Riso integrale toccasana gustoso

Il riso integrale è un’opportunità da scoprire o riscoprire per tutti coloro che vogliono nutrirsi in modo sano, fresco e sfizioso, beneficiando delle qualità terapeutiche di questa graminacea, in primis contro l’obesità, ed imparando a conoscere ed apprezzare un elemento della nostra tradizione storica e culinaria.

È un cibo leggero e nutriente, che non appesantisce lo stomaco, e fornisce al contempo energia all’organismo senza apportare fastidiosi accumuli adiposi.

La differenza rispetto al riso bianco brillato che tutti conosciamo, sta nella ridotta lavorazione dal campo alla tavola, andando incontro unicamente alla pulitura e sbramatura ovvero all’asportazione delle glumette che hanno protetto i chicchi sulla pianta, ma mantiene gli strati superficiali delle cariossidi ricchi di fibra, proteine e sali minerali.

La fibra nel riso integrale è fondamentale, in quanto agisce come rimedio naturale alla scarsa motilità intestinale, ma la componente terapeutica di questo cereale si riconosce anche nel fatto che può contrastare anche l’eccessiva motilità, bevendo l’acqua di cottura.

È originario dell’Asia sud-orientale, in particolare Cina, Vietnam e Cambogia, e la sua coltivazione risale al 4000 a.C. Da noi arriva molto più tardi, nel 320 a.C., con Alessandro Magno e le sue spedizioni di conquista in Oriente. Curiosamente le prime piantagioni italiane sono state allestite nell’Italia meridionale, mentre nell’area della pianura Padana arriva solamente sul finire del 1400.

Una sua caratteristica fondamentale è l’assenza di glutine, quindi per le persone che soffrono di celiachia è perfetto per sostituire la pasta è può essere mangiato senza problemi.

La forte presenza di vitamine del gruppo B, K ed E (come l’olio d’oliva), lo rende un prezioso alleato per la cura dei nostri apparati cardio-circolatorio e neurologico.

Perfetto per abbinamenti con verdure crude (carote, pomodori) o cotte (finocchi, piselli), apportando salubrità e sazietà al nostro corpo, oltre che un senso di benessere dal gusto fresco e delizioso di questi piatti. Buon appetito!

Seguici su facebook, twitter, pinterest

Amaranto: dalla natura al piatto

Per ottimizzare una dieta sana ed equilibrata ci viene in aiuto l’amaranto, antico alimento naturalmente privo di glutine e prezioso alleato per la nostra vitalità.

È ormai un dato di fatto che nella nostra società stanno crescendo sempre più patologie legate a disfunzioni digestive e intestinali, soprattutto in relazione al morbo celiaco e alla sensibilità al glutine. Come sempre la soluzione ci viene offerta dalla sapiente natura che ci offre moltissime possibilità di scelta, molto interessanti e diverse rispetto ai tradizionali cereali e derivati, ormai tristemente indigesti a gran parte della popolazione mondiale. Una di queste alternative è l’amaranto, pianta originaria del centro America dai chicchi piccoli e tondeggianti che ricordano i cereali.

Di origine molto antica, coltivato già presso le civiltà precolombiane, il genere Amaranthus vanta moltissime varietà delle quali tre considerate più produttive: il Caudatus, il Cruentus, l’Hypocondryacus.

In origine era molto apprezzato dagli Aztechi, dai Maya e dagli Incas per le sue elevate proprietà nutrizionali, energetiche e curative, tanto che veniva utilizzato anche nella celebrazione di riti religiosi e propiziatori. Questa pianta, come il grano saraceno, la quinoa e la manioca, sebbene assomigli ad un cereale, non lo è poiché non fa parte delle graminacee.

Reintrodotto in commercio sul finire del secolo scorso l’amaranto si contraddistingue per le sue ottime qualità, indispensabili per supportare una dieta priva di glutine, all’insegna della leggerezza e della salute. Ricco di proteine, di lisina e di sali minerali quali ferro, fosforo, calcio e magnesio si presta all’alimentazione di bambini e anziani, nonché nei casi di problemi intestinali e di convalescenza, poiché essendo ricco di fibre favorisce una buona digestione.

Dal sapore deciso e gradevole al palato si abbina con cereali, legumi e verdure per gustose ricette come minestre, polpette, insalate e molto altro.

Seguici su facebook, twitter, pinterest

Proviamo ad essere più freegan!

Per chi non lo sapesse, freegan è una parola composta da free (libero, ma anche gratuito) e vegan (filosofia di vita che rifiuta ogni forma di sfruttamento degli animali, che sia per alimentazione, abbigliamento, spettacolo e ogni altro scopo). Creato da Alan Weissman, questo termine identifica un movimento, un modo di condurre la vita evitando di partecipare all’economia convenzionale e riducendo al minimo il consumo delle risorse. La condotta freegan è improntata sulla vita comunitaria, la generosità, l’impegno sociale, la libertà, la cooperazione e la condivisione, tutti concetti che sembrano non adattarsi alla nostra società materialista, competitiva e standardizzata.

I freegan portano al massimo livello possibile il rispetto per la natura; infatti, convinti che la loro avversione e lotta contro solo alcune corporations non avesse nessun risultato soddisfacente e che comunque non fosse sufficiente, si sono schierati contro l’intero sistema economico. Boicottano le regole del sistema economico che spinto dalla sola idea del profitto ignora qualsiasi considerazione etica e anzi danneggia il nostro ambiente. Quindi, i freegan fanno a meno dell’attività tipica del mondo del consumismo: l’acquisto. Evitano, per quanto possibile, di comprare ciò che serve loro per vivere. Aggiustano quello che trovano e scambiano in modo gratuito, raccolgono tutto ciò che di commestibile cresce nei parchi, coltivano orti. Poi praticano il dumpster diving ossia recuperano dai rifiuti tutto ciò che è ancora utilizzabile, tutto ciò che il mondo consumista elimina. Nei rifiuti si trovano enormi quantità di cibo ancora confezionato, cestinato solo perché prossimo alla data di scadenza o ammaccato. I freegan recuperano quello che la società del consumo e dello spreco ritiene scarto. Il dumpster diving sarà un po’ estrema come pratica, ma diminuire la nostra dose di consumismo non farebbe male a nessuno.

Seguici su facebook, twitter, pinterest

Fungo shiitake

Il suo nome deriva dalla parola “shii”, che significa “quercia” e dalla parola “take” che significa “fungo”: parliamo del fungo shiitake, fungo dalle origini giapponesi che tutti i puffi e non vorrebbero.

Chi mai direbbe che questo fungo che cresce spontaneo sulle querce del Giappone, porta con se numerosi proprietà, di grande rilevanza per il benessere del corpo umano?

I suoi principi attivi , fibre e minerali, lo rendono ideale per chi conduce una dieta vegana, in quanto è ricco di vitamine delle gamma B, in particolare della B12. Gli si riconoscono proprietà capaci di contenere ed abbassare l’ipertensione arteriosa, grazia alla presenza dell’amminoacido eritadenina, che abbassa il livelli di colesterolo nel sangue. Grazie alla presenza di uno zucchero, la lentinia, il fungo shiitake è un ottimo contrasto naturale per la prevenzione dei radicali liberi, non solo complici dell’invecchiamento, ma anche di infezioni in genere.

Tra gli amminoacidi di più alta concentrazione nel fungo shiitake è la glutammina, elemento essenziale per il buon funzionamento dei muscoli e grande supporto in caso di traumi o operazioni chirurgiche.

Anche la presenza di zinco, rende il fungo shiitake un ottimo alleato per l’attività sessuale, prettamente maschile, in quante ne agevola l’erezione.
Le sue svariate proprietà, lo rendono un alimento immancabile all’interno della propria dieta, sia essa vegetariana che non.

E’ possibile trovarlo presso negozi biologici, non fresco, ma secco, pronto per essere reidratato. Il suo sapore è gradevole e lo si può utilizzare anche all’interno di zuppe, accompagnato da qualche buona alga wakame.

Il fungo shiitake guadagna di diritto un posto d’onore tra le tante scatole della nostra dispensa.

Seguici su facebook, twitter, pinterest

Corsi di cucina vegetariana.

Corsi di cucina vegetariana

I corsi si svolgeranno in 4 lezioni serali.

Programma del corso:

  • (10 settembre) Nella prima lezione tratteremo argomenti di carattere tecnico (tecniche di taglio, cottura, impiattamento con basi di estetica, stagionalità, km0, ecc…), faremo in modo che gli allievi espongano le loro esperienze in cucina in modo da capire come strutturare le 3 lezioni successive creando un gruppo ben amalgamato. Affronteremo la concezione vegetariana della cultura italiana-mediterranea offrendo una base di partenza per un’analisi intelligente e fantasiosa dando così la chiave di lettura per la creazione delle proprie ricette. Applicheremo gli argomenti appena esposti nella creazione di un semplice menu di 3 portate (entrée, primo, secondo) basato sui gusti tradizionali e di stagione.
  • (17 settembre) Nella seconda lezione tratteremo le spezie e il loro impiego nella creazione di cibi etnico-orientali e vedremo come potervi fondere la nostra cultura gastronomica. Ci applicheremo quindi alla realizzazione di un menù etnico che vedrà: Sushi vegan, riso e noodles, cous cous e tabulè
  • (24 settembre) Nella terza lezione andremo a conoscere il tempeh, il toufu e il seitan e il loro impiego partendo dalla loro tradizione fino alla fusione di diverse culture gastronomiche. Vedremo l’utilizzo delle alghe in cucina. Cucineremo alcuni piatti incentrati sull’argomento.
  • (1 ottobre) Nella quarta lezione tratteremo un argomento a scelta tra: dolci di stagione, conserve, basi di panificazione, legumi e cereali. La scelta dell’argomento dipenderà dalle preferenze del gruppo di allievi.

A chi è rivolto:

  • agli “onnivori” appassionati di cucina
  • alle persone che si stanno avvicinando all’alimentazione Vegan-vegetariana
  • a chi, già vegetariano, vuole saperne di più scoprendo nuove ricette
  • a chi vuole scegliere un modo di alimentarsi sano
  • a chi cerca nel cibo l’energia e la vitalità

Dove: Mobilificio Corò, Via Caltana 129, Marano Veneziano
Quando: a partire dal 01 settembre 2013, dal lunedì al venerdì.
A che ora: dalle 19:30 alle 22:30
Costo del corso: 180€ per 4 lezioni, 50€ a lezione singola.

Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo che trovate QUI. Il modulo deve essere inviato a info@lacucinavegetariana.it soltanto dopo aver effettuato il pagamento tramite bonifico bancario.

Bonifico su codice IBAN: IT 48 G 07601 02000 000084316116
Banca: Poste Italiane
Intestato a: Beria Martino
Pagamento: anticipato
Causale: corso di cucina Vegetariana estiva data_____– Nome e cognome

Inviare all’email info@lacucinavegetariana.it gli estremi del bonifico effettuato.

Importante: prima di effettuare il pagamento verificate sempre la disponibilità dei posti!

Per informazioni ed iscrizioni:
www.lacucinavegetariana.it
info@lacucinavegetariana.it
cell. 3772643170

Sladka Istra 2013: Dolce Istria il festival internazionale dei dolci e prodotti dolciari!

Giusto a dieci minuti dal confine italiano, nella bellissima città slovena di Capodistria (Koper) il 21 e il 22 settembre 2013 si svolgerà il festival internazionale dell’arte dolciaria Sladka Istra 2013, in italiano Dolce Istria. Per chi fosse nei paraggi o vivesse nelle regioni che confinano con la Slovenia, vale assolutamente prendersi un weekend di dolcezza per visitare i numerosi espositori e partecipare alle conferenze, dimostrazioni e workshop! Lo scopo dell’evento è di rievocare e recuperare l’antica arte pasticcera dei nostri antenati, trattando allo stesso tempo le innovazioni più moderne del settore pasticceria in Slovenia e nel mondo. Tra le viuzze dell’incantevole città di mare di Capodistria scoprirete le tradizioni, le nuove tecniche dolciarie e potrete perdervi tra i vari assaggi e acquisti golosi tra i vari banchetti. A proposito di assaggi, gli organizzatori hanno pensato a un coupon degustazione per poter liberamente approffittare di un pasticcino o di un invitante cioccolatino. A Sladka Istra, non mancheranno numerose attività sia per grandi sia per piccini, di tipo pratico, teorico e dimostrativo e potrete assistere alle premiazioni dei vincitori dei contest “Il più originale dolce dell’Istria”, “Moscato della dolce Istria” e “La migliore torta della Dolce Istria”. Se siete in zona o vi va un weekend all’insegna della dolcezza e della golosità prendetevi il tempo di visitare questo festival unico sullo sfondo della meragliosa Koper. Per maggiori informazioni sugli espositori e programma dettagliato delle due giornate, visitate il sito ufficiale dell’evento www.sladka-istra.si

Seguici su facebook, twitter, pinterest

Sana 2013

Dal 7 al 10 settembre, a Bologna si svolgerà la 25esima edizione di SANA, la manifestazione che dal 1989, rappresenta l’evento leader in Italia dei prodotti biologici, naturali e di erboristeria. Nel 2013 SANA compie 25 anni, un quarto di secolo, in cui la manifestazione ha saputo rinnovarsi e aggiornarsi di continuo per stare al passo con lo sviluppo e la crescita del settore del biologico e dei prodotti naturali. A questo evento sono esposti solo ed esclusivamente prodotti biologici certificati o prodotti naturali. Allo stesso modo, il pubblico di visitatori è selezionato e ne fanno parte buyer della GDO, distributori, negozianti specializzati, professionisti della ristorazione, erboristi, parafarmacisti, farmacisti e operatori sanitari. Dato il traguardo importante di 25 anni di operato, SANA 2013 celebrerà l’anniversario con un programma d’eventi e di contenuti speciali, confermandosi nel ruolo di manifestazione di riferimento nel panorama italiano e internazionale. Oltre ad offrire ai visitatori un panorama completo su prodotti da agricoltura biologica, prodotti a base di erbe officinali, prodotti cosmetici naturali e biologici e altri prodotti naturali, SANA proporrà convegni e worshop (sono previsti più di 100 momenti di incontro) e il conferimento Sanaward Benessere, premio pensato per mettere in luce le erboristerie più innovative e al passo con i tempi. La sezione Sana Novità, esporrà, invece, tutti i nuovi prodotti segnalati dalle aziende espositrici, mentre L’Osservatorio presenterà a Sana i risultati delle ricerche per informare aziende, media e operatori professionali sui dati di mercato e sulle nuove tendenze inerenti al settore. Infine, Sana Academy, è la sezione nata con lo scopo di offrire delle possibilità di formazione, con corsi di aggiornamento qualificati sui temi più attuali condotti da esperti italiani e internazionali. Per ulteriori informazioni, vi invitiamo a consultare il sito ufficiale di SANA 2013 www.sana.it, dal quale è possibile già da ora sia acquistare i biglietti di ingresso per la manifestazione, sia compilare la domanda di partecipazione come espositore.

Seguici su facebook, twitter, pinterest.

I legumi sono un alimento preziosissimo donatoci da Madre Natura, essenziale nella nostra dieta, tanto che sono coltivati da tempi immemorabili. In tempi di carestia, erano una fonte inestimabile di cibo poiché da secchi si conservavano facilmente e quindi sopperivano alla mancanza di alimenti freschi. Contenendo un’elevata quantità di proteine costituiscono la migliore alternativa a carne e pesce, per questo vengono anche soprannominati “la carne dei poveri”. Ma i legumi non fanno bene solo a noi: con la riscoperta di questi alimenti semplici nella dieta mediterranea, si è anche rivalutata la loro fondamentale importanza nelle colture, poiché arricchiscono il suolo di azoto atmosferico, elemento fertilizzante per il terreno.

I legumi nella cucina vegetariana e vegana

Chi ha scelto una dieta vegetariana o vegana non dovrebbe mai far mancare un bel piatto di legumi sulla propria tavola, due o tre volte alla settimana (o anche tutti i giorni!). I legumi, abbinati ai cereali amplificano le proprie qualità e proprietà nutritive, ed è facile trovare moltissime ricette per utilizzarli, basti pensare alle zuppe, alle insalate fresche di fagioli, o ai più moderni burger vegetali.

Per una salute di ferro e una dieta equilibrata, andate al negozio e fate scorta di ceci, lenticchie, soia, piselli, roveja, fagioli di ogni tipo e dipingete la vostra cucina e i vostri piatti di questi sapori e colori eccezionali!

Seguici su facebook, twitter, pinterest

Riso Venere

Il riso venere, è una tipologia di riso originario della Cina, facilmente riconoscibile per il suo colore marrone scuro quasi nero e per il suo profumo avvolgente. I chicchi piccoli e profumati, hanno un aroma che ricorda il pane appena sfornato, tipico delle tipologie di riso orientale. Un aroma che percepiamo annusando da vicino i chicchi crudi e che, dopo la cottura, diventa sempre più incisivo. La coltivazione di questo alimento ha una tradizione antichissima: un tempo, il riso venere era riservato soltanto all’Imperatore e a una stretta cerchia di nobili cinesi. Al giorno d’oggi il riso venere, viene coltivato secondo la tradizione, anche nella Pianura Padana, luogo particolarmente adatto alle coltivazioni di riso. Questo riso contiene una buona quantità di proteine, amminoacidi essenziali e una buona dose di sali minerali, calcio, ferro, manganese, selenio e zinco. Con il riso venere si possono preparare svariate ricette orientali, ma si presta ad accompagnare molti secondi di verdure o sughi, è ottimo come riso freddo o si presta bene per la preparazione di risotti.

Seguici su facebook, twitter, pinterest

Il lucro sui prodotti per celiaci: appello di una mamma

Il prezzo riportato sull’etichetta dei prodotti per celiaci è un prezzo giusto? Marina Pellizzari, una donna di Verona, celiaca e mamma di un bambino celiaco, ha lanciato un’appello sulla piattaforma web change.org, per attirare l’attenzione del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. La richiesta di questa mamma è molto semplice: che i buoni spesa da 100 euro che vengono erogati dallo stato ogni mese, siano spendibili anche al supermercato e non solo in farmacia. In Italia si contano più di 135mila celiaci, 12mila di questi hanno subito aderito alla campagna iniziata da Marina. L’indignazione deriva dal prezzo esorbitante dei prodotti senza glutine. “Non mi piace il fatto che si lucri sulla celiachia – scrive Marina nella presentazione della petizione su change.org – non si può pagare un chilo di farina che è semplicemente un misto di farina e amido di riso e mais 6,70 euro, è un furto”. I prodotti per celiachi, inoltre, che non sono affatto medicinali, ma prodotti con ingredienti selezionati per incontrare l’esigenze di chi è intollerante al glutine, in farmacia si vendono a un prezzo nettamente maggiore rispetto al quelli del supermercato. Nonostante ciò, la spesa annua di un celiaco risulta molto più costosa rispetto a chi non ha problemi di intolleranze. Questo può essere un elemento scoraggiante nel momento degli acquisti e che limita le scelte economiche di chi non per sua volontà non può consumare prodotti contenenti glutine. L’appello di Marina, indirizzato al ministro Lorenzin, è una richiesta di equanimità, nella speranza che lo stato intervenga perché non si speculi più sui prodotti per celiaci.

Seguici su facebook, twitter, pinterest