“Biere du Verdon”: la birra artigianale di Moustiers Sainte Marie

Nel paesino di Moustiers Sainte Marie, famosissimo per le sue ceramiche decorate e per la sua bellezza, ho avuto modo di fare una scoperta interessantissima. Per chi fosse un amante delle birre artigianali, in cima al paese, si trova una piccola birreria che serve freddissima la birra di produzione propria. Producono birra, idromele (bevanda alcolica prodotta dalla fermentazione del miele e altri ingredienti, a seconda del luogo di produzione), miele e aceto.

Biere du verdon

La birra che producono è ad alta fermentazione e nel brassaggio mescolano al mosto il loro miele che dona fortissimi aromi di erbe: al primo assaggio si percepisce una fortissima nota di rosmarino e di acido, caratteristiche prevalenti di questa birra, al secondo sorso in ordine colpiscono i gusti di lavanda e di timo, con un finale di miele. La gradazione è intorno al 7% ma non si percepisce. Questa birra quindi stupisce per i vari aromi che sprigiona e lascia un palato pulito.
I proprietari del birrificio sono Scipion, e Willy, i quali mi hanno detto: “noi non siamo birrai, è un hobby che ci piace, di base siamo apicoltori, produciamo miele, e con il miele diamo alla nostra birra i sapori di queste terre”. Per quanto loro lo prendano come hobby, il locale è sempre pieno e molta gente va a prendersi bottiglie e fustini da portarsi a casa. Il prezzo è incredibilmente onesto rispetto ai prezzi proposti in giro per la provenza, soprattutto considerato che si sta consumando un prodotto artigianale di qualità. Ho anche assaggiato l’idromele che ha il cuore della loro birra, ma è molto più alcolico, comunque ottimo! Il miele è molto buono e me ne sono portato a casa qualche chilo, soprattutto apprezzo molto quello di lavanda.

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Se non c’è la data di scadenza

Se non c’è la data di scadenza, come si fa? Buttiamo tutto via o prendiamo coraggio e assaggiamo quel che c’è in frigo da chissà quanto tempo? Capita a tutti di sostituire il contenitore o di non trovare un riferimento leggibile sulla confezione, quindi abbiamo pensato di darvi una pratica lista di alcuni prodotti molto comuni e la loro data di scadenza indicativa.

  • Uova fresche: 3/5 settimane
  • Uova lesse: 1 settimana
  • Formaggio spalmabile: 2 settimane
  • Margarina: 6 mesi
  • Burro: 1/3 mesi
  • Latte vaccino (aperto): 1 settimana
  • Latte di soia: 1 settimana
  • Formaggio (aperto): 3-4 settimane
  • Ketchup: 6 settimane
  • Condimenti per insalate: 3 mesi
  • Sottaceti: 1/2 settimane
  • Maionese: 2 mesi
  • Tofu: 1 settimana

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La lavanda in Provenza

Il prodotto locale provenzale per antonomasia è proprio la lavanda. Gli ordinatissimi filari di questi cespuglietti viola percorrono ettari ed ettari di territorio inebriando tutto ciò che li circonda del loro profumo, soprattutto a luglio quando sono in piena fioritura! Il mio personale consiglio è quello di prendersi il tempo necessario per visitare in macchina o in bici i luoghi della lavanda. L’ideale è recarsi li la mattina presto quando il sole non è ancora alto, quando il silenzio e una brezza fresca invadono le campagne: accostate l’auto e scendete a respirare l’incanto di questi luoghi. Tra la seconda metà di giugno e la prima metà di luglio la lavanda fiorisce, dopo di che viene raccolta, setacciata e lavorata secondo una tradizione secolare. Tra i tanti prodotti che si realizzano con la lavanda, famoso è il miele di lavanda: il profumo intenso e fragrante, la consistenza porosa e cristallizzata, il sapore caratteristico e fruttato, lo rendono un finissimo miele da tavola da abbinare a formaggi stagionati, come montasio e pecorino sardo. E, in più, è consigliato nella cura delle vertigini e del mal di testa per le sue qualità calmanti e analgesiche. Lungo le “strade della lavanda”, da Sault a Valensole, da Manosque alle Gole del Verdon, è molto facile trovare chioschi, fattorie e piccoli negozietti a conduzione familiare che vendono prodotti legati al profumato arbusto viola: mazzetti freschi, saponi, saponette, oli essenziali, sacchettini profumati, ma anche caramelle, dolcetti, confetture e torroni. Chi poi ama il relax e la tranquillità, non può assolutamente rinunciare alla possibilità di fermarsi qualche notte nei bellissimi e appartati chambre d’hotes, immersi nella natura. Le camere sono arredare finemente, decorate con grande gusto e offrono tutti i confort a prezzi ragionevoli. Si può certamente affermare che questa parte della Provenza meriti una visita dettagliata per l’innumerevole quantità di luoghi naturali e di piccoli paesini medievali arroccati sulle colline come delle pietre preziose. Differisce molto dall’idea di mondanità e affollamento che caratterizza la Costa Azzurra, o dalla calda e sterminata Camargue. È un posto magico che conserva nei suoi colori e nei suoi profumi la sua grande unicità.

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Come sostituire le uova

Non sapete come sostituire le uova? In effetti, non è così semplice, dato che moltissime ricette prevedono l’utilizzo di uova sia come legante sia come elemento che facilita la lievitazione, soprattutto se si tratta di dolci. Quindi se siete vegani o, semplicemente, vi siete trovati all’ultimo senza uova in frigo, non disperate! Qui sotto trovate alcune soluzioni per risolvere il problema.

1 uovo corrisponde a:

  • 1/2 banana matura schiacciata;
  • 1/4 di mela cotta o grattugiata;
  • 1 cucchiaio di purea di prugne;
  • 1 cucchiaio di semi di lino macinati cotti a fuoco lento in 3 cucchiai di acqua bollente per 2 minuti;
  • 1 cucchiaio di sciroppo d’acero (attenzione che si tratta di uno sciroppo molto zuccherato!);
  • 2 cucchiai di fecola di patate e due cucchiai di acqua;
  • 60 gr di tofu seta (questo ingrediente appesantisce il composto quindi sarà necessario utilizzarlo come legante piuttosto che come lievitante);
  • 60 gr di yogurt di soia.

1 albume corrisponde a:

  • 1 cucchiaio di fiocchi di agar agar con 1 cucchiaio d’acqua. Una volta ben mescolati lasciare in freezer per 5 minuti.

Infine, in commercio è possibile trovare dei prodotti che sostituiscono le uova come il No Egg e il Ener-G e sono molto adatti ai preparazioni croccanti, come i biscotti. Questi si possono anche riprodurre in casa seguendo questa semplice ricetta:

  • 1 cucchiaino di lievito, 1/2 cucchiaino di bicarbonato, 2 cucchiai di farina, 2 cucchiai di acqua.

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I panifici e il pane provenzale

Molte volte, quando pensiamo alla Francia, nella nostra mente ci dipingiamo l’immagine del tipico francese che cammina per Parigi con la sua baguette sotto il braccio. A dire il vero, la baguette è solo un tipo di pane tra i molti che si trovano sui banchi del panifici.

Panifici:

A mio parere, le boulangerie francesi hanno un fascino del tutto unico, irripetibile altrove. E non è motivato soltanto dall’estetica di questi luoghi, ma soprattutto dalla qualità dei prodotti! Se parliamo di pasticceria, per esempio, non potranno mai mancare i croissant classici (non si trovano quasi mai farciti, ma vi assicuro che non ce n’è alcun bisogno), la fetta di flan, navette croccanti o il goloso pain au chocolat!

Pane:

Per quanto riguarda il pane, invece, i francesi amano le forme allungate: baguette, banette (più piccola e grossa), torchons (lunghe e arrotolate all’estremità), e chi più ne ha più ne metta! Da non perdere sono le boulangerie artisanal au feu de bois, ovvero, i panifici artigiali dove il pane viene cotto secondo le antiche tradizione in un forno a legna su una base di pietra. Il sapore e il profumo che acquista il pane preparato in questi forni, sono assolutamente unici! Una verà bonta che raramente si trova in Italia, quindi vi consiglio vivamente di provarlo! Al ritorno dalla vostra vacanza in Provenza lo rimpiangerete, ne sono certo! Inoltre in più di qualche boulangerie ho potuto trovare il pain au levain, ossia il pane lievitato con lieviti naturali, un acquisto davvero imperdibile per tutti coloro che ricercano cibi tradizionali e salutari.

Panificati:

La pissaladière, è forse la più interessante: si tratta di una focaccia farcita con cipolle cotte in aceto, olive, erbe provenzali e tanto buon olio d’oliva extra vergine! La più buona che abbia mai mangiato l’ho comprata in un piccolo centro vicino alle Gole del Verdon chiamato Trigance: in questo minuscolo paesino arroccato su una collina, proprio accanto al campanile, la proprietaria del panificio prepara ancora come si faceva una volta il pane con il suo forno a legna! Peccato averne comprata solo una! Da leccarsi i baffi!

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Reportage sulla Provenza

La Provenza, è una delle più belle regioni del sud della Francia, per questo meritava un reportage interamente dedicato alla sua terra e ai tesori che racchiude. Non ci siamo stati un po’ di tempo fa e in due settimane (magari fossimo riusciti a fermarci un po’ di più) abbiamo passato le nostre giornate tra panorami meravigliosi, fiumi, mare e montagne incredibili, un viaggio che ci è rimasto incastonato nel cuore. Ciò che più ci ha colpito sono stati i profumi delle erbe selvatiche, della lavanda e i gusti tipici di quei posti. Dal miele al pane, dai formaggi alla birra. La Provenza è un luogo magico dove la tradizione e i gesti di una volta sono ancora vivi e attuali, dove puoi perderti ore a girare tra stradine in mezzo ai campi di lavanda in fiore e addormentarti stanco la sera inebriato di quel profumo meraviglioso. Il nostro tour gastronomico è stato fatto interamente in auto, partendo da Nizza, per poi dirigerci verso Avignone, Arles, la Camargue, Cassis, l’isola di Porquerolles e infine si è conclusa presso il lago si Santa Croce, le valli del Verdon e la piccola ma preziosa Moustiers Sainte Marie. Nelle prossime settimane, vi renderemo partecipi di questa nostra avventura, consigliandovi i migliori prodotti, dove trovarli e informarvi sulla loro origine e storia. Vogliamo raccontarvi una vacanza da sogno che, se volete, potrete fare vostra!

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Antibiotici? Meglio quelli naturali

Se stai male, ti ordinano gli antibiotici, ma qual è l’alternativa alla medicina tradizionale? Sono migliori i metodi naturali o i medicinali di origine sintetica? Già in passato, l’uomo faceva uso di erbe aromatiche e alimenti per le loro proprietà curative. L’uso di antibiotici naturali, ricavati da cibi o erbe, ci procura benessere in modo non aggressivo, stimolando naturalmente l’azione del sistema immunitario.
 Alcuni esempi:

Aloe Vera

Utile sia per uso esterno sia interno per le sue numerose proprietà curative, porta benefici alla pelle, con la sua azione cicatrizzante e battericida, e previene infezioni e malanni di stagione. Consigliata anche a chi ha problemi di stomaco e intestinali e si può impiegare in caso di bronchite e problemi respiratori.

Aglio

le sostanze contenute nell’aglio lo rendono un vero antibiotico con azione su diversi batteri tra i quali anche quello del tifo. È utile per i capelli, la pelle, la pressione sanguigna, riduce il rischio di arteriosclerosi e aiuta a regolare colesterolo e trigliceridi nel sangue. Favorisce il ripristino della flora batterica ed è di sostegno al sistema immunitario.

Cipolla

Come l’aglio, è un potente antibatterico, con anche un’azione antinfiammatoria e depurativa; migliora la circolazione sanguigna e regola i valori del colesterolo; previene, inoltre, l’arteriosclerosi e gli infarti.

Echinacea

Rafforza il sistema immunitario ed è la risposta naturale alle malattie stagionali e alle infezioni delle vie urinarie.

Origano

Con le sue proprietà analgesiche, antisettiche e antispasmodiche è usato nell’aromaterapia per la sua capacità di uccidere la quasi totalità dei batteri comuni e cura problemi all’apparato respiratorio e vari malanni di stagione. Inoltre, è un ottimo rimedio contro la cellulite.

Tè verde

Utile per la perdita di peso e in caso di gonfiore, ha proprietà antiossidanti e protegge l’organismo da batteri e virus influenzali.

Zenzero

Soluzione per numerosi disturbi comuni quali influenza o raffreddore grazie ai suoi principi attivi, è anche dotato di alti livelli di attività anti-cancro.

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Lo chef di River Cottage Everyday presenta “Vegetariano gourmand”

Lo chef di River Cottage presenta “Vegetariano gourmand”, edito da Gribaudo, oltre duecento ricette vegetariane e vegane in un ricettario tutto colore e sapore! Hugh Fearnley-Whittingstall, chef e conduttore del tv-show britannico River Cottage (www.rivercottage.net), ha raccolto più di duecento ricette solo vegetariane (di cui un terzo vegane) in un ricettario che spazia dal comfort food, alle insalate, ma anche minestroni, zuppe, pasta, riso, stuzzichini, panificati, preparazioni senza cottura, contorni e ricette alla griglia o sul barbecue. Oltre alla bellissima e variopinta grafica con cui sono presentate le ricette e i contenuti, ci hanno colpito molto le foto, semplici, concrete e assolutamente efficaci nell’evocare il messaggio che Hugh vuole trasmettere di una cucina che riscopre i gusti semplici di una volta, sperimentando una cucina naturale, nuova e al contempo ben radicata nella tradizione, senza l’impiego di carne o pesce. Lo stesso autore, il quale non ha ancora sposato totalmente la dieta vegetariana, spiega nell’introduzione il perché ha deciso di scrivere un libro di sole ricette vegetariane. Il punto di vista di Hugh Fearnley-Whittingstall ci pare davvero interessante: ha un approccio molto aperto e consapevole nei confronti di aspetti che ci stanno molto a cuore come la sostenibilità ambientale, l’etica e il rispetto nei confronti degli altri esseri viventi, la salute. Tutto questo, viene raccontato con parole semplici, umane e dirette non soltanto ai vegetariani, ma anche agli onnivori senza la pretesa di “convertire” nessuno, ma di aprire la mente e il cuore verso un modo di cucinare e mangiare più sensibile e attento.

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Lo stesso Hugh afferma “il mio scopo è cambiarvi la vita. Quello che voglio ottenere è convincervi a consumare più verdure, molte più verdure, arrivando addirittura a trasformare i prodotti nell’orto nel pilastro della vostra cucina quotidiana”. Ci piace il suo atteggiamento didattico propositivo, di come cambiare le nostre abitudini alimentari verso un consumo sempre minore di carne e pesce non sia soltanto auspicabile, ma allo stesso tempo facile e divertente. Hugh si è schierato in prima persona dalla parte dei vegetariani rivoluzionando il suo stesso concetto di cucinare, combattendo i suoi e gli altrui pregiudizi, sfidando i cliché e arrivando a cambiare il proprio stile di vita e quello della sua famiglia. Ci piace la sua schiettezza quando afferma “dovete togliervi dalla testa l’idea che senza carne qualsiasi piatto sia incompleto!”. Non è proprio questo il più grande degli ostacoli o dei pregiudizi? Quante volte vi è stato chiesto “ma se non mangi la carne cosa mangi?”. Bella sfida per uno chef onnivoro, vinta a testa alta, anche opponendosi a un atteggiamento molto diffuso di diffidenza e scherno da parte di noti chef nei confronti della cucina vegetariana. Lo chef di River Cottage, ci stupisce con un ricettario fresco e autentico, un onnivoro che si mette nei panni di un vegetariano con umiltà, consapevolezza e attenzione. Questo libro è davvero in grado di dare nuovi spunti e idee al vegetariano che vuole rinnovare il proprio repertorio ed è una guida perfetta per l’onnivoro che si avvicina curioso a un nuovo modo di mangiare che gli cambierà la vita.

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Il caffè, l’oro “verde”

Cosa c’è dietro la tazzina di caffè che ci servono al bar? Il piacere che ritroviamo quotidianamente in un buon caffè, potrebbe non essere poi tanto conveniente e redditizio per chi il caffè lo produce e lo raccoglie, chicco dopo chicco ed è, invece, vittima di speculazioni che gli impediscono di avere un ritorno economico giusto per il proprio lavoro.

Perché è importante acquistare il caffè in maniera consapevole?

Come altre materie prime, anche il caffè è una di quelle materie prime dette commodity, ovvero sono beni il cui prezzo viene regolato dalle tendenze di mercato. La compravendita di caffè infatti non avviene nei Paesi in cui viene prodotto, ma nei mercati occidentali, in particolare a New York (per l’arabica) e a Londra (per la robusta). Per questo, in questa realtà prodotto del colonialismo e del neo-colonialismo, gli attori più svantaggiati sono certamente i piccoli produttori e agricoltori che si affidano a degli intermediari chiamati coyotes, cosa che non fa che diminuire i propri ricavi, rischiando spesso di non coprire nemmeno i costi di produzione. I piccoli produttori di caffè, come se non fosse abbastanza, sono stati fortemente penalizzati dai danni creati da disastri climatici che si stanno verificando in Centro America e Sud-Est Asiatico, distruggendo i raccolti irrecuperabilmente.

Il gusto “giusto” del buon caffè

Concorderete dunque che, se si può, è sempre meglio acquistare un caffè che provenga dal commercio equo e solidale, lontano da dinamiche estremamente dannose e colonialiste che speculano sui produttori di caffè del Sud del mondo, che non fanno che peggiorare le condizione di fame e miseria dei così detti Paesi poveri.

Noi, in prima persona, possiamo scegliere di mettere nel nostro carrello della spesa, un caffè che rispetti il lavoro dei piccoli produttori. Affidandoci a prodotti del Altromercato, per esempio, o altri marchi con etichetta “fair-trade” sapremo che per il caffè che stiamo acquistando è stato pagato ai produttori un prezzo equo, senza uso di intermediari e con garanzie effettivi per i lavoratori. La qualità del caffè è tenuta sotto controllo in modo da garantire un prodotto di alto livello per il consumatore, ovvero noi. Soltanto così sapremo di certo che il caffè che beviamo è davvero buono, per noi e per chi lo produce e lo raccoglie con le proprie mani.

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Bruxelles vieta l’uso del pesticida-killer in favore della sopravvivenza delle api

Ieri, 16 luglio 2013, a Bruxelles, la Commissione europea ha finalmente deliberato in merito all’uso del Fipronil, il pesticida-killer, altamente nocivo per le api. Su 28 Stati membri, 23 hanno votato a favore, tra cui anche L’italia. Secondo il Commissario Ue alla salute, Tonio Borg, si tratta di un “nuovo passo avanti contro il declino delle api”, ma non si tratta di un capitolo chiuso. Infatti, oltre al Fiponil, esistono altri tre pesticidi, letali per le api, su cui scatterà una moratoria, prevista per il prossimo primo dicembre e con durata di due anni. Una vittoria per le api, ma anche per tutta l’umanità. Gravissime sarebbero, infatti, le conseguenze se le api si estinguessero, perché questo porterebbe alla rapida estinzione anche del genere umano. Questo era stato già compreso e previsto da Albert Einstein, decenni fa, quando affermò “Se dovessero sparire le api dalla superficie della Terra, all’uomo non rimarrebbero più di quattro anni di vita. Senza le api non si ha impollinazione e quindi l’uomo sarebbe condannato all’estinzione!”. A questo proposito anche Greenpeace sta lavorando duramente per sostenere una campagna di sensibilizzazione e informazione per salvare questi piccoli insetti che, seppur piccoli, tanto fanno per il nostro ecosistema. Se volete saperne di più e sostenere l’iniziativa collegatevi al sito di Greenpeace.

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