Con le bacche di goji “gojiamo” di più!

Piccole e di un favoloso rosso acceso, sembrano quasi delle piccolissime uvette, sono le bacche di Goji. Originarie dell’Asia, crescono, infatti, in maniera spontanea in Cina, Tibet, Mongolia e sull’Himalaya, qui da noi non si trovano a loro agio e se coltivate raramente riescono a formare lo stesso tipo di valori nutrizionali presenti nelle bacche asiatiche. In Italia le bacche di Goji si possono trovare essiccate o sotto forma di succo concentrato e l’enorme quantità di benefici nascosta in queste bacche è ancora ignota ai più. Per gli orientali, l’uso del frutto del Goji è molto diffuso anche per cuocere zuppe e carni e nella medicina tradizionale cinese questo frutto rappresenta una sorta di elisir di lunga vita.

Proprietà e utilizzi della bacca di Goji

In effetti, l’elevata presenza di antiossidanti, vitamine, sali minerali e acidi grassi essenziali le rende delle vere e proprie fonti di benessere. Superano ogni rivale per presenza di beta-carotene, ferro e vitamina C e contengono Germanio, utile contro le malattie cellulari. Possiedono anche un effetto saziante, quindi possono diventare un aiuto per chi ha bisogno di perdere qualche chilo. Chi l’avrebbe mai detto che in un frutto che, per forma e sapore, assomiglia a una caramella, si potesse racchiudere tanto benessere?

Consigli

Le bacche di goji sono un vero toccasana per la nostra salute, dal gusto dolce e acidulo, che per la sua versatilità si presta a moltissime preparazioni, dai muesli ai dolci, dalle salse dolci a quelle salate! Si possono portare delle bacche di goji sempre con noi in un piccolo contenitore ermetico per mangiarle come spuntino o spezzafame quando ne abbiamo voglia.
L’importante è tenerle sempre all’asciutto e lontano da fonti di calore, ma soprattutto non comprare bacche di goji qualsiasi, ma biologiche e certificate.

Se volete andare sul sicuro e acquistare da casa un prodotto sano e certificato, consigliamo di affidarvi a questo sito: bacche di goji! Noi le abbiamo provate e le usiamo tutti i giorni! Sono davvero diverse e buonissime!

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Come coltivare i peperoni

Come coltivare i peperoni? Vivace e colorato, il peperone è un ortaggio che ben si adatta in cucina: dalla preparazione di sfiziose pietanze, all’essicazione, o come goloso contorno.Ne esistono diverse varietà, che si differenziano per colore, forma e sapore. Ognuna di esse ha peculiari caratteristiche che la rendono più adatta all’impiego che si vuole farne. Nei paragrafi seguenti, vi suggeriamo degli accorgimenti per coltivare rigogliosamente questa pianta, al suolo o in vaso.

Terreno e tipologia di vaso

Qualche settimana prima della messa a dimora, è bene vangare il terreno e concimarlo. Il peperone predilige terre di medio impasto, permeabili, e ben drenate. Il suolo deve essere nutrito con del calcio, di cui il peperone ha particolare necessità. Per la coltivazione in vaso, sono consigliati contenitori in terracotta con uno strato inferiore di argilla espansa, in modo da controllare l’umidità ed evitare pericolosi ristagni idrici. La grandezza dei recipienti può mutare in base alla varietà di peperone coltivata: da circa 18 a 40 centimetri di diametro disponibili per pianta. La distanza da mantenere tra le piantine se la piantagione è al suolo, è di 40 centimetri circa.

Trapianto e posizione

Per semplificare la coltivazione le piantine sono da preferire ai semi, in quanto più resistenti e più facili da crescere. La loro messa a dimora può avvenire tra aprile e maggio. Vanno tolte dai loro vasetti con delicatezza, e inserite nel buchetto fatto in precedenza a una profondità utile a coprire tutte le radici. La pianta di peperone ama il sole: se la coltivazione avviene in vaso è necessario posizionarlo sul balcone esposto alla luce diretta per almeno mezza giornata. Attenzione alle folate di vento. E’ indispensabile posizionare dei tutori (per esempio delle canne di bambù) accanto alle piante, a cui legarle con del nastro: in questo modo non si piegheranno su sé stesse.

Irrigazione e concimazione

I peperoni necessitano di acqua, poca ma frequente, per mantenere il terreno sempre umido evitando ristagni. In mancanza di irrigazione, la pianta tenderà a produrre pochi frutti e dal gusto amarognolo. Le erbe infestanti che compaiono vanno eliminate tempestivamente: se la coltivazione è in vaso ciò può essere fatto a mano, se al suolo è possibile utilizzare una zappa cosicché da arieggiare il terreno.
Questo ortaggio è bisognoso di elementi nutritivi, tra cui calcio e magnesio: la concimazione deve essere abbondante e ricca. Fatevi consigliare un prodotto idoneo in un centro specializzato.Descrizione paragrafo n

Raccolta dei peperoni

Generalmente i frutti maturano tra giugno e ottobre. La raccolta richiede perizia, per non danneggiare la pianta. E’ necessario asportare i peperoni tramite il taglio del picciolo, usando delle lame affilate e pulite. Andando a raccogliere il frutto manualmente, si aprirebbero delle ferite offrendo un ingresso a varie malattie e parassiti.

Sperando di avervi dato informazioni utili, vi auguriamo una proficua coltivazione!

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