Se pensate che non si possano fare dolci buonissimi senza uova o burro, ebbene sappiate che vi state sbagliando di grosso. La recensione di “Sugarless”, libro e blog di Romina Coppola, potrebbe benissimo cominciare così. Un incipit scontato ma assolutamente veritiero. Detto questo, ricominciamo, perché di questo bel libro voglio parlarvi anche in modo diverso.

Uno donna passa accanto a noi in un negozio di vestiti. Non la vediamo neppure, ma ne sentiamo il profumo e veniamo risucchiati nel passato. È la potenza evocativa dei profumi, e non solo: delle immagini, dei sapori, dei suoni. E la memoria è uno dei fili conduttori di “Sugarless”. L’autrice è una di noi, laureata in Antropologia in cerca di lavoro. Di questa generazione di perle di cultura e bellezza gettate in un mare di indifferenza, politica in primis.

Le 51 ricette della nostra amica sono il frutto di passione autentica, corredata da quel tanto di follia che le rende uniche. Follia: come la malsana idea di acquistare un’enorme zucca nel centro di Torino e trasportarla per tre chilometri fino a casa, indiscutibile fascino di amore materno per quella creatura, destinata a sua volta a generare la “Torta di zucca, mandorle e riso” e non solo: “riuscii” ci racconta “a fare di tutto con quella zucca: vellutate, zuppe, risotti”.

Ognuna delle ricette di Sugarless è introdotta da brevi ricordi dell’autrice, come quello appena citato, abbozzati in poche righe. Questi ricordi, con le relative ricette, sono ordinati per stagioni, per usare ciò che la natura offre spontaneamente ma anche, forse, perché le stagioni sono un buon modo di ordinare il nostro passato.

Particolarmente interessante è la sezione “estate” che propone il gelato, i ghiaccioli fatti col succo estratto e il “croccante all’amarena”, gelato confezionato per eccellenza. Troviamo, accanto ai pochi ingredienti che possono risultare per qualcuno non molto familiari (tahin, semi di chia, avocado), ricette tradizionali come  il tiramisù, lo strudel e, sfida delle sfide, il panettone. Una tradizione che il buon vegano deve affrontare in termini di sostituzioni: “cerco sempre di trovare – scrive la nostra pasticcera – un sostituto il più naturale possibile e con la stessa consistenza dell’ingrediente tradizionale” (per la ricetta della crema andate alla “crostata di crema e amarena”). Da segnalare, infine, gli smoothies, gli estratti e il procedimento puramente meccanico per montare il cioccolato, con l’aggiunta di semplice acqua ghiacciata: molto interessante.

La firma fotografica sono le mani, nell’atto di offrire, maneggiare, prendere il piatto. Le mani come simbolo dell’incontro umano, pietra angolare di una cultura che tutti noi, assieme a Romina e al suo “Sugarless”, cerchiamo, giorno dopo giorno, di generare e accudire.

 

Sugarless
Romina Coppola
EIFIS Editore
Euro 25,00

In Giappone esiste una pianta dalle cui radici si ricava uno straordinario rimedio naturale per la protezione dello stomaco e dalle numerose altre doti. Il nome può suonare simpatico, ma la realtà è che a essere simpatico è tutto il bene che il kuzu, o kudzu, fa.

Origine

Il kuzu, il cui nome scientifico è Pueraria lobata, è una pianta rampicante di montagna tipica del Giappone, dove da sempre trova impiego nella medicina tradizionale e in erboristeria. Si tratta di una pianta perenne appartenente alle leguminose, che vive a lungo, anche fino a cento anni, è forte e resistente, cresce anche sulle rocce e quando la terra a disposizione è poca. Ha fiori molto belli dai colori viola e blu e i suoi rami possono crescere 15 metri in una stagione, mentre le sue radici possono arrivare fino a una lunghezza di 100 metri. Sono proprio le radici della pianta che vengono usate per ricavarne la fecola, senza contare la loro utilità per l’ambiente dato che in esse troviamo batteri che fissano l’azoto dell’aria presente nel terreno, fertilizzandolo.

Lavorazione

La lavorazione del Kuzu è concentrata durante l’inverno, indicativamente da dicembre a marzo, poiché è la stagione in cui tutta l’energia e la linfa si trovano nelle radici e la temperatura è tale da non dare origine a fermentazioni che andrebbero a rovinare l’amido. Le piante migliori sono quelle che crescono in montagna e prima di raggiungere le nostre cucine, le radici di kuzu vengono schiacciate, lavate e filtrate fino all’ottenimento di una polvere impalpabile che è l’amido di più alta qualità, normalmente venduto in pezzetti simili a gessetti. Il rispetto delle regole del processo e la qualità sono fondamentali perché il prodotto finito sia sicuro e benefico.

Tanti Benefici

Moltissimi sono gli usi che si possono fare della fecola che si ricava dal kuzu. È ricca di isoflavoni come la daidzena, sostanza dalle proprietà antinfiammatorie, antitumorali e antimicotiche, ha un effetto alcalinizzante, cioè previene l’acidosi del sangue e dei succhi gastrici. È un vero toccasana per l’apparato digestivo, ha un effetto gastroprotettivo ed è consigliato per chi soffre di acidità di stomaco, reflusso gastroesofageo, stitichezza e diarrea, per la sua capacità di assorbire i succhi gastrici e le proprietà antiacide; si può quasi dire che sia la panacea di tutti i disturbi digerenti. Un’altra caratteristica apprezzata del kuzu è la capacità di combattere l’affaticamento generale. Agisce contro la stanchezza, ridona vitalità, tende a far abbassare la temperatura in caso di febbre. È ottimo per ristabilire l’equilibrio psicofisico, per questo spesso viene consigliato nei cambi di stagione e fa bene anche contro i raffreddori. In Giappone lo usano negli ospedali per integrare la dieta dei pazienti ed è un alimento suggerito per chi ha difficoltà a ingerire cibi solidi poiché contiene calorie che vengono bruciate lentamente.

Uso

Solitamente si usa come addensante per zuppe, salse, sughi, ma anche dolci e gelati. Se aggiunto a piatti di verdure e frutta, dona una consistenza vellutata, contrastando anche l’effetto che, per esempio, la frutta può avere sugli intestini deboli; inoltre, rende più soffici i prodotti da forno. Come addensante, si usa anche nella cucina tradizionale giapponese, che con il kuzu ha a che fare da molto tempo; addirittura, il kuzu in Giappone è uno degli alimenti più contraffatti essendo molto ricercato, ma allo stesso tempo molto costoso.

Ci sono i classici, i gialli, i polizieschi e i romanzi rosa, quelli assolutamente da leggere prima dei venti, quelli che ogni mamma deve aver letto. Di seguito, tocca a noi proporre i 10 migliori libri di cucina vegan in vendita, una serie di libri must-have per chi ha abbracciato lo stile di vita veg!

Sugarless

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Sugarless. Sapori di una cucina naturale (di R. Coppola): un libro di ricette dolci diviso in base alle stagioni. Niente ingredienti di origine animale, spesso anche niente zucchero per queste ricette all’insegna dei prodotti stagionali, attraverso le quali l’autrice dell’omonimo blog racconta la propria cucina. Prezzo: 25,00€.

Pasticceria Vegana

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Pasticceria Vegana (di D. Gulin): più di cinquanta ricette, tutte vegan, per i vostri dolci. Muffin e cupcakes, tartellette alla frutta e crostate, non manca nulla in questo dolcissimo libro illustrato. Prezzo: 19.50€.

UNO Cookbook

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UNO Cookbook. Ricette 100% veg semplici e gustose che fanno bene a noi, agli animali e al nostro pianeta (di M. Marcuccio): dal successo del blog nato nel 2011, nasce una raccolta di ricette semplici che usano solo ingredienti di stagione e che non specificano il tempo di preparazione, perché cucinare deve essere un piacere…da gustare! Prezzo: 28,50€.

Leggi qui la recensione più completa!

UNO Cookbook – Fuori orario

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UNO Cookbook. Fuori orario. Ricette 100% veg per la colazione, per il brunch, per la merenda e per lo spuntino di mezzanotte (di M. Marcuccio): una raccolta di ricette per quando si ha fame fuori orario. I racconti di chi ha scelto il veganesimo introducono i capitoli ricchi di stuzzichini e merende con un occhio di riguardo per noi e il nostro pianeta. Prezzo: 28,50€.

Las Vegans

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Las Vegans. Le mie ricette vegane sane, golose e rock (di P. Maugeri): l’ex volto di MTV ci guida fra le sue ricette preferite per dimostrare che vegano è sinonimo non solo di sano, ma anche di gustoso. Porta in cucina poi la sua altra passione, la musica, suggerendo una canzone per ogni ricetta, così vegan diventa sinonimo di rock. Prezzo: 18,00€.

Il cucchiaio arcobaleno

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Il cucchiaio arcobaleno. Tutti i colori delle cucine vegan nel mondo (di Y. Prete, V. Costanzia): ricette che provengono da tutto il mondo divise in base al colore predominante, colore che serve a stuzzicare i nostri sensi e a fare del bene al nostro organismo. Un esperto alimentare e un buongustaio che gira il mondo portano sulle nostre tavole l’arcobaleno. Prezzo: 19,90€.

Trovate qui la recensione completa.

L’essenza del crudo

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L’essenza del crudo. Oltre 180 ricette crudiste, vegan e biologiche (di D. Côté, M. Gallant, N.Arosio): a tavola senza fare male al nostro ambiente, questo il messaggio di questa raccolta di piatti per tutte le occasioni, organizzati in modo da rendere semplice la consultazione e arricchiti da consigli per uno stile di vita sano e eco-friendly. Prezzo: 19,90€.

I dolci della salute

 

dolci salute

I dolci della salute (di Simone Salvini): lo chef Simone Salvini, svela le sue ricette per un dessert dolce ma all’insegna del benessere, un libro di approfondimenti e spunti creativi che spazia dalle ricette di base fino a dolci da vero gourmet. Prezzo: 19,90€.

Grigliate Vegan Style

grigliate vegan

Grigliate Vegan Style. 125 ricette alla fiamma ed ecosostenibili (di J. Schlimm, Y. Prete): barbecue non vuol dire per forza carne, questo libro ne è la testimonianza. Chi ama la cucina vegan e la griglia, non può fare a meno di questo manuale che oltre alle ricette, spiega tecniche, strumenti e regole di base; e non mancano consigli e abbinamenti con bevande! Prezzo: 19,90€.

The green kitchen stories

green kitchen

The green kitchen stories. Ricette vegetariane sane e deliziose per tutti i giorni (di D. Frenkiel, L. Vindhal): come fanno ad andare d’accordo un vegetariano malsano e una carnivora attenta alla salute? Ce lo spiegano gli autori di questo libro, che oltre ad aver creato una famiglia insieme, hanno deciso di incontrarsi a metà strada in cucina. Cucina vegetariana e vegana sono le protagoniste di questo libro e del blog Green Kitchen Stories, creato sempre dalla coppia. Prezzo: 29,90€.

Insomma, non avete più scuse, in questi 10 libri ci sono ricette e idee da provare e far provare ai vostri amici. Non vi resta che cominciare a sfogliare!

Se un amico dichiarasse candidamente di non sapere nulla di cucina e il giorno dopo annunciasse di aver pubblicato un libro di ricette, quale sarebbe la vostra faccia? Ebbene “io non so cucinare” è l’incipit con cui Manuel Marcuccio accoglie il lettore di “UNO Cookbook”. Non male come provocazione per un blogger che dimostra poi un talento non trascurabile tra i fornelli.

Mater artium necessitas, come dicevano i latini, perché quando uno decide di essere vegano, deve imparare a cucinare o soccombere. E così Marcuccio, dopo la conversione, ha cominciato a raccogliere ricette e appunti su come “trasformare un piatto che convenzionalmente veniva preparato con uova o formaggio in uno totalmente privo di ingredienti di origine animale”. Col tempo, poi, ha scoperto che molta gente aveva lo stesso problema e ha deciso di condividere il risultato dei suoi esperimenti con la rete. UNO cookbook è il titolo di questo libro, ma è anche il nome del blog da lui fondato; nome che nasce dall’intuizione di essere “un minuscolo tassello, ma significante, di un UNO merviglioso”.

Uno cookbook tortellini

Il ricettario è organizzato per situazioni (un pranzo in famiglia, una cena romantica, un picnic e così via), non secondo la classica divisione tra primi, secondi e dessert. Ogni capitolo è preceduto da un piccolo racconto, a sua volta introdotto da una citazione cinematografica, in modo che ogni situazione viene a collegarsi alla scena di un film. Le introduzioni di per sé sono scorci ben pennellati di vita quotidiana, di una vita, però, che sembra precorrere i tempi, di un gruppo di amici che vive un presente raffinato, che profuma di “scorze di agrumi, zenzero fresco, corteccia e bastoni di cannella, mela secca, bacche di rosa canina, mazzetti di camomilla, cardamomo e caffé”.

Le circa 90 ricette sono gustose e spaziano dalla rivisitazione di piatti tipici come i cappelletti o il tiramisù, al sorprendente quanto semplice carpaccio di cocomero, passando per l’ormai naturalizzato cous cous, ma in versione “senza cottura”. Il tutto introdotto da un glossario di ingredienti che ci informa sui luoghi in cui è possibile reperire cose che non sempre si trovano al supermercato. Utile dunque, e anche completo.

Da segnalare infine i bei contenuti fotografici e la firma apposta su ogni singolo piatto; una sorta di marchio di fabbrica fotografico, di cui ci da notizia lo stesso autore.
Vi lascio dunque con la curiosità di scoprire questa firma, con questo gioco che vi attende prima ancora di accendere i fornelli e cominciare la cottura… Chiedo scusa: la lettura.

 

UNO Cookbook
Manuel Marcuccio
EIFIS Editore
Euro 28,50

Il libro che sfida molte delle nostre certezze sulla corretta alimentazione si intitola “The China Study”, scritto dal biochimico statunitense T. Colin Campbell. Si tratta di un testo divulgativo, edito in Italia da Macro Edizioni, che espone i risultati di diversi studi sul legame tra l’alimentazione e l’insorgenza di alcune malattie cosiddette “del benessere”. L’autore considera particolarmente due lavori da lui condotti: il primo è un’indagine sugli effetti cancerogeni dell’assunzione di caseina nei ratti; il secondo è lo studio che tiene a battesimo il libro: the China Study, pietra miliare della scienza dietetica almeno per due ragioni. Per l’imponente mole di dati raccolti e per l’uso di un tipo molto prezioso di soggetti sperimentali: rarissimi esemplari di homo sapiens sapiens.

L’antefatto di questo “gran prix dell’epidemiologia”, come l’ha definito The New York Times, è una ricerca che illustra i diversi tassi di mortalità per cancro in 2400 contee cinesi. L’intento dei ricercatori diretti da Campbell è stato di sovrapporre a un “atlante del cancro” di questo tipo, una carta geografica delle abitudini alimentari nelle varie zone della Cina, per scoprire le corrispondenze tra la diversità delle diete e la geografia delle malattie. Il risultato? Un’importante correlazione statistica tra tassi di mortalità per cancro, livelli di colesterolo nel sangue dei soggetti e consumo di proteine animali. Lo studio rivela, in sostanza, che consumare anche un basso quantitativo di proteine di origine animale ha effetti dannosi sulla salute.

Le indagini di Campbell rimangono comunque controverse. The China Study, per esempio, mette in relazione il colesterolo, e non direttamente le proteine animali, con l’aumento di una serie di malattie. E’ l’altro lavoro di Campbell, quello sui ratti, a mettere in relazione ortogonale l’assunzione di proteine con l’insorgenza del cancro. Ma questo studio ha almeno due punti deboli. Primo: viene somministrata alle cavie esclusivamente la caseina, la quale è soltanto una delle tante proteine animali di cui ci nutriamo. Secondo: l’esperimento è condotto su animali, cosa che ne abbassa il valore non solo dal punto di vista etico ma anche scientifico. Ciò che vale per i ratti potrebbe infatti non valere per gli uomini.

Ci farà comunque bene leggere le 350 pagine di questo libro.The China Study è un lavoro scientifico, ma è anche una lettura stimolante, che ricorda come trent’anni di ricerca contro il cancro non abbiano dato risultati apprezzabili. La scienza medica infatti è troppo spesso impegnata a inseguire i sintomi, dimenticando che le patologie più pericolose sono puntualmente legate a una cattiva dieta. Il libro invita quindi a un rapporto critico nei confronti dell’informazione scientifica, per non rimanere vittime delle notizie casuali e parziali che ci circondano; come quella diffusa dalla CBS di un potente cancerogeno usato nell’industria delle mele, al seguito della quale sembra che una donna abbia “chiamato la polizia territoriale chiedendo di inseguire uno scuolabus per confiscare la mela del figlio”. Parossismi di casa nella confusione che regna nelle nostre menti in tema di alimentazione. Il libro ci aiuterà a fare un po’ di chiarezza.

The China Study
T.Colin Campbell PhD – Thomas M. Campbell II
Macro Edizioni
Euro 20,00

Chi ha inventato per primo la colazione caffé, latte e croissant? Che significati simbolici ha vestito la mela nel corso della storia? Da dove ha origine la tradizione italiana del baccalà? Se avete bisogno di informazioni a bruciapelo del genere, allora vi serve una copia di questo simpatico libro di Marino Niola: “ Si fa presto a dire cotto ”.
Si tratta di qualcosa di più e qualcosa di meno di un piccolo glossario food. Qualcosa di meno perchè le voci sono poco più di quaranta e non tutte strettamente lessicografiche (il capitolo sul caffé non poteva mancare, ma un grande assente è, per esempio, il te); ma anche qualcosa di più, perché l’autore non è solo un linguista ma “un antropologo in cucina”.
Ecco allora che Niola divide l’umanità in micofili e micofobi e spiega le ragioni culturali di questa divisione; ci informa che dai misteriosi pentoloni delle streghe mancava costantemente un ingrediente; racconta, ancora, una leggenda mediterranea secondo la quale, per portare il lievito tra i comuni mortali, ci sarebbe voluto il contributo di due vergini (un indizio: una è la vergine più famosa e chiacchierata della storia).
Da buon antropologo si inoltra nella fitta selva di ingredienti e ricette della tradizione occidentale e ne vien fuori con altrettanti significati culturali. Ogni ricetta, ogni piatto, ogni ingrediente costituiscono un simbolo attorno al quale la storia umana si dispiega e si contrae. L’olio unisce e tiene separati, ed è contrassegno degli eletti; il carciofo è cristallizazione della pazienza perché “dona il suo cuore solo a chi non ha fretta”; per non parlare del sale: metafora, e non solo metafora, del valore delle cose, che non ha gusto ma che si fa da parte per esaltare i gusti cui si mescola. Il sale che diventa infine salario, valore puro.
Compito del libro è anche quello di decentrare, di far riflettere sulla nostra cultura da una prospettiva esterna: “l’Altro – scrive l’autore – mi rivela, come un negativo fotografico, la mia stessa immagine: ciò che io sono e soprattutto i confini del mio essere.” E così veniamo sfidati non poco da questo “Altro” nel capitolo sulle tassonomie. Apprendiamo che in India l’uovo è classificato tra le carni, che “per i maya di lingua tzeltal erano carne i funghi, e per gli antichi pitagorici lo erano le fave”. E fin qui tutto bene, ce la caviamo con un po’ di stupore; ma rimarremo a stento seduti sulla sedia quando scopriremo il posto che occupa, nella tassonomia degli Asmat della Nuova Guinea, la testa umana… Leggere per credere.

Un’ultima cosa: compito di un buon recensore, è lasciare la curiosità del libro, e credo di avere fatto il mio, ma se vi ho spaventato con gli oltre quaranta capitoli, non preoccupatevi. Il libro conta 137 pagine al netto di indice e bibliografia, e i capitoli hanno una media di tre pagine ciascuno. Si tratta di un testo da avere sempre a portata di mano, perché bene organizzato e dunque facile da consultare in velocità. Un glossario appunto, ma anche molto di più: un viatico per ogni buon esploratore delle meraviglie del gusto e del mondo.

Clicca sulla copertina del libro per scaricare il riassunto

si fa presto a dire cotto - marino niola

Corso di cucina vegana di base in zona Treviso

A maggio 2015 quattro nuovi incontri in zona Treviso per il corso di cucina vegana di base dello chef Martino Beria che vogliono dare delle solide basi per chi vuole avvicinarsi alla cucina vegana: gli insegnamenti di Martino sono utili sia per chi è alle prime armi, sia per gli operatori del settore che vogliono aggiornarsi sulle nuove tendenze del momento!
Lo chef Martino Beria è collaboratore della rivista Vegetariana e chef ufficiale della rivista Vegan Life, per le quali pubblica ricette e consigli ogni mese.

Quali sono le differenze con gli altri corsi di cucina?
– Martino non è solo uno chef ma un divulgatore di scienze e cultura della gastronomia vegan
– I suoi insegnamenti vogliono darvi la libertà di cucinare rompendo la dipendenza con i ricettari, ragionando sul perché degli accostamenti e delle reazioni in padella.
– Vi farà capire non solo come si fanno le cose, ma perché si fanno, analizzando le molteplici funzioni (reologica, nutrizionale, tecnologica, estetica, simbolica, storica, ecc…) di ciascun ingrediente.
– Le sue ricette sono un condensato di semplicità, tecnica, scienza, simbologia e storia.
– Ha un approccio “globale”: va oltre la semplice lezione frontale o pratica, o la mera degustazione. Tutte queste componenti dialogano tra loro in un clima di condivisione nell’intento di andare più a fondo alla ricerca della qualità del cibo.
– I corsi di cucina diventano delle esperienze da cui trarre spunti per la vita di tutti i giorni.

I corsi si svolgeranno in 4 lezioni serali.

Programma del corso:

  • (06 Maggio) ANTIPASTI, FINGERFOOD, APERITIVI: durante questa lezione il nostro chef Martino Beria vi insegnerà alcune delle sue migliori ricette di antipasti vegan e vi spiegherà i principi per creare un piatto dalla A alla Z. Questo è il primo dei 4 incontri che vi insegneranno come creare una cena vegan dall’antipasto al dolce!
  • (13 Maggio) PRIMI PIATTI VEGAN: durante la seconda lezione del corso, non potevamo che insegnarvi come creare dei primi da leccarsi i baffi! Il nostro chef vi insegnerà quali sono gli ingredienti migliori da utilizzare per la creazione del primo perfetto, spaziando dalla tradizione gastronomica italiana a quella asiatica! In questa lezione andrete più a fondo nel principio di creazione di un piatto, comprendendo l’estetica del palato e dell’occhio. Ovviamento tutto vegan!
  • (20 Maggio) SECONDI E PROTEINE: arrivati a questo punto siamo quasi al traguardo, ma c’è ancora tanto da sapere! I secondi infatti mettono a dura prova anche gli chef più preparati! Se volete comprendere a fondo come creare un piatto da zero, dovete sicuramente analizzarlo dal punto di vista nutrizionale, e nel mondo vegan la questione è delicata. Andremo quindi a spiegarvi gli ingredienti per attuare una giusta sostituzione proteica senza tralasciare il sapore per portare in tavola dei secondi succulenti!
  • (27 Maggio) CORSO DI PASTICCERIA VEGAN: ed ecco finalmente i dolci! Per tutti gli appassionati di pasticceria che vogliono rimanere cruelty-free, questo sarà un appuntamento immancabile! Vedremo creme, impasti, biscotti e molto altro.

A chi è rivolto:

  • agli “onnivori” appassionati di cucina
  • alle persone che si stanno avvicinando all’alimentazione Vegan-vegetariana
  • a chi, già vegetariano, vuole saperne di più scoprendo nuove ricette
  • a chi vuole scegliere un modo di alimentarsi sano
  • a chi cerca nel cibo l’energia e la vitalità

Dove: Centro olistico Villa Laura, Via Terraglio, 38 / 31021 Mogliano Veneto (TV)
Quando: 06-13-20-27 Maggio 2015

A che ora: dalle 20:00 alle 22:30

Alcune testimonianze dei nostri allievi

“Scoperti per caso, navigando in internet, ma questi corsi sono davvero ben strutturati, aperti a neofiti e non del mondo vegan.
Personalmente ho scoperto sapori nuovi e con lo chef Martino vi confermo che i vegani non vanno incontro alla “depressione gastronomica”! Ho partecipato al corso di maggio e sto frequentando anche quello in corso. Mi diverto, imparo e replico a casa… e tutti apprezzano, vegani e non! ;)”

– Moira

“Ci sono 3 validi motivi per seguire i corsi di Martino:
1- per chi è ad un primo approccio con la cucina veg li verrà fornito un quadro chiaro e semplice di possibili piatti da realizzare una volta tornati a casa per se stessi o per stupire amici e parenti.
2- per chi è già esperto è l’occasione di poter allargare ulteriormente le proprie conoscenze traendo sicuramente spunti interessanti, non solo pratici ma anche teorici!!!!!
3- l’atmosfera che si crea è quella che ti fa dire: ” che bella serata che ho passato” questo ovviamente grazie a Martino e agli argomenti da lui trattati.
Il conclusione CONSIGLIO a tutti di andare ai corsi anche semplicemente per capire che mangiare vegano o vegetariano non è solo insalata ma piatti SANI, DIVERSI, GUSTOSI tutti da scoprire! !!!!!”

– Giovanna

“Adoro imparare…odiavo la scuola perché ero obbligata a studiare materie anche che non mi piacevano…ma apprendere cose nuove e interessanti da persone come Martino che ti spiegano e ti coinvolgono, é molto più bello…e impari volentieri!”
– Elisa

“Ho fatto tre salsine: con peperone crudo, con cetriolo, e lo tzatziki!
Poi un dolce vegano e crudista senza uova burro ecc.
Senza tutto praticamente. Le salse varie sono state disintegrate; gli ospiti hanno graditissimo!
Grande Martino”

– Valerio

“Grande Martino! Quante cose scopro con voi!
Soddisfazione!!!”

– Alice

“Bravissimo Martino!!!
Insalate stupende ieri sera e tantissimi stimoli creativi.
Grazie della tua professionalità!”

– Monica

“Sai, Martino, le mie figlie non sono del tutto vegane e le uova di casa a volte le mangiano. Ma io preparo la “frittata” di ceci. Tempo fa ho preparato per me e mio marito la farinata, per loro la frittata tradizionale. La più piccola mi ha detto: “ma la prossima volta posso averla anch’io come voi? Mi piace di più…” “
– Annalisa

“Oggi mi son alzata e mi son resa conto di una cosa…questa settimana ho mangiato praticamente vegano…la carne non l’ho vista manco col binocolo e non mi è mancata…il pesce un po’ mi è mancato ma con la varie ricette imparate da voi e rubate al sito devo dire ho mangiato tante cosine gustose e non mi è mancato nulla!”
– Francesca

“Devo dire che martino mi ha insegnato molto…ora uso molto meglio i coltelli, ho imparato a mangiar meglio, piu sano e vario, arrivando a mangiare praticamente tutto vegetariano…cedo ogni tanto sul pesce, mentre la carne praticamente l’ho eliminata…quella che avevo in congelatore l’ho cucinata a Carmelo il mio gatto!”
– Elisa

“Devo dire che le ricette di Martino che ho rifatto e mangiato in questi giorni han avuto poteri sovrannaturali nel mio intestino!”
– Ilaria

Leggi tutte le testimonianze dei nostri corsi!

Costo del corso: 200€ / 180€

Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo che trovate QUI. Il modulo deve essere portato a mano la sera del corso.

Bonifico su codice IBAN: IT 48 G 07601 02000 000084316116
Banca: Poste Italiane
Intestato a: Lacucinavegetariana.it
Causale: corso di cucina Vegana data_____– Nome e cognome

Pagamento: mezzo bonifico o paypal

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Inviare all’email info@lacucinavegetariana.it gli estremi del bonifico effettuato.

In caso di disdetta, per poter essere rimborsati, questa dovrà essere comunicata entro 7 giorni dall’inizio del corso.

Per informazioni ed iscrizioni:
www.lacucinavegetariana.it
info@lacucinavegetariana.it
cell. 3772643170
Dal lunedì al venerdì, 09.00-13.00 / 15.00-19.00