Le alghe in cucina

Le alghe hanno proprietà disintossicanti utili al fegato e ai reni, aiutano la digestione, grazie alla presenza di acidi grassi hanno una funzione antinfiammatoria e possono considerarsi perfino un alimento dimagrante dato che stimolano l’attività della tiroide accelerando il nostro metabolismo.

Alga Dulse:

È un alga dal color rosso/violaceo, molto ricca di ferro, potassio, magnesio, fosforo, sodio e iodio e di vitamine (C, B6, A). Contiene anche la lisina che favorisce le funzioni gastriche e digestive. Ottima contro lo stress e per il suo elevato contenuto proteico.

Alga Hijiki:

È un alga di color scuro quasi nero, ricchissima di minerali (34%) usata dalle donne in Giappone per rinforzare capelli e unghie data l’alto contenuto di calcio. Contiene anche ferro, potassio, iodio, fosforo e vitamine A, B1 e B2. Favorisce la circolazione e regola la pressione sanguigna.

Alga Kombu:

È un ottimo depurativo intestinale e un toccasana in caso di malattie degenerative, vascolari, polmonari e artriti. Regola la pressione sanguigna e l’apparato digerente. Contiene ferro, magnesio, iodio e vitamine del gruppo A, B e C. Ha, inoltre, come particolarità quella di ammorbidire la fibra degli altri alimenti come quella dei legumi.

Alga Nori:

Ha un elevato contenuto di proteine (30%), di vitamina C (una volta e mezza la quantità di vitamina C contenuta in un’arancia) e di minerali. Molto valida in diete per ipertesi, per la bassa quantità di sodio e iodio. Dal sapore delicato e leggermente tostato è prevalentemente usata nel sushi, ma è anche un ottimo condimento per insalate e verdure.

Alga Wakame:

È ricca di magnesio e ferro, in più, contiene vitamine del gruppo C e B. Ha un effetto disintossicante sull’organisimo e, come l’alga Kombu, rende più teneri i legumi in cottura, rendendoli così anche più digeribili.

Provate a aggiungere qualche alga nei vostri piatti (nelle insalate, nel brodo di verdure, nelle zuppe, nei cereali, ecc) e godete dei benefici che queste insalate di mare portano al nostro organismo, badando bene a non esagerare…diciamo che vanno consumate in quantità moderate al massimo due o tre volte a settimana. Particolare attenzione va portata, a seconda delle proprietà specifiche di ogni alga, se si soffre di ipertiroidismo.

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Il valore biologico della soia

Non si sente spesso parlare della soia, da molti additata come alimento eccessivamente ricco di grassi e che può nuocere alla salute; proviamo con questo breve articolo a farla conoscere meglio, soprattutto per le qualità benefiche che può apportare, sia da un punto di vista nutrizionale che salutistico.

Il suo nome scientifico è Glycine Max, è una leguminosa primaverile-estiva, originaria dell’Asia e che da noi in Europa si è diffusa dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

È un prodotto squisitamente biologico, ottenuto con una tecnica colturale quasi del tutto estranea a prodotti chimici, e quei pochi che vengono utilizzati sono di origine organica e non sintetica. È ricca di grassi, è vero, ma di quelli che fanno bene, ovvero quelli insaturi, che prevengono molte patologie sia circolatorie che cardiache e, per le donne, i classici e fastidiosi disturbi che sorgono con l’avvicinarsi della menopausa. Inoltre è molta ricca di proteine ad alto valore biologico, in particolare di costituenti proteici amminoacidici(lisina e triptofano) che il nostro corpo non è in grado di sintetizzare naturalmente, ma che sono di vitale importanza per la nostra salute.

Da ricordare che la sua assunzione agisce come deterrente biologico e naturale per la riduzione del colesterolo.

La soia negli ultimi anni è stata scelta dall’industria alimentare come elemento principe da cui partire per ottenere, con poche e semplici operazioni fisiche, tantissimi alimenti buoni e genuini come il latte di soia, da cui a sua volta derivano il gelato, lo yogurt ed i formaggi, come il noto tofu dalla forma rettangolare che si può benissimo abbinare con molte verdure per portare in tavola piatti leggeri, biologici e nutrizionalmente validi.

Ovviamente esiste anche la farina di soia, che si può aggiungere a quella di frumento per preparare il pane ed altri prodotti da forno, come ad esempio i biscotti; basta ricordarsi di attenersi ad una quota del 20% onde evitare qualche piccolo inconveniente sul volume dei prodotti finali.

E non da ultimo il fatto che il latte di soia può essere preso da chi soffre di allergia al latte vaccino; questa allergia non è niente di allarmante, è data dal fatto che qualcuno di noi non riesce a sintetizzare un enzima, la lattasi, che si occupa di sciogliere le catene di zuccheri nel latte: ma soluzioni naturali ce ne sono, come il latte di soia o, per i tradizionalisti del latte, quello di asina o di capra.

Questa leguminosa fa bene anche all’ambiente in quanto non necessita di concimazione azotata, e lascia il terreno rifornito di macroelementi e migliorato da un punto di vista agronomico.

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La casa di paglia: il metodo Greb

Chi di noi non conosce la fiaba dei tre porcellini, in cui ogni porcellino ha costruito la casa secondo il proprio desiderio? Chi in paglia, chi in legno e chi in mattoni. Le case in paglia con il metodo Greb riassumono in maniera sinergica, tutte e tre le tecniche. Vediamo come.

Sul mondo dell’edilizia non convenzionale, si potrebbero scrivere interi tomi, ma noi in questa sede, metteremo in evidenza i vantaggi correlati ad ogni singolo elemento che costituisce il metodo Greb.

Innanzi tutto è doverosa una precisazione: la paglia non è fieno. La paglia è la parte secca tra il rizoma e la spiga, di piante come orzo, grano, segale e riso.
Per la costruzione delle abitazioni, la paglia viene compressa in balle, il che la rende altamente ignifuga, perché vi è una bassissima presenza di ossigeno, vero combustibile per un incendio.

Le pareti costruite in balle di paglia hanno un alto isolamento termico, tenendo la temperatura costante all’interno dell’abitazione sia in estate che in inverno. La maggior parte di queste abitazioni non necessita di impianto di riscaldamento.
La paglia ha un grande effetto fono-assorbente, di conseguenza le abitazioni usufruiscono di un vantaggioso isolamento acustico.

L’utilizzo del legno garantisce la realizzazione di case antisismiche, grazie all’elasticità del legno stesso. Per la costruzione delle case, anche a più piani, vengono utilizzate piccole assi, che non comportano l’utilizzo di gru o apparecchiature costose.

Dall’edilizia in mattone, ad esempio, riprendiamo le finiture e la pavimentazione fatta in cocciopesto.

Con questi tre semplice ingredienti, paglia, legno e mattoni, con il metodo Greb potrete realizzare la casa dei vostri sogni, che per estetica e confort , non ha nulla da invidiare ad una casa in edilizia convenzionale. Ma il sogno non finisce qui. Perché alla base di questo metodo costruttivo, non c’è solo la realizzazione di case sostenibili, ecologiche e passive, ma la volontà di riscoprire uno stile di vita più umano e condivisibile. C’è la speranza di riscoprire antichi sapori di vita comune, in quanto le case possono essere realizzate in auto-costruzione e fondere il tutto con la tecnologia di oggi.

Se i nostri porcellini avessero intuito la forza sinergica di questi tre elementi, avrebbero indubbiamente costruito tre bellissime case Greb.

Per vedere e toccare con mano una casa costruita con questo metodo potete visitare il Blog di Vanessa o contattare l’associazione promotrice di questa tecnica

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Patata americana, aiutaci tu!

Da bambina, quando andavo a casa di mia nonna e faceva freddo, c’erano due cose che non potevano mancare mai: quattro mele cotte in forno e due patate americane su uno dei piatti col bordino rosso sopra il ripiano della cucina a legna.

Le mele cotte non mi hanno mai creato problemi, la forma era riconoscibile; le patate, invece, le ho sempre guardate con sospetto. La forma era diversa da quella delle patate a cui ero abituata e che raccoglievo nell’orto della nonna, più allungata, la buccia era diversa e pure il nome, la chiamavano patata americana.

Mille e mille domande c’erano nella mia testa, ma mi sembravano tutte banali, sta di fatto che per tutta la mia infanzia ho guardato le patate americane con una sorta di disprezzo e diffidenza e non le ho nemmeno mai assaggiate. Povera me!

La patata americana, naturalmente si chiama così perché proviene dall’America (centrale e meridionale), o batata, non è altro che una patata dolce.

Nonostante le mie paranoie infantili, in realtà è un tesoro per la nostra salute!

Apprezzata per i suoi valori nutrizionali, in Giappone la usano per curare diabete, ipertensione e anemia. Il livello di zuccheri è inferiore del 30% rispetto a quello di una patata bianca tradizionale e la presenza di carotenoidi, pigmenti di arancio e giallo aiuta il corpo a rispondere all’insulina.

La presenza di vitamina C fa sì che le patate americane influenzino in modo positivo i nervi e siano utili per i danni agli occhi, che sono complicanze derivanti dal diabete e ha un effetto positivo anche nella lotta contro le malattie al cuore. Non manca nemmeno la vitamina A, che ci aiuta a tenere sana la pelle e le mucose, e contengono più potassio di una banana. Inoltre, sono consigliate alle signore in gravidanza poiché la presenza di acido folico è buona per la salute del bambino.

Come se non bastasse, la patata americana è ricca di antiossidanti e i suoi benefici non si fermano alla polpa. Anche la buccia di batata nasconde dei pregi. Il caiapo, un estratto della buccia, ha effetti positivi sulla riduzione del colesterolo, la glicemia basale e l’emoglobina glicata; un generale toccasana per la salute.

Infine, la patata americana è anche un buon antistress!

Forse è meglio che cominci a rifarmi degli anni persi. Comincia l’autunno, bentornata patata americana!

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Calendario Corsi di Cucina Vegetariana 2013

SETTEMBRE
10 settembre – La cucina vegetariana nella tradizione mediterranea

17 settembreCucina Orientale

24 settembreSeitan, tempeh, toufu e alghe

OTTOBRE
01 ottobreCorso pratico di cucina: creazione di un menù vegetariano completo

03 ottobreConserve autunnali

10 ottobreCucinare vegan: dall’antipasto al dolce!

17 ottobreBasi di panificazione: pani, focacce e pizze

24 ottobrePasta ripiena

31 ottobreFinger food

NOVEMBRE
07 novembre – Fast food vegetariano

14 novembre – Legumi e cereali: come usarli in cucina

21 novembre – Una cena senza glutine

28 novembre – Il Fritto nel mondo

DICEMBRE
02 Dicembre – Specialità al forno

09 Dicembre – Idee regalo gustose per un natale Veg

16 Dicembre – Speciale menù natalizio

23 Dicembre – Speciale menù natalizio

A chi sono rivolti i corsi:

  • agli “onnivori” appassionati di cucina
  • alle persone che si stanno avvicinando all’alimentazione Vegan-vegetariana
  • a chi, già vegetariano, vuole saperne di più scoprendo nuove ricette
  • a chi vuole scegliere un modo di alimentarsi sano
  • a chi cerca nel cibo l’energia e la vitalità

Dove: Mobilificio Corò, Via Caltana 129, Marano Veneziano
A che ora: dalle 19:30 alle 22:30
Costo del corso: 45€ a lezione se vi iscrivete a un minimo di 4 lezioni, 50€ a lezione singola.

Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo che trovate QUI. Il modulo deve essere inviato a info@lacucinavegetariana.it soltanto dopo aver effettuato il pagamento tramite bonifico bancario.

Bonifico su codice IBAN: IT 48 G 07601 02000 000084316116
Banca: Poste Italiane
Intestato a: Beria Martino
Pagamento: anticipato
Causale: “nome del corso” data_____– Nome e cognome

Inviare all’email info@lacucinavegetariana.it gli estremi del bonifico effettuato.

In alternativa potete pagare in contanti all’inizio dei corsi dopo aver prenotato il vostro posto via mail o telefonicamente.

Importante: prima di effettuare il pagamento verificate sempre la disponibilità dei posti!

Per informazioni ed iscrizioni:
www.lacucinavegetariana.it
info@lacucinavegetariana.it
cell. 3772643170

03 ottobre – Corso di cucina vegetariana: Conserve autunnali

Descrizione del corso:

      Arriva l’autunno e, con i primi freddi, ci viene la voglia non solo di preparare piatti caldi e invitanti, ma di riempire la credenza di cose buone e genuine: per questo abbiamo pensato a un corso interamente dedicato alle conserve autunnali!

 

      Martino Beria, il nostro chef, vi presenterà gli ingredienti di stagione e vi mostrerà le tecniche più utilizzate per preparare in maniera semplice e diretta, delle ottime conserve dolci e salate, per racchiudere in un vasetto i sapori e i colori di questo periodo dell’anno!

 

    Vi aspettiamo numerosi, iscrivetevi al corso di conserve autunnali del 3 ottobre, ogni partecipante porterà a casa il suo piccolo tesoro in vasetto!

[red_heading]A chi è rivolto:[/red_heading]

  • agli “onnivori” appassionati di cucina
  • alle persone che si stanno avvicinando all’alimentazione Vegan-vegetariana
  • a chi, già vegetariano, vuole saperne di più scoprendo nuove ricette
  • a chi vuole scegliere un modo di alimentarsi sano
  • a chi cerca nel cibo l’energia e la vitalità

Dove: Mobilificio Corò, Via Caltana 129, Marano Veneziano
Quando: Giovedì 03 Ottobre 2013
A che ora: dalle 19:30 alle 22:30
Costo del corso: 45€ a lezione se vi iscrivete a un minimo di 4 lezioni, 50€ a lezione singola.

Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo che trovate QUI. Il modulo deve essere inviato a info@lacucinavegetariana.it soltanto dopo aver effettuato il pagamento tramite bonifico bancario.

Bonifico su codice IBAN: IT 48 G 07601 02000 000084316116
Banca: Poste Italiane
Intestato a: Beria Martino
Pagamento: anticipato
Causale: “Corso di Conserve autunnali” data_____– Nome e cognome

Inviare all’email info@lacucinavegetariana.it gli estremi del bonifico effettuato.

In alternativa potete pagare in contanti all’inizio dei corsi dopo aver prenotato il vostro posto via mail o telefonicamente.

Importante: prima di effettuare il pagamento verificate sempre la disponibilità dei posti!

Per informazioni ed iscrizioni:
www.lacucinavegetariana.it
info@lacucinavegetariana.it
cell. 3772643170

Tempeh, un’altra alternativa alla carne

Secondo alcuni studi, per produrre 1 kg di carne, impieghiamo 16 kg di grano e circa 1000 litri di acqua, sfamando circa 2 persone. Con la stessa quantità di grano si sfamano 20 persone. Solo questi numeri dovrebbero far tornare i conti, perché se la matematica non è un opinione, non lo è neanche la fame.

Il tempeh è il prodotto della lavorazione del fagiolo giallo di soia. L’origine di tale alimento è da ricondursi all’isola di Giada, una delle isole dell’Indonesia. I fagioli vengono cotti e successivamente aggiungendo un componente acido (aceto o succo di mela) e un fungo il Rhizopus oligosporus, si avvia la fermentazione.

Il fagiolo di soia, utilizzato per il tempeh, è povero di grassi e ricco di proteine, vitamine, calcio, ferro e vitamine del gruppo B, quelle che si narra siano assenti in una dieta vegana e riconducibili solo alla carne. Inoltre il processo di fermentazione rende questo alimento particolarmente digeribile e riduce drasticamente le sostanze responsabili della formazione di gas intestinale.

Una buona notizia per il gentil sesso è che i fagioli di soia hanno un elevata concentrazione di isoflavoni, elemento naturale utile nella prevenzione dell’osteoporosi e dei disturbi legati alla menopausa. Altro amico delle donne sono le saponine, che con la loro presenza rafforzano il sistema immunitario e hanno un effetto stimolante sul metabolismo.

Il tempeh è facilmente reperibile presso i negozi di prodotti biologici. Lo si trova sotto forma di panetto compresso. Si suggerisce il suo utilizzo tagliandolo a fette sottili oppure a piccoli cubetti, avendo un sapore intenso, che richiama la frutta secca o i funghi.

Ma per mani d buona volontà, il tempeh è anche possibile farlo in casa, in quanto non richiede lavorazioni complesse o ingredienti introvabili. La fermentazione richiede un tempo di circa 48 ore e una temperatura di 30°/32° facilmente riconducibile ad un forno chiuso con una pentola di acqua calda dentro.

Scegliere il tempeh come alternativa alla carne è un compromesso più che soddisfacente non solo per la nostra salute, ma anche per il nostro palato.

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10 ottobre – Cucinare vegan: dall’antipasto al dolce!

Descrizione del corso:

    Cucinare vegan preparando un menù che vada dall’antipasto al dessert, non è poi così difficile!
    Insieme al nostro chef Martino Beria, scopriremo ricette stuzzicanti, ingredienti appetitosi e vedremo come far sì che gusti e colori si sposino in modo da realizzare una cena con i fiocchi!
    Tutto i piatti saranno preparati con ingredienti bio e a km0, per dare un sapore più genuino e gustoso a ogni boccone!
    Preparatevi a un corso totalmente cruely-free e segnatevi sul calendario questa data: 10 ottobre cucinare vegan: dall’antipasto al dolce!

A chi è rivolto:

  • agli “onnivori” appassionati di cucina
  • alle persone che si stanno avvicinando all’alimentazione Vegan-vegetariana
  • a chi, già vegetariano, vuole saperne di più scoprendo nuove ricette
  • a chi vuole scegliere un modo di alimentarsi sano
  • a chi cerca nel cibo l’energia e la vitalità

Dove: Mobilificio Corò, Via Caltana 129, Marano Veneziano
Quando: Giovedì 10 Ottobre 2013
A che ora: dalle 19:30 alle 22:30
Costo del corso: 45€ a lezione se vi iscrivete a un minimo di 4 lezioni, 50€ a lezione singola.

Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo che trovate QUI. Il modulo deve essere inviato a info@lacucinavegetariana.it soltanto dopo aver effettuato il pagamento tramite bonifico bancario.

Bonifico su codice IBAN: IT 48 G 07601 02000 000084316116
Banca: Poste Italiane
Intestato a: Beria Martino
Pagamento: anticipato
Causale: “Cucinare vegan: dall’antipasto al dolce!” data_____– Nome e cognome

Inviare all’email info@lacucinavegetariana.it gli estremi del bonifico effettuato.

In alternativa potete pagare in contanti all’inizio dei corsi dopo aver prenotato il vostro posto via mail o telefonicamente.

Importante: prima di effettuare il pagamento verificate sempre la disponibilità dei posti!

Per informazioni ed iscrizioni:
www.lacucinavegetariana.it
info@lacucinavegetariana.it
cell. 3772643170

Il miso, il condimento che tutto può

L’oriente non smette mai di stupirci e dalle sue antiche tradizioni, ormai condivise con l’occidente, arriva il miso, speciale condimento derivante dalla fermentazione dei fagioli di soia, immancabile anche sulle tavole degli imperatori di tutto il sol levante.

Il nostro piccolo fagiolo di soia giallo, lavorato e fermentato con tecniche ed enzimi diversi, porta sempre grandi risultati. Ed è così che dopo aver fatto cuocere i fagioli, viene aggiunto un fungo, o per meglio dire una muffa, che avvia la fermentazione all’interno di grandi barili di cedro, che può durare anche 24 mesi. Maggiore è il periodo di fermentazione e più pregiato sarà il miso che ne deriverà. Ai fagioli di soglia possono essere uniti anche cereali, come l’orzo e il riso, dando origine ad altre varianti del miso fatto con i soli fagioli di soia. Normalmente il miso di sola soia, è quello che richiede una fermentazione più lunga, anche fino a due anni.

Che l’oriente sia culla di ultracentenari non è un mistero e tra i segreti di tanta longevità troviamo anche il miso.

Infatti il nostro condimento orientale ha un alto contenuto di potassio, magnesio e calcio, che prevengono e contrastano l’insorgere di episodi di ipertensione.

Con gli enzimi generati durante la fermentazione, il miso facilita il processo digestivo, mantiene in equilibrio i livelli dello zucchero nel sangue, pulisce in maniera accurata l’intestino e rinvigorisce la flora batterica.

Ma le sane qualità alimentari del miso non finiscono qui, perché ha un forte potere alcalinizzante, il che lo rende ideale a chi ha una dieta basata su grassi animali e il colesterolo alto. Inoltre il suo alto potere alcalino contrasta la presenza dei radicali liberi, complici dell’invecchiamento cutaneo.

Il miso è ormai presente in diverse varietà e marche in tutti i negozi biologici. E’ opportuno acquistarlo non pastorizzato e di origine biologica.

Il suo utilizzo in cucina è pressoché simile a quello di un classico dado, con l’accortezza di aggiungerlo a fine cottura, perché l’alta temperatura lo priva delle infinite proprietà salutari, elencate fino ad ora.

Se volete provare la bontà del miso, suggerisco come primo piatto la famosa zuppa di miso, che durante i freddi inverni è un ottimo supporto contro raffreddori e malanni di stagione. La sua preparazione è semplice e non richiede lunghi tempi di cottura. E’ sufficiente mettere in abbondante acqua una cipolla tagliata fine, delle verdure verdi a foglia (cavolo cappuccio o verza) tagliate anch’esse finemente, pochi centimetri di alga wakame (alga molto diffusa nella cucina orientale) e circa mezzo cucchiaino di miso a persona, da stemperare direttamente sul piatto, una volta versata la zuppa.

Il miso per quanto possa essere classificato come condimento è molto ben lontano dal condire e basta. E’ un concentrato di forza e nutrimento che nasce dalla sinergia del fagiolo di soia giallo e un fungo/muffa che ne genera la fermentazione.

Lasciamo andare vecchi e ormai obsoleti luoghi comuni, nei quali è ancora la carne a ricoprire il primato di nutriente. Qui, a ben vedere, un grande nutrimento deriva da un piccolo fagiolo giallo. Buon miso a tutti.

Provate la ricetta della zuppa di Miso!

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17 ottobre – Basi di panificazione: pani, pizze e focacce!

Descrizione del corso:

    L’arte della panificazione si tramanda da secoli ed è l’arte di preparare alcuni degli alimenti più comuni ma anche più amati da tutti: pani, pizze e focacce!
    Lo scopo del corso sarà quello di riscoprire le basi della panificazione, usando i metodi naturali e genuini: dall’utilizzo del lievito madre, all’impiego di farine integrali come quella di segale, di farro, kamut e di semi. Sarete seguiti durante ogni passo della preparazione del pane dal nostro chef Martino Beria che vi spiegherà quali sono le condizioni e le lavorazioni ottimali per ottenere un risultato eccezionale direttamente a casa vostra.
    Proprio perchè non c’è nessun profumo più inebriante di quello del pane appena sfonato, il 17 ottobre, non perdetevi il corso sulle basi di panificazione di lacucinavegetariana.it.

A chi è rivolto:

  • agli “onnivori” appassionati di cucina
  • alle persone che si stanno avvicinando all’alimentazione Vegan-vegetariana
  • a chi, già vegetariano, vuole saperne di più scoprendo nuove ricette
  • a chi vuole scegliere un modo di alimentarsi sano
  • a chi cerca nel cibo l’energia e la vitalità

Dove: Mobilificio Corò, Via Caltana 129, Marano Veneziano
Quando: Giovedì 17 Ottobre 2013
A che ora: dalle 19:30 alle 22:30
Costo del corso: 45€ a lezione se vi iscrivete a un minimo di 4 lezioni, 50€ a lezione singola.

Per iscriversi al corso è necessario compilare il modulo che trovate QUI. Il modulo deve essere inviato a info@lacucinavegetariana.it soltanto dopo aver effettuato il pagamento tramite bonifico bancario.

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Intestato a: Beria Martino
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In alternativa potete pagare in contanti all’inizio dei corsi dopo aver prenotato il vostro posto via mail o telefonicamente.

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Per informazioni ed iscrizioni:
www.lacucinavegetariana.it
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