Natale fai da te: tante idee per un Natale creativo

Se cercate nuove idee per un Natale fai da te all’insegna della creatività, del risparmio e del riciclo, siete capitati nel sito giusto! Abbiamo selezionato per voi alcune idee carine e ingegnose trovate qua e là per la rete per rendervi le ricerche più facili e divertenti!

L’albero di Natale

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Ecco un albero di Natale completamente riciclato e fatto con i tappi di sughero: non buttateli possono tornarvi utili!

Palline di Natale rinnovate e reinventate

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pallina di natale

Ma che belle queste palline tutte colorate! La prima è una pallina di Natale rossa, di quelle standard, completamente reinventata, dipinta con le mani in modo da disegnare dei simpaticissimi pupazzi di neve! La seconda, si fa con una pallina di polistirolo, spilli e tutti i bottoni che avete in casa!

La festa dei segnaposti

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Gli invitati sapranno subito dove sedersi, grazie a questi meravigliosi segnaposti di feltro o di carta, facilissimi da realizzare! Una coccola in più per i nostri ospiti nel giorno di Natale.

Portacandele? Ecco fatto!

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Idea ingegnosa quella di dipingere dei bicchieri da vino, rovesciarli e usarli come porta candele! Belli, no? Così possiamo riutilizzare dei vecchi bicchieri un po’ demodè o spaiati. E del vasetto riciclato, che ne pensate? Un’idea davvero rapida e molto efficace!

Segnaposti per tutti i gusti e…tutte le tasche!

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Basta qualche ramoscello di rosmarino o una bella passamaneria in tinta con la tovaglia per impreziosire i tovaglioli il giorno di Natale!

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Il cereale dal chicco d’oro: il miglio

I cereali sono un importante nutrimento per l’uomo. Grazie alla loro coltivazione, numerose civiltà si sono sviluppate nella storia. Oggi vi parleremo del miglio, immeritatamente bistrattato.

Secondo le ipotesi più accreditare, il miglio è originario dell’India. In Italia i primi ritrovamenti risalgono al Neolitico. La coltivazione del miglio non necessita di complesse accortezze. Predilige le zone calde, ed è sensibile agli sbalzi di temperatura. La sua pianta è resistente, tanto da non richiedere l’uso di particolari concimi; può crescere in terreni magri, ed in condizioni di siccità. Grazie alla facilità di coltura, il miglio fu un cereale molto apprezzato dalle antiche popolazioni: sumeri, egizi e romani. Il suo chicco, se correttamente conservato, può restare commestibile per un ventennio. Forte e duraturo, dunque! Esso ha raggiunto la massima popolarità nel Medioevo, poiché veniva utilizzato per sostituire la carne nei periodi di digiuno imposti dalla Chiesa. Con la diffusione del mais, il miglio ha conosciuto il declino. Oggi la sua coltivazione nei paesi occidentali è marginale, e quella sporadica è destinata ai mangimi per uccelli e pollame.

Lo scarso uso del miglio nell’alimentazione umana è un peccato, per innumerevoli ragioni. In primo luogo, se decorticato perfettamente, è privo di glutine, quindi è un alimento ottimo per i celiaci. Questo cereale contiene acido silicico, grande amico di capelli, unghie, pelle e vista; l’assunzione di tale acido è consigliata alle donne in dolce attesa, poiché è un naturale anti abortivo. Il miglio è l’unico cereale alcalinizzante, pertanto facilmente digeribile; ciò lo rende adatto a persone che soffrono di acidità di stomaco. E’ utile durante i periodi di convalescenza e nelle diete della prima infanzia. E’ un valido aiuto nei momenti di grande lavoro intellettuale, per mantenere la concentrazione. Il miglio contiene molti sali minerali importanti per una dieta salutare, e apporta una notevole quantità di vitamine e proteine. E’ un alimento naturalmente ricostituente, consigliato per contrastare anemia, stanchezza, e stress.

Dopo aver elencato le virtù, non ci resta che suggerirvi di cucinarlo. Il miglio ha un sapore dolce, e il dolce piace a tutti! E’ consigliabile sciacquarlo sotto acqua corrente finché questa sia trasparente. La sua preparazione è abbastanza semplice e veloce, in quanto non necessita di essere messo in ammollo. Il miglio può essere cucinato con l’acqua aggiunta gradualmente, può essere unito a minestre e vellutate, aggiunto alla verdure al forno, e si presta alla preparazione di polpette in quanto è un ottimo addensante. Vi consigliamo la nostra ricetta delle polpettine speziate di miglio e melanzane! Sperimentate e fateci sapere!

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I mercatini di Natale più belli del mondo!

L’8 dicembre è da sempre la data simbolo dell’inizio del periodo natalizio: dalle grandi città ai piccoli paesini, tutti si vestono a festa per festeggiare il Natale. I mercatini di Natale, originari del centro Europa, sono il massimo simbolo di questo periodo in cui ci si riunisce attorno alla propria piazza dove riaffiorano sapori dolciastri e odore di legno che subito fanno ricordare quando da bambini giravamo tra queste bancarelle, magari sorseggiando del buon tè caldo mentre i nostri genitori il tradizionale vin brulé. Ecco a voi i mercatini più belli del Mondo intero!

Mercatini di Natale a Bolzano, il mercatino più grande d’Italia

Da sempre conosciuto per la sua unicità, il mercatino di Natale di Bolzano nasce nel 1990 riprendendo la tradizione tedesca. Situato nel centro della città, in un’atmosfera quasi surreale, il grande albero di Natale, ai piedi del quale si trova un grazioso presepe in versione rustica alpina, è attorniato da più di 70 espositori e diversi stand gastronomici pronti a coccolare ciascun visitatore.
Dal 29/11/2013 al 6/01/2014

Mercatino di Natale a Levico, il mercatino in collina

Posizionato nel secolare parco degli Asburgo, le luci che addobbano gli alberi segnano la via lungo la collina che i visitatori devono seguire per arrivare in cima; le casette, nascoste tra le fronde, ospitano i “polentai” sempre dediti a cucinare polenta ed offrire gustosi formaggi di malga ai passanti. In questo suggestivo ed incantato luogo, non può di certo mancare la presenza di Babbo Natale che raccoglie tutte le lettere dei bambini ed il Bosco degli Elfi, dove i suoi piccoli aiutanti sono pronti ad esaudire ogni desiderio.
Dal 23/11/2013 al 6/01/2014

Mercatino di Natale a Bressanone, un mercatino a 5 stelle

Collocato in piazza del Duomo e contornato da dimore centenarie, tra le quali si può tranquillamente passeggiare o fare un giro in carrozza come nel 1800, il mercatino di Bressanone è una delle mete del “percorso a 5 stelle” che comprende per altro i mercatini di Merano, Brunico, Vipiteno e Bolzano. Tra concerti in piazza e bancarelle di ogni genere che propongono articoli che seguono il motto “città dei presepi”, motto di quest’anno, potrete passare una giornata all’insegna del lusso a 5 stelle.
Dal 29/11/2013 al 6/01/2014

Mercatino di Natale a Roma, quando il Bernini si veste a festa

Da sempre il mercatino per eccellenza di Roma è quello di piazza Navona. La sua fortuna è data soprattutto dalla splendida posizione che vede le bancarelle snodarsi tra gli antichi palazzi e la celeberrima fontana del Bernini. Su questi banchetti troviamo molti addobbi porta fortuna, in particolare befane e le scope di saggina; al centro della piazza poi, si trova l’antica giostra con cavalli in legno ancora funzionante che continua di anno in anno a far sognare grandi e piccini.
Dal 24/11/2013 al 6/01/2014

Mercatino di Natale a Verona, quando Giulietta e Romeo passeggiano tra le bancarelle

Gemellato con la città di Norimberga, il mercatino di Natale di Verona riprende, a proprio uso, la tradizione del centro Europa, infatti i 60 espositori, che propongono prodotti artigianali di ogni genere, sono tutti di origine tedesca. L’atmosfera che si respira in piazza dei Signori, meglio conosciuta come piazza Dante, fa galoppare la fantasia tanto da poter intravedere, tra le casette, Romeo e Giulietta che passeggiano tenendosi per mano.
Dal 22/11/2013 al 22/12/2013

Mercatino di Natale a Napoli, la via dei presepi

La via di San Gregorio Armeno a Spaccanapoli è conosciuta in tutto il mondo come “la via dei presepi” e durante il periodo di Natale diventa gremita di persone che passano anche semplicemente per curiosare. Il presepe, qui, diventa l’unione tra sacro e profano, infatti non si trovano solamente le classiche statuine ma anche personaggi come Totò, Maradona e Obama; in più la rievocazione della natività prende vita attraverso i presepi viventi di piazza San Gaetano.
Aperto tutto l’anno.

Mercatino di Natale a Praga, il mercatino a forma di stella

Il mercatino di Praga prende vita in un’atmosfera fiabesca tra palazzi gotici e barocchi della piazza della città Vecchia e la parte bassa della piazza San Venceslao. Tra concerti musicali e bambini che intonano canti di Natale, le 150 casette, che oltre ai soliti prodotti artigianali vendono cristalli boemi, formano una grande stella attorno alla statua di Jan Hus.
Dal 30/11/2013 al 12/01/2014

Mercatino di Natale a Vienna, tra il profumo di miele e zenzero

Situato a Rathansplatz, la piazza del municipio, il Wiener Christkindlmarkt, è il più famoso mercatino di tutta la città. L’atmosfera romantica, data dalle luminarie del parco del municipio e della piazza, fanno assaporare in maniera eccelsa la bellezza del centro storico riempito di bancarelle, ed il profumo di mandarle tostate, miele e zenzero riporta i cuori a circa sette secoli fa quando tutto iniziò qui a Vienna.
Dal 16/11/20103 al 6/01/2014

Mercatino di Natale a Salisburgo, il mercatino delle decorazioni aromatiche

Tra i cori di bambini che affollano la piazza del Duomo e la piazza della Residenza, prende vita il mercatino di Natale di Salisburgo dove un centinaio di artigiani mostrano alle genti le loro opere come le decorazioni aromatiche per l’albero di Natale e gli oggetti d’arte per la stagione natalizia.
Dal 21/11/2013 al 26/12/2014

Mercatino di Natale a Norimberga, la “piccola città di legno e stoffa”

Collocato nella piazza del mercato, quello di Norimberga, è il più famoso mercatino della Germania. Le circa 180 bancarelle sono tutte decorate con un panno rosso e nero, da qui il suo sopranome, e gli artigiani sistemano al meglio la loro casetta in modo da potersi aggiudicare il Plum Menschen d’oro. Essendo uno tra i più antichi mercatini le tradizioni non vengono a mancare, nemmeno per quanto riguarda i cibi tipici della città come le salsicce, il pan pepato e gli omini di prugna.
Dal 29/11/2013 al 29/12/2013

Mercatino di Natale a Strasburgo, la perla dell’Alsazia

Inaugurato per la prima volta attorno alla fine del ‘500, il mercatino di Strasburgo ha fatto conoscere la città in tutta Europa aumentando la sua reputazione. Le file di bancarelle che si snodano tutt’intorno alla cattedrale, propongono prodotti artigianali tipici dei mercatini, ma su tutti ne fanno da padrone le decorazioni per l’albero di Natale, che tradizione vuole siano partite proprio dall’Alsazia.
Dal 30/11/2013 al 31/12/2013

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La natura vuole il seme non ibrido

Cosa vuol dire seme non ibrido? Ibrido altro non è che l’incrocio tra due specie vegetali differenti, volto ad ottenere le caratteristiche positive di entrambe le piante limitandone i difetti, ma ci sono delle conseguenze per questa operazione apparentemente lodevole? Certo che sì.

In primo luogo non si tiene conto delle differenze pedoclimatiche, agronomiche e sociali di ogni angolo del mondo, si produce la stessa varietà ovunque ed in tutte le stagioni, ma per raggiungere tale risultato si devono aumentare enormemente le concimazioni, soprattutto chimiche, e fare trattamenti antiparassitari sempre più invasivi ed inquinanti. Per l’ambiente tutto ciò significa che a breve tali terreni non saranno più produttivi in quanto esauriti dei propri principi nutritivi, e così pieni di sostanze chimiche che per decenni non crescerà nemmeno un piccolo stelo d’erba. Si avrà la cosiddetta desertificazione territoriale.

Ma parliamo un attimo delle produzioni: le piante non coltivate nel loro habitat naturale perdono le loro caratteristiche nutritive, di gusto e di sapore, hanno tutte lo stesso sapore e lo stesso gusto insipido, come ad esempio i pomodori fuori stagione che sanno di acqua senza alcuna punta acidula, senza alcuna caratteristica nutrizionale rilevante. E come non menzionare i cocomeri grandi come una mela, che arrivano in produzione proprio in questi mesi? Risultati deludenti, ma terribilmente dannosi per l’ambiente, viste le concimazioni ed i trattamenti cui abbiamo sottoposto i terreni.

Per fortuna qualche scienziato dotato di senno ha capito che tale situazione non poteva continuare, e così il Consultive Group on International Agricultural Research ha fondato lo International Plant Genetic Resources Institute, che ha come fine principale la salvaguardia delle risorse genetiche vegetali basata sulla gestione di banche del germoplasma per la conservazione in campo ed in laboratorio delle razze locali delle più importanti specie coltivate, nonché delle specie selvatiche.

Ed è da questo lavoro che stiamo riottenendo la semente non ibrida, per tornare a quell’agricoltura che amavano i nostri nonni, dove ogni coltura ha le sue aree di coltivazione, le sue stagioni di crescita, una concimazione essenzialmente naturale, trattamenti solo se necessari e con bassissime intensità, ed una produzione quantitativamente minore, ma vogliamo considerare la bontà, il sapore ed il gusto oltre che i valori nutrizionali? E il tutto senza inquinare né danneggiare il terreno, ma convivendo con lui in armonia e condivisione. Meno inquinamento e la certezza di lasciare alle generazioni successive un mondo migliore, improntato alla biologia naturale ed al rispetto ambientale.

Ce la possiamo fare, anzi ce la stiamo facendo, ma il percorso è lungo, ma con l’apporto di tutti, agricoltori, scienziati e cittadini, possiamo persino raggiungere ottimi risultati in breve tempo.

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Il burro di karitè: la natura ci dona bellezza

Ancora una volta la natura ci dona un prezioso alleato per la nostra salute e cura del nostro corpo: parliamo del burro di karitè delle sue mille virtù e impieghi!

L’origine:

Il karitè è un albero diffuso nell’Africa occidentale. E’ alto una quindicina di metri, e può vivere fino a tre secoli; raggiunge la sua maturità verso i 15 anni, producendo i frutti verso i 25. Le donne africane sono impegnate nella raccolta della noce del karitè da giugno a settembre; la lavorazione consiste nel togliere la polpa, ed essiccare o tostare la noce. Successivamente essa viene macinata, fino a ridursi in una pasta densa. A questa viene aggiunta dell’acqua, e il tutto subisce una lunga manipolazione a mano, fino a raggiungere la coagulazione della parte grassa dell’impasto. Il burro di karitè viene ottenuto dall’azione del calore, che fonde il grasso permettendo l’eliminazione delle impurità.

Non solo virtù cosmetiche:

Grazie al contenuto di vitamine A, B,E, F e di insaponabili, sostanze importanti per la tonicità della pelle ad azione anti-rughe, la dermatologia riconosce al burro di karitè numerosi benefici. Esso può essere usato per lenire eritemi solari, eczemi, ulcerazioni o irritazioni della cute, e per calmare il fastidio dovuto alla pelle screpolata. Il burro di karitè risulta utile su abrasioni e ferite. Il suo impiego è indicato alle donne in gravidanza, per ridurre la formazione delle smagliature; è adatto anche sulle irritazioni da pannolino dei bambini. Ma non è solo “roba da donne”: per i signori uomini può essere usato come dopo barba per le sue ottime proprietà emollienti. Il burro di karitè contiene acido cinnamico, che conferisce una modesta protezione dai raggi UV;considerata la sua consistenza grassa, è efficace contro freddo e vento. Da non sottovalutare infine l’azione anti infiammatoria del burro di karitè, efficace contro dolori muscolari e articolari, quelli legati all’artrite, e per dare sollievo a sinusite e congestioni nasali. Il suo uso aiuta la circolazione. Attenzione però: bisogna avvertire che il burro di karitè può scatenare intolleranza nei soggetti allergici al lattice e alla frutta con guscio.

Buono anche in cucina:

Forse non tutti sanno che il burro di karitè trova un suo uso anche in cucina! Il burro di karitè emana per natura un odore vigoroso, che non tutti apprezzano. Per tale motivo spesso si trova in vendita con l’aggiunta di altre essenze, che ne smorzano l’intensità. Anche al gusto risulta particolarmente aromatico. Il burro di karitè, per i più coraggiosi, può essere usato per sostituire l’olio da tavola. E’ utilizzato assieme al burro di cacao per creare speciali cioccolati, ed è discretamente presente in molte varietà di margarine. In Africa il burro di karitè viene usato come condimento, per friggere frittelle, e per preparare molti altri prodotti destinati al mercato internazionale.

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Proprietà e benefici dell’avena: altro che cibo per cavalli!

Da sempre snobbata perché considerata povera e non alla moda, l’avena, nel corso del tempo si è rivelata una preziosa alleata per la salute tanto da essere soprannominata il “cerale dell’energia”. Ecco quindi come l’avena aiuta il buon funzionamento del nostro corpo da un punto di vista nutrizionale e perfino nel campo della bellezza.

Da sempre l’avena è ritenuto un cereale povero e senza particolari proprietà, per questo motivo nel Medioevo era il cibo prediletto dei cavalieri per i loro cavalli e le popolazioni nordiche erano definite, con una sorta di disprezzo, “mangiatori di avena”. In realtà questa pianta, figlia delle graminacee, è tutt’altro che povera: cereale che riesce a germogliare anche in climi rigidi, è ricco di proteine, possiede un basso contenuto di carboidrati facilmente assimilabili, una maggior quantità di grassi dalle ottime qualità nutrizionali, un buon apporto di sali minerali come ferro, manganese e soprattutto magnesio e calcio, ed un alto numero di vitamine del gruppo B, in particolare di B1.

L’avena, per queste sue caratteristiche essenziali, si pone come alimento sostitutivo centrale di un gran numero di diete: in quella vegana e vegetariana a sostituzione della carne, in una dieta celiaca poiché, se trattata in stabilimenti adatti, l’avena è tollerata in buona misura anche da coloro che devono attenersi a questo particolare tipo di alimentazione. È inoltre adatta alle persone che soffrono di diabete grazie al suo basso indice glicemico e per coloro che tendono ad avere un alto valore del colesterolo poiché questo cereale contribuisce a ridurre il colesterolo LDL.

L’avena, grazie alla sua composizione e alle sue proprietà, è una valida alleata delle difese immunitarie; gli avenantramidi contenuti in essa garantiscono una buona protezione dalle malattie tumorali e dalla proliferazione delle cellule malate. Questa pianta, grazie alle sue molteplici caratteristiche, diventa un alimento determinante nella dieta di sportivi, nei giovani e per chi lavora al freddo. È inoltre di grande aiuto a chi segue diete restrittive dal momento che, grazie al maggior apporto di proteine, si raggiunge presto un senso di sazietà ed aiuta la buona digestione.

Molti non sanno che l’avena è anche un favoloso cibo, oltre che per il nostro organismo, anche per la pelle. Sono ancora poco conosciute le sue proprietà idratanti, lenitive e protettive della cute, anche se utilizzata molto spesso nei prodotti per la cura del corpo. L’avena pertanto è tutt’altro che un cibo per cavalli, ma un alimento per uomini e donne sani e belli!

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