei modi di cucinare il tofu.
Alcune delle nostre zuppe con il tofu o alle quali può essere aggiunto.
Zuppa di miso
Zuppa di amaranto e avena

2) Tofu assieme alle verdure

Uno dei nostri abbinamenti preferiti per cucinare il tofu è il tofu con le verdure, assieme a qualche spezia orientale da accompagnare con un po’ di riso al vapore.
In questo modo potete avere una ricetta ricca di sapore, colorata e proteica: infatti nel momento in cui aggiungete alle proteine del tofu, anche quelle che si trovano nel riso, riuscite a ricreare un profilo amminoacidico completo e salutare.
Qui una delle nostre ricette!
Tofu con le verdure

3) Tofu nel metodo più tradizionale

Essendo il tofu di origine orientale, sicuramente starà bene con ingredienti della stessa provenienza, e se trattato con metodi di cottura tradizionali, darà il meglio di sé.
Una ricetta macrobiotica, vegana e assolutamente imperdibile è il tofu con le alghe!

4) Tofu e sapori mediterranei

Essendo un po’ creativi e volendo osare un po’, possiamo anche pensare di fondere i sapori della tradizione mediterranea con il tofu puramente orientale. Per la sua caratteristica di assumere il sapore di ciò che gli sta affianco, il tofu si sposa perfettamente con capperi, olive e pomodoro fresco!
Provate la nostra ricetta del Tofu alla Mediterranea

5) Tofu alla piastra o fritto

Un classico per preparare in pochi minuti un po’ di tofu da abbinare ad un’insalata o un po’ di riso è il tofu alla piastra. Basterà che lo lasciate marinare in salsa di soia e olio, (possibilmente di semi di sesamo) e che lo cuocciate su una piastra a fiamma alta per 5 minuti.
La possibilità più “junk” è invece quella di friggere il tofu in stile “deep fried”: il tofu dovrà essere ben asciutto quindi, mi raccomando tamponarlo con della carta assorbente se non volete assistere a delle esplosioni in cucina dovute al contatto di olio bollente e acqua.
Potete anche impanarlo in farina di farro o di ceci, oppure friggerlo in pastella!
Una volta fritto il tofu sarà buonissimo se mangiato in qualche zuppa in stile orientale.

6) Tofu a crudo

Il tofu, se di buona qualità, è ottimo anche se mangiato a crudo. Potete scegliere di condirlo con un po’ di salsa di soia oppure di tagliarlo a pezzetti e metterlo in un’insalata fresca.
In un panino con del pomodoro a fette e una foglia di basilico potrebbe essere un ottimo spuntino pomeridiano.

7) Tofu nei dolci

Per il suo sapore neutro, il tofu è ottimo per la preparazioni di dolci, soprattutto se trovate il tofu seta, la versione vellutata.
Per preparare ricette di dolci vegan è perfetto, e farà si che i vostri dessert escano leggeri e molto meno calorici della loro versione tradizionale.

Fonte foto: greenme.it

Il più grande rimpianto gastronomico dei vegani, forse è proprio il formaggio. In tutta onestà, non è per nulla semplice rimpiazzare la candida mozzarella sulla pizza, una salsa formaggiosa, una grattata di parmigiano sulla pasta o un saporito spicchio di formaggio a fine pasto.
La soluzione all’inconveniente c’è, forse non è proprio d’immediata intuizione. Ma non solo è possibile ricreare la forma e il sapore del formaggio senza l’utilizzo di derivati animali, ma esiste anche un modo nuovo e divertente di riscoprire il cibo.

E proprio di questo tratta il libro Formaggi Vegan della blogger francese Marie Laforêt edito in Italia da Eifis. Prolifica autrice di ricettari vegan, Marie Laforêt è anche una food photographer di grande talento, di cui potete ammirare gli appetitosi scatti sul suo blog 100% Vegetal.

marie laforet

In questo mini ricettario, oltre a una pratica guida sugli strumenti, le tecniche e gli ingredienti di base, si trovano 26 ricette per preparare formaggi vegani di tutti i tipi, da quelli spalmabili, a quelli dal sapore più deciso da gustare con un crostino e della marmellata. Non mancano i classici come il “parmigiano”, la “mozzarella” o il “gouda”, per passare poi a quelli più elaborati che richiedono un periodo più o meno lungo di fermentazione (proprio come dei “veri” formaggi!). Mentre noi prepariamo una feta vegan a base di mandorle, non vediamo l’ora di provare la feta vegetale preparata da Marie a partire da lupini e tofu.

E’ il ricettario perfetto per chi non può dirsi soddisfatto dei formaggi a base di riso o soia del banco del supermercato e non si è mai cimentato nella preparazione di un formaggio 100% vegetale. Grazie al suo formato e alle grafiche graziose ma chiare, è l’ideale da tenere in cucina, sempre a portata di mano, ogni qual volta desideriate preparare un delizioso formaggio vegan!

Titolo: Formaggi Vegan
Autore: Marie Laforêt
Editore: Eifis
Prezzo: €15,00