Bacche di Acai

Originarie della foresta Amazzonica, le bacche di acai, sono il frutto dell’Euterpe Oleracea, pianta che raggiunge gli 80 metri di altezza. Per raggiungerle e coglierle è quindi necessario che degli uomini molto agili (e coraggiosi) si arrampichino muniti di machete fino alle cime, dove si trovano i grappoli di bacche.
Solo ultimamente gli scienziati hanno scoperto le innumerevoli virtù e proprietà delle bacche di acai, piccoli frutti blu, invece conosciuti e utilizzati da secoli dalle popolazioni dell’America Meridionale. La loro forma e il loro colore blu viola ci ricordano i più familiari mirtilli, ai quali assomigliano anche dal punto di vista delle proprietà organolettiche, infatti entrambi i frutti sono ricchissimi di antiossidanti.

Proprietà e benefici

Secondo recenti studi, è stato comprovato l’altissimo contenuto di antiossidanti presenti nelle bacche di Acai, che come è ben noto, ostacolano l’invecchiamento (o l’ossidazione) dei tessuti e proteggono al contempo il sistema cardiocircolatorio.
I frutti di Acai sono ricchi di polifenoli (antocianine e flavonoidi), acidi grassi omega 3, 6 e 9 per non parlare del fatto che sono degli ottimi integratori di vitamina C.
Consumare queste bacche, non ci viene utile solamente per combattere il passare del tempo e quindi il deterioramento dei tessuti, ma apporta grandi benefici sulla nostra vista, sulla gestione dello stress e della fatica e ritarda e attenua i disturbi legati alla menopausa.
Alle bacche di acai è anche attribuita una funzione “afrodisiaca” dal momento che, stimolando flusso di sangue nel sistema circolatorio, migliora le prestazioni sessuali maschili.
Infine, un importante studio pubblicato dal Journal of Agriculture and Food Chemistry ha dichiarato che assumere integratori a base di bacche di acai contrasta la proliferazione di cellule cancerogene dell’86%.

Prodotti a base di bacche di Acai

Siccome le bacche di Acai, una volta raccolte, si deteriorano molto rapidamente, è molto difficile, se non impossibile per noi Europei riuscire a gustarle fresche.
Molte però sono le soluzioni che possiamo trovare per poter integrare le proprietà delle bacche di acai nella nostra dieta.
Consigliamo di consumare solo integratori e succhi a base di bacche di acai provenienti da agricoltura biologica, quindi coltivate senza l’uso di pesticidi, che trovate in erboristeria o negli shop online.
Per noi che non viviamo in Amazzonia sarà più facile assumere le bacche sottoforma di capsule, polvere da disciogliere in acqua o succo.
Straordinariamente gustosa e decisamente pratica è la versione in purea di Acai, testata e degustata da noi personalmente. Ancora meglio del succo di acai, la purea di acai non contiene acqua di diluizione ed è naturale al 100% (senza zuccheri, eccipienti o coloranti). Conferisce energia e benessere in maniera tangibile già dopo pochi giorni dalla prima assunzione.

 

Purea di Acai

Latte di cocco: 5 cose che non sapevi

Tra tutti i prodotti derivati del cocco, il latte di cocco è forse quello meno conosciuto e utilizzato in Italia. Lo vediamo sempre più spesso tra gli scaffali dei supermercati e nelle botteghe bio ma non sappiamo bene come usarlo e non ne conosciamo le proprietà! Esistono due tipi di latte di cocco in commercio: quello “da cucina”, più denso e cremoso, adatto a dolci o a curry speziati, e quello da bere, che si vende in cartoni o in lattina, ottimo da gustare fresco!
In questo articolo troverete 5 interessanti proprietà del latte di cocco, un alimento non solo ricco di virtù ma dal sapore eccezionale. Scopriamo qualcosa di più sul latte di cocco:

 1. Aiuta le difese immunitarie

Nel latte di cocco è contenuto l’acido laurico che ha propietà antivirali, antimicrobiche, antiprotozoarie ed antifungine, capaci quindi di rafforzare il nostro sistema immunitario e facilitare la guarigione delle infezioni.

2. Aiuta la digestione

Il latte di cocco ha effetti positivi anche sulla digestione, in quanto velocizza il metabolismo e aiuta il corretto assorbimento dei cibi.

3. Bevanda isotonica naturale

Una bevanda isotonica ha una densità vicina a quella del plasma sanguigno in modo da favorire il suo assorbimento con il sangue e quindi l’idratazione, soprattutto in seguito ad uno sforzo fisico o ad un allenamento sportivo. Bene, il latte di cocco è una bevanda isotonica naturale, proprio quello che ci vuole dopo una giornata faticosa o dopo aver fatto sport!

4. Ricco di elettroliti

Nel latte di cocco si trovano 5 elettroliti essenziali: potassio, magnesio, sodio, calcio, e fosforo. Contiene una quantità di potassio 15 volte superiore a quella contenuta nelle bevande sportive e 2 volte superiore a quella contenuta in una banana. Inoltre, grazie agli elettroliti in esso contenuti, il latte di cocco viene in aiuto a chi soffre di crampi muscolari!

5. Favorisce l’idratazione

Il latte di cocco è composto al 95% di acqua, è privo di colesterolo e grassi, mentre contiene una minima dose di fruttosio che conferisce il gusto zuccherino a questa bevanda. Oltre ad idratare il nostro organismo, apporta vitamine del gruppo B, minerali, aminoacidi, antiossidanti e fitonutrienti. Ottimo per i mesi estivi, per chi fa sport, per chi non beve molta acque ed è anche un ottimo rimedio contro i postumi dell’alcool.

Ecco 5 ottime ragioni per provare il latte di cocco e aggiungerlo agli alimenti sani e che ci fanno star bene con gusto!

Ecco alcune ricette con il latte di cocco che potrebbero interessarti:

Seitan al Curry

Zuppa di Zucca e Carote Tailandese

Webinar Dieta Vegana e Vegetariana

    Il webinar sulla dieta Vegana e Vegetariana è rivolto a tutti coloro che hanno a cuore la propria salute e vogliono fare del mangiar sano uno stile di vita. Non è necessario avere seguito altri corsi in merito o essere vegani o vegetariani, la salute è una bene a cui tutti dovrebbero avere accesso.Troviamo assieme le risposte ai nostri dubbi e impariamo ad alimentarci con gusto e in maniera salutare seguiti dall’esperienza e dalla conoscenza della Dott.sa Paola Stella e mettiamo tutto in pratica con l’aiuto dello chef Martino Beria.

Quando: 24-25-26 Novembre 2014
A che ora: dalle 18:00 alle 19:30

Programma del corso:

  • (24 Novembre) PROTEINE E VITAMINA B12 NELLA DIETA VEGANA E VEGETARIANA – Affronteremo in questa lezione due temi caldi che da sempre preoccupano vegetariani e vegani: proteine e vitamina b12. Insieme alla dottoressa Stella, sfateremo il mito secondo cui i vegetariani e ancor più i vegani non possono assumere proteine e vitamina b12 e andremo a individuare quali alimenti non possono mancare in una dieta completa ed equilibrata.
  • (25 Novembre) LA DIETA VEGANA E VEGETARIANA DALLO SVEZZAMENTO ALL’ADOLESCENZA – Oggigiorno sono sempre di più i genitori che scelgono per i proprio figli una dieta sana, naturale e che non contenga derivati animali. La dottoressa Stella ci aiuterà a comprendere come sia possibile una dieta vegetariana e vegana dall’età dello svezzamento fino all’adolescenza e quali siano gli accorgimenti necessari per percorrere questo cammino assieme ai nostri cuccioli.
  • (26 Novembre) CUCINARE VEG TUTTI I GIORNI: QUELLO CHE NON PUO’ MANCARE IN UNA CUCINA VEG! – La terza lezione del nostro corso vede lo chef Martino Beria, alle prese con pappette per bebè, “omogeneizzati” naturali e cibi appetitosi e divertenti per bambini e adolescenti, dandovi idee e spunti creativi per ricette genuine, complete e tutte gustosamente veg!

DOCENTI

Dott.ssa Paola Stella

Dietista diplomata presso l’Università degli studi di Padova. Approfondisce la sua formazione seguendo corsi e master inerenti l’alimentazione dello sportivo, la nutrizione pediatrica. Recentemente ottiene il diploma di Master Universitario in “Alimentazione e Dietetica Vegetariana” presso Università degli Studi delle Marche.Esercita la sua professione impartendo lezioni di educazione alimentare, nell’ambito dell’istruzione scolastica, di corsi di formazione privati, di gruppi di autoaiuto presso l’ASL (Schio, VI), parallelamente all’adempimento del suo ruolo di dietista nell’impostazione di una sana e corretta alimentazione presso palestre, erboristerie, istituti di bellezza e studi medici. Collabora, inoltre, con Verdeorobio per serate di divulgazione e da settembre 2014 curerà  la pubblicazione di un notiziario sul sito della SSNV (Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana) in collaborazione con la Dott.ssa Luciana Baroni.

Chef Martino Beria

Chef vegetariano/vegano, fonda nel 2013 il portale Lacucinavegetariana.it, tiene corsi di cucina vegana, si occupa d’informazione nel mondo Veg, lavora come chef a domicilio, food photographer e consulente per ristoranti. Studia Scienze e Cultura della Gastronomia e della Ristorazione presso l’università di Padova, in modo da avere e dare una visione umanistico-scientifica del Food a tutto tondo.

Costo del corso: La quota d’iscrizione è di 120€ (100€ entro il 01/11/2014 incluso via bonifico). La quota andrà versata tramite Bonifico o via Paypal.




FAQ: Se avete ancora dubbi o curiosità sui nostri webinar, vi consigliamo di leggere le FAQ o scriverci all’indirizzo info@lacucinavegetariana.it.

Inviare all’email info@lacucinavegetariana.it gli estremi del bonifico effettuato.

Per informazioni ed iscrizioni:
www.lacucinavegetariana.it
info@lacucinavegetariana.it
cell. 3772643170

Corso di cucina vegana di Natale in zona Venezia – Novembre 2014

ATTENZIONE! TUTTO ESAURITO PER LE DATE DEL 19-26 NOV / 03-10 DIC

I NUOVI ISCRITTI ANDRANNO AL GIOCVEDI’ 20-27 NOV / 04-11 DIC ALL’OSTERIA ALLA PIERINA – MIRANO (VE)

I corsi si svolgeranno in 4 lezioni serali.

Programma del corso:

  • (20 Novembre) PIATTI NATALIZI: durante questa lezione il nostro chef Martino Beria vi insegnerà alcune delle sue migliori ricette per stupire i vostri ospiti o deliziare la vostra famiglia con antipasti, primi e secondi natalizi! Il tutto cucinato con cura e attenzione verso l’aspetto nutrizionale ed estetico per portare il Natale nel piatto!
  • (27 Novembre) REGALI NATURALI ARTIGIANALI: a natale non si sa mai cosa regalare che sia utile e apprezzato, ma che non sia troppo impegnativo. Abbiamo deciso di mostrarvi alcune idee semplici ed efficaci per poter confezionare piccoli regali, preparati a mano con prodotti naturali!
  • (04 Dicembre) DOLCI DELLE FESTE: “e il dolce?” vi sarete chiesti… In questa lezione vedrete come preparare alcuni dolci natalizi, completamente vegan! Imparerete ad attuare sostituzioni per sopperire alla mancanza dei prodotti di origine animale per poter assaporare dolci salutari e “dairy free”!
  • (11 Dicembre) MENU DI CAPODANNO: ci prepariamo a concludere un anno impegnativo e ad aprirne un altro pieno di speranze e di auguri! Il cenone di capodanno incombe su di noi e vogliamo poter cucinare ai nostri cari una pasto spettacolare, ricco di colori, profumi e soprattutto vegan! Ecco che il nostro chef Martino Beria, viene in aiuto e vi spiega tutti i trucchi del mestiere per organizzare una cena completa con il minimo stress!

A chi è rivolto:

  • agli “onnivori” appassionati di cucina
  • alle persone che si stanno avvicinando all’alimentazione Vegan-vegetariana
  • a chi, già vegetariano, vuole saperne di più scoprendo nuove ricette
  • a chi vuole scegliere un modo di alimentarsi sano
  • a chi cerca nel cibo l’energia e la vitalità

Dove: Osteria alla Pierina a Mirano (ve). – Via L. Mariutto 3030035 MiranoItalia

L’Osteria alla Pierina, si trova a Mirano (ve), a 10min dall’uscita Mirano-Dolo dell’autostrada A4.
Per chi dovesse venire da Mestre-Marghera a soli 10min di macchina.
Per gli allievi di Padova invece a 15min dall’entrata di Padova Est (quella dell’Ikea).
Inoltre è a 2 minuti dalla fermata dell’autobus dell’ospedale.
Per chi arriva in macchina, è’ possibile parcheggiare lungo tutta via mariutto e in caso nel parcheggio di fronte all’ospedale.
Le lezioni si terranno nella sala del ristorante, vicino al caminetto!

 

Mobilificio Corò, Via Caltana 129, Marano di MiraTUTTO ESAURITO

Il mobilificio Corò, si trova a Marano di Mira, a 3min dall’uscita Mirano-Dolo dell’autostrada A4.
Per chi dovesse venire da Mestre-Marghera a soli 6min di macchina.
Per gli allievi di Padova invece a 10min dall’entrata di Padova Est (quella dell’Ikea).
Inoltre è a 5 min a piedi dalla stazione dei treni di Mira-Mirano e a 5min a piedi dalla fermata del Bus.
Per chi arriva in macchina, il mobilificio ha un ampio parcheggio privato.
La sala in cui si tengono le lezioni è una delle sale di una villa storica, con due grandi cucine a muro e una grande tavola al centro attorno alla quale ci si siede ad assistere, prendere appunti, assaggiare e cucinare.

Quando: 20-27 NOVEMBRE 04-11 DICEMBRE 2014

A che ora: dalle 20:00 alle 22:30

Se si dovesse superare il numero massimo di iscritti, si organizzerà un secondo gruppo nei giorni: giovedì 20-27 novembre, 04-11 dicembre 2014 nell’Osteria alla Pierina a Mirano (ve).

Alcune testimonianze dei nostri allievi

“Scoperti per caso, navigando in internet, ma questi corsi sono davvero ben strutturati, aperti a neofiti e non del mondo vegan.
Personalmente ho scoperto sapori nuovi e con lo chef Martino vi confermo che i vegani non vanno incontro alla “depressione gastronomica”! Ho partecipato al corso di maggio e sto frequentando anche quello in corso. Mi diverto, imparo e replico a casa… e tutti apprezzano, vegani e non! ;)”

– Moira

“Ci sono 3 validi motivi per seguire i corsi di Martino:
1- per chi è ad un primo approccio con la cucina veg li verrà fornito un quadro chiaro e semplice di possibili piatti da realizzare una volta tornati a casa per se stessi o per stupire amici e parenti.
2- per chi è già esperto è l’occasione di poter allargare ulteriormente le proprie conoscenze traendo sicuramente spunti interessanti, non solo pratici ma anche teorici!!!!!
3- l’atmosfera che si crea è quella che ti fa dire: ” che bella serata che ho passato” questo ovviamente grazie a Martino e agli argomenti da lui trattati.
Il conclusione CONSIGLIO a tutti di andare ai corsi anche semplicemente per capire che mangiare vegano o vegetariano non è solo insalata ma piatti SANI, DIVERSI, GUSTOSI tutti da scoprire! !!!!!”

– Giovanna

“Adoro imparare…odiavo la scuola perché ero obbligata a studiare materie anche che non mi piacevano…ma apprendere cose nuove e interessanti da persone come Martino che ti spiegano e ti coinvolgono, é molto più bello…e impari volentieri!”
– Elisa

“Ho fatto tre salsine: con peperone crudo, con cetriolo, e lo tzatziki!
Poi un dolce vegano e crudista senza uova burro ecc.
Senza tutto praticamente. Le salse varie sono state disintegrate; gli ospiti hanno graditissimo!
Grande Martino”

– Valerio

“Grande Martino! Quante cose scopro con voi!
Soddisfazione!!!”

– Alice

“Bravissimo Martino!!!
Insalate stupende ieri sera e tantissimi stimoli creativi.
Grazie della tua professionalità!”

– Monica

“Sai, Martino, le mie figlie non sono del tutto vegane e le uova di casa a volte le mangiano. Ma io preparo la “frittata” di ceci. Tempo fa ho preparato per me e mio marito la farinata, per loro la frittata tradizionale. La più piccola mi ha detto: “ma la prossima volta posso averla anch’io come voi? Mi piace di più…” “
– Annalisa

“Oggi mi son alzata e mi son resa conto di una cosa…questa settimana ho mangiato praticamente vegano…la carne non l’ho vista manco col binocolo e non mi è mancata…il pesce un po’ mi è mancato ma con la varie ricette imparate da voi e rubate al sito devo dire ho mangiato tante cosine gustose e non mi è mancato nulla!”
– Francesca

“Devo dire che martino mi ha insegnato molto…ora uso molto meglio i coltelli, ho imparato a mangiar meglio, piu sano e vario, arrivando a mangiare praticamente tutto vegetariano…cedo ogni tanto sul pesce, mentre la carne praticamente l’ho eliminata…quella che avevo in congelatore l’ho cucinata a Carmelo il mio gatto!”
– Elisa

“Devo dire che le ricette di Martino che ho rifatto e mangiato in questi giorni han avuto poteri sovrannaturali nel mio intestino!”
– Ilaria

Leggi tutte le testimonianze dei nostri corsi!

Costo del corso: 180€.

Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo che trovate QUI. Il modulo deve essere portato a mano la sera del corso.

Bonifico su codice IBAN: IT 48 G 07601 02000 000084316116
Banca: Poste Italiane
Intestato a: Beria Martino
Causale: corso di cucina Vegana data_____– Nome e cognome

Pagamento: mezzo bonifico o paypal




Inviare all’email info@lacucinavegetariana.it gli estremi del bonifico effettuato.

Per informazioni ed iscrizioni:
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info@lacucinavegetariana.it
cell. 3772643170

Cucinare il tofu: 5 errori da evitare

Cucinare il tofu, soprattutto per chi è alle prime armi in cucina o non ha mai avuto molto a che fare con questo ingrediente, può rivelarsi un’impresa tanto ardua quanto insoddisfacente.
E quando si tratta di cucinare, vogliamo che il risultato dei nostri sforzi sia qualcosa di delizioso e appagante!
Di tofu ce ne sono tanti tipi, il tofu vellutato o tofu seta, il tofu solido, quello più o meno secco, per non parlare di tutti quei tofu semilavorati, precotti e aromatizzati a tutti i gusti.
Non tutti i tipi di tofu che troviamo in commercio si prestano agli stessi utilizzi e uno non vale l’altro.
Per questo una volta che abbiamo acquistato (o autoprodotto) la nostra mattonella di tofu, è bene evitare di fare alcuni errori che possono guastarci il pranzo e tutto il divertimento che invece possiamo trovare nel realizzare una ricetta.
Imparando dai nostri stessi sbagli e dalle nostre esperienze con questo ingrediente tanto versatile quanto ostico, abbiamo elencato i 5 errori più comuni che si commettono quando decidiamo di cucinare il tofu.
Buona lettura!

1. Non scegliere il tofu adatto

Quando siamo al supermercato non dobbiamo scegliere un tofu qualunque: il tofu innanzi tutto deve essere biologico e non OGM, questo è fondamentale. Ma non basta. Bollini e certificati di qualità non saranno sufficienti a garantire la bontà del prodotto che stiamo acquistando. Anche se in un primo momento, il tofu sembra quasi insapore e dalla consistenza poco familiare, provandone diversi tipi scoprirete da voi quello che più vi piace!
Ad ogni preparazione, poi, dovrete saper associare il tofu più adatto. Per esempio per una mousse, una crema o per i dolci sarà consigliabile utilizzare il tofu vellutato o tofu seta, piuttosto che quello più solido, che sarà invece perfetto per essere impanato, saltato o tritato in un ragù.

2. Non pressare il tofu

Il tofu viene venduto in confezioni immerso nell’acqua, perché si mantenga meglio e più a lungo, ma questo non significa che una volta aperto l’acqua vada conservata o addirittura usata in cottura! Prendiamo piuttosto la nostra mattonella bianca e lasciamola sgocciolare per bene, aiutandoci con un colino a rete fitta o con della carta casa. Meno acqua sarà presente nel tofu, più sarà facile condirlo e insaporirlo a nostro piacere!
Se ne avanziamo, invece, è buona norma immergerlo di nuovo in acqua in un contenitore (possibilmente in vetro) e lasciarlo in frigo uno o due giorni al massimo.

3. Non condirlo

Chi ha assaggiato il tofu, così com’è, senza un filo di sale, di olio o condimento di qualsiasi altro tipo, non ne sarà rimasto molto colpito. Quante volte sentiamo dire “il tofu non sa da niente” o “non so come usarlo perché non ha sapore”. Non si può di certo sperare di buttarlo in padella e mangiare una squisitezza! Questo non è uno svantaggio ma un pregio, perché siamo noi a doverlo insaporire per bene perché diventi qualcosa di gustoso! Quindi sta a noi renderlo speciale con spezie, marinature, erbe aromatiche, sughi e tante buone verdure!

4. Non tagliarlo correttamente

Un taglio troppo grossolano, troppo sottile o troppo irregolare può decretare l’insuccesso di una vostra ricetta con il tofu. Se dovete farlo speziato e saltato con delle verdure sarà preferibile tagliarlo a cubetti della stessa misura, mentre nel caso di impanate di tofu se le fette saranno troppo sottili rischieranno di rompersi, se troppo grosse non si cuoceranno uniformemente. Prima di prendere il coltello in mano, ragionate un attimo sul risultato che volete ottenere e il tipo di cottura che utilizzerete!

5. Non cucinarlo nel modo giusto

Tofu fritto, alla piastra, in umido, saltato, impanato, al curry, alla griglia, macinato… e chi più ne ha più ne metta! Cambiano le ricette ma la regola più importante è sempre la stessa: cucinarlo bene! Cosa significa cucinare bene il tofu? Significa non essere così frettolosi da lasciarlo freddo dentro e cotto fuori, significa non eccedere in cotture lunghe che rischiano di rinsecchirlo o addirittura bruciarlo, significa tenere controllata il nostro tegame mentre prepariamo il tofu, mescolando eassaggiando di tanto in tanto per aggiustare la quantità di sale.

Il tofu è un alimento che più lo si conosce più lo si impara ad usare e amare per le sue grandi doti nutrizionali e la versatilità con cui si adatta a moltissime preparazioni. Non c’è dubbio che evitando di commettere questi errori, il vostro rapporto con il tofu migliorerà giorno dopo giorno, ricetta dopo ricetta!

10 Consigli per mangiare sano fuori casa

Abbiamo 10, ebbene sì, 10 utilissimi consigli per mangiare sano fuori casa! Che si tratti della pausa pranzo o di uno spuntino sul luogo di lavoro o di studio, perché non fare in modo di prepararci qualcosa di gustoso, sano e pratico?
Bisogna ammettere che spesso è la pigrizia a farci optare per il pranzo al bar davanti all’ufficio, per un pranzo preconfezionato del supermercato o un pasto improvvisato e poco attento.
Molto spesso essere costretti a mangiare fuori casa ci costringe a scegliere di fretta e con poche opzioni, senza pensare a quali cibi dovremmo o non dovremmo consumare, senza aver alcun tipo di controllo sulle dosi, la qualità dei prodotti e il tipo di cottura.
Questi 10 consigli sono pensati per chi deve per forza mangiare fuori casa anche cinque volte a settimana e non vuole rinunciare a sapere ciò che finisce nel proprio stomaco è buono e sano. Che siate bambini in gita o adulti in pausa pranzo, la salute nel piatto è una priorità!
Andiamo a vedere cosa non dobbiamo assolutamente dimenticare per essere certi di mangiare sano fuori casa:

1. Parola d’ordine: MOTIVAZIONE!

Diciamo la verità, quasi sempre prepararsi il pranzo al sacco è una faticaccia e vince la pigrizia o l’allettante idea di sedersi al ristorante o al tavolino di un bar e ordinare. Ma la pigrizia si paga, eccome. Ecco dove trovare la giusta motivazione:

  • La salute al primo posto: la motivazione principale dovrebbe essere la nostra salute in relazione al cibo che mangiamo. Quando ci prepariamo il pranzo da portar via utilizziamo i prodotti che abbiamo scelto noi, che abbiamo cucinato facendo attenzione alla quantità di sale e grassi, nella quantità che vogliamo o possiamo consumare. Così, se siamo a dieta per esempio, non dovremo preoccuparci di trovare un pasto poco calorico, di mangiare più frutta e verdura o, se siamo vegani, vegetariani o intolleranti non dovremo scervellarci per trovare il locale che ci dia delle opzioni valide.
  • Questione di budget: mangiare qualcosa di portato da casa, utilizzando avanzi della sera prima o cibo già presente nel nostro frigo o nella dispensa è sempre meno costoso di un panino o una pasta riscaldata al bar sotto l’ufficio!
  • Il gusto che vogliamo: forse può sembrare ovvio, ma quanto più buono è lo timballo di verdure che abbiamo avanzato ieri sera, rispetto alla solita tristissima insalatona del bar? Non serve aggiungere altro.

2. Gli AVANZI, i migliori alleati del pranzo fuori casa

Basta davvero poco per preparare quel po’ di più a cena, per aver pronto per il giorno dopo un bel pranzetto, gustoso e fatto con amore. Che sia un pezzo di pasticcio, della zuppa o un’insalata bella carica, consigliamo di metterlo nel contenitore subito dopo averlo preparato, sia per non sporcare stoviglie in più, sia per trovarsi con un lavoro già fatto, pronto da essere portato via! Gli avanzi, poi, possono essere rivisitati in maniera creativa. Un esempio, avete avanzato delle patate lesse: basta aggiungere qualche spezia o erbetta aromatica, dei semi di girasole, della cipolla e delle carotine e avrete pronta una squisita insalata di patate da condire come più vi piace. Ricordate che la cucina (anche fuori casa) non deve mai essere noia e monotonia, ma gioia e creatività!

3. WEEKEND ai fornelli!

Se cucinare la sera prima non vi è sempre possibile, potete sempre dedicare qualche ora del sabato o della domenica a preparare qualcosa di buono che possa durare per i primi 2-3 giorni della settimana o che possa eventualmente essere messo in freezer e scongelato all’occorrenza. A questo scopo si prestano benissimo insalate di riso o cereali, zuppe o polpette!

4. Sempre in dispensa: i CIBI PARACADUTE!

Non sempre disponiamo di tutto quel che occorre o può succedere che abbiamo cenato fuori o spazzolato tutta la cena e di avanzi non c’è nemmeno l’ombra. Niente paura! Tenete sempre in dispensa dei cibi paracadute come frutta secca, bacche, mix di semi, chips di mele, grissini integrali o succhi di frutta, che vi vengono in aiuto per completare un’insalata un po’ povera o un primo poco abbondante, dandovi allo stesso tempo nutrienti validi per la vostra salute! Vi terranno lontani dal distributore automatico dell’ufficio, il diavolo tentatore di chi è preso dalla fame!

5. Un bel pranzetto sano… da NON DIMENTICARE a casa!

Avete pensato al vostro pranzo, lo avete cucinato, riposto con cura nel contenitore ermetico, sistemato nella borsa frigo, avete perfino preparato tovagliolo e posate, non scordando la bottiglietta d’acqua. Il peggior incubo è dimenticare tutto a casa, ed accorgersene quando si è ormai seduti in treno mentre si sta arrivando al lavoro, o ancora peggio, quando seduti alla scrivania lo stomaco comincia a brontolare! Questo non deve assolutamente accadere. Fatevi una lista e appiccicatela sulla caffettiera, create un promemoria sullo smartphone, piazzate la borsa frigo davanti alla porta di casa, fate tutto, ma proprio tutto quel che è in vostro potere per non lasciare il vostro pranzo preparato con tanto amore e cura a casa!

6. In COMPAGNIA è più bello!

Chi decide di mangiare sano e salutare anche fuori casa, si ritrova in solitudine nel proprio ufficio mentre la maggioranza va in gruppo al ristorante o al bar. Se riuscite a trovare un amico o un collega con cui condividere l’abitudine di portarsi il cibo da casa, il momento della pausa pranzo diventa ancora più piacevole. Pranzando assieme potrete scambiarvi ricette e consigli, decidere di pranzare fuori dall’ufficio, magari in uno spazio verde vicino al posto di lavoro, e dare il buon esempio anche agli altri colleghi!

7. Se non mi piace non lo mangio!

Il pranzo deve essere un momento rilassante e piacevole, quindi non devo mangiare qualcosa solo perché è salutare, i nostri gusti vanno rispettati! Allo stesso modo, non mi devo per forza nutrire di avanzi se sono in frigo da qualche giorno e non hanno più un bell’aspetto. Non siamo delle pattumiere! Se vi trovate senza avanzi da riutilizzare o non avete una gran varietà di cibi in frigo, fatevi una lista di possibili ricette facili da preparare in casi d’emergenza. Veloci e pratici sono il cous cous, le insalate miste o dell’hummus con dei crostini e un frutto. Ricordate che la motivazione (punto 1) è sempre la vostra carta vincente!

8. A tutto COMFORT: al lavoro come a casa (o quasi)!

La scomodità è una delle caratteristiche più comuni del pranzo fuori casa, e mangiare scomodi non piace proprio a nessuno. Possiamo risolvere questo problema rendendo il luogo di lavoro dove pranziamo, il più confortevole possibile. Ad esempio, è possibile organizzare la nostra scrivania in modo che sia velocemente convertibile in un comodo piano d’appoggio per mangiare. Possiamo inoltre ricavare dello spazio in un cassetto o su un ripiano, dove lasciare delle posate, una tovaglietta, un bicchiere e una tazza. Così facendo, avremo la sensazione di trovarci in un luogo più familiare, più confortevole e pratico… quasi come a casa!

9. Qualità e design per un pranzo al top!

Un’altra cosa molto importante è scegliere dei contenitori, dei termos o borse termiche di qualità ci eviterà spiacevoli inconvenienti come fuoriuscite di olio o liquidi. In più, è consigliabile sceglierli di diversa misura e capienza, per le diverse necessità e privilegiare i contenitori rettangolari o quadrati, che sono più facili da riporre in borsa del pranzo e da trasportare.

10. FRIGO DELL’UFFICIO, vade retro!

Se il vostro sandwich vegano preparato con cura è schiacciato dalla confezione di yogurt della collega o la vostra pasta fredda si trova a stretto contatto con un pacchetto ammuffito dimenticato da chissà chi e da quanto tempo, il frigo dell’ufficio diventa un ostacolo alla nostra motivazione e a tutti i nostri buoni propositi di mangiare sano fuori casa. Una piccola e pratica borsa termica sarà sufficiente per mantenere fresco il vostro pranzo o potete optare, se ne avete modo e voglia, per un mini frigo personale da tenere vicino alla scrivania nel vostro ufficio. E guai a chi lo tocca!

A questo punto non ci rimane che chiedere a voi, come organizzate il vostro pranzo al sacco per andare in ufficio? Avete altri consigli utili da condividere che a noi non son venute in mente? Attendiamo i vostri commenti e nel frattempo… buon pranzetto!