cibo-libro

Recensione de Il cibo come cultura – Massimo Montanari

Che l’alimentazione sia un aspetto fondamentale della cultura umana è cosa già nota al grande pubblico e resa quasi banale dal proliferare di eventi gastronimici, sagre di qualsiasi cosa, programmi televisivi di vario genere e via dicendo. Resta tuttavia il fatto che pochi poi si addentrano nei sentieri di questa stessa cultura, che pochi cioè si danno la pena di fare ciò che l’autore de “Il cibo come cultura” ci propone: percorrere con con attenzione e consapevolezza, storica ma non solo, alcuni di questi itinerari.
L’approccio leggero di cui Massimo Montanari dice di accontentarsi, è in realtà un espediente retorico che nasconde, sotto una certa elegante modestia, la bellezza di un libro che un lettore attento scopre in verità carico di riflessioni e di spunti per ulteriori pensamenti: leggero e profondo assieme.

Si tratta di un libro che ci tornerà spesso in mente: in cucina, al supermercato, nelle nostre ricette, più o meno inventive; nelle tavole più diverse, da quella di casa a quella di un fast food; nei nostri viaggi infine, e più in generale nel rapporto con le varie alterità (dall’amico al diverso di ogni genere).

L’argomento è il cibo e, più in generale, l’alimentazione: non però la sua composizione chimica, non gli aspetti nutrizionali, non la sua etica se non marginalmente. Il tema è appunto, come recita il titolo, “il cibo come cultura”, l’alimentazione umana nel suo essere irrimediabilmente culturale, anche quando utilizza per nobilitarsi (ma solo in determinate epoche!!) parole come “natura”, “origine”, “semplicità”; perché come dice giustamente l’autore, il primo passo da fare è riconoscere che “anche la natura è cultura”.
Un aspetto affascinate del libro è senz’altro l’idea, più volte ribadita, che la complessità culturale e tecnica della cucina sia legata, molto prima che all’alta arte culinaria, alla preparazione dei cibi più “semplici”: “è proprio per preparare i cibi di sussistenza più comuni” scrive Montanari “che sono state messe a punto le tecniche manuali più complesse, quelle che richiedono più tempo e abilità”. Il percorso che conduce all’arte della cucina viene fatto risalire in generale a partire dalla necessità costituita dall’assicurarsi il cibo, unita alla curiosità umana e alla ricerca del piacere. È così infatti che “i metodi di conservazione degli alimenti, affinati sotto l’impulso della fame, hanno rapidamente oltrepassato tale dimensione con una sorta di trasferimento tecnologico che li ha visti applicati all’alta gastronomia (…) Si pensi ai salumi e ai formaggi, o alla grande tradizione delle confetture”. Si tratta di un legame profondo, filosofico, che unisce la fame al piacere, la necessità della natura alla libertà della coscienza, la naturalità del bisogno all’aspetto culturale della creatività umana.

Le tematiche di questo bel libro sono molte e condensate in poco più di 150 pagine, da leggere tutte d’un fiato (salvo poi rileggerlo). Mai stancante, sempre sorprendente e profondo, a tratti aneddotico, giusto per soddisfare la sana curiosità di ognuno di noi, quella che fissa il concetto nel ricordo. Che cosa prediligeva mangiare Carlo Magno? L’arrosto ovviamente, non il bollito; e detestava il medico che, negli ultimi anni di vita, glielo voleva proibire. Ma questo aneddoto non è che il la a una riflessione avvincente sulla polarità arrosto/bollito e sulle metafore e simboli ad essa sottesi (il maschile e il femminile, il naturale e il culturale, la foresta e la casa….).
Un libro ricco e vivace dunque, che si conclude con un pensiero incisivo, una metafora arborea che parla del senso della ricerca storica e di ciò che ha da dire sull’identità che noi siamo, collettivamente e individualmente. Si tratta di una metafora che attende il lettore però: non sarò io a rovinarvi qui il meritato finale.

Scarica il Riassunto di “Il cibo come cultura”

Clicca sulla copertina!
cibo-libro

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *