Tisana della sera

La tisana della sera, aiuta a conciliare il sonno e a rilassare il nostro corpo dopo una giornata stressante, distende i nervi e facilita il riposo per chi soffre d’insonnia.
Gli ingredienti che ci servono per realizzarla sono piante essiccate che si possono acquistare in erboristeria o, se ne avete l’occasione, alcune di queste si trovano anche in natura e potete raccoglierle mentre siete in passeggiata. Una volta raccolte, basterà raccoglierle in piccoli mazzetti e lasciarle esiccare in un luogo asciutto e buio, o appese o in un sacchetto di stoffa. Quando avranno perso tutta l’umidità, spezzettate gambi, foglie e fiori in modo grossolano e conservateli in un contenitore di vetro o di latta, lontano da fonti di calore e dalla luce.

Per realizzare la tisana dopo pasto bisogna procurarsi:

  • 40 gr di sambuco
  • 40 gr di camomilla
  • 2 fiori di anice macinato
  • 25 gr di finocchio
  • 20 gr di liquirizia

(Dosi per 6-7 tisane)
Mettete nell’infusore due cucchiaini da caffè per tazza una volta aggiunta l’acqua bollente attendere 5-6 minuti.

La tisana va consumata nella dose di una tazza dopo cena e ha effetto entro un’ora e mezza dall’assunzione. Dolcificare a piacere con miele, sciroppo d’agave o zucchero di canna grezzo.

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La cooperativa Rio Terà dei Pensieri e l’Orto delle Meraviglie: quando la natura e il lavoro nelle carceri si fondono

Il mio primo acquisto nella cooperativa Rio Terà dei Pensieri è stata una borsa con su scritta la frase «Per realizzare un bel sogno bisogna essere svegli», ed ora conoscendo la storia della sua fondazione percepisco perfettamente il senso di quella frase. Infatti, qualche anno prima del 1994, anno in cui venne fondata Rio Terà dei Pensieri, avvenne un dialogo tra un detenuto e colui che, qualche anno dopo, sarebbe diventato il presidente della cooperativa, in cui il carcerato diceva: «io sono un uomo con una certa cultura, con una certa manualità, qui dentro non si ha nulla da fare..qui dentro la gente marcisce, bisogna farle fare qualcosa».
Ecco allora che vengono gettate le fondamenta che hanno portato la cooperativa a giungere fino al 2014, anno della sua ventennale esperienza, sempre segnata dal profondo rapporto umano che la caratterizza dalla sua nascita.
Tutto nasce quindi da quest’idea, e nasce inizialmente nel carcere maschile di Santa Maria Maggiore con il laboratorio di Serigrafia. Qualche anno più tardi, questa iniziativa di reinserimento nella vita lavorativa, viene recuperato anche attraverso lunghe chiacchierate con i frati cappuccini della chiesa del Redentore che si aprono all’idea di recuperare l’orto interno al carcere femminile, un tempo convento delle suore convertite, per creare l’orto delle Meraviglie.

L’ORTO DELLE MERAVIGLIE

L’orto, che si avvicina al suo diciottesimo anno di età, era quindi il vecchio orto dismesso del convento pieno di erbacce e alberi che erano cresciuti senza ritegno. Sì è partiti quindi coltivando una piccola parte di terra per poi passare ad una, due, tre serre e piantare diversi olivi. In questo spazio di terra vengono coltivati, da un operatore della cooperativa e altre sette donne, tutti ortaggi tipici della regione, dal radicchio di Treviso all’ asparago violetto di Montine, passando per il carciofo di Sant’Erasmo, e poi ancora piselli, patate, fagioli, broccoli di Creazzo, cavolfiori, spinaci, valeriana, carote, zucchine, ecc., insomma tutti prodotti che il Veneto porta nel suo grembo. L’orto segue il passare del tempo e delle stagioni proponendo sempre prodotti relativi al periodo a loro più consono e tutto è ovviamente coltivato in maniera biologica e certificata.
I prodotti dell’orto vengono poi venduti il martedì, attraverso la consegna delle borse a due gruppi di acquisto a Venezia, e il mercoledì, a chiunque voglia acquistare prodotti freschi e biologici, fuori dalle porte del carcere.

LA COSMETICA

I frati, qualche tempo dopo aver intrapreso l’iniziativa dell’orto delle Meraviglie, hanno proposto l’idea, venutagli attraverso la loro officina (una sorta di laboratorio farmaceutico), di creare il laboratorio di cosmetica dove oggi lavorano, oltre al cosmetologo, altre tre donne. I due laboratori, oggi presenti alla Giudecca, sono collegati tra loro: dai “frutti” dell’orto si ricavano i “frutti” della cosmetica. Infatti tutte le erbe essenziali come camomilla, lavanda, salvia ed altre, sono tutte originarie dall’orto che si distende a pochissimi passi dal laboratorio. Il cosmetologo assieme alle detenute, che possiedono una preparazione igienica e chimica generale, preparano tutti i prodotti che poi verranno successivamente confezionati rigorosamente dalle stesse mani di chi li ha preparati.

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CHI PARTECIPA AI LABORATORI

I due laboratori che la cooperativa Rio Terà dei Pensieri propone alle detenute del carcere della Giudecca sono a numero limitato, ma comunque permettono ad una buona parte delle donne di intraprendere un momentaneo reinserimento nella vita lavorativa. Le donne che vogliono lavorare devono infatti fare richiesta e, successivamente a un consulto tra educatori, assistenti sociali e psicologi, la cooperativa assegna a ogni persona il laboratorio che più ritiene adatto per il profilo di chi fa richiesta. In un secondo tempo, poi, le nuove “matricole”, che si accingono a intraprendere il laboratorio, si affiancano a chi, da più tempo, lavora già in quell’ambito in modo tale che non ci sia solamente un trapasso di nozioni teoriche, ma soprattutto pratiche e ad un livello più umano e confidenziale. Comunque, entrambi i laboratori sono sempre supervisionati da personale della cooperativa esperto e specializzato che dirige e mantiene le redini dell’orto e della cosmetica.

COME SI SOTIENE LA COOPERATIVA?

La cooperativa Rio Terà dei Pensieri gode di sgravi contributivi sulle assunzioni che ogni anno vengono fatte a chiunque vi lavori (detenuti compresi), ma la drastica diminuzione dei fondi statali sta mettendo a dura prova la resistenza di questa, ormai ventennale, cooperativa. I prodotti che vengono fatti in entrambi le carceri sono tutti fanno a mano e per questo il loro costo è più elevato rispetto allo stesso prodotto comprato al di fuori, ma questo significa anche una miglior qualità e miglior consapevolezza delle materie prime.
Fortunatamente, nel corso degli anni, il comune di Venezia ha aiutato la cooperativa in diverse maniere: dalle borse di lavoro, al disbrigo di pratiche burocratiche, ma anche da un punto di vista più pratico, donandogli striscioni in pvc (utilizzati nel laboratorio di pelletteria del carcere maschile) e attraverso l’acquisto dei loro prodotti per eventi pubblici.

L’IMPORTANZA DEI LABORATORI

I laboratori della cooperativa Rio Terà dei Pensieri non hanno solamente il fine ultimo di reinserire una persona dal punto di vista lavorativo. Provate voi a immaginarvi tutto il giorno chiusi in una edificio di quattro mura; certo, state pagando un vostro sbaglio, ma pensate, chi di voi la mattina si sveglierebbe e si toglierebbe il pigiama se non dovesse lavorare?
I laboratori sono la possibilità, per le detenute e i detenuti, di riprendere in mano la propria vita, la consapevolezza di sé stessi, della propria persona. In questo modo possono riprendere la dignità che negli hanno smarrito. Le detenute ai loro laboratori ci tengono, è il loro modo per dimostrare alla società, spesso cinica e che tende a puntare il dito sugli sbagli degli altri, che anche loro sono persone che, pur avendo sbagliato, sono ancora in grado di alzarsi e fare qualcosa.
Ecco cosa vogliono fare la cooperativa, ridare quel senso di “libertà”, di dignità, a chi si ritrova bloccato tra il cielo ed il mare.

Per visitare il sito della coperativa Cooperativa Rio Terà dei pensieri clicca qui

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Sportivi vegetariani e vegani… si può eccome!

Spesso si pensa che un qualsiasi sportivo, dall’occasionale che và a correre una volta al mese a quello che pratica agonismo ad alti livelli, necessiti, soprattutto, di magiare molta carne, preferibilmente rossa.
Ecco che, se anche voi la pensate a questo modo, siete caduti nel cliché che attanaglia moltissime persone. Infatti, uno sportivo, ha principalmente bisogno di energia, e la carne, di qualsiasi tipo, non fornisce quella necessaria a questo bisogno. Certo, contiene un alto contenuto di ferro, ma anche i legumi non sono da meno per quanto riguarda il contenuto di quest’importantissima sostanza.

Cosa mangiano i campioni veg?

Il primo cibo che uno sportivo vorrebbe vedere sulla sua tavola sono, infatti, i carboidrati: questi sono il principale carburante e consentono, a chi li consuma, di avere energia a lungo termine, tutti i cereali, meglio se integrali, sono portatori di energia allo stato puro: dal grano all’avena, dal kamut, al riso.
Altri alimenti che non devono mancare in una dieta dello sportivo vegetariano o vegano sono: la frutta, fonte inespugnabile di vitamina C; verdure di colore rosso, arancione e giallo unite a verdure a foglia verde (se poi sono a foglia verde scuro saranno ancor più ricche di ferro, calcio e fibre); grassi, quali olio d’oliva e di semi e frutta secca. È infatti doveroso ricordare che i grassi, soprattutto se mangiati poco prima di una gara, determinano una maggior prestazione poiché forniscono energia immediata al nostro corpo.
Ogni dieta deve comunque essere calibrata per il tipo di sport, il sesso dello sportivo, la mole degli allenamenti, ma non è mai sconsigliato non mangiare carne, anzi! Per sport di resistenza una dieta vegana è addirittura raccomandata!

Atleti Veg

Nell’antica Olimpia, poi, i maratoneti ed i lottatori erano vegani ed il loro doping erano le mandorle secche; gli atleti che non mangiano carne rimangono poi sulla cresta dell’onda mediamente più degli altri, questo perché il loro metabolismo e la loro salute aiuta a raggiungere alti livelli ed a mantenerli.
Tra gli atleti vegetariani e vegani più straordinari che si siano mai succeduti sui podi vanno di certo ricordati personaggi come Dave Scott ( Iron man, campione di triathlon) e Anthony Peeler (campione del basket americano), Martina Navratilova (tennista), Debbi Lawrence (maratoneta), Frank Medrano (body-builder), Pam Boteler (canoista). Tra gli italiani possiamo citare Manuela di Centa (sci di fondo) ed Enzo Maiorca (più volte record di immersione in apnea).

Con questa lunga lista di atleti che hanno cavalcato l’onda per moltissimo tempo possiamo dire che non serve nutrirsi principalmente di carne per essere degli ottimi atleti, anzi. Ciascuno rispecchia ciò che mangia e mangiare sano, incanalando le proprie energie per seguire una passione, aiuta, anche chi ha un grande sogno sportivo, a realizzarlo!

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L’incredibile erba di grano e le sue innumerevoli proprietà

I capelli bianchi sono uno dei segni dell’età che avanza, ma ahimè, a volte compaiono anche quando vecchi non si è.
In realtà, il bianco o il grigio dei capelli non è un semplice segno degli anni che passano, le problematiche alla tiroide possono influire sul colore dei capelli, ad esempio; inoltre, l’antica Medicina Tradizionale Cinese collega la pigmentazione dei capelli alla qualità del sangue e alla forza dei reni. Così, per esempio, avere capelli grigi sta a indicare reni e sangue deboli.
In natura esiste una soluzione anche per i capelli bianchi: l’erba di grano.

Che cos’è?

Quando si parla di erba di grano, si intendono il grano (o frumento), l’orzo e il farro germogliati di 10-15 giorni. È costituita da una serie impressionante di sostanze nutritive che rafforzano e ringiovaniscono il nostro organismo, in tutte le sue parti. È composta per il 70% da clorofilla, il rimanente 30% da 17 amminoacidi essenziali, 90 minerali, 13 vitamine e 80 enzimi. Un vero e proprio tesoro di salute!

A cosa serve?

Un consumo regolare di erba di grano, oltre ad avere un effetto positivo sui capelli grigi, rallenta il processo di invecchiamento combattendo i danni causati dai radicali liberi, ringiovanisce le cellule, disintossica il corpo rimuovendo le tossine che ingorgano sangue e organi come cadmio, nicotina, stronzio, mercurio e cloruro di polivinile (PVC), e rende la pelle elastica.
Inoltre, è utile a ripristinare la salute dei reni e del sangue, grazie alla presenza della clorofilla, composto presente nelle piante simile all’emoglobina, che serve a ossigenare il sangue.
L’erba di grano offre anche una linea di difesa impenetrabile contro le malattie, aumenta le difese immunitarie e ha un effetto positivo sulla fertilità, abbassa l’FSH e regolarizza il ciclo mestruale.
Infine, se assunto 40 minuti prima del pranzo, riduce l’appetito (utile per chi è in dieta!), in più serve anche a colmare le carenze nutrizionali e a riequilibrare il tasso di vitamina B12 nei vegetariani e facilita la digestione. Conferisce anche maggior resistenza alla fatica, sia fisica che mentale.

Dove trovo l’erba di grano?

Sul mercato si trova sotto diverse forme: in polvere, liofilizzata, in compresse o pronta da bere. La si può acquistare online, nelle farmacie o erboristerie; si può persino coltivare in casa, basta seguire i tutorial che si trovano in internet.
È fondamentale naturalmente fare attenzione a cosa si compra! Capire se si tratta di erba di grano o succo di erba di grano, accertarsi sulla provenienza, le analisi chimiche e l’assenza di malto destrina o altri veicolanti. Cerchiamo il prodotto vivo (non cotto), ricco di vitamina B12, biologico!
L’assunzione dell’erba di grano sotto forma di succo è più potente e energizzante (30ml di succo equivalgono a 1kg di verdure verdi biologiche). È molto dolce, quindi si consiglia di assumerlo a stomaco vuoto, sorseggiando lentamente.

Indicazioni e controindicazioni

L’erba di grano va bene per i celiaci perché il glutine, durante la germinazione, viene scisso dagli enzimi nei singoli amminoacidi.
La devono evitare, invece, gli intolleranti al frumento.

Detto questo, sembra esserci un solo imperativo: Erba di grano a volontà!

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Una mela al giorno, leva il cancro di torno

I tumori sono determinati per un 5-10% dalla predisposizione genetica, quindi dall’inclinazione presente fin dalla nascita. Il restante 90-95% è riconducibile a fattori ambientali, i quali comprendono il fumo da sigaretta, l’obesità, la mancanza di attività fisica, l’inquinamento atmosferico o l’esposizione a sostante cancerogene, per esempio amianto, radiazioni, particolari vernici.
In un organismo sano, le cellule che lo compongono si rinnovano continuamente. Durante la sua esistenza, la cellula subisce numerose aggressioni e, se l’organismo non è in grado di contrastarle, essa può subire delle mutazioni del DNA, causando così dei gravi problemi al normale ciclo di riproduzione cellulare, e generando cellule tumorali.
Svariati enti di ricerca, tra cui anche l’Istituto Agrario di S. Michele all’Adige in Trentino, nell’abito di studi internazionali hanno individuato alcune sostanze contenute nella mela, in particolar modo nella sua buccia, che potrebbero diminuire il rischio di sviluppare tumori.

Le sostanze naturalmente utili

I radicali liberi sono molecole instabili, che possono provocare danni al patrimonio genetico. Nella mela sono presenti alcuni tipi di antiossidanti naturali, tra cui i polifenoli, i quali reagiscono con i radicali liberi, eliminandoli dall’organismo. L’attività detossificante dei polifenoli è particolarmente evidente nei tumori dell’apparato digerente. I polifenoli svolgono un’altra importantissima funzione: bloccano i geni che impediscono la morte programmata nelle cellule tumorali, così da causarne la morte ed rimuovendone l’immortalità.
Le procianidine, una specie di polifenolo, hanno il potere di inibire notevolmente lo sviluppo delle cellule neoplastiche. Agiscono in modo particolare su melanomi, leucemie, e adenomi.
Alcuni ricercatori sostengono che flavonoidi e fenoli, anche essi antiossidanti, sono utili per combattere le cellule tumorali e per ridurre il numero e la grandezza dei tumori mammari e di quelli al polmone.
Un’altra molecola, la triterpenoidi, avrebbe un ruolo importante nel diminuire il rischio di sviluppare tumori al fegato e al colon.
In un articolo apparso sulla prestigiosa rivista Annals of Oncology, un gruppo di ricercatori documenta scientificamente che il consumo di più di una mela al giorno riduce in maniera considerevole il rischio di numerosi tumori, di circa un 20%.
Oltre al medico, una mela al giorno toglie anche l’oncologo di torno.

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Meno detersivi industriali, più detersivi fai da te!

Spesso si dice “La salute prima di tutto”; cibo salutare, comportamento salutare e ambiente salutare!
Tuttavia, riflettevo sul fatto che, per tenere pulita la nostra casa, usiamo dei prodotti che non sempre sono un toccasana per la nostra salute e per quella del nostro pianeta. Molti dei prodotti che si usano per la cura della casa contengono ingredienti che contaminano l’aria e l’acqua, e sono anche nocivi per migliaia di organismi, vegetali o animali, una volta rilasciati nell’ambiente attraverso gli scarichi.
Chi se ne intende parla dei detersivi convenzionali come sostanze fra le più tossiche che si possono usare in casa. Inoltre, non si deve dimenticare che le sostanze chimiche contenute in essi sono state introdotte solo all’epoca della Seconda Guerra Mondiale, quindi i loro effetti sulla salute non sono mai stati testati a lungo termine.
I rischi più comuni associati ai detersivi convenzionali includono attacchi d’asma, mal di testa, vertigini, problemi alla vista e alla memoria.

Fra i componenti meno salutari ci sono:

Formaldeide

Si tratta di un composto organico volatile, si trova in detergenti liquidi e detersivi per pavimenti. Probabilmente cancerogeno.

Candeggina

La candeggina è elemento tossico che irrita il sistema respiratorio e emette vapori velenosi se combinato con ammoniaca o aceto.

Distillati del petrolio

I distillati del petrolio, come la nafta, si trovano nei mobili e nei detersivi per pavimenti e possono avere effetti sul sistema nervoso centrale e porta a problemi cognitivi e comportamentali

Pesticidi e funghicidi

Tali sostanze si trovano nei più comuni detergenti antibatterici e antimuffa. Causano irritazioni alla pelle e danni al sistema nervoso.

Eliminare detersivi e detergenti di vario genere dalle nostre pratiche domestiche non è semplicissimo; tuttavia, i prodotti industriali non sono sempre esistiti, ci sono alternative più naturali, vecchio stile, o usi particolari di altri prodotti.

Detersivi fai da te: ricette

Per creare una specie di detergente universale bastano bicarbonato di sodio e aceto; si mescolano in una bottiglia spray 240 ml di acqua e 240 ml di aceto e si aggiungono due cucchiai di bicarbonato di sodio, e il gioco è fatto! Pulito senza brutte sorprese per la nostra salute!

Per pulire pavimenti e tappeti, si può usare la schiuma da barba. Come? Si spruzza la schiuma sulla macchia del tappeto e si lascia riposare 30 minuti, poi si rimuove con una spugna e si completa il lavoro raccogliendo gli ultimi residui con l’aspirapolvere.

Ci sono le finestre da pulire? In una bottiglia spray, mescolate aceto bianco e acqua in parti uguali, spruzzate il liquido sulla superficie da pulire e asciugate con carta di giornale. Nessun alone e nessun rimasuglio di giornale!

Per rendere più bianchi i vostri capi delicati, invece, immergeteli per trenta minuti in una soluzione di 120 ml di perossido di idrogeno (acqua ossigenata) e 950 ml di acqua.

Infine, per sostituire la spugna abrasiva, basta un mezzo limone già spremuto cosparso di bicarbonato di sodio e si possono pulire piastrelle, il bancone della cucina o l’acciaio senza graffi di nessun tipo!

Questi sono alcuni spunti facili ed economici che possiamo imparare a usare già da subito. Aver cura dell’ambiente e della propria salute, va nell’interesse nostro e di tutti gli altri esseri viventi. Cambiare le nostre abitudini e sostituirle con altre più ecologiche ed economiche, è il primo step verso un mondo più sostenibile e una maggior qualità di vita per tutti.

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Il Giappone ci propone un caglio naturale: il nigari.

Con un nome dal sapore orientale, il nigari cela quel fascino tipico dell’Oriente. Come ogni cosa un po’ lontana e un po’ sconosciuta, potrebbe suscitare diffidenza. Oggi andiamo a scoprire perché il nigari non è poi così estraneo alla nostra quotidianità.

Dal Giappone alle nostre terre

Di origini giapponesi, il nigari è il prodotto rimanente dell’acqua marina dopo la rimozione del cloruro di sodio (il comune sale da cucina) e l’evaporazione dell’acqua stessa. Esso, quindi, è un composto formato quasi esclusivamente da cloruro di magnesio. Nella parte rimanente ci sono oligo minerali presenti naturalmente nell’acqua marina e benèfici per l’organismo umano. Il nigari è un composto inorganico altamente solubile, ottenuto grazie a dei processi di purificazione dell’acqua, evaporazione e disidratazione al sole. Esso è un prodotto che non si presta a subire raffinazioni sintetiche.
Il nigari è facilmente reperibile nei negozi specializzati in alimenti biologici, in erboristeria, oppure in quelli etnici. Lo si può trovare in polvere, in piccoli cristalli, o anche in forma liquida. Come già detto, è un prodotto originario del Giappone, ma dopo la terribile catastrofe della centrale nucleare di Fukushima del marzo 2011, è quasi impossibile rintracciare l’originale nipponico a causa del pericolo radioattivo: ad oggi è più facilmente diffuso il nigari cinese. Il prezzo di una confezione da 100 grammi varia tra 1,50 e 2,00 euro.

Un caglio naturale e un integratore

Il nigari è un ottimo caglio e, considerate le sue origini, è naturale e certamente non di provenienza animale. L’esempio più famoso per questo utilizzo, è quello di adoperarlo per cagliare il latte di soia. Il nigari, infatti, è considerato il migliore caglio per produrre il tofu.
Nell’industria alimentare il nigari, che in questo settore è preferibilmente chiamato cloruro di magnesio, viene utilizzato anche come additivo, regolatore di acidità ed esaltatore di sapidità; possiede inoltre una funzione anti agglomerante. La legge non impone limiti nell’utilizzo del nigari, né negli alimenti né nell’agricoltura biologica, ove viene sfruttato per le sue proprietà fertilizzanti.
Il cloruro di magnesio è impiegato anche dall’industria farmaceutica, che lo utilizza per creare integratori alimentari. Questi ultimi sono destinati per la prevenzione e il trattamento delle carenze di magnesio.

Ecco come il nigari appare un prodotto meno distante di quanto si potesse pensare. Completamente naturale e non soggetto a manipolazioni, l’Oriente ci ha presentato un prodotto utile e genuino.

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I tipi di latte vegetale: 8 alternative al latte vaccino

Col passare del tempo sempre più persone hanno accusato intolleranze ed allergie al lattosio e quindi al latte vaccino e, secondo l’esempio di chi segue una dieta vegana, si è convertito ai latte vegetali.
Questi tipi di latte, che si possono fare anche in casa, sono privi di lattosio, di caseina e, molto importante, di colesterolo. Inoltre contengono alcune proprietà derivanti dal frutto di origine. Ecco a voi le 8 alternative al latte vaccino.

Latte di soia

Il più famoso è di sicuro il latte di soia, è il meno calorico ed il più proteico, anche più del latte vaccino, tra tutti i latte vegetali, è privo di glutine, contiene un alto tasso di ferro, vitamina B1 e fibre. Altre importantissime caratteristiche che la pianta trasmette a questo latte è la valenza di contrastare l’arteriosclerosi e di ridurre il colesterolo LDL.

Latte di riso

Il latte di riso è noto al pari di quello di soia, il suo gusto dolce, dovuto agli zuccheri semplici che forniscono energia immediata, può trarre in inganno e far credere che sia il più grasso, ma in realtà è il latte con minori grassi tra tutti. In cucina è utilizzato soprattutto nella preparazione dei dolci e può essere utilizzato anche da chi non può assumere glutine.

Latte di mandorla

In ordine di popolarità possiamo poi ricordare il latte di mandorla, molto gustoso e dissetante, è una naturale fonte antiossidante e di vitamine, soprattutto E, che proteggono il nostro sistema cardiovascolare. Il suo sapore si presta ad essere una buona base per gelati; essendo molto calorico ed energetico può essere una fresca alternativa all’assunzione di frutta fresca.

Latte di cocco

Il latte di cocco, non è da meno rispetto ai precedenti, molto dolce e quindi utilizzato in cucina soprattutto nelle colazioni, ha un buon apporto di vitamine B e C e di acido laurico che quindi, ha proprietà antisettiche e antinfettive. Come il latte di mandorla è molto calorico, ma in estate ha un potere rinfrescante e dissetante per le gole assetate.

Latte di farro

Venendo poi ai latte vegetali meno conosciuti possiamo partire dal latte di farro che è, tra tutti, quello con il maggior contenuto di calcio, è pertanto indicato per prevenire l’ostio porosi, per gli sportivi e per i bambini. Ha inoltre un gusto dolce che contiene vitamine A, B, C ed E, la sua consistenza densa e cremosa lo rende padrone delle cucine dei golosi.

Latte di avena

Il latte di avena è un ottimo alleato contro il colesterolo, dalla pianta di origine ricava il grande apporto energetico, la capacità di ridurre il colesterolo LDL e vitamina E. Il buon contenuto di acido folico, che aiuta il ricambio cellulare, conferisce a questo latte proprietà tonificanti e rigeneranti. È consigliato soprattutto agli sportivi e alle donne in gravidanza.

Latte di orzo

Ancora poco conosciuto è il latte di orzo, ottimo rimedio per i malesseri respiratori invernali, è altamente digeribile e rinfrescante, inoltre il suo basso indice glicemico lo rende adatto a chi ha problemi di diabete.

Latte di miglio

Quasi sicuramente, il meno conosciuto è il latte di miglio che ha proprietà rivitalizzanti e nutrienti, è privo di glutine e povero di grassi, ma ricco di proteine e vitamina B. In più, il miglio aiuta a rendere più forti unghie e capelli.

Ciascuno di questi latte vegetali può essere un ottimo sostitutivo del latte vaccino, anche i bambini e gli sportivi, che più hanno bisogno di energia, possono scegliere quello più adatto alle loro necessità; i golosi poi non hanno che l’imbarazzo della scelta. Insomma, a ognuno il suo latte, ma vegetale!

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Tè verde e salute

Il tè verde, oltre a essere un’ottima bevanda, è un alimento ricchissimo di sostanze nutritive e benefiche per la nostra salute.
A differenza del tè nero, che subisce un processo di ossidazione, il tè verde, anche dopo l’essicazione, mantiene le sue sostanze nutritive.
Quali sono tutte le sostanze benefiche contenute nel tè verde? Vediamole una a una:

Polifenoli

I polifenoli presenti nel tè verde hanno un forte potere antiossidante, all’incirca di 30 volte superiore a quello della vitamina E. Inoltre, alcune ricerche condotte sui polifenoli del tè verde stanno provando la capacità di interferire o rallentare la mutazione cancerosa delle cellule.

Vitamine

Nel tè verde troviamo la vitamina C, che fortifica le nostre difese immunitarie e rallenta l’invecchiamento cellulare. Oltre alla vitamina C, troviamo nel tè verde, anche la vitamina A, ottima alleata nel miglioramento della vista e nella creazione di glicoproteine che proteggono le mucose e la pelle. Le vitamine del gruppo B (B1,B2, B3, B7) sono anch’esse presenti e molto importanti per rafforzare i nostri tessuti epiteliali e favorire la formazione dei neurotrasmettitori. Infine, nel tè verde, sono presenti la vitamina E e il betacarotene con funzione antiossidante e la vitamina K fondamentale per la coagulazione sanguigna.

Alcaloidi

Gli alcaloidi sono dei composti organici azotati, utili al nostro organismo in quanto danno energia. Nel tè verde troviamo tre alcaloidi: la caffeina (3%), la teofillina (0,03%) e la teobromina (0,17%). La caffeina (o teina) favorisce la diuresi e ha effetti stimolanti sul nostro sistema nervoso.

Minerali

I minerali e gli oligominerali contenuti nel tè verde sono moltissimi: potassio, fluoro, zinco, magnesio, oltre a fosforo, calcio, sodio e manganese.

I benefici che questi elementi contenuti nel tè verde possono portare alla nostra salute sono molteplici. Dalla prevenzione delle patologie del sistema cardio-circolatorio, all’azione protettiva antitumorale che interviene rallentando la metastasi, dalla funzione antibatterica nel cavo orale, alla migliorata digestione, dagli effetti benefici in caso di diete dimagranti (grazie all’effetto diuretico e la riduzione dell’assorbimento dei grassi) fino alla prevenzione di disturbi quali osteoporosi, pressione alta e iperglicemia.

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Lo sciroppo d’acero, un super sciroppo!

Ci sono delle cose per le quali vale la pena vivere e, a mio parere, una colazione con pancakes e sciroppo d’acero è proprio una di quelle.
Ma che cos’è lo sciroppo d’acero e da dove viene?

Origine

Tutto è cominciato in Canada (stato in cui l’acero è così importante da essere protagonista della bandiera nazionale), dove la tribù degli indiani irochesi, attraverso la lavorazione della linfa d’acero, è riuscita ad ottenere dei cristalli, una specie di zucchero di canna. Lo sciroppo è arrivato un po’ più tardi, circa una ventina di anni fa, ad allietare le nostre colazioni.
I maggiori produttori del magico sciroppo sono le province orientali del Canada e alcune zone degli USA e viene classificato in base al grado di traslucenza (da noi però, di solito, si trova un’unica alternativa, quella dal colore più ambrato e dal gusto più aromatico).

Produzione e utilizzo

Lo sciroppo d’acero si ottiene bollendo la linfa dell’acero da zucchero e dell’acero nero e l’albero deve avere almeno 80 anni perché la linfa sia adatta ad essere estratta. La linfa estratta dagli alberi è per il 3-5% in forma solida ed è costituita per la maggior parte da saccarosio, ma presenta anche sostanze quali acido malico (detto anche acido di mela), potassio, calcio, ferro, magnesio, zinco, selenio e vitamine.
L’uso principale è quello di dolcificante naturale, un valido sostituto del comune zucchero, ma con il pregio di un più basso contenuto calorico, e un’alternativa naturale per chi di solito fa uso di dolcificanti artificiali. Attenzione però, poiché non va bene per chi soffre di diabete, a causa della presenza di saccarosio! Si può usare, invece, con i bambini, fin dall’inizio dello svezzamento, da aggiungere a pappe e yogurt.

Proprietà

Lo sciroppo d’acero è consigliato per gli sportivi; prima o durante lo sforzo fisico dato che, diluito in acqua, funge da integratore di zuccheri e sali minerali.
Inoltre, è utile per la depurazione e il dimagrimento, ha una funzione diuretica e snellente dovuta ai suoi componenti. È ideale per eliminare la famosa “pancetta”, poiché agisce sull’adipe e il gonfiore addominale, con effetti benefici soprattutto per chi ha problemi di ritenzione idrica e cellulite. Ha anche poteri emollienti e rinfrescanti e contiene antiossidanti, che combattono l’invecchiamento e l’insorgenza di tumori e aiutano il sistema immunitario.

Forse sto solo cercando una scusa buona per indugiare nei piaceri della cucina, tuttavia, con queste proprietà, c’è da dire che vale sicuramente la pena fare colazione con pancakes e sciroppo d’acero, un bel po’ di sciroppo d’acero!

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