Corso di cucina vegana a Padova – Maggio 2016

Corso di cucina vegana: la cucina veloce estiva con lo Chef Martino Beria

Martedì 17 maggio a Padova , si terrà il corso di cucina vegana , tenuto dallo chef Martino Beria, il quale ci farà scoprire tante ricette stuzzicanti per la stagione estiva, facili, veloci ma con un particolare tocco da chef!

Non sempre sono necessari troppi passaggi, ingredienti introvabili o tecniche complicate per realizzare un piatto sofisticato e appetitoso: lo chef Martino Beria ci svelerà le sue ricette estive più interessanti, svelandoci qualche trucco del mestiere per preparare primi piatti, antipasti, secondi o dolci vegani dai sapori estivi e facili da realizzare nella vita di tutti i giorni.

Grazie a questo corso di cucina vegana veloce pensato per la stagione estiva, aggiungerete al vostro ricettario tanti nuovi piatti vegan, interessanti e appetitosi, adatti a diverse occasioni, perfetti per variare la propria dieta e la propria routine gastronomica.

Sentite già nell’aria il profumo delle erbe aromatiche e della verdura di stagione? Vi aspettiamo al corso con tanta voglia di imparare e assaggiare gli squisiti piatti preparati dal nostro chef!

impiattamento

Alcune ricette del corso saranno ispirate dalle ricette e dagli approfondimenti sul fast food vegano contenuti nel libro Vegano Gourmand, scritto da Martino Beria e Antonia Mattiello ed edito da Gribaudo Feltrinelli.

Il docente

A tenere il corso sarà lo Chef Martino Beria chef vegano, fondatore del sito lacucinavegetariana.it, esperto di cucina naturale, tecnologo alimentare e consulente per aziende del settore.

PROGRAMMA DELLA SERATA:

Martedì 22 marzo 2016

Durante la serata lo chef parlerà di come organizzare e vivere una cucina 100% vegetale, realizzando al momento i piatti, spiegherà e dimostrerà ognuna delle ricette che poi verranno degustate dai partecipanti. Durante il corso verrà fornita una dispensa contenente le ricette della serata.
Alcune delle ricette del corso saranno tratte dal libro Vegano Gourmand di Martino Beria e Antonia Mattiello, edito da Gribaudo-Feltrinelli.
Vegano gourmand anteprima

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Alla fine di ogni spiegazione, tutti i partecipanti degusteranno i piatti preparati.

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A chi è rivolto:

  • agli “onnivori” appassionati di cucina
  • alle persone che si stanno avvicinando all’alimentazione Vegan-vegetariana
  • a chi, già vegetariano, vuole saperne di più scoprendo nuove ricette
  • a chi vuole scegliere un modo di alimentarsi sano
  • a chi cerca nel cibo l’energia e la vitalità

Dove: Ristobar Galleria Vivanti – PADOVA, via Guasti 12.
Quando: martedì 17 maggio 2016

A che ora: dalle 20:00 alle 22:30

Costo del corso: 60,00€

Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo che trovate QUI. Il modulo deve essere portato a mano la sera del corso.

Bonifico su codice IBAN: IT 24 O 0760102000000095917548
Banca: Poste Italiane
Intestato a: Lacucinavegetariana.it
Causale: corso di cucina Vegana data_____– Nome e cognome

Pagamento: mezzo bonifico o paypal

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Inviare all’email info@arbovegan.com gli estremi del bonifico effettuato.

In caso di disdetta, per poter essere rimborsati, questa dovrà essere comunicata entro 7 giorni dall’inizio del corso.
Chiediamo di segnalare qualsiasi tipo di allergia o intolleranza al momento dell’iscrizione.

Per informazioni ed iscrizioni:
www.lacucinavegetariana.it
info@arbovegan.com
cell. 3772643170
Dal lunedì al venerdì, 08.30-12.30 / 15.00-17.30

Molti si chiedono perché non mangiare le uova costituisca una regola d’oro della dieta vegana e perché tuorli e albumi non compaiano in nessuna ricetta vegana. L’uovo non fecondato in fondo non è un essere vivente e, a prima vista, il nutrirsene non rappresenta un atto contrario a un’etica cruelty free. Tuttavia la faccenda è in realtà più complessa e esistono almeno tre buone ragioni per evitare le uova.

Ecco allora perché non mangiare le uova è la scelta giusta:

1) Perché l’industria delle ovaiole e l’industria dei polli da carne sono la stessa industria. Una gallina ovaiola produce uova per circa due anni e poi, poiché la sua produttività diminuisce, viene mandata al macello per finire sulle tavole dei carnivori. Se allora siete vegetariani e non mangiate carne di pollo per evitare di uccidere galli e galline forse vi conviene considerare la possibilità di evitare anche le uova: perché non mangiare le uova è il solo modo per risparmiare la vita delle galline che le depongono.

2) Per il benessere degli animali. La gallina ovaiola può essere allevata in diversi modi, ma nessuno di questi permette all’animale di esprimere completamente il suo comportamento naturale. Se è allevata in gabbia passa l’intera vita in uno spazio minuscolo, generalmente delle dimensioni di circa un foglio A4, dove letteralmente impazzisce. Se è allevata a terra vive in un capannone a una densità di dieci esemplari circa per metro quadro, eternamente al chiuso. Se invece è allevata all’aperto ha maggior fortuna. Le galline allevate all’aperto dispongono dello stesso spazio al chiuso delle galline allevate a terra, ma hanno un accesso all’esterno che rende disponibili circa 4 metri quadri per esemplare. Se poi l’allevamento è biologico lo spazio esterno sarà sempre di 4 metri per animale, ma quello interno aumenterà per raggiungere una densità di circa sei galline per metro quadro. Il consiglio è, se proprio non volete rinunciare, quello di comprare uova bio: perché non mangiare le uova provenienti da un allevamento in gabbia o a terra è già un passo avanti. Con la consapevolezza che comunque questo non salva la vita della gallina.

3) Per rispetto nei confronti della vita dei pulcini. Si tratta della ragione decisiva per non mangiare uova, nemmeno quelle biologiche. Vi siete mai chiesti che fine fanno i pulcini maschi negli allevamenti di ovaiole? Per “costruire” la macchina da uova un allevatore deve far nascere pulcini femmina. Ma come fa a ottenre solo pulcini femmine? Non fa. O meglio: fa nascere quello che nasce e poi seleziona ed elimina i maschi gasandoli o tritandoli vivi. Il video choc degli attivisti di “mercy for animals” ha fatto il giro del mondo e anche in Italia si sono spesi molti articoli sul tema (tra le testate che se ne sono occupate ricordo “Il Corriere della Sera“, “Il fatto quotidiano“, “Il mattino“, “Il gazzettino“). E così molti hanno aperto gli occhi sul perché non mangiare le uova che provengono da questa orrenda filiera è un’azione compassionevole. Nessuna smentita sui metodi di eliminazione è infatti venuta dall’industria: segno che non c’è purtroppo nulla da smentire. Del resto le direttive europee prevedono tranquillamente che i pulcuni vengano uccisi col gas o col tritacarne. E se vi state chiedendo perché i maschi non siano utilizzati per farne dei polli, la risposta è che si tratta di una razza poco produttiva rispetto alla comune razza da carne. Non è redditizio allevarli: costerebbero troppo e nessuno li comprerebbe.

Ecco perché non magiare le uova fa parte di uno stile di vita vegan e cruelty free!

Perchè magiare le uova signfica sfruttare e uccidere le galline che le producono, significa prendersi gioco della vita. Perché la vita dei milioni di pulcini tritati appena nati deve far davvero riflettere sul nostro perverso rapporto con la natura e sulla follia di una civiltà che ha perso la misura delle cose.