I cibi contro il colesterolo cattivo: ecco quelli giusti!

Una frase molto spesso ripetuta dai nostri medici di base è che abbiamo il colesterolo troppo alto e dobbiamo ridurlo, magari cambiando leggermente abitudini alimentari e facendo un po’ di più moto; ma a chi per lavoro fa un’attività molto dinamica e frenetica, rimane solo l’auspicio di modificare le abitudini alimentari, sia per chi ha mezz’ora o un lasso maggiore di pausa pranzo.

Ma, cos’è il colesterolo?

Per gli appassionati di chimica che ci seguono il colesterolo è una molecola che appartiene al gruppo degli steroli, e la sua nomenclatura biochimica è alcole policiclico alifatico, ma io preferisco semplicemente colesterolo. Una curiosità è che le piante ne sono prive, mentre per l’uomo e gli animali è indispensabile, in quanto garantisce stabilità meccanica alle cellule (impedisce che si rompano), trasporta sostanze indispensabili dalla periferia al centro delle cellule in tandem con particolari proteine, e lavora attivamente per la nostra crescita.
In aggiunta è la materia prima per la sintesi di ormoni steroidei e vitamina D da parte dei surreni.

Dove lo produciamo?

Nel fegato, e poi lo si usa per fare la bile dal duodeno, parte dell’intestino tenue, ed è estremamente utile perchè rende digeribili i grassi alimentari ingeriti.
Una persona ne contiene 150g, e al giorno ne produciamo circa 2g; se ne arriva troppo dagli alimenti il corpo smette di produrlo, andando a intasare il nostro metabolismo. Quindi la soluzione è optare per alcuni alimenti che abbassano decisamente i quantitativi assorbibili.

Quali alimenti ci aiutano contro il colesterolo cattivo

Ce ne sono parecchi, ma ne ho scelti alcuni, differenti tra loro, e proprio tale diversità ne rende gestibile e relativamente semplice l’assunzione, scegliendo ogni giorno uno diverso. La scelta è tra frutta, verdure come carciofo ed aglio, e panificati.
Gli agrumi, ovvero arancia dolce, arancia amara, pomelo, mandarino, limone, melangolo, cedro e mandarino cinese; li potete trovare come frutta fresca, oppure nei succhi(es. gusto ACE) , centrifugati, confetture e spremute. Da scegliere anche per perché sono ricchissimi di vitamina C.
Se non abbiamo voglia di frutta optiamo per panificati a base di grano saraceno, tra l’altro digeribili anche dai celiaci; dalla farina si ottengono polenta, pasta fresca, dolci e biscotti, ma non solo, quando fa freddo niente di meglio di una calda e gustosa zuppa o minestra di grano saraceno. Non da ultimo apporta tante proteine e fibre.
E che dire della canapa, pianta attualmente nel mirino di volenterosi ed accorti agricoltori italiani, che sta riscoprendo una seconda giovinezza? La possiamo trovare sia in semi crudi, perfetti da abbinare a nutrienti e naturali insalate e macedonie, oppure come farinaceo per pane e grissini.
Sulla frutta secca orientiamoci sulle noci fresche, oppure su olio, vini e liquori a base di noci (nocino). Ci forniscono tanta energia, vitamina B in abbondanza, e sali minerali come calcio e magnesio.
Non da ultimo provate il mangostano, colesterolo apportato pari al 0%, delizioso e ricchissimo di fibre, che rinforza e ci protegge da attacchi batterici, virali ed influenzali, evitando la formazione di fastidiosi gonfiori addominali.

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Dieta veg e assicurazione: quando salute e risparmio vanno a braccetto.

Ebbene sì, da qualche tempo in Australia essere vegetariani o vegani conviene anche dal punto di vista economico. La compagnia Make A Difference Insurance offre a chi conduce una vita veg polizze assicurative agevolate. Per quale motivo? Semplice: secondo il presidente Brian Jones «coloro che non assumono proteine animali sono persone destinate a vivere più a lungo e pertanto clienti più appetibili». «A dimostrare che vegetariani e vegani sono più sani ci sono prove scientifiche», dichiara. Dati secondo i quali una dieta veg terrebbe lontani «infarto, ictus, tumori, osteoporosi, ipertensione, diabete e tantissime altre patologie». Di qui l’idea di calcolare i premi assicurativi «non solo in base a fattori come il consumo di fumo e alcol e la storia medica della famiglia, ma anche in base alla dieta». E «non è discriminazione – ci tiene a precisare Jones – ma attento calcolo del risparmio: a maggiori costi per la sanità corrispondono infatti aumenti nelle tariffe delle polizze».

No ai furbi

Gli sconti previsti sull’assicurazione vanno dai 300 ai 675 dollari annui: un’agevolazione di non poco conto, che premia quanti hanno bandito la carne dalla propria tavola. E se ci si finge veg pur di aver diritto alla riduzione sulla polizza? Impossibile. «Non sarà sufficiente dichiararsi vegetariani o vegani, ma occorrerà presentare tutte le analisi e le prove mediche del caso». Dunque nessuna possibilità per gli impostori…

Onnivori vs Vegetariani

Riguardo alle garanzie di vita sana che sarebbero insite in un regime veg c’è chi la pensa diversamente. Per dirla con la dietologa Melanie McGrice, «l’eliminazione della carne non è sufficiente per assicurare un’alimentazione sana, poiché non impedisce a chi si dichiara veg di mangiare comunque qualcosa di poco salutare». È vero – come riporta una ricerca triennale della Oxford University – che tra vegetariani e vegani sono minori i ricoveri ospedalieri o le morti per patologie cardiovascolari (visto che si ingeriscono pochi grassi saturi), ma lo stile alimentare deve essere salutare anche in assenza di carne. Tanto è vero che – è la stessa ricerca a dirlo – i tassi di mortalità che si registrano tra gli onnivori sarebbero pressoché gli stessi riscontrati tra i vegetariani.

Una filosofia di vita

Il regime veg è una scelta di vita. Non assumendo proteine animali si sceglie di rispettare la natura e l’intero pianeta, vivendo esclusivamente con prodotti a impatto zero. Secondo la Vegan Society, prima associazione al mondo vegan fondata nel 1944 da Donald Watson, portando in tavola solo alimenti vegetali si ridurrebbe di 1,5 tonnellate l’emissione di gas serra a persona. E tra quanti hanno scelto frutta e verdura molti sono quelli che si assicurano prodotti bio al cento per cento con l’autoproduzione. E ne beneficia, anche in questo caso, anche il portafoglio.

In Italia

Dati Eurispes 2013 dicono che in Italia i vegetariani sono 3.720.000 (pari al 6% della popolazione), di cui 600.000 vegani. Dunque il regime veg pare conquistare un numero sempre maggiore di proseliti. E la querelle che vede onnivori contro vegetariani pare accendersi di sfumature sempre nuove. Chi vivrà vedrà…

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La paprika

La paprika è una spezia che si ricava dal peperoncino, ma da non confondere per gusto con esso.

Dal peperone alla paprika

Questa spezia è ottenuta da svariate tipologie di peperoncino, differenti tra loro per grado di dolcezza e piccantezza. Essa è quindi una miscela di peperoncini. La differenza tra la paprika e il peperoncino consiste proprio in questa fase, infatti nella polvere di peperoncino viene utilizzata una sola specie.
Generalmente la specie di peperoncino più apprezzata per la creazione della paprika è quella del Capsicum Anuum, una pianta che può crescere facilmente a climi miti, tanto da essere coltivata in tutti i continenti.
Per giungere alla comune paprika, i frutti del Capsicum, dopo la raccolta, vengono lavati e privati della parte bianca interna, contenente anche i semi. Successivamente la porzione rimanente dei frutti viene tagliata, e infine essiccata al sole o con mezzi di riscaldamento industriali, per poi essere tritata.
Proprio per le diverse tipologie di peperoncino che possono essere utilizzate, esistono differenti qualità di paprika, con delle caratteristiche precise e disuguali tra loro. Le più note sono:

  • Kulonleges, non piccante, macinata fine, color rosso vivo.
  • Eros Paprika, dal colore marrone, macinata grossolanamente e piccante.
  • PapriKa fine, colore chiaro, con un gusto dolce.
  • Paprika rosa, il suo gusto è piuttosto pronunciato.
  • Paprika dolce, di colore rosso vivo, con gusto aromatico e dolce.

Possiamo inoltre trovare della paprika con delle caratteristiche intermedie tra le tipologie precedenti.

Diffusione

Pare che la paprika sia stata importata in Europa da Cristoforo Colombo. Diffusasi anche in Turchia, dove trovava impiego nella medicina, è stata successivamente conosciuta e immediatamente apprezzata in Ungheria, tanto da diventarne il simbolo della cucina odierna. La leggenda narra che gli ungheresi conobbero il peperoncino grazie a una giovane connazionale costretta a vivere nell’harem di un pascià turco, la quale spiando i trucchi per coltivare i peperoni, liberata insegnò ai contadini del suo villaggio natale a coltivarli.
La paprika trova largo utilizzo in cucina, per insaporire innumerevoli piatti. Si usa con verdure, zuppe di legumi e sughi, specialmente nei piatti caratteristici della tradizione gastronomica ungherese.

Proprietà

La paprika è ricca di Vitamina C, avente proprietà antiossidanti e funzioni immunitarie, ovvero proteggendo dagli attacchi virali e limitandone la proliferazione. In questa spezia è presente in grande quantità anche la vitamina E, nota per proteggere l’organismo dagli agenti inquinanti ambientali e per diminuire la probabilità di insorgenza di malattie cardiovascolari. La vitamina K, invece, aiuta a mantenere la salute del nostro apparato osseo e svolge un’attività antiemorragica del sangue.
Nella paprika sono contenuti anche molti minerali, come calcio, potassio e ferro. Il suo consumo porta effetti benefici all’apparato digerente. Utile per chi soffre di inappetenza o scarsa secrezione gastrica, la paprika è però controindicata per chi soffre di gastrite, ulcera e dispepsia.

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Tante idee veg per l’aperitivo! E’ l’ora del veggie-hour!

Se i buffet di bar, locali e cicchetterie sono imbanditi di stuzzichini non proprio veg e a vegetariani e vegani non rimangono che olive e patatine in sacchetto da mangiucchiare insieme all’aperitivo, allora è proprio il caso di dare inizio a quel che noi chiamiamo il veggie-hour!

L’happy-hour dovrebbe essere un momento di condivisione e socializzazione a cui tutti dovrebbero poter partecipare e di cui tutti vorremmo godere, senza privazioni o sacrifici di nessun tipo. Quindi se non tutti i locali che frequentiamo ne sono all’altezza, vi mostreremo come può essere semplice e divertente organizzare un veggie hour a casa nostra, in salotto, in giardino o in terrazzo. Perché preparare qualche stuzzichino per accompagnare un buon calice di vino o un aperitivo non è un’impresa impossibile!

Stuzzichini, crostini, polpette… e chi più ne ha più ne metta

Ecco le nostre ricette consigliate, ce ne sono di tutti i tipi, per tutti i palati e di diversa difficoltà, per chi non ha molto tempo o dimestichezza in cucina, e per chi invece vuole stupire con qualcosa di molto speciale. Basta cliccare sul nome della ricetta per aprire la pagina!

A base di pane:
Crostini gorgonzola e pere
Bruschette al pomodoro
Friselle con pomodorini
Caponatina di melanzane
Sandwich vegano
Pizza vegana
Veggie wrap

Piatti unici veloci:
Farro con zucca e menta
Cous cous di broccoli
Cous cous estivo
Tabuleh

Polpette e crocchette:
Polpette di miglio e melanzane
Falafel
Polpette di miglio con verdure
Polpette di lenticchie
Crocchette di okara e zucca

Insalate:
Insalata di Quinoa
Insalata greca
Insalata di porcini
Insalata di patate

Altre sfiziosità:
Gazpacho
Salvia fritta
Champignon al forno
Spiedini di seitan
Guacamole

E da bere:
Mojito
Aperitivo analcolico di Azuki

Dalle nostre cucine auguriamo un buon veggie-hour per tutti (ma proprio tutti)!

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Due amici, un sogno, l’ambiente: scoprite con noi MiEco l’ecogioiello e i suoi ideatori!

Oggi vi faccio conoscere due giovani imprenditori, due amici, che, spinti dal desiderio di creare qualcosa insieme, hanno trovato la loro via nell’ecosostenibilità. Hanno dato vita a un gioiello speciale, in armonia con l’ambiente, conquistando la giuria del bando Super G 2013, che promuove le idee giovanili, sponsorizzato dalla Fondazione la Fornace dell’Innovazione, e ora sono pronti a far muovere i primi passi alla loro creazione, con un occhio di riguardo per l’ecosistema.

Ciao ragazzi, raccontateci un po’ di voi!

Noi siamo Leonardo Pivato e Alberto Zampieri; ci conosciamo sin dall’infanzia e insieme ne abbiamo vissute di tutti i colori, e continuiamo a farlo. Che tu ci creda o meno, l’idea per l’eco-gioiello, è nata a seguito di un lungo percorso di ricerca ed è sbocciata durante una nottata insonne dedicata ai preparativi di una manifestazione estiva che organizziamo ogni anno.

leo&Zamp

Avete aggiunto collaborazione a collaborazione. Raccontatemi un po’ la storia del vostro eco-gioiello.

Leonardo ed io avevamo da tempo la voglia di creare qualcosa. Siamo entrambi laureati Ca’ Foscari in Marketing e specializzati in campi diversi di questa affascinante materia. La nostra scelta è ricaduta sul gioiello perché ci piaceva l’idea di abbellire, di aggiungere fascino alla persona; Leonardo, poi, lavora già da anni nel settore e ha avuto modo di approfondire anche a livello internazionale le dinamiche di questo mercato.

bracciali

Infatti, come dice Alberto, l’idea del gioiello ci piaceva, e la mia esperienza ci dava un importante vantaggio. La svolta però è stata una scritta su uno scatolone. La parola “ecologico” ha messo in moto un processo completamente diverso. Volevamo dare una marcia in più al nostro prodotto; alla bellezza visiva del gioiello, volevamo unire l’armonia interiore. Così da un semplice gioiello d’argento, è nato MiEco, al cui interno è custodito un cuore di legno riciclato, diverso a seconda della personalità di chi lo indossa. La lega d’argento, inoltre, è anche’essa ecologica, quindi caratterizzata da un metallo prezioso completamente innovativo.

mieco

Un occhio alla bellezza dell’uomo, un occhio alla salvaguardia dell’ambiente, quindi…

Esatto! Poi, il nostro MiEco gioiello è completamente personalizzabile. Per crearlo ci si aiuta con un configuratore virtuale, che permette, attraverso l’immissione di alcune caratteristiche, di scegliere il legno più adatto a te, o alla persona alla quale si vuole regalare il gioiello.

folglie design

Un esempio, il legno di frassino, pianta della famiglia delle Oleacee, vive nelle zone temperate, cresce velocemente e sopravvive in condizioni difficili; si addice quindi a una persona che, nonostante gli ostacoli, raggiunge comunque i propri obiettivi con tenacia e determinazione. Il passo successivo è la scelta del disegno da applicare, un disegno che richiama la natura. La piastrina di legno viene poi inserita nella struttura del gioiello che è d’argento ecologico. Puntiamo sulla modularità e la personalizzazione; la possibilità di creare il proprio gioiello passo passo, online. Gioiello che poi viene recapitato a casa in una scatola ecologica realizzata con lo stesso legno del pendente dal marchio brevettato Caudex, con cui collaboriamo. Il materiale utilizzato è dunque recuperato da scarti di produzioni industriali in legno ponendo attenzione alla qualità e al design dei prodotti.

configuratore

Il MiEco è un gioiello che ha a cuore il nostro ecosistema a quanto pare.

Certo, lo dice anche il nostro motto, è il gioiello in armonia con l’ambiente. Per l’argento ecologico cercheremo il certificato REACH, che indica la conformità con le norme europee che garantiscono l’assenza di sostanze nocive a contatto con la pelle. Il legno dal quale ricaviamo la piastrina, il cuore ecologico del nostro gioiello, sarà legno recuperato da scarti di produzione di aziende locali, il packaging, l’abbiamo già detto, è totalmente ecofriendly. Anche per i volantini e la pubblicità abbiamo intenzione di rivolgerci a un’azienda locale che ricicla carta. Al primo posto, vogliamo mettere l’artigianalità e la territorialità, per offrire al pubblico un vero e proprio gioiello ecologico. L’ecosostenibilità deve essere una priorità per le aziende.

filiera produttiva

Noi da parte nostra, puntiamo sull’aiuto delle nuove tecnologie per evitare inutili sprechi. Il gioiello si crea su internet, cerchiamo la promozione social. Stiamo cercando di essere eco, come il nostro gioiello. Inoltre, è nostra intenzione portare avanti anche un’altra iniziativa eco-friendly, cioè pianteremo un albero ogni 1000 pezzi venduti. Il legno è uno dei prodotti di cui usufruiamo, ci sembra quindi corretto ripagare la natura con quello che prendiamo, anche se in realtà noi riutilizziamo gli scarti.

Cosa vi prospetta il futuro prossimo, ragazzi?

In questo periodo gli impegni si moltiplicano; siamo stati invitati in TV (7Gold) per portare la nostra esperienza in un programma che si occupa di imprenditoria giovanile, l’Università Ca’ Foscari si è fatta avanti per un’intervista, siamo tra i finalisti di un altro prestigioso Bando (www.roundtable4startup.it) e noi siamo aperti a qualsiasi invito. Questo è solo l’inizio del nostro sogno. Il lancio del prodotto è previsto per la primavera e siamo emozionatissimi. Insieme a noi, la nostra designer, Alessandra Crocetta, che ha avuto un ruolo fondamentale nella creazione, design e concept dei gioielli. Non vediamo l’ora di vedere la gente indossare il nostro gioiello e vogliamo che chi lo compra condivida con noi, attraverso i social, gli scatti con MiEco. Per ora, ci trovate su twitter e su facebook: https://www.facebook.com/miecogioiello . Vi aspettiamo, seguiteci!

In bocca al lupo ad Alberto e Leonardo! Continuate così; un occhio alla bellezza e un occhio all’ambiente!

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Specialità di Carnevale in Italia e nel mondo

Solitamente, la sera del 6 gennaio, mia nonna mi dice sempre “l’epifania tutte le feste porta via”, ma non ho mai capito questo detto dato che dal 7 di gennaio si è già nel periodo di carnevale!
Questa festa, caratterizzata da un clima gioioso e di eccessi, risale già alle dionisiache greche ed alle saturnali romane e si è poi sviluppata nel medioevo cristiano prendendo il nome di “carnevale”, dal latino “carnem levare” e che ha il significato di non mangiare carne dal primo giorno di Quaresima, per poi arrivare ai giorni nostri in cui è considerata una vera e propria festività pagana contornata da parate e giorni di vacanza.
Carnevale è quindi il periodo degli eccessi, del rovesciamento dell’ordine e scioglimento delle convenzioni sociali, insomma, ognuno può essere quello che desidera, può vestirsi da gran signore dell’ ‘800 o da rock star dei giorni nostri. Ma l’esagerazione non concerne solamente il vestire e il comportamento, ma anche il cibo, e quale miglior eccesso se non quello dei dolci?

Carnevale dolce Carnevale

Ed è proprio in questo campo che ciascuna regione d’Italia si sbizzarrisce nell’arte pasticcera, dalle veneziane “FRITOLE”, piccole frittelle fatte a pallina alle quali non deve assolutamente mancare l’uvetta passa e che, talvolta, vengono riempite di crema o zabaione, alle ZEPPOLE, tipiche della Sardegna, che hanno come ingredienti base farina, il lievito e l’acqua, (per cui un vero e proprio dolce VEG) ma ai quali vengono spesso aggiunti elementi come latte, uova, limone e patate.
frittelle
Altra specialità italiana sono sicuramente gli STRUFFOLI, tipici di Napoli e del Sud Italia, sono delle deliziose palline di pasta dolce ricoperte da miele e zuccherini colorati, e che quindi, oltre ad essere davvero buoni, sono anche belli da vedere!
struffoli
GALANI, FRAPPE, GRAFFE, CHIACCHERE, CROSTOLI, e chi più ne ha più ne metta! Questo dolce, che unisce tutta Italia, trova in ogni regione, e perfino in ogni provincia, il suo nome. Ma tutti sanno perfettamente di cosa sto parlando: una sottile sfoglia di pasta dolce, tirata finemente e poi fritta nell’olio bollente e infine ricoperta da un generoso strato di zucchero a velo. Non esistono equivoci su questa squisitezza, l’inconfondibile dolce di carnevale!

galani

Carnevale nel resto del mondo

Ma questa festa gioiosa non è celebrata solamente in Italia, ma in tutto il mondo! Chi non conserva nel proprio immaginario le ballerine di salsa sulle spiagge di Rio de Janeiro? Ma il Carnevale, proprio come da noi, non si festeggia solamente in strada, nelle parate, ma anche sulla tavola, con il PAPOS DE ANJO (delizia degli angeli): dei dolci panetti ricoperti da un caldo sciroppo alla vaniglia.

papos

Rimanendo sempre in America, spostiamoci più a Nord, nella chiassosa e festosa New Orleans, dove il Mardi Gras accoglie folle di turisti e di americani che ammirano a bocca aperta la parata dell’ultimo giorno di Carnevale. Anche qui la festa è celebrata anche sulla tavola con la tradizionale MARDI GRAS KING CAKE, si tratta di un dolce a base di pasta brioche con i tre colori del Mardi Gras: viola, giallo e verde, le tre virtù dei re (giustizia, potere e fede).

mardigras

A carnevale ogni scherzo vale! Facciamo uno scherzo alla nostra dieta e prendiamola in giro, in fin dei conti è solo un mese, poi ci penserà la Quaresima, l’arrivo della stagione calda, o qualsiasi altra motivazione, a farci ripensare al conteggio delle calorie, intanto divertiamoci. È solamente una volta all’anno, possiamo anche permetterci di eccedere con giudizio!
Buon carnevale, con un po’ di eccesso, ma nel rispetto delle regole!

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I semi in cucina, un pieno di energia!

I semi sono è tra gli elementi più antichi e importanti che si ritrovano nella storia dell’alimentazione umana. Ricercatori e scienziati hanno trovato tracce di essi sin dalla preistoria, senza contare che lo studio della nostra anatomia ha reso evidente una struttura mandibolare appositamente conformata per triturare e rendere in poltiglia semi, radici e frutta, nonché un sistema gastrointestinale adatto alla digestione di tali nutrimenti.
Ma il seme detiene anche un significato molto profondo, quasi trascendentale. Se pensiamo che in se esso contiene tutte le informazioni genetiche per lo sviluppo della vita vegetale, allora possiamo solo immaginare il suo immenso potenziale nutrizionale.

Proprietà e conservazione

Per un’alimentazione sana e corretta i semi sono la scelta più completa e naturale, poiché sono in grado di colmare qualsiasi carenza alimentare.
Le loro proprietà nutrizionale rendono questi piccoli granelli dei grandi amici per l’intero organismo.
Ne esistono in quantità e hanno tutti proprietà molto importanti, sono infatti fonti di grassi polinsaturi, sali minerali, vitamina E e B ed oligoelementi; sono inoltre ricchi di fibre e hanno un elevato potere calorico, ma sono altresì molto sazianti, quindi ne basta una piccola quantità per sopperire al fabbisogno giornaliero, in genere due cucchiai colmi sono sufficienti.
Si tratta di alimenti molto delicati quindi vanno conservati al riparo da fonti di luce e di calore, ben sigillati altrimenti irrancidiscono velocemente al contatto con l’aria.
Per non alterare le loro proprietà si possono tostare lievemente, ma solo qualche secondo in padella antiaderente. Tuttavia il miglior modo di consumarli è a crudo, e se poi si vuol esser dei virtuosi allora il segreto sta nel ammollarli per qualche ora affinché si attivino tutte le proprietà grazie al processo di germinazione. Processo che del resto è consigliato portare avanti sino alla germogliazione, così da avere un alimento perfetto dal punto di vista di tutti i nutrienti e cosa assai importante ricco di energia vitale

Varietà e utilizzi

Tra i semi più noti e facilmente reperibili ce ne sono almeno sei di assolutamente irrinunciabili, sia per gusto che per virtù.

I semi di sesamo ad esempio sono alcalinizzanti, energetici, ricostituenti muscolari e del sistema nervoso, abbondanti di cacio, ottimi per la memoria e le attività intellettuali.

I semi di lino sono ricchissimi di omega 3 e omega 6, nonché fonti di fibre idrosolubili e mucillagini, aiutano a disinfiammare e a favorire il naturale transito intestinale, ottimi per contrastare patologie cardiovascolari e cancerogene.

Ottimi i semi di chia, pieni di omega 3, sazianti e ricchi di proteine: unico difetto, il prezzo!

I semi di zucca hanno proprietà antivermifughe, rilassanti e antinfiammatorie, aiutano nelle affezioni alla prostata e all’apparato urinario femminile.

I semi di girasole, anch’essi antinfettivi, sono inoltre antitumorali e antibatterici.

Abbiamo poi i semi di papavero, fonti di proteine e omega 6, in grado di regolarizzare il livello del colesterolo, utilissimi per prevenire l’osteoporosi, sono inoltre calmanti e antistress.

I semi di canapa Sativa, che non contiene sostanze stupefacenti, sono invece un alimento proteico completo, contengono in se tutti gli otto aminoacidi essenziali e sono ottimi per la regolazione del metabolismo.

Questi preziosi alleati si possono consumare tal quali per colazione o come spuntino pomeridiano con frutta secca, in gustose insalate, come condimento triturati e salati (gomasio) o come crema spalmabile (thain), come ingrediente per pane e focacce salate fatte in casa, e infine, per consumarli con il massimo delle loro potenzialità provateli sottoforma di germogli.

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Fagioli Azuki: buona fortuna e tanta salute!

Il fagiolo Azuki, il cui nome latino è vigna angularis, è una leguminosa. Nonostante lo si chiami spesso “soia rossa”, l’appartenenza alla famiglia delle leguminose è l’unico aspetto in comune fra questi fagioli e la soia. È conosciuto anche come il “re dei fagioli” e questa volta il nome
risulta più appropriato, viste le sue caratteristiche.

Origine e aspetto

I fagioli Azuki arrivano da lontano, in tutti i sensi. Le prime notizie riguardo la loro coltivazione risalgono addirittura all’anno Mille, in Cina e in Corea. Ancora oggi, si coltivano principalmente in Cina e Giappone e in Oriente sono al secondo posto dei legumi più consumati dopo la soia.
I fagioli Azuki crescono su piccoli arbusti, alti dai 30 ai 90 cm, i cui frutti sono baccelli lunghi fino a 10 cm. I semi sono simili ai fagioli, sebbene più piccoli, e i più comuni sono di colore rosso con una linea bianca vicino all’occhio, tuttavia esistono anche la varietà gialla, verde o bruna.

Proprietà

Anche se non sono molto conosciuti in Italia, ci sono buone ragioni per farli entrare nelle nostre cucine, infatti, hanno importanti proprietà nutrizionali e sono dei veri e propri alleati di reni, ossa, cervello, fegato e sistema immunitario.
Sono ricchi di proteine, ferro, potassio e magnesio, contengono anche manganese, zinco, vitamine B1, B2, B3 e B6 e un buon quantitativo di acido folico.
Sono una fonte di molibdeno, un oligonutriente fondamentale per la formazione di un enzima del fegato e, essendo ricchi di fibre, aiutano la diuresi e quindi la depurazione del nostro organismo.
Sono più digeribili di altri alimenti della stessa famiglia e contribuiscono alla salute di ossa, cervello e sistema immunitario grazie alla presenza di isoflavoni e fitoestrogeni.
Sono poveri di grassi e zuccheri e sono consigliati a tutti, ma sono soprattutto importanti per chi non mangia carne o chi soffre di anemia, per la presenza di ferro.

Conservazione e usi

Vanno conservati in luogo fresco e asciutto, se li acquistate secchi è bene chiuderli in una scatola a chiusura ermetica.
Prima di essere cucinati, vanno messi a bagno per almeno 6/8 ore in acqua fredda. Nella tradizione giapponese, si mettono in ammollo con dell’Alga Kombu, che poi viene conservata anche nella cottura. In seguito, dopo averli scolati, si cuociono in acqua bollente con l’alga Kombu (senza aggiungere sale) per 30/40 minuti. Una volta cotti, si possono usare per zuppe assieme a riso o altri cereali, si possono mettere freddi nell’insalata, o si possono mangiare anche come polpettine. Infine, sono buoni anche così come sono conditi con olio e sale o con salsa di soia. Il loro sapore dolce, simile alle castagne o alle patate dolci, li rende ottimi anche per la creazione di dolci e marmellate.
Attenzione: l’acqua che si usa per tenere in ammollo i fagioli è ricca di sali minerali e vitamine, quindi non buttatela! La potete bere (se vi piace il sapore!) o usare per annaffiare le piante.

Insomma, questi fagioli Azuki sono una miniera di benessere e in Cina e Giappone sono considerati anche dei portafortuna!
Apriamo la nostra casa a un po’ di fortuna allora!

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Case ecologiche da non perdere. La via per un abitare consapevole

Nella nostra contemporaneità si sta verificando un ritorno alle origini, alla terra, una volontà di cambiamento e comunione, fonti di rinnovata attenzione per il nostro pianeta.
Tra le attività umane più influenzate da questo desiderio è il fenomeno dell’architettura sostenibile: un movimento che si rifà al progetto, nato intorno agli anni settanta in Germania, chiamato bioedilizia.
I valori fondamentali sui quali si basa questo modo consapevole di edificare sono rivolti al risparmio delle risorse e alla riduzione radicale di tutti i fattori d’inquinamento.
Il ciclo di vita dell’edificio è studiato accuratamente per garantire autonomia su ogni fronte, come l’autoproduzione di energia a impatto zero, sistemi di riutilizzo dell’acqua piovana, strumentazioni antisismiche, sistemi di ventilazione naturale.
La ricercatezza del design guarda non solo alla funzionalità, ma anche a preservare la bellezza del paesaggio, valutando un inserimento intelligente della costruzione nel contesto circostante.Vediamo di seguito alcuni esempi di queste abitazioni.

Sunflower House
sunflower house

Queste dimore, progettate dalla ditta francese Domespace, sono costruite con legni locali come querce, pino e abete rosso. Possiedono una caratteristica forma a cupola e l’intera struttura è in grado di ruotare seguendo la luce solare in modo da mantenere costante la temperatura e massimizzare la resa dei pannelli solari. Sono antisimiche e offrono una luminosità unica.

EarthShip
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Si tratta di una casa eco sostenibile costruita nella contea di Taos nel Nuovo Mexico.
I materiali impiegati sono pneumatici che trattengono il calore di giorno e lo rilasciano di notte, legno di demolizione, paglia, piccoli pezzi di elettrodomestici, bottiglie, lattine e altri materiali di riciclo.
L’energia è fornita da generatori eolici e impianti fotovoltaici; il calore interno si mantiene costante grazie alla serra a vetri posizionata a sud della costruzione.

Finecube
Fincube-11

La casa Finecube, è definita dall’architetto tedesco Werner Aisslinger “modulare, “sostenibile”, “trasportabile”. Il prototipo si trova nei pressi di Bolzano nel Nord Italia, e rappresenta un esempio di basso consumo energetico, realizzato con legni autoctoni come il larice e materiali riciclabili.
Questo metodo di costruzione ha ridotto al minimo l’emissione di anidride carbonica. L’edificio si integra molto bene con l’ambiente circostante infatti il suo particolare design rende la sua estetica sempre attuale e adatta a ogni tipologia territoriale. Stecche di legno disposte orizzontalmente circondano l’intera struttura in vetro della casa, che gode di una visione a 360° del paesaggio.

Solar House
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Progettate dallo studio Fab Lab House in Spagna, le Solar House dispongono di funzionalità high-tech, ma sono assolutamente ecocompatibili. Per la maggior parte sono composte da legno, compensato e da altri materiali leggeri e facilmente utilizzabili.
La forma arrotondata garantisce di massimizzare gli spazi disponibili ed è sopraelevata da terra così da generare uno spazio sotto la casa per svolgere attività all’aria aperta.
Comodamente trasportabili, vantano tempi di edificazione ridotti al minimio, intorno ai 15 giorni.
Il tetto ampio è rivestito di pannelli solari che generano tre volte l’energia che consuma l’abitazione. Particolare curioso: sono in grado di ospitare anche un piccolo orto o frutteto.

Hobbit House
casa-hobbit

Molto interessante e originale, questa particolare abitazione è ispirata alle dimore Hobbit tipiche del fantastico immaginario dello scrittore britannico Tolkien.
Assolutamente suggestiva, inserita letteralmente nel terreno, è stata edificata in Galles da Simon Dale e suo suocero che si sono impegnati in questo progetto per ritornare alle origini e dare il via a un piccolo ecosistema dove uomo e natura possono ritornare a una condivisione della vita in armonia e serenità.
Tutti i materiali sono di origine naturale e a impatto zero. In tutto e per tutto ecosostenibile e autonoma, è funzionale e studiata per auto produrre i beni primari di sussistenza quali energia, cibo e acqua potabile.

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